Jorge Macchi, Susana Pilar e José Yaque al Marais tra percezione, memoria ed esperienza

Tempo stimato per la lettura: 2,5 minuti
Dal 16 gennaio al 10 marzo 2026, GALLERIA CONTINUA / Paris Marais presenta un progetto espositivo corale che riunisce Navigation Privée di Jorge Macchi, Not Alone di Susana Pilar e Vibraciones di José Yaque. Tre mostre personali che convivono nello stesso spazio, trasformando la galleria in un territorio fluido dove percezione, identità e sensorialità dialogano senza sovrapporsi. Il Marais diventa così un crocevia di linguaggi e visioni, in cui ogni percorso invita il visitatore a un’esperienza distinta ma intimamente connessa alle altre.
Jorge Macchi e l’estetica dell’interruzione
Con Navigation Privée, Jorge Macchi propone una costellazione di opere costruite su pause, sospensioni e deviazioni percettive. Il riferimento al “modo incognito” digitale introduce una riflessione sottile sulla memoria e sulla cancellazione delle tracce. L’artista argentino smonta la linearità della comprensione, usando l’assenza come strumento attivo. È proprio nel vuoto che lo sguardo acquista potere creativo, chiamato a completare ciò che non è dato. La mostra diventa così un esercizio di attenzione, dove vedere significa partecipare e interpretare.
Leggi anche: Jorge Macchi: l’arte di scomparire restando visibili
Susana Pilar e la memoria incarnata
In Not Alone, Susana Pilar affronta con intensità temi legati a genere, razza ed eredità familiare. Le quattordici opere in mostra, tra cui nuove produzioni, si articolano come un racconto performativo che attraversa media diversi. Il percorso intreccia storie personali e memorie collettive, evocando secoli di migrazioni tra continenti. L’installazione Saberes, un giardino di piante medicinali, rende omaggio al sapere ancestrale afro-caraibico, celebrando una conoscenza tramandata e spesso marginalizzata, trasformando la galleria in uno spazio di cura e resistenza.
Leggi anche: Susana Pilar: l’arte come atto di resistenza e memoria, tra corpo, identità e storia
José Yaque e il linguaggio delle vibrazioni
Con Vibraciones, José Yaque invita a un viaggio multisensoriale che segna una fase di transizione nella sua ricerca artistica. L’esposizione si sviluppa in tre ambienti progressivi: dalle atmosfere dense e oscure, prive di forme definite, si passa gradualmente a spazi inondati di luce e colore. Il percorso culmina in un’esplosione di movimento, dove il corpo del visitatore diventa parte dell’opera. L’accesso al primo piano, attraverso una salita fisica, introduce una dimensione quasi rituale, amplificando l’esperienza percettiva.
Leggi anche: José Yaque: la pittura come materia viva
Una geografia emotiva condivisa
Pur nella loro autonomia, le tre mostre costruiscono una geografia emotiva comune. Macchi lavora sullo sguardo e sulla sottrazione, Pilar sulla memoria e sull’identità, Yaque sulla materia e sulla sensazione. Insieme, delineano una visione dell’arte come esperienza trasformativa, capace di attivare il corpo e la coscienza. GALLERIA CONTINUA si conferma così come spazio di sperimentazione raffinata, dove il contemporaneo non si limita a essere osservato, ma vissuto, attraversato, sentito.
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Jorge Macchi, Susana Pilar e José Yaque al Marais tra percezione, memoria ed esperienza
Tempo stimato per la lettura: 8 minuti
Dal 16 gennaio al 10 marzo 2026, GALLERIA CONTINUA / Paris Marais presenta un progetto espositivo corale che riunisce Navigation Privée di Jorge Macchi, Not Alone di Susana Pilar e Vibraciones di José Yaque. Tre mostre personali che convivono nello stesso spazio, trasformando la galleria in un territorio fluido dove percezione, identità e sensorialità dialogano senza sovrapporsi. Il Marais diventa così un crocevia di linguaggi e visioni, in cui ogni percorso invita il visitatore a un’esperienza distinta ma intimamente connessa alle altre.
Jorge Macchi e l’estetica dell’interruzione
Con Navigation Privée, Jorge Macchi propone una costellazione di opere costruite su pause, sospensioni e deviazioni percettive. Il riferimento al “modo incognito” digitale introduce una riflessione sottile sulla memoria e sulla cancellazione delle tracce. L’artista argentino smonta la linearità della comprensione, usando l’assenza come strumento attivo. È proprio nel vuoto che lo sguardo acquista potere creativo, chiamato a completare ciò che non è dato. La mostra diventa così un esercizio di attenzione, dove vedere significa partecipare e interpretare.
Leggi anche: Jorge Macchi: l’arte di scomparire restando visibili
Susana Pilar e la memoria incarnata
In Not Alone, Susana Pilar affronta con intensità temi legati a genere, razza ed eredità familiare. Le quattordici opere in mostra, tra cui nuove produzioni, si articolano come un racconto performativo che attraversa media diversi. Il percorso intreccia storie personali e memorie collettive, evocando secoli di migrazioni tra continenti. L’installazione Saberes, un giardino di piante medicinali, rende omaggio al sapere ancestrale afro-caraibico, celebrando una conoscenza tramandata e spesso marginalizzata, trasformando la galleria in uno spazio di cura e resistenza.
Leggi anche: Susana Pilar: l’arte come atto di resistenza e memoria, tra corpo, identità e storia
José Yaque e il linguaggio delle vibrazioni
Con Vibraciones, José Yaque invita a un viaggio multisensoriale che segna una fase di transizione nella sua ricerca artistica. L’esposizione si sviluppa in tre ambienti progressivi: dalle atmosfere dense e oscure, prive di forme definite, si passa gradualmente a spazi inondati di luce e colore. Il percorso culmina in un’esplosione di movimento, dove il corpo del visitatore diventa parte dell’opera. L’accesso al primo piano, attraverso una salita fisica, introduce una dimensione quasi rituale, amplificando l’esperienza percettiva.
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Una geografia emotiva condivisa
Pur nella loro autonomia, le tre mostre costruiscono una geografia emotiva comune. Macchi lavora sullo sguardo e sulla sottrazione, Pilar sulla memoria e sull’identità, Yaque sulla materia e sulla sensazione. Insieme, delineano una visione dell’arte come esperienza trasformativa, capace di attivare il corpo e la coscienza. GALLERIA CONTINUA si conferma così come spazio di sperimentazione raffinata, dove il contemporaneo non si limita a essere osservato, ma vissuto, attraversato, sentito.








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