Forme di trasferimento

About the Author: Redazione ViviCreativo

Rilievi della tavola
Published On: 17 Gennaio 2022

Tempo stimato per la lettura: 1,8 minuti

La “Fondation d’entreprise Hermès” presenta la mostra collettiva Forme di trasferimento che riunisce gli artisti plastici che hanno partecipato, tra il 2010 e il 2020, al suo programma di residenze d’artista negli stabilimenti della Maison Hermès. Il progetto si articola in tre parti, tra dicembre 2021 e aprile 2022, presso Atelier Hermès (Seoul), al Forum (Tokyo) e ai Magasins généraux (Pantin) nella periferia di Parigi.

Forme di trasferimento è il riflesso di dieci anni di residenza degli artisti all’interno delle varie manifatture della Maison Hermès. L’esposizione a Pantin presenta, dal 15 gennaio al 13 marzo 2022, i lavori di 35 artisti. In interazione e con la complicità degli artigiani, esplorandone i gesti, acquisendone il “savoir faire” nella lavorazione dei materiali utilizzati come seta, pelle, argento e cristallo, gli artisti invitati hanno creato opere originali. Quindi, è grazie a questo trasferimento di competenze che oggi si possono ammirare, presso i Magasins généraux, creazioni che non avrebbero mai potuto essere realizzate dai soli artisti.

Arte e artigianato al servizio della creazione

«Creare significa mettere in discussione il nostro rapporto con il mondo, modificando il nostro rapporto con il tempo, lo spazio e gli altri. Dal 2010, la “Fondation d’entreprise Hermès” invita gli artisti plastici in residenza all’interno delle manifatture dalla Maison Hermès, a unire arte e artigianato al servizio della creazione», dichiara Laurent Pejoux, direttore della Hermès Corporate Foundation.

È attraverso tutte queste complesse interazioni che si la mostra cerca di rispondere alla domanda: dove l’universo artistico si fonde con l’universo artigianale? Le opere sono il risultato di tanti fallimenti, di una sperimentazione continua, del desiderio di spingere oltre i limiti dei materiali, delle tecniche.

«Ciò che diventa così prezioso non è tanto l’oggetto finale ma il tempo del suo concepimento. In un’epoca in cui tutto è sempre di fretta ma deve essere produttivo, questa lentezza del tempo del passaggio di conoscenze, di scambio, di trasferimento, assume tutt’altro valore», dichiara Gaël Charbau, commissario dell’esposizione.

Foto: Rilievi della tavola di Marine Class, 2011

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Published On: 17 Gennaio 2022

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Tempo stimato per la lettura: 6 minuti

La “Fondation d’entreprise Hermès” presenta la mostra collettiva Forme di trasferimento che riunisce gli artisti plastici che hanno partecipato, tra il 2010 e il 2020, al suo programma di residenze d’artista negli stabilimenti della Maison Hermès. Il progetto si articola in tre parti, tra dicembre 2021 e aprile 2022, presso Atelier Hermès (Seoul), al Forum (Tokyo) e ai Magasins généraux (Pantin) nella periferia di Parigi.

Forme di trasferimento è il riflesso di dieci anni di residenza degli artisti all’interno delle varie manifatture della Maison Hermès. L’esposizione a Pantin presenta, dal 15 gennaio al 13 marzo 2022, i lavori di 35 artisti. In interazione e con la complicità degli artigiani, esplorandone i gesti, acquisendone il “savoir faire” nella lavorazione dei materiali utilizzati come seta, pelle, argento e cristallo, gli artisti invitati hanno creato opere originali. Quindi, è grazie a questo trasferimento di competenze che oggi si possono ammirare, presso i Magasins généraux, creazioni che non avrebbero mai potuto essere realizzate dai soli artisti.

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«Creare significa mettere in discussione il nostro rapporto con il mondo, modificando il nostro rapporto con il tempo, lo spazio e gli altri. Dal 2010, la “Fondation d’entreprise Hermès” invita gli artisti plastici in residenza all’interno delle manifatture dalla Maison Hermès, a unire arte e artigianato al servizio della creazione», dichiara Laurent Pejoux, direttore della Hermès Corporate Foundation.

È attraverso tutte queste complesse interazioni che si la mostra cerca di rispondere alla domanda: dove l’universo artistico si fonde con l’universo artigianale? Le opere sono il risultato di tanti fallimenti, di una sperimentazione continua, del desiderio di spingere oltre i limiti dei materiali, delle tecniche.

«Ciò che diventa così prezioso non è tanto l’oggetto finale ma il tempo del suo concepimento. In un’epoca in cui tutto è sempre di fretta ma deve essere produttivo, questa lentezza del tempo del passaggio di conoscenze, di scambio, di trasferimento, assume tutt’altro valore», dichiara Gaël Charbau, commissario dell’esposizione.

Foto: Rilievi della tavola di Marine Class, 2011

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