Art Paris 2026: il ritorno al Grand Palais tra linguaggio, nuove generazioni e desiderio di senso

Tempo stimato per la lettura: 13,7 minuti
Dopo l’arrivo trionfale al Grand Palais nel 2025, Art Paris 2026 riapre i suoi spazi iconici dal 9 al 12 aprile 2026, investendo la navata centrale e i balconi restaurati di uno dei simboli più celebri della Belle Époque parigina. Giunta alla sua 28ª edizione, la fiera ospita circa 165 gallerie, francesi e internazionali, confermandosi come uno degli eventi più attesi del calendario artistico mondiale. Parallelamente, il settore French Design Art Edition amplia la fiera al design e agli oggetti d’arte contemporanei, presentando architetti d’interni, designer e editori. La combinazione tra arte visiva e design consente al pubblico di esplorare nuove forme estetiche, dove funzionalità e ricerca estetica si intrecciano.
La fiera ha rafforzato la sua squadra curatoriale con l’arrivo di Solène Guillier, ex cofondatrice della galleria gb agency, nominata responsabile relazioni espositori insieme al commissario generale Guillaume Piens. La sua esperienza curatoriale e il suo profilo «audace» vengono accostati alla visione di Piens per consolidare l’identità della manifestazione e sostenere un dialogo più approfondito tra gallerie e artisti nel panorama dell’arte moderna e contemporanea.
Per sottolineare il legame tra arte, natura e contesto urbano della fiera, all’entrata del Grand Palais ad accogliere i visitatori ad Art Paris 2026 sono collocate due grandi sculture monumentali gonfiabili dell’artista francese Fabrice Hyber, tra cui un orso alto circa 10 metri e una struttura trasparente di 5 metri.
Art Paris 2026, crocevia di talenti, design e creatività internazionale
Più che un semplice mercato, Art Paris si presenta come un laboratorio di idee e come piattaforma culturale in grado di stimolare il dialogo tra passato e presente, tra arte moderna e contemporanea, tra artisti emergenti e maestri consolidati. In una città in piena rinascita artistica, la fiera diventa il crocevia dove la memoria storica e l’innovazione si incontrano.
L’edizione 2026 si distingue per un approccio curatoriale intenso e multidimensionale, che si manifesta nei due percorsi tematici, nelle esposizioni monografiche e nei settori dedicati ai giovani talenti e al design contemporaneo. La fiera non dimentica mai la propria vocazione cosmopolita, capace di coniugare la scoperta di nuovi linguaggi con la valorizzazione della tradizione artistica.
Inoltre, Art Paris è impegnata in un approccio sostenibile, applicando strategie di ecoconception che riducono l’impatto ambientale e favoriscono la responsabilità sociale. Dal 2022, ogni allestimento e attività è analizzato attraverso il ciclo di vita, garantendo una gestione più attenta delle risorse. In parallelo, la fiera promuove l’accessibilità attraverso visite guidate, strumenti digitali e percorsi tematici, rendendo l’arte contemporanea fruibile a un pubblico ampio e diversificato.
Debutti, ritorni e dialoghi tra artisti emergenti e maestri
Nella sezione generale di Art Paris 2026, la galleria Studio G7 – presente da anni alla fiera del disegno Drawing Now – fa il suo debutto alla fiera. Guidata da Giulia Biafore dal 2019, la galleria presenta sei artisti che trasformano frammenti di linguaggio, storia e materia in nuovi sistemi di significato: Anne e Patrick Poirier, David Tremlett, Daniela Comani, Jacopo Mazzonelli e Giulia Dall’Olio. Con un approccio che fonde memoria e sperimentazione, Studio G7 porta alla fiera opere capaci di dialogare con il pubblico attraverso strutture narrative e visive complesse, confermando la propria vocazione a esplorare le possibilità del linguaggio artistico contemporaneo.
La galleria Papillon fa il suo ingresso anche lei ad Art Paris, rafforzando la sua presenza internazionale. Fondata nel 1989 a Parigi, è nota per una programmazione curatoriale audace che riunisce artisti emergenti e affermati come Erik Dietman, Mehdi‑Georges Lahlou, Charles Le Hyaric, Raphaëlle Peria ed Elsa Sahal, presentati nello stand della galleria. Questa partecipazione testimonia l’impegno della Papillon nel dialogo tra scena francese e internazionale nell’arte contemporanea.
