Articoli Creatività

Il sogno dell’acqua di Jean-Michel Othoniel

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

Per celebrare il suo 110° anniversario, in Francia, il Palazzo ideale del postino Cheval da carta bianca alla creatività di Jean-Michel Othoniel. Fino al 6 novembre 2022, le opere dell’artista, fatte di vetro e luce, come pietre preziose si incastonano nel monumento. Dal titolo Il sogno dell’acqua (Le rêve de l’eau), la mostra rende omaggio alla stravaganza geniale di Ferdinand Cheval che avrebbe voluto inserire delle fontane e ninfei nel suo palazzo.

Dieci fontane, attraverso l’acqua che sgorga e scorre nell’edificio, realizzate in vetro di Murano e vetro specchiato blu indiano, si inseriscono nell’opera del postino Cheval sia formalmente che per associazione con i motivi rappresentati.

Della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni

Dopo il successo del suo intervento al Petit Palais con Il teorema di Narciso e su invito del direttore del monumento Frédéric Legros, l’artista ha immaginato una mostra attorno a due elementi principali del Palazzo: l’acqua e la luce. Ispirandosi ai disegni preparatori del postino Cheval e alle forme da lui ideate, Jean-Michel Othoniel evoca il meraviglioso affinché il sogno del postino Cheval diventi realtà, ovvero che il Palazzo è animato da giochi di acque, fontane e cascate.

Un dialogo tra la creazione contemporanea e l’opera singolare del postino Cheval: il viaggio fiabesco di Jean-Michel Othoniel, all’interno e intorno al Palazzo, al pubblico regala gioielli preziosi, mattoni iridescenti, perle giganti e altri oggetti preziosi. Nel “museo antidiluviano” (dove il postino Cheval collocò le pietre che non trovavano posto nel suo palazzo), l’artista installa Oracle, una scultura in mattoni dorati realizzata in India, che “rievoca la costruzione tanto quanto il Sacro e il desiderio di quella materia”.

Jean-Michel Othoniel al Palazzo ideale del postino Cheval

L’arte trasforma il sogno in realtà

«Non vedo l’ora di sorprendere Ferdinand Cheval, di perdermi di nuovo nei misteri dell’infanzia, nel mondo particolare della giovinezza e nella gioia di saper vivere e concludere la mia vita», spiega Jean-Michel Othoniel in una nota. L’idea di trasformazione e sublimazione della materia, l’importanza dell’immaginazione ma anche del processo di re-incanto della realtà che è al centro del suo lavoro gioca armoniosamente con l’opera di Ferdinand Cheval per costruire un percorso incantevole.

In questo dialogo intimo con questo “Tempio della Natura” che è il Palazzo Ideale, l’artista crea acqua e luce con i suoi materiali privilegiati e immagina una serie di opere che permettono ai visitatori di vivere un’esperienza il più vicino possibile a quella pensata e voluta da Ferdinand Cheval.

Il creautore

Cristina Biordi

Cristina Biordi

Loading Facebook Comments ...