Hubert Robert & Fragonard: le emozioni della natura in mostra a Valence

Tempo stimato per la lettura: 11,4 minuti
Dal 7 marzo al 21 giugno 2026, il Musée de Valence — art et archéologie ospita la straordinaria mostra Hubert Robert et Fragonard. Le sentiment de la nature, dedicata a due dei grandi maestri del XVIII secolo. Attraverso quasi 80 opere tra dipinti, disegni e incisioni, il percorso esplora il dialogo artistico e la sensibilità condivisa di Hubert Robert e Jean-Honoré Fragonard verso il paesaggio, un tema che li ha legati per tutta la carriera. Il progetto, curato da Julie Delmas e Ingrid Jurzak con il commissariato scientifico di Sarah Catala, racconta la loro amicizia, la loro visione della natura e la loro capacità di trasformarla in spazio di emozione e libertà.
L’incontro tra due artisti e due percorsi sociali
La mostra è stata organizzata ripercorrendo quasi settant’anni di carriera dei due artisti. «Essi provengono da ambienti sociali simili, un aspetto importante da sottolineare perché aiuta a comprendere molte delle loro differenze, ma anche il loro rapporto con l’alta società e con quelli che sarebbero diventati i loro futuri committenti», spiega Sarah Catala. «Per riassumere, Hubert Robert era figlio dell’intendente della famiglia Choiseul quando questa risiedeva ancora a Nancy. I suoi genitori erano al servizio del giovane futuro duca di Choiseul, che sarebbe poi diventato uno dei ministri più importanti di Luigi XV. Fu lui, tra l’altro, a promuovere importanti decisioni politiche e diplomatiche, come il matrimonio tra Maria Antonietta e Luigi XVI. Personaggio di primo piano nella vita politica francese, Choiseul fu anche il principale protettore di Hubert Robert, soprattutto agli inizi della sua carriera»
.
L’arrivo a Roma e l’inizio della formazione
Quando Choiseul fu inviato come ambasciatore a Roma presso il Vaticano, portò con sé, come era consuetudine per un aristocratico colto dell’epoca, un seguito di intellettuali, uomini di lettere e artisti. Tra questi vi era il giovane Hubert Robert, che aveva appena terminato gli studi al collegio di Navarra, l’attuale liceo Henri IV. «Un percorso di questo tipo era piuttosto raro per un artista del XVIII secolo. Grazie alla sua formazione classica, quando arrivò a Roma fu in grado di comprendere e tradurre le iscrizioni latine e greche che incontrava: per lui la città era quasi un libro di storia da leggere e interpretare. Non aveva però una formazione accademica tradizionale in pittura; probabilmente aveva fatto pratica nello studio dello scultore Michel-Ange Slodtz, autore di numerose opere per la chiesa di Saint-Sulpice, anche se questa informazione deriva soprattutto dalle note del collezionista e incisore Mariette», aggiunge Sarah Catala.
L’Académie de France e l’arrivo di Fragonard
Hubert Robert arrivò a Roma nel 1754 e, già nel 1755, grazie all’intervento del duca di Choiseul presso il marchese di Marigny, sovrintendente agli edifici reali, ottenne la possibilità di essere ospitato vicino all’Académie de France. Non era ancora “pensionnaire” ufficiale, ma poteva dormire lì, seguire le lezioni e partecipare ai pasti dell’istituzione. Due anni dopo lo raggiunse Jean-Honoré Fragonard, inviato a Roma nel 1756 dopo aver vinto il Primo Premio di pittura. A differenza di Robert, Fragonard aveva già ricevuto una formazione artistica completa negli atelier di Chardin e di François Boucher ed era considerato un giovane pittore estremamente promettente e talentuoso. Robert, invece, era quasi uno sconosciuto. Nonostante queste differenze, i due artisti si incontrarono all’Accademia e svilupparono un rapporto di grande intesa.
Caratteri diversi e la scoperta di Roma
«Le lettere del direttore dell’Académie de France permettono oggi di conoscere bene i loro temperamenti. Hubert Robert appare come un giovane molto affabile, gentile e diligente, sempre pronto a seguire i consigli ricevuti. Fragonard, invece, nei primi tempi a Roma attraversò un momento di scoraggiamento: trovava difficile dedicarsi agli esercizi accademici, in particolare al disegno dal modello, che era una pratica obbligatoria per gli studenti. Si dice persino che fosse colpito da una forma di malinconia. Probabilmente furono le passeggiate di Robert nella campagna romana a trascinarlo fuori da questo stato d’animo», prosegue la commississaria scientifica della mostra. I due iniziarono così a esplorare insieme Roma e i suoi dintorni, disegnando all’aperto tra rovine e paesaggi. In quegli anni la città stava diventando un vero campo di scavi archeologici: molti monumenti erano ancora parzialmente sepolti e il livello del terreno appariva più alto, dando l’impressione che l’antica Roma fosse ancora nascosta sotto la terra. Questa atmosfera contribuì fortemente alla loro immaginazione artistica.