Ritorna, per la seconda volta, dopo il debutto dell’anno scorso, la casa editrice MEL Publisher, fondata da Michel-Édouard Leclerc e specializzata in stampe contemporanee, ha invitato Pascale Le Thorel, curatrice e critica d’arte, a selezionare opere emblematiche della casa editrice e a promuovere nuove creazioni. La proposta riflette l’apertura di MEL Publisher a tutte le tendenze artistiche dagli anni ’60 a oggi, affrontando temi attuali come la natura, in dialogo con le sezioni di Art Paris 2026: Babel, art et langage en France e La Réparation.
La galleria Waddigton Custot ritorna alla fiera presentando una selezione di artisti moderni e contemporanei tra cui Peter Blake, Hans Hartung, Serge Poliakoff, Fabienne Verdier e Edouard Vuillard, insieme a nomi storici e internazionali. La partecipazione arriva in coincidenza con l’apertura del nuovo spazio parigino in Rue de Seine
Leggi anche: La galleria Waddington Custot apre il suo spazio parigino con Le Choc Nabis
Il linguaggio esplorato in tutte le sue sfaccettature
Art Paris non è mai stata solo una fiera commerciale. Da anni costruisce percorsi tematici affidati a curatori invitati, capaci di leggere il presente attraverso l’arte. Nel 2026, due assi portanti attraversano l’intera manifestazione: il linguaggio e la riparazione. Il percorso Babel – Art et langage en France, curato da Loïc Le Gall, propone un’analisi approfondita del ruolo del segno, del testo e della comunicazione nell’arte contemporanea francese. Gli artisti selezionati non si limitano a rappresentare parole o lettere, ma sperimentano con la materia stessa della scrittura, la tensione tra testo e immagine, la circolazione dei segni e la loro reinterpretazione critica.
Loïc Le Gall sottolinea come la fiera diventi così un laboratorio di linguaggio: gli artisti interrogano la molteplicità degli alfabeti, l’ambiguità del segno e le modalità attraverso cui i simboli costruiscono, individualmente e collettivamente, la nostra percezione del reale. Alcune opere oscillano tra figurazione e astrazione, tra pittura, installazione e multimedialità, offrendo una lettura della società contemporanea come spazio di codici e messaggi in continua evoluzione.
La riparazione come pratica artistica e concetto etico
Se Babel lavora sulla costruzione del senso, il percorso La réparation, affidato ad Alexia Fabre, si muove su un terreno più intimo e politico. La riparazione è intesa come gesto, processo, necessità. La riparazione non riguarda solo oggetti o materiali, ma anche memorie, storie personali e collettive, identità culturali e simboliche. Ricucire fratture visibili e invisibili. Le opere selezionate evocano guerre, assenze, traumi, ma anche possibilità di ricomposizione. La cicatrice diventa forma, la fragilità si trasforma in linguaggio. Gli artisti esplorano la cicatrice come segno visibile o invisibile, l’atto di cura come gesto poetico e politico, e la resilienza come motore creativo. In questo contesto, l’arte non è solo rappresentazione, ma atto di resistenza e resilienza.
Secondo la critica, questo percorso rappresenta una riflessione sul tempo e sul valore dell’arte come strumento di continuità e trasformazione. Le opere mostrano come la memoria e il presente possano dialogare, creando una narrativa che attraversa passato, presente e futuro, senza rinunciare alla sperimentazione visiva.
Spazi senza uscita: dialoghi tra pittura e fotografia
Specchi ciechi, tavole nere, scale infinite, motivi a incastro e immagini boomerang: le opere dei cinque artisti selezionati dalla galleria BINOME nel percorso Riparazione immergono lo spettatore in una vertigine visivo senza ingressi né uscite, creando spazi interni che si sviluppano in loop, sospesi e auto-riflessivi. In queste variazioni sul tema emerge un dialogo costante con la storia dell’arte e della fotografia: dal Secolo d’Oro della pittura olandese a Manet nelle opere di Laurence Aëgerter, dal rapporto con il sacro nelle creazioni di AurelK, dalle antiche lastre fotografiche di Anaïs Boudot al movimento della cronofotografia in Thibault Brunet, fino a Hokusai e Van Gogh reinterpretati da Lisa Sartorio, tutti gli artisti costruiscono ponti tra classicismo e modernismo, trasformando forme e temi storici in questioni vive dell’arte contemporanea.
