Interviste

Intervista a Lorenzo Pastrovicchio, disegnatore Marvel, Panini e Walt Disney Italia

Alessia
Scritto da Alessia

A pochi giorni dalla scomparsa di Stan Lee, ideatore e padre della Marvel, abbiamo intercettato un disegnatore famoso in Italia e oltre.

Lorenzo Pastrovicchio, triestino di nascita, fumettista per Marvel, Panini e Walt Disney Italia , dalla metà degli anni ’90, segna ufficialmente l’inizio della collaborazione effettiva con la Walt Disney Co. Italia, per la quale esegue anche i primi lavori di merchandising e licensing (illustrazioni per puzzle, abbigliamento, pubblicità, etc). Dal 1995 continua la sua collaborazione con diverse testate di fumetti della Walt Disney: Topolino (storie a fumetti), Grandi Classici (copertine), Paperinik (copertine e storie a fumetti), Giovani Marmotte (copertine e fumetti), Minni & Co. (fumetti). A fine anni ’90 inizia la collaborazione con la testata PKNA – Paperinik New Adventures, sempre della Disney, di cui ha realizzato molte tavole.

Lorenzo Pastrovicchio ha avuto numerose ed importanti altre collaborazioni esterne come, ad esempio, la creazione per la Fiat di un fumetto pubblicitario per il lancio della Multipla e le grafiche realizzate per la rivista Max. Ha ricevuto il prestigioso premio Topolino d’Oro, attribuitogli dalla Walt Disney come miglior copertinista  Nel 2008 partecipa alla realizzazione del n.50 di Jonathan Steele (Star Comics) di cui realizza anche la cover.

Ha sviluppato gli studi 3D dei “personaggi Disney” prodotti da De Agostini e continua il suo lavoro con Disney dando un importante contributo a serie di successo come Wizards of Mickey, Double Duck e Topolinia 20802.

Come prima cosa partiamo dagli inizi, ovvero quando hai deciso di realizzare storie a fumetti?
Da piccolo leggevo quello che mio padre portava a casa. Topolino e tutti gli albi Disney pubblicati all’epoca erano il mio pane, poi però giravano molti Tex e Diabolik, che trovavo più ostici in tenera età. Altra rivista fondamentale per la mia crescita fu il Giornalino con tantissimi autori di rilievo, come non citare in questo caso Attilio Micheluzzi o Sergio Toppi. L’adolescenza invece mi portò la comicità italiana di Lupo Alberto, le Sturmtruppen e il mio grande amore per i Supereroi americani. Per finire, non volendo dilungarmi troppo, direi che il manga in assoluto è stato e rimane a tutt’oggi Akira di Otomo e l’amore per la genialità di un maestro mondiale come Jean Giraud in arte Moebius. Ecco direi che, nonostante io continui tutt’ora a leggere di tutto, queste letture sono un po’ quelle che mi hanno formato come artista.

Come nasce una storia a fumetti?
Tutto nasce come sempre da un momento di ispirazione, da un’idea. È una lampadina che si può accendere in qualsiasi momento e tu devi seguirne il flusso, e cercare di fermarla. Poi più avanti ti siedi con calma e cerchi di darle forma e sostanza o magari pure di scartarla, pero è un po’ cosi che comincia…Poi nel caso della Produzione seriale le cose sono diverse, devi interfacciarti con più persone (come nel caso di Disney per l’appunto). La redazione di Topolino fa da collante tra sceneggiatori e disegnatori; ai primi chiede di creare Sceneggiature su misura con specifiche che possono cambiare di volta in volta, poi viene selezionato l’artista più adatto a disegnarla. Bisogna essere bravi a lavorare in team e rispettare le date di consegna richieste del “cliente”, ma alla fine escono fuori le belle storie che trovate settimanalmente in edicola.

Personaggio preferito di sempre…
Questa è difficile. Essendo io artista Disney da più di 25 anni, ho avuto modo di approfondire tutti suoi personaggi, ed il Mickey dei comics americani degli anni ’40 è il mio preferito, sia graficamente sia psicologicamente e per il tipo di avventure che viveva. Invece fuori Disney il mio preferito è stato per anni Okuto no Ken, detto Ken il Guerriero, per le ambientazioni post atomiche alla Mad Max unite a queste arti marziali che per epoca (primi anni ’80) erano di uno splatter assurdo! Come dire il diavolo e l’acqua santa!

Che tecniche utilizzi?
Utilizzo sia le tecniche classiche (matita, china, acquarelli, ecc.), che quelle digitali, ma ancora livelli molto semplici…mi piace molto sporcarmi le mani quando lavoro, ma indubbiamente il digitale in alcuni casi velocizza e permette di agevolare certi passaggi.

Cosa ti piacerebbe esplorare e di cui ancora non ti sei occupato nella tua attività?
A me, fare fumetti e in generale illustrazioni, piace parecchio. L’unica esigenza che sento sempre più forte, è quella di occuparmi di più di progetti personali, senza nulla togliere al piacere di fare Disney. In più mi piacerebbe avere più tempo per dedicarmi alla colorazione, cosa che nella produzione seriale è sempre delegata ad altri per motivi di scadenze strette o di costi.

Hai una ritualità prima di disegnare?
Si, cerco di svolgere le piccole incombenze casalinghe prima di cominciare a disegnare e magari fare pure un po’ di sport, in maniera da svegliarmi bene, altrimenti le prime ore del giorno sarei lì a vegetare sulla sedia.

Qualche anticipazione sul tuo prossimo lavoro…
Per Disney ho in uscita un po’ di cose  a dicembre sul settimanale Topolino, in particolare ci sono due storie celebrative per il compleanno di Mickey Mouse, scritte da Francesco Artibani, di cui una in stile anni trenta e una con Eta Beta, una terza invece scritta da Tito Faraci, è una bella storia natalizia. Per il futuro ho tante cose nel cassetto ad aspettarmi in progetto con amici e colleghi, ma non le voglio anticipare perché non so a quale dare la precedenza.

Il bicchiere è…mezzo pieno o mezzo vuoto?
Sempre mezzo pieno, la vita va presa di petto!

Il creautore

Alessia

Alessia

Veneta di nascita (ma vivo a Roma da 10 anni), sono appassionata, abbastanza in questo ordine, di: Steve Jobs, tutto Beatles, Al Pacino, Emma Stone e, da poco, anche di Bruno Mars. Naturalmente amo da morire scrivere, e osservare. Sono curiosa dei nuovi linguaggi contemporanei, in tutte le verie forme.

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