L’arrivo di Fragonard a Roma: ambizione e formazione
Quando nel dicembre del 1756 Jean-Honoré Fragonard giunge all’Académie de France a Roma, possiede già una reputazione promettente. Nel 1752 aveva infatti vinto il prestigioso Gran Premio dell’Académie Royale de Peinture et de Sculpture e, nel giro di pochi anni, aveva consolidato la propria formazione assimilando le lezioni dei grandi maestri francesi, tra cui François Boucher, Jean-Baptiste-Siméon Chardin e Carle Van Loo. Il viaggio verso l’Italia avviene in compagnia di Madame Carle Vanloo, moglie del suo maestro e di origine torinese, insieme a due studenti dell’École royale des élèves protégés. Giovane, ambizioso e già apprezzato negli ambienti artistici parigini, Fragonard intraprende questa esperienza quando ha appena vent’anni. Roma rappresenta per lui una tappa fondamentale: non solo un luogo di studio, ma anche il centro simbolico della tradizione classica, dove generazioni di artisti europei si erano recate per confrontarsi con i modelli dell’antichità e con il patrimonio artistico italiano.
Hubert Robert e il peso del mecenatismo
Due anni prima, come già accennato, nel 1754, era arrivato a Roma anche Hubert Robert, allora diciannovenne, accompagnato dal potente protettore Étienne-François de Choiseul, marchese di Stainville, che si stava recando nella città eterna per assumere l’incarico di ambasciatore. La loro partenza da Parigi avvenne alla fine di settembre e il viaggio si concluse il 4 novembre con l’ingresso a Roma. Robert aveva ricevuto una solida educazione classica presso il collegio gesuita di Navarra e, grazie al sostegno della famiglia Choiseul, poté frequentare l’Académie de France sotto la direzione di Charles-Joseph Natoire. Quest’ultimo lo descrisse come un giovane dotato di una spiccata inclinazione per la rappresentazione pittorica dell’architettura. Nel 1759 fu ammesso come pensionnaire senza dover affrontare le selezioni ufficiali, segno evidente dell’influenza dei suoi protettori. Diversamente dai giovani aristocratici del Grand Tour, che viaggiavano per curiosità e per apprendere le regole della vita mondana, gli artisti raggiungevano Roma soprattutto per perfezionare la propria arte e approfondire lo studio dei modelli classici.
Alla scoperta della natura a Roma
All’Académie de France à Rome, centro creativo per artisti di tutta Europa sin dal XVI secolo, sotto la guida di Charles-Joseph Natoire, i due giovani pittori si avventurano “hors les murs” (fuori le mura), osservando la natura e la vegetazione con occhio curioso e sensibile. Fragonard cerca di catturare la vitalità del mondo vivente, mentre Robert si concentra sugli accidenti naturali, come gli alberi spezzati, simbolo della caducità della natura.
In questo periodo, il disegno su carta diventa strumento quotidiano di studio e invenzione: i giovani artisti sperimentano tecniche diverse, dal sanguigno alla gravura, confrontandosi con i maestri italiani come Giovanni Benedetto Castiglione e Salvator Rosa. È l’inizio di un dialogo che intreccia osservazione diretta e immaginazione, dando vita a una pratica del paesaggio che sarà unica nel secolo.
Tivoli: un laboratorio del pittoresco
Il soggiorno a Tivoli nel 1760 segna una tappa fondamentale. Questo luogo, da sempre fonte d’ispirazione per artisti come François Boucher, Joseph Vernet e Giovanni Battista Piranesi, offre un palcoscenico naturale dove rovine e vegetazione si intrecciano in un gioco tra reale e immaginario. Robert e Fragonard vi sperimentano una nuova concezione del paesaggio: non più mera riproduzione, ma fusione tra storia, memoria e emozione, aprendo la strada a una visione moderna del pittoresco italiano.
Opere come Vue inspirée par la fontaine de l’Ovato à Tivoli di Fragonard catturano la leggerezza e il movimento dell’acqua, l’armonia tra natura e architettura, mentre Robert mette in scena le cascatelle e le rovine in composizioni suggestive che anticipano le grandi decorazioni immersive per i collezionisti francesi.
Dal ritorno in Francia allo sguardo sul Nord
Rientrato in Francia nel 1765, Robert concentra la sua attenzione su rovine e giardini, componendo grandi opere adattate al gