Bice Lazzari: i linguaggi del suo tempo

Tempo stimato per la lettura: 4,1 minuti
Dal 10 febbraio al 3 maggio 2026, le sale espositive della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dedicano un focus alla grande artista italiana Bice Lazzari (1900-1981), con la mostra I linguaggi del suo tempo. L’esposizione offre un viaggio attraverso la produzione di una delle figure più originali del Novecento, capace di coniugare rigore geometrico, poetica della materia e sperimentazione visiva. Attraverso una selezione di opere chiave – tele, disegni e materiali sperimentali – il percorso mette in luce l’evoluzione di un linguaggio artistico che dialoga con il suo tempo e con le avanguardie internazionali.
Una carriera tra rigore e sperimentazione
Bice Lazzari nasce a Venezia nel 1900 e cresce in un contesto culturale ricco di stimoli artistici. Formata inizialmente nell’ambito della pittura figurativa, evolve presto verso una ricerca più essenziale, concentrata sulla struttura, il colore e la materia. L’artista intreccia in modo originale elementi di geometria, minimalismo e poesia visiva, creando un linguaggio riconoscibile e personale.
Negli anni Trenta e Quaranta Lazzari si confronta con le principali correnti artistiche italiane, dalle esperienze del Novecento alle sperimentazioni astratte, senza mai perdere la propria autonomia stilistica. La sua capacità di sintesi e la sensibilità verso la materia rendono le sue opere straordinariamente attuali anche oggi, anticipando tendenze che saranno centrali nell’arte concettuale e minimalista degli anni Sessanta e Settanta.
La materia come linguaggio
Uno degli aspetti più affascinanti della ricerca di Lazzari è il rapporto con la materia. La pittura diventa strumento di esplorazione: il colore non è più semplice decorazione, ma elemento strutturale, segno e texture che dialoga con lo spazio circostante. In alcune opere, la superficie della tela sembra vibrare di energia, dove la mano dell’artista interviene con delicatezza e precisione, creando un equilibrio tra controllo e casualità.
L’esposizione mette in evidenza questa tensione tra ordine e libertà, mostrando come Lazzari abbia saputo trasformare materiali tradizionali e innovativi in un linguaggio unico, capace di comunicare emozioni profonde e intuizioni estetiche.
Dialogo con le avanguardie del Novecento
I linguaggi del suo tempo non si limita a proporre le opere di Bice Lazzari come oggetti isolati, ma le inserisce in un contesto più ampio, raccontando il dialogo dell’artista con le avanguardie europee e italiane. Lazzari osserva e sperimenta forme di astrattismo geometrico, neoplasticismo, minimalismo e informale, reinterpretandole secondo una visione poetica e personale.
Questo approccio le consente di costruire una poetica della sottrazione: ogni segno, ogni gesto sulla tela è essenziale e calibrato, senza alcun elemento superfluo. La mostra permette così di comprendere il percorso evolutivo di Lazzari e la coerenza della sua ricerca nel corso dei decenni.
Opere e tecniche innovative
Il percorso espositivo comprende opere realizzate con tempera, olio e materiali sperimentali, che dimostrano la curiosità dell’artista verso le potenzialità espressive dei supporti. Lazzari utilizza superfici sottili, velature delicate e stratificazioni di pigmento, creando effetti di profondità e luminosità che trasformano la percezione dello spettatore.
Alcune tele, quasi monocrome, mostrano la tensione tra il colore e la materia, mentre i disegni a matita o a china evidenziano la precisione geometrica e l’armonia dei segni. La mostra offre così una panoramica completa dei mezzi espressivi utilizzati dall’artista, rivelando la sua straordinaria capacità di innovazione senza mai rinunciare a un rigore formale rigoroso.
Un percorso narrativo ed emozionale
L’allestimento della mostra accompagna il visitatore in un percorso sensoriale e narrativo, dove ogni sala diventa uno spazio di dialogo tra le opere e il pubblico. La sequenza delle opere permette di apprezzare la coerenza della ricerca di Lazzari, ma anche la sua capacità di sorprendere, introducendo elementi poetici e inattesi.
Il percorso rivela inoltre la dimensione intima della sua arte: la poetica di Lazzari nasce dalla riflessione sul tempo, sullo spazio e sul ritmo visivo, offrendo una lettura in cui la forma e la materia diventano linguaggi universali.
Eredità e attualità
Bice Lazzari resta oggi una figura fondamentale per comprendere l’arte italiana del Novecento. La sua capacità di coniugare rigore geometrico, sperimentazione e sensibilità poetica la rende un punto di riferimento per artisti contemporanei e studiosi di storia dell’arte. La mostra a febbraio 2026 consente di riscoprire un patrimonio visivo e concettuale straordinario, testimoniando la modernità del suo linguaggio e la forza innovativa della sua ricerca.
Attraverso la selezione delle opere, i visitatori possono immergersi in un universo artistico coerente e raffinato, comprendendo come la materia, il segno e il colore diventino strumenti di un dialogo tra il tempo presente e le avanguardie storiche, tra l’esperienza individuale e il linguaggio universale dell’arte.
