José Yaque: la pittura come materia viva

Tempo stimato per la lettura: 2,4 minuti
Dal 16 gennaio al 10 marzo 2026, GALLERIA CONTINUA / Paris Marais presenta per la prima volta nello spazio parigino dell’artista cubano José Yaque la mostra personale Vibraciones. L’esposizione si sviluppa come un viaggio sensoriale e fisico, pensato per essere attraversato più che osservato. Pittura, installazione e materia dialogano in un percorso che invita il visitatore a rallentare, a percepire il tempo e il corpo come parte integrante dell’opera, trasformando la visita in un’esperienza immersiva e quasi rituale.
Tre spazi, tre stati della percezione
Vibraciones si articola in tre ambienti distinti, ciascuno portatore di una diversa intensità emotiva. L’ingresso introduce atmosfere dense e oscure, prive di forme definite, dove dominano evocazione e profondità. Nel secondo spazio, luce e colore emergono gradualmente, creando un terreno di dialogo e transizione. Il percorso culmina in un’esplosione luminosa e dinamica, in cui il movimento diventa protagonista. Il contrasto tra questi ambienti costruisce una narrazione sensoriale fluida, capace di coinvolgere lo spettatore a livello fisico e percettivo.
La terra come archivio di memoria
L’accesso al primo piano, attraverso una salita che ricorda un’emersione dalla terra, introduce simbolicamente il tema della materia. Qui si incontra Maduración (2018), installazione composta da grandi giare di aliñao, liquore tradizionale cubano legato ai rituali di nascita. Interrate nel suolo, le giare incarnano il tempo, l’attesa e la memoria collettiva. Ogni contenitore è unico, come un individuo, e la terra diventa custode di storie personali e familiari, trasformando la tradizione in gesto artistico contemporaneo.
Materia, pigmento e trasformazione
Accanto a Maduración, disegni a fusain e opere dedicate ai minerali rivelano l’interesse di Yaque per la materia primordiale. Pietra, pigmento e gravità guidano il processo creativo, lasciando spazio al caso e alla trasformazione autonoma della pittura. In queste opere, il colore nasce dalla geologia, evocando energie profonde e invisibili. L’artista rinuncia al controllo totale, permettendo alla materia di depositarsi, colare e mescolarsi, come se l’opera fosse il risultato di un processo naturale più che di un gesto volontario.
Il flusso finale della pittura
La mostra si conclude con Río, una grande installazione che occupa il suolo della galleria come un fiume cromatico in espansione. Le opere sulle pareti agiscono come affluenti, riversando simbolicamente il colore nello spazio. Il pigmento diventa flusso, vibrazione pura, capace di avvolgere il visitatore. In Vibraciones, José Yaque supera i confini della pittura tradizionale, trasformandola in esperienza totale, dove materia, luce e movimento convivono in un paesaggio sensibile da abitare più che da interpretare.
Crediti immagini: José Yaque – Vibraciones – exhibition view GALLERIA CONTINUA, Paris. (C) Hafid Lhachmi – ADAGP Paris, 2026
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José Yaque: la pittura come materia viva
Tempo stimato per la lettura: 7 minuti
Dal 16 gennaio al 10 marzo 2026, GALLERIA CONTINUA / Paris Marais presenta per la prima volta nello spazio parigino dell’artista cubano José Yaque la mostra personale Vibraciones. L’esposizione si sviluppa come un viaggio sensoriale e fisico, pensato per essere attraversato più che osservato. Pittura, installazione e materia dialogano in un percorso che invita il visitatore a rallentare, a percepire il tempo e il corpo come parte integrante dell’opera, trasformando la visita in un’esperienza immersiva e quasi rituale.
Tre spazi, tre stati della percezione
Vibraciones si articola in tre ambienti distinti, ciascuno portatore di una diversa intensità emotiva. L’ingresso introduce atmosfere dense e oscure, prive di forme definite, dove dominano evocazione e profondità. Nel secondo spazio, luce e colore emergono gradualmente, creando un terreno di dialogo e transizione. Il percorso culmina in un’esplosione luminosa e dinamica, in cui il movimento diventa protagonista. Il contrasto tra questi ambienti costruisce una narrazione sensoriale fluida, capace di coinvolgere lo spettatore a livello fisico e percettivo.
La terra come archivio di memoria
L’accesso al primo piano, attraverso una salita che ricorda un’emersione dalla terra, introduce simbolicamente il tema della materia. Qui si incontra Maduración (2018), installazione composta da grandi giare di aliñao, liquore tradizionale cubano legato ai rituali di nascita. Interrate nel suolo, le giare incarnano il tempo, l’attesa e la memoria collettiva. Ogni contenitore è unico, come un individuo, e la terra diventa custode di storie personali e familiari, trasformando la tradizione in gesto artistico contemporaneo.
Materia, pigmento e trasformazione
Accanto a Maduración, disegni a fusain e opere dedicate ai minerali rivelano l’interesse di Yaque per la materia primordiale. Pietra, pigmento e gravità guidano il processo creativo, lasciando spazio al caso e alla trasformazione autonoma della pittura. In queste opere, il colore nasce dalla geologia, evocando energie profonde e invisibili. L’artista rinuncia al controllo totale, permettendo alla materia di depositarsi, colare e mescolarsi, come se l’opera fosse il risultato di un processo naturale più che di un gesto volontario.
Il flusso finale della pittura
La mostra si conclude con Río, una grande installazione che occupa il suolo della galleria come un fiume cromatico in espansione. Le opere sulle pareti agiscono come affluenti, riversando simbolicamente il colore nello spazio. Il pigmento diventa flusso, vibrazione pura, capace di avvolgere il visitatore. In Vibraciones, José Yaque supera i confini della pittura tradizionale, trasformandola in esperienza totale, dove materia, luce e movimento convivono in un paesaggio sensibile da abitare più che da interpretare.
Crediti immagini: José Yaque – Vibraciones – exhibition view GALLERIA CONTINUA, Paris. (C) Hafid Lhachmi – ADAGP Paris, 2026










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