Promesses: giovani artisti e nuove gallerie al centro della scena
Uno degli elementi più interessanti di Art Paris resta la sua attenzione alla scena emergente. Il settore Promesses, installato sui balconi che circondano la nef, accoglie 27 gallerie con meno di dieci anni di attività. Una scelta precisa: sostenere la giovane creazione riducendo i costi di accesso e offrendo visibilità reale. Curato da Marc Donnadieu, il settore presenta fino a tre artisti per galleria, creando una mappa dinamica delle nuove tendenze. Qui si percepisce con maggiore chiarezza il cambiamento in atto: pratiche ibride, attenzione ai temi identitari, dialoghi tra arti visive, architettura e fotografia. Non è solo una vetrina, ma un terreno di sperimentazione.
Il curatore indipendente ha selezionato le gallerie più promettenti, garantendo un mix equilibrato tra sperimentazione e qualità estetica, che contribuiscono a rinnovare il linguaggio dell’arte contemporanea, introducendo opere audaci, installazioni multimediali e progetti interdisciplinari. Promesses funziona come un incubatore creativo, in grado di stimolare il dialogo tra generazioni e aprire nuove prospettive di mercato.
Deng Shiqing e Holly Stevenson: percorsi critici tra realtà e sogno
Nella sezione Promesse, la C+N Gallery CANEPANERI, con sedi a Milano e Genova, presenta due artiste, Deng Shiqing e Holly Stevenson. La pittura di Deng Shiqing nasce dall’accostamento di cibo, storia dell’arte e cultura digitale, utilizzando umorismo e assurdo come strumenti critici. Le sue immagini, inizialmente leggibili, vengono destabilizzate attraverso slittamenti e contaminazioni sensoriali, trasformandosi in strutture percettive complesse. Attraverso simboli ricorrenti, l’artista indaga il corpo, la nascita e il rapporto tra realtà fisica e costruita.
La ricerca artistica di Stevenson nella ceramica si inserisce nel rinnovato interesse per il Surrealismo, oggi riletto in un contesto segnato da conflitti globali e da una rinnovata attenzione all’immaginario onirico e freudiano. Questa nuova stagione si distingue per una prospettiva femminista, che restituisce centralità alle artiste, come Leonora Carrington e Lee Miller.
Monografie e protagonisti dell’arte contemporanea
Il settore Solo Show presenta 24 esposizioni monografiche che permettono di approfondire il lavoro di artisti moderni, contemporanei ed emergenti, offrendo al pubblico una visione più coerente e intima delle loro pratiche. Questo approccio valorizza il dialogo tra opere e favorisce una lettura più critica del percorso creativo dell’artista.. Tra i nomi in programma figurano Ben Arpea, Lara Bloy, Erró, Yasmine Hadni, Mahalakshmi Kannappan e Christiane Löhr, con opere esposte da gallerie internazionali per offrire sguardi individuali sulla scena artistica attuale
Per citare un’artista, presso la Culturi Gallery, l’artista indiana Mahalakshmi Kannappan presenta After Pressure, una serie di sculture nere stratificate, compresse e parzialmente fratturate. Le opere non mostrano l’impatto, ma ne conservano la traccia: le forme si stabilizzano dopo la perturbazione, mentre la superficie trattiene una pressione invisibile ma attiva.
Il nero, cuore della ricerca di Kannappan, si dispiega in sfumature che oscillano tra la profondità della memoria e la leggerezza della trasformazione, catturando l’equilibrio tra permanenza e mutamento.
French Design Art Edition
Dopo il successo della prima edizione nel 2025, il settore French Design Art Edition torna sui balconi nord della navata del Grand Palais con una selezione ampliata di nomi di spicco del design e dell’architettura d’interni. Curato da Jean-Paul Bath e Sandy Saad, commissari d’esposizione e direttori dell’associazione Le FRENCH DESIGN, il settore ospita diciotto espositori tra architetti d’interni, designer, editori e galleristi specializzati, che presentano pezzi contemporanei unici o in serie limitata.
In occasione della seconda edizione, Art Paris celebra il 9 aprile 2026 la cerimonia di consegna del Prix Le FRENCH DESIGN 100, riconoscimento di riferimento per il settore, patrocinato dal Ministero della Cultura. Il premio celebra i 100 progetti di design d’oggetti e spazi che promuovono la creatività francese a livello internazionale, rendendo omaggio all’intero ecosistema del design: designer, produttori e detentori di saperi d’eccellenza, elementi chiave dell’arte di vivere alla francese.
