Interviste

“We need a change”, il murales più lungo (e sostenibile) in Italia realizzato da Piskv

piskv murales sostenibile

WE NEED A CHANGE”, realizzato a Valmontone Outlet è il murales sostenibile più lungo d’Italia: 110 metri di lunghezza e una superficie complessiva di 450mq.

Realizzato su un muro di cinta del Valmontone Outlet da Francesco Persichella, alias Piskv, “We need a change” non è solo un’opera d’arte ma, grazie alle particolari pitture naturali utilizzate, permette di ripulire l’aria come farebbe un bosco di 18 alberi.

“We need a change” è street art utilizzata come strumento di rigenerazione urbana ma anche come mezzo per sensibilizzare e richiamare l’attenzione, in modo diretto ed immediato, al climate change. È un modo inusuale ed immediato per parlare di sostenibilità e metterla in campo concretamente.

Questa iniziativa rientra nell’ambito delle attività di Corporate Social Responsability promosse dall’Outlet di Valmontone.

Architetto e visual artist, classe 1993, Piskv nasce a Bari ma è Roma la sua città di adozione. Da sempre interessato all’architettura e all’arte, ha trovato la sintesi perfetta nella street art che gli permette di interagire con il contesto architettonico esaltandolo attraverso la rappresentazione. Ad oggi ha realizzato circa 40 opere in tutta Italia.

Abbiamo rivolto qualche domanda a Piskv, in merito a questa iniziativa legata all’arte e alla sostenibilità ambientale.

Il tuo ultimo progetto si chiama “We need a change” ed è il murales sostenibile più lungo d’Italia. Cosa ti ha spinto a preparare un progetto del genere? In generale, quando prepari un muro all’esterno, di cosa tieni conto? Quanto l’ambiente circostante incide?

Il progetto è nato dalla mia volontà e da quella dell’Outlet di Valmontone, con l’obiettivo di realizzare un murales a tema ambiente. Quello di Valmontone è un contesto molto bello, naturalistico, questo centro commerciale è immerso nel verde, in mezzo ad una vallata. Da lì è venuta anche l’idea di utilizzare delle vernici cattura smog e quindi di coinvolgere Airlite.
Un progetto di questo tipo ha un senso davvero importante per il territorio circostante.

In generale, quando prepari un muro all’esterno, di cosa tieni conto? Quanto l’ambiente circostante incide?

La prima cosa che faccio quando mi accingo a preparare un murales per l’esterno è sicuramente il contesto esterno, urbano o naturalistico. Mi piace che i lavori siano unici e non replicabili. In questo caso era interessante andare a mascherare questa lunga cinta di cemento con un progetto sì d’impatto, ma che si integrasse bene con gli alberi, i giardini.

Come è stato accolto dalle Istituzioni e della cittadinanza questo lavoro? Cosa ti ha lasciato?

Il lavoro è stato accolto molto bene dalle Istituzioni e dai cittadini, come dagli studenti che hanno partecipato ai lavori, perché è un progetto che apporta una miglioria notevole allo spazio, non solo per un fatto estetico, ma anche per le vernici cattura smog. Non è un’opera d’arte fine a se stessa e questo è forse il ricordo più bello che conservo. Anche per i ragazzi delle scuole di Valmontone è stata una esperienza formativa e di crescita, come lo è stata per me.

Si parla sempre più spesso di street art e tutela dell’ambiente. Oggi sia la Commissione Europea sia tutte le istituzioni internazionali e italiane, sottolineano l’importanza della tutela dell’ambiente e del pianeta, anche attraverso azioni di rigenerazione urbana. In che modo la street art e gli interventi su strada possono seguire questa direzione, secondo te?

Se ne parla sempre più spesso, anche grazie a queste nuove tecnologie, che aiutano gli artisti a dare un contributo, non solo visivo. Non sarà la street art a salvare il pianeta, è auspicabile che la street art sia un veicolo di messaggi importanti, l’arte in generale può esserlo sempre.

Hai altre iniziative in cantiere, in questo senso?

In cantiere ci sono diverse iniziative di varia natura, spero di collaborare nuovamente con Valmontone e Airlite, è stata la prima esperienza legata all’utilizzo di queste vernici, mi son trovato molto bene. Le caratteristiche di queste vernici sono assolutamente un motivo in più per sceglierle in futuro, quindi sì. Continuerò a lavorare in questa direzione.

Pensi che saremo in grado di recuperare un modo migliore di mettere in relazione l’arte e la tutela dell’ambiente?

Penso che in generale occorra recuperare il rapporto arte e ambiente, uomo e ambiente, siamo tutti consapevoli dell’importanza di questo perché ci viviamo, ma non facciamo abbastanza per preservarlo, anzi.
È chiaro agli occhi di tutti che le condizioni climatiche stanno cambiando, la colpa è sicuramente dell’uomo e bisogna attuare un cambiamento nelle nostre abitudini.

Che azioni concrete possono fare secondo te (anche nella scelta dei materiali, ad esempio) gli artisti che si accingono a realizzare iniziative del genere?

L’azione concreta, oltre ad utilizzare un messaggio importante, è quella di utilizzare degli vernici o delle tecnologie che contribuiscano attivamente a rispettare l’ambiente. Inoltre nel caso del progetto di Valmontone in parallelo alla realizzazione del murales è stata attuata una campagna di sensibilizzazione, coinvolgendo i giovani e i ragazzi, parlando anche con loro di queste tematiche. Sono stati piantati degli alberi nei pressi del murales. Questo progetto ha coinvolto diverse situazioni, tutte con lo scopo di migliorare l’ambiente in cui viviamo.

Il creautore

Redazione Vivicreativo

Redazione Vivicreativo

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