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Bice Lazzari: i linguaggi del suo tempo
Tempo stimato per la lettura: 12 minuti
Dal 10 febbraio al 3 maggio 2026, le sale espositive della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dedicano un focus alla grande artista italiana Bice Lazzari (1900-1981), con la mostra I linguaggi del suo tempo. L’esposizione offre un viaggio attraverso la produzione di una delle figure più originali del Novecento, capace di coniugare rigore geometrico, poetica della materia e sperimentazione visiva. Attraverso una selezione di opere chiave – tele, disegni e materiali sperimentali – il percorso mette in luce l’evoluzione di un linguaggio artistico che dialoga con il suo tempo e con le avanguardie internazionali.
Una carriera tra rigore e sperimentazione
Bice Lazzari nasce a Venezia nel 1900 e cresce in un contesto culturale ricco di stimoli artistici. Formata inizialmente nell’ambito della pittura figurativa, evolve presto verso una ricerca più essenziale, concentrata sulla struttura, il colore e la materia. L’artista intreccia in modo originale elementi di geometria, minimalismo e poesia visiva, creando un linguaggio riconoscibile e personale.
Negli anni Trenta e Quaranta Lazzari si confronta con le principali correnti artistiche italiane, dalle esperienze del Novecento alle sperimentazioni astratte, senza mai perdere la propria autonomia stilistica. La sua capacità di sintesi e la sensibilità verso la materia rendono le sue opere straordinariamente attuali anche oggi, anticipando tendenze che saranno centrali nell’arte concettuale e minimalista degli anni Sessanta e Settanta.
La materia come linguaggio
Uno degli aspetti più affascinanti della ricerca di Lazzari è il rapporto con la materia. La pittura diventa strumento di esplorazione: il colore non è più semplice decorazione, ma elemento strutturale, segno e texture che dialoga con lo spazio circostante. In alcune opere, la superficie della tela sembra vibrare di energia, dove la mano dell’artista interviene con delicatezza e precisione, creando un equilibrio tra controllo e casualità.
L’esposizione mette in evidenza questa tensione tra ordine e libertà, mostrando come Lazzari abbia saputo trasformare materiali tradizionali e innovativi in un linguaggio unico, capace di comunicare emozioni profonde e intuizioni estetiche.
Dialogo con le avanguardie del Novecento
I linguaggi del suo tempo non si limita a proporre le opere di Bice Lazzari come oggetti isolati, ma le inserisce in un contesto più ampio, raccontando il dialogo dell’artista con le avanguardie europee e italiane. Lazzari osserva e sperimenta forme di astrattismo geometrico, neoplasticismo, minimalismo e informale, reinterpretandole secondo una visione poetica e personale.
Questo approccio le consente di costruire una poetica della sottrazione: ogni segno, ogni gesto sulla tela è essenziale e calibrato, senza alcun elemento superfluo. La mostra permette così di comprendere il percorso evolutivo di Lazzari e la coerenza della sua ricerca nel corso dei decenni.
Opere e tecniche innovative
Il percorso espositivo comprende opere realizzate con tempera, olio e materiali sperimentali, che dimostrano la curiosità dell’artista verso le potenzialità espressive dei supporti. Lazzari utilizza superfici sottili, velature delicate e stratificazioni di pigmento, creando effetti di profondità e luminosità che trasformano la percezione dello spettatore.
Alcune tele, quasi monocrome, mostrano la tensione tra il colore e la materia, mentre i disegni a matita o a china evidenziano la precisione geometrica e l’armonia dei segni. La mostra offre così una panoramica completa dei mezzi espressivi utilizzati dall’artista, rivelando la sua straordinaria capacità di innovazione senza mai rinunciare a un rigore formale rigoroso.
Un percorso narrativo ed emozionale
L’allestimento della mostra accompagna il visitatore in un percorso sensoriale e narrativo, dove ogni sala diventa uno spazio di dialogo tra le opere e il pubblico. La sequenza delle opere permette di apprezzare la coerenza della ricerca di Lazzari, ma anche la sua capacità di sorprendere, introducendo elementi poetici e inattesi.
Il percorso rivela inoltre la dimensione intima della sua arte: la poetica di Lazzari nasce dalla riflessione sul tempo, sullo spazio e sul ritmo visivo, offrendo una lettura in cui la forma e la materia diventano linguaggi universali.
Eredità e attualità
Bice Lazzari resta oggi una figura fondamentale per comprendere l’arte italiana del Novecento. La sua capacità di coniugare rigore geometrico, sperimentazione e sensibilità poetica la rende un punto di riferimento per artisti contemporanei e studiosi di storia dell’arte. La mostra a febbraio 2026 consente di riscoprire un patrimonio visivo e concettuale straordinario, testimoniando la modernità del suo linguaggio e la forza innovativa della sua ricerca.
Attraverso la selezione delle opere, i visitatori possono immergersi in un universo artistico coerente e raffinato, comprendendo come la materia, il segno e il colore diventino strumenti di un dialogo tra il tempo presente e le avanguardie storiche, tra l’esperienza individuale e il linguaggio universale dell’arte.




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