Premi e riconoscimenti: BNP Paribas e Her Art
Art Paris 2026 conferma la sua vocazione a valorizzare i talenti attraverso premi prestigiosi. Il Prix BNP Paribas Banque Privée celebra artisti impegnati nella sperimentazione visiva e nel linguaggio, mentre il Prix Her Art, promosso con Marie Claire e la Maison Boucheron, sostiene le artiste donne valorizzando percorsi innovativi e opere significative. Questi riconoscimenti ampliano la visibilità degli artisti e contribuiscono a definire nuovi standard di eccellenza, stimolando la riflessione critica e promuovendo l’inclusione.
Il Prix BNP Paribas Banque Privée, nato nel 2024, assegna un montepremi di 40.000 euro e premia il percorso di artisti viventi senza limiti di età, genere o nazionalità, favorendo il dialogo tra generazioni. Dopo le prime due edizioni assegnate a Nathalie Du Pasquier e Thomas Lévy-Lasne, nel 2026 il premio sarà conferito a uno degli artisti del percorso Babel – Arte e linguaggio in Francia, tra cui Joël Andrianomearisoa, Fabrice Hyber, Tania Mouraud, Laure Prouvost e Sara Ouhaddou. Il vincitore sarà selezionato da una giuria di esperti all’apertura di Art Paris.
Contemporaneamente, dodici artiste finaliste del Prix Her Art presentano al Grand Palais opere che spaziano da disegni a installazioni, tutte legate al tema della riparazione, celebrando guarigione, memoria e speranza. Provenienti da diverse culture e generazioni, le artiste offrono punti di vista unici sul mondo contemporaneo. La giuria, presieduta dall’attrice e illustratrice Louise Bourgoin, premierà la vincitrice 2026, rafforzando l’impegno di Art Paris nel sostenere il lavoro femminile nell’arte contemporanea.
Shilpa Gupta tra arte, potere e empatia alla fiera parigina
Per la 28ª edizione di Art Paris, Galleria Continua porta al Grand Palais una selezione di artisti internazionali, tra cui Shilpa Gupta, Adel Abdessemed, Eva Jospin, Michelangelo Pistoletto e Arcangelo Sassolino. Gupta partecipa al percorso tematico La Réparation, e fa parte della dozzina di artiste nominate al Prix Her Art 2026. Formata in scultura a Mumbai, l’artista indiana indaga le barriere sociali e psicologiche nella vita pubblica, mostrando le disuguaglianze di genere e classe, le differenze religiose, il potere delle istituzioni e l’influenza dei media. Attraverso le sue opere, Gupta evidenzia i legami invisibili tra le componenti della società, invitando il pubblico a mettersi nei panni dell’altro e a riflettere sul proprio ruolo nei meccanismi di potere.
Ad Art Paris 2026, la casa editrice MEL Publisher, fondata da Michel-Édouard Leclerc e specializzata in stampe contemporanee, ha invitato Pascale Le Thorel, curatrice e critica d’arte, a selezionare opere emblematiche della casa editrice e a promuovere nuove creazioni. La proposta riflette l’apertura di MEL Publisher a tutte le tendenze artistiche dagli anni ’60 a oggi, affrontando temi attuali come la natura, in dialogo con le sezioni di Art Paris 2026: Babel, art et langage en France e La Réparation.
Equilibrio tra passato e futuro
La città di Parigi vive una fase di straordinaria rinascita culturale. Con nuove gallerie, spazi espositivi rinnovati e istituzioni che riprendono attività innovative, Art Paris si inserisce in un ecosistema in fermento. La fiera diventa così non solo evento commerciale, ma punto di riferimento per collezionisti, artisti e curatori, stimolando scambi culturali e progetti internazionali.
Art Paris 2026 dimostra come il dialogo tra passato e presente sia essenziale per comprendere la scena artistica contemporanea. Linguaggio, riparazione, giovani talenti, design e premi si intrecciano in una narrazione complessa, invitando il pubblico a riflettere sulla funzione sociale dell’arte e sulla responsabilità culturale degli operatori. La fiera si conferma così come piattaforma critica, laboratorio di idee e spazio di scoperta, dove la memoria storica convive con l’innovazione, e la tradizione dialoga con le tendenze emergenti.
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Art Paris 2026: il ritorno al Grand Palais tra linguaggio, nuove generazioni e desiderio di senso
Tempo stimato per la lettura: 41 minuti
Dopo l’arrivo trionfale al Grand Palais nel 2025, Art Paris 2026 riapre i suoi spazi iconici dal 9 al 12 aprile 2026, investendo la navata centrale e i balconi restaurati di uno dei simboli più celebri della Belle Époque parigina. Giunta alla sua 28ª edizione, la fiera ospita circa 165 gallerie, francesi e internazionali, confermandosi come uno degli eventi più attesi del calendario artistico mondiale. Parallelamente, il settore French Design Art Edition amplia la fiera al design e agli oggetti d’arte contemporanei, presentando architetti d’interni, designer e editori. La combinazione tra arte visiva e design consente al pubblico di esplorare nuove forme estetiche, dove funzionalità e ricerca estetica si intrecciano.
La fiera ha rafforzato la sua squadra curatoriale con l’arrivo di Solène Guillier, ex cofondatrice della galleria gb agency, nominata responsabile relazioni espositori insieme al commissario generale Guillaume Piens. La sua esperienza curatoriale e il suo profilo «audace» vengono accostati alla visione di Piens per consolidare l’identità della manifestazione e sostenere un dialogo più approfondito tra gallerie e artisti nel panorama dell’arte moderna e contemporanea.
Per sottolineare il legame tra arte, natura e contesto urbano della fiera, all’entrata del Grand Palais ad accogliere i visitatori ad Art Paris 2026 sono collocate due grandi sculture monumentali gonfiabili dell’artista francese Fabrice Hyber, tra cui un orso alto circa 10 metri e una struttura trasparente di 5 metri.
Art Paris 2026, crocevia di talenti, design e creatività internazionale
Più che un semplice mercato, Art Paris si presenta come un laboratorio di idee e come piattaforma culturale in grado di stimolare il dialogo tra passato e presente, tra arte moderna e contemporanea, tra artisti emergenti e maestri consolidati. In una città in piena rinascita artistica, la fiera diventa il crocevia dove la memoria storica e l’innovazione si incontrano.
L’edizione 2026 si distingue per un approccio curatoriale intenso e multidimensionale, che si manifesta nei due percorsi tematici, nelle esposizioni monografiche e nei settori dedicati ai giovani talenti e al design contemporaneo. La fiera non dimentica mai la propria vocazione cosmopolita, capace di coniugare la scoperta di nuovi linguaggi con la valorizzazione della tradizione artistica.
Inoltre, Art Paris è impegnata in un approccio sostenibile, applicando strategie di ecoconception che riducono l’impatto ambientale e favoriscono la responsabilità sociale. Dal 2022, ogni allestimento e attività è analizzato attraverso il ciclo di vita, garantendo una gestione più attenta delle risorse. In parallelo, la fiera promuove l’accessibilità attraverso visite guidate, strumenti digitali e percorsi tematici, rendendo l’arte contemporanea fruibile a un pubblico ampio e diversificato.
Debutti, ritorni e dialoghi tra artisti emergenti e maestri
Nella sezione generale di Art Paris 2026, la galleria Studio G7 – presente da anni alla fiera del disegno Drawing Now – fa il suo debutto alla fiera. Guidata da Giulia Biafore dal 2019, la galleria presenta sei artisti che trasformano frammenti di linguaggio, storia e materia in nuovi sistemi di significato: Anne e Patrick Poirier, David Tremlett, Daniela Comani, Jacopo Mazzonelli e Giulia Dall’Olio. Con un approccio che fonde memoria e sperimentazione, Studio G7 porta alla fiera opere capaci di dialogare con il pubblico attraverso strutture narrative e visive complesse, confermando la propria vocazione a esplorare le possibilità del linguaggio artistico contemporaneo.
La galleria Papillon fa il suo ingresso anche lei ad Art Paris, rafforzando la sua presenza internazionale. Fondata nel 1989 a Parigi, è nota per una programmazione curatoriale audace che riunisce artisti emergenti e affermati come Erik Dietman, Mehdi‑Georges Lahlou, Charles Le Hyaric, Raphaëlle Peria ed Elsa Sahal, presentati nello stand della galleria. Questa partecipazione testimonia l’impegno della Papillon nel dialogo tra scena francese e internazionale nell’arte contemporanea.
Ritorna, per la seconda volta, dopo il debutto dell’anno scorso, la casa editrice MEL Publisher, fondata da Michel-Édouard Leclerc e specializzata in stampe contemporanee, ha invitato Pascale Le Thorel, curatrice e critica d’arte, a selezionare opere emblematiche della casa editrice e a promuovere nuove creazioni. La proposta riflette l’apertura di MEL Publisher a tutte le tendenze artistiche dagli anni ’60 a oggi, affrontando temi attuali come la natura, in dialogo con le sezioni di Art Paris 2026: Babel, art et langage en France e La Réparation.
La galleria Waddigton Custot ritorna alla fiera presentando una selezione di artisti moderni e contemporanei tra cui Peter Blake, Hans Hartung, Serge Poliakoff, Fabienne Verdier e Edouard Vuillard, insieme a nomi storici e internazionali. La partecipazione arriva in coincidenza con l’apertura del nuovo spazio parigino in Rue de Seine
Leggi anche: La galleria Waddington Custot apre il suo spazio parigino con Le Choc Nabis
Il linguaggio esplorato in tutte le sue sfaccettature
Art Paris non è mai stata solo una fiera commerciale. Da anni costruisce percorsi tematici affidati a curatori invitati, capaci di leggere il presente attraverso l’arte. Nel 2026, due assi portanti attraversano l’intera manifestazione: il linguaggio e la riparazione. Il percorso Babel – Art et langage en France, curato da Loïc Le Gall, propone un’analisi approfondita del ruolo del segno, del testo e della comunicazione nell’arte contemporanea francese. Gli artisti selezionati non si limitano a rappresentare parole o lettere, ma sperimentano con la materia stessa della scrittura, la tensione tra testo e immagine, la circolazione dei segni e la loro reinterpretazione critica.
Loïc Le Gall sottolinea come la fiera diventi così un laboratorio di linguaggio: gli artisti interrogano la molteplicità degli alfabeti, l’ambiguità del segno e le modalità attraverso cui i simboli costruiscono, individualmente e collettivamente, la nostra percezione del reale. Alcune opere oscillano tra figurazione e astrazione, tra pittura, installazione e multimedialità, offrendo una lettura della società contemporanea come spazio di codici e messaggi in continua evoluzione.
La riparazione come pratica artistica e concetto etico
Se Babel lavora sulla costruzione del senso, il percorso La réparation, affidato ad Alexia Fabre, si muove su un terreno più intimo e politico. La riparazione è intesa come gesto, processo, necessità. La riparazione non riguarda solo oggetti o materiali, ma anche memorie, storie personali e collettive, identità culturali e simboliche. Ricucire fratture visibili e invisibili. Le opere selezionate evocano guerre, assenze, traumi, ma anche possibilità di ricomposizione. La cicatrice diventa forma, la fragilità si trasforma in linguaggio. Gli artisti esplorano la cicatrice come segno visibile o invisibile, l’atto di cura come gesto poetico e politico, e la resilienza come motore creativo. In questo contesto, l’arte non è solo rappresentazione, ma atto di resistenza e resilienza.
Secondo la critica, questo percorso rappresenta una riflessione sul tempo e sul valore dell’arte come strumento di continuità e trasformazione. Le opere mostrano come la memoria e il presente possano dialogare, creando una narrativa che attraversa passato, presente e futuro, senza rinunciare alla sperimentazione visiva.
Spazi senza uscita: dialoghi tra pittura e fotografia
Specchi ciechi, tavole nere, scale infinite, motivi a incastro e immagini boomerang: le opere dei cinque artisti selezionati dalla galleria BINOME nel percorso Riparazione immergono lo spettatore in una vertigine visivo senza ingressi né uscite, creando spazi interni che si sviluppano in loop, sospesi e auto-riflessivi. In queste variazioni sul tema emerge un dialogo costante con la storia dell’arte e della fotografia: dal Secolo d’Oro della pittura olandese a Manet nelle opere di Laurence Aëgerter, dal rapporto con il sacro nelle creazioni di AurelK, dalle antiche lastre fotografiche di Anaïs Boudot al movimento della cronofotografia in Thibault Brunet, fino a Hokusai e Van Gogh reinterpretati da Lisa Sartorio, tutti gli artisti costruiscono ponti tra classicismo e modernismo, trasformando forme e temi storici in questioni vive dell’arte contemporanea.
Promesses: giovani artisti e nuove gallerie al centro della scena
Uno degli elementi più interessanti di Art Paris resta la sua attenzione alla scena emergente. Il settore Promesses, installato sui balconi che circondano la nef, accoglie 27 gallerie con meno di dieci anni di attività. Una scelta precisa: sostenere la giovane creazione riducendo i costi di accesso e offrendo visibilità reale. Curato da Marc Donnadieu, il settore presenta fino a tre artisti per galleria, creando una mappa dinamica delle nuove tendenze. Qui si percepisce con maggiore chiarezza il cambiamento in atto: pratiche ibride, attenzione ai temi identitari, dialoghi tra arti visive, architettura e fotografia. Non è solo una vetrina, ma un terreno di sperimentazione.
Il curatore indipendente ha selezionato le gallerie più promettenti, garantendo un mix equilibrato tra sperimentazione e qualità estetica, che contribuiscono a rinnovare il linguaggio dell’arte contemporanea, introducendo opere audaci, installazioni multimediali e progetti interdisciplinari. Promesses funziona come un incubatore creativo, in grado di stimolare il dialogo tra generazioni e aprire nuove prospettive di mercato.
Deng Shiqing e Holly Stevenson: percorsi critici tra realtà e sogno
Nella sezione Promesse, la C+N Gallery CANEPANERI, con sedi a Milano e Genova, presenta due artiste, Deng Shiqing e Holly Stevenson. La pittura di Deng Shiqing nasce dall’accostamento di cibo, storia dell’arte e cultura digitale, utilizzando umorismo e assurdo come strumenti critici. Le sue immagini, inizialmente leggibili, vengono destabilizzate attraverso slittamenti e contaminazioni sensoriali, trasformandosi in strutture percettive complesse. Attraverso simboli ricorrenti, l’artista indaga il corpo, la nascita e il rapporto tra realtà fisica e costruita.
La ricerca artistica di Stevenson nella ceramica si inserisce nel rinnovato interesse per il Surrealismo, oggi riletto in un contesto segnato da conflitti globali e da una rinnovata attenzione all’immaginario onirico e freudiano. Questa nuova stagione si distingue per una prospettiva femminista, che restituisce centralità alle artiste, come Leonora Carrington e Lee Miller.
Monografie e protagonisti dell’arte contemporanea
Il settore Solo Show presenta 24 esposizioni monografiche che permettono di approfondire il lavoro di artisti moderni, contemporanei ed emergenti, offrendo al pubblico una visione più coerente e intima delle loro pratiche. Questo approccio valorizza il dialogo tra opere e favorisce una lettura più critica del percorso creativo dell’artista.. Tra i nomi in programma figurano Ben Arpea, Lara Bloy, Erró, Yasmine Hadni, Mahalakshmi Kannappan e Christiane Löhr, con opere esposte da gallerie internazionali per offrire sguardi individuali sulla scena artistica attuale
Per citare un’artista, presso la Culturi Gallery, l’artista indiana Mahalakshmi Kannappan presenta After Pressure, una serie di sculture nere stratificate, compresse e parzialmente fratturate. Le opere non mostrano l’impatto, ma ne conservano la traccia: le forme si stabilizzano dopo la perturbazione, mentre la superficie trattiene una pressione invisibile ma attiva.
Il nero, cuore della ricerca di Kannappan, si dispiega in sfumature che oscillano tra la profondità della memoria e la leggerezza della trasformazione, catturando l’equilibrio tra permanenza e mutamento.
French Design Art Edition
Dopo il successo della prima edizione nel 2025, il settore French Design Art Edition torna sui balconi nord della navata del Grand Palais con una selezione ampliata di nomi di spicco del design e dell’architettura d’interni. Curato da Jean-Paul Bath e Sandy Saad, commissari d’esposizione e direttori dell’associazione Le FRENCH DESIGN, il settore ospita diciotto espositori tra architetti d’interni, designer, editori e galleristi specializzati, che presentano pezzi contemporanei unici o in serie limitata.
In occasione della seconda edizione, Art Paris celebra il 9 aprile 2026 la cerimonia di consegna del Prix Le FRENCH DESIGN 100, riconoscimento di riferimento per il settore, patrocinato dal Ministero della Cultura. Il premio celebra i 100 progetti di design d’oggetti e spazi che promuovono la creatività francese a livello internazionale, rendendo omaggio all’intero ecosistema del design: designer, produttori e detentori di saperi d’eccellenza, elementi chiave dell’arte di vivere alla francese.
Premi e riconoscimenti: BNP Paribas e Her Art
Art Paris 2026 conferma la sua vocazione a valorizzare i talenti attraverso premi prestigiosi. Il Prix BNP Paribas Banque Privée celebra artisti impegnati nella sperimentazione visiva e nel linguaggio, mentre il Prix Her Art, promosso con Marie Claire e la Maison Boucheron, sostiene le artiste donne valorizzando percorsi innovativi e opere significative. Questi riconoscimenti ampliano la visibilità degli artisti e contribuiscono a definire nuovi standard di eccellenza, stimolando la riflessione critica e promuovendo l’inclusione.
Il Prix BNP Paribas Banque Privée, nato nel 2024, assegna un montepremi di 40.000 euro e premia il percorso di artisti viventi senza limiti di età, genere o nazionalità, favorendo il dialogo tra generazioni. Dopo le prime due edizioni assegnate a Nathalie Du Pasquier e Thomas Lévy-Lasne, nel 2026 il premio sarà conferito a uno degli artisti del percorso Babel – Arte e linguaggio in Francia, tra cui Joël Andrianomearisoa, Fabrice Hyber, Tania Mouraud, Laure Prouvost e Sara Ouhaddou. Il vincitore sarà selezionato da una giuria di esperti all’apertura di Art Paris.
Contemporaneamente, dodici artiste finaliste del Prix Her Art presentano al Grand Palais opere che spaziano da disegni a installazioni, tutte legate al tema della riparazione, celebrando guarigione, memoria e speranza. Provenienti da diverse culture e generazioni, le artiste offrono punti di vista unici sul mondo contemporaneo. La giuria, presieduta dall’attrice e illustratrice Louise Bourgoin, premierà la vincitrice 2026, rafforzando l’impegno di Art Paris nel sostenere il lavoro femminile nell’arte contemporanea.
Shilpa Gupta tra arte, potere e empatia alla fiera parigina
Per la 28ª edizione di Art Paris, Galleria Continua porta al Grand Palais una selezione di artisti internazionali, tra cui Shilpa Gupta, Adel Abdessemed, Eva Jospin, Michelangelo Pistoletto e Arcangelo Sassolino. Gupta partecipa al percorso tematico La Réparation, e fa parte della dozzina di artiste nominate al Prix Her Art 2026. Formata in scultura a Mumbai, l’artista indiana indaga le barriere sociali e psicologiche nella vita pubblica, mostrando le disuguaglianze di genere e classe, le differenze religiose, il potere delle istituzioni e l’influenza dei media. Attraverso le sue opere, Gupta evidenzia i legami invisibili tra le componenti della società, invitando il pubblico a mettersi nei panni dell’altro e a riflettere sul proprio ruolo nei meccanismi di potere.
Ad Art Paris 2026, la casa editrice MEL Publisher, fondata da Michel-Édouard Leclerc e specializzata in stampe contemporanee, ha invitato Pascale Le Thorel, curatrice e critica d’arte, a selezionare opere emblematiche della casa editrice e a promuovere nuove creazioni. La proposta riflette l’apertura di MEL Publisher a tutte le tendenze artistiche dagli anni ’60 a oggi, affrontando temi attuali come la natura, in dialogo con le sezioni di Art Paris 2026: Babel, art et langage en France e La Réparation.
Equilibrio tra passato e futuro
La città di Parigi vive una fase di straordinaria rinascita culturale. Con nuove gallerie, spazi espositivi rinnovati e istituzioni che riprendono attività innovative, Art Paris si inserisce in un ecosistema in fermento. La fiera diventa così non solo evento commerciale, ma punto di riferimento per collezionisti, artisti e curatori, stimolando scambi culturali e progetti internazionali.
Art Paris 2026 dimostra come il dialogo tra passato e presente sia essenziale per comprendere la scena artistica contemporanea. Linguaggio, riparazione, giovani talenti, design e premi si intrecciano in una narrazione complessa, invitando il pubblico a riflettere sulla funzione sociale dell’arte e sulla responsabilità culturale degli operatori. La fiera si conferma così come piattaforma critica, laboratorio di idee e spazio di scoperta, dove la memoria storica convive con l’innovazione, e la tradizione dialoga con le tendenze emergenti.







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