Il libro della Vita. La rassegna letteraria che illumina l’inverno culturale

Tempo stimato per la lettura: 2 minuti
Dal 16 novembre 2025 al 22 marzo 2026, all’Auditorium Rogers di Scandicci (piazza della Resistenza), torna Il libro della Vita, la celebre rassegna letteraria dedicata ai libri che hanno segnato l’esistenza di chi racconta. Ogni domenica mattina, alle 11:00, protagonisti del mondo della cultura, dell’arte, della politica e dello spettacolo condividono le storie che li hanno formati e ispirati, trasformando il palco in un salotto di idee e pensiero critico.
Un debutto con rigore e introspezione
La stagione si apre con un evento di forte impatto simbolico: Margherita Cassano, magistrata e prima presidente della Corte Suprema di Cassazione italiana, racconta La ballata di Adam Henry di Ian McEwan. La sua presenza suggerisce già il tono della rassegna: non soltanto libri come oggetti di piacere, ma come strumenti di riflessione sull’umano, sulla giustizia e sulla condizione contemporanea. Il dialogo tra parola viva e letteratura diventa qui un atto collettivo.
In dialogo con classici e narratori contemporanei
Il calendario è un invito al viaggio tra epoche e sensibilità: Luigino Bruni parla di Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, mentre lo scrittore e sceneggiatore Giancarlo De Cataldo si confronta con Illusioni perdute di Balzac. Questi appuntamenti dimostrano come Il libro della Vita sappia coniugare la tradizione dei classici con l’urgenza delle narrazioni moderne, intrecciando la storia letteraria con le biografie di chi la interpreta.
Voci femminili e prospettive plurali
Il programma dedica spazi significativi a voci femminili e a narrazioni che attraversano confini culturali: Elvira Mujčić, scrittrice, traduttrice e drammaturga italo-bosniaca, affronta Il centro del mondo di Dževad Karahasan, mentre Vittoria Franco, filosofa e politica, racconta L’Idiota di Dostoevskij. Questi momenti dialogano con la Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, quando Yuliya Yukhno riflette su Vita con Lloyd di Simone Tempia, esplorando identità e resistenza.
Chiusura con pensiero critico e civico
La rassegna si conclude con due incontri di grande spessore: Valdo Spini, figura di rilievo nella storia politica italiana, parla di Socialismo Liberale di Carlo Rosselli, mentre Giovanni Cocconi, giornalista e critico cinematografico, affronta La banalità del male di Hannah Arendt. Questi incontri finali non sono solo celebrazioni letterarie, ma momenti di confronto pubblico su etica, memoria e responsabilità collettiva.
condividi su
Il libro della Vita. La rassegna letteraria che illumina l’inverno culturale
Tempo stimato per la lettura: 6 minuti
Dal 16 novembre 2025 al 22 marzo 2026, all’Auditorium Rogers di Scandicci (piazza della Resistenza), torna Il libro della Vita, la celebre rassegna letteraria dedicata ai libri che hanno segnato l’esistenza di chi racconta. Ogni domenica mattina, alle 11:00, protagonisti del mondo della cultura, dell’arte, della politica e dello spettacolo condividono le storie che li hanno formati e ispirati, trasformando il palco in un salotto di idee e pensiero critico.
Un debutto con rigore e introspezione
La stagione si apre con un evento di forte impatto simbolico: Margherita Cassano, magistrata e prima presidente della Corte Suprema di Cassazione italiana, racconta La ballata di Adam Henry di Ian McEwan. La sua presenza suggerisce già il tono della rassegna: non soltanto libri come oggetti di piacere, ma come strumenti di riflessione sull’umano, sulla giustizia e sulla condizione contemporanea. Il dialogo tra parola viva e letteratura diventa qui un atto collettivo.
In dialogo con classici e narratori contemporanei
Il calendario è un invito al viaggio tra epoche e sensibilità: Luigino Bruni parla di Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, mentre lo scrittore e sceneggiatore Giancarlo De Cataldo si confronta con Illusioni perdute di Balzac. Questi appuntamenti dimostrano come Il libro della Vita sappia coniugare la tradizione dei classici con l’urgenza delle narrazioni moderne, intrecciando la storia letteraria con le biografie di chi la interpreta.
Voci femminili e prospettive plurali
Il programma dedica spazi significativi a voci femminili e a narrazioni che attraversano confini culturali: Elvira Mujčić, scrittrice, traduttrice e drammaturga italo-bosniaca, affronta Il centro del mondo di Dževad Karahasan, mentre Vittoria Franco, filosofa e politica, racconta L’Idiota di Dostoevskij. Questi momenti dialogano con la Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, quando Yuliya Yukhno riflette su Vita con Lloyd di Simone Tempia, esplorando identità e resistenza.
Chiusura con pensiero critico e civico
La rassegna si conclude con due incontri di grande spessore: Valdo Spini, figura di rilievo nella storia politica italiana, parla di Socialismo Liberale di Carlo Rosselli, mentre Giovanni Cocconi, giornalista e critico cinematografico, affronta La banalità del male di Hannah Arendt. Questi incontri finali non sono solo celebrazioni letterarie, ma momenti di confronto pubblico su etica, memoria e responsabilità collettiva.






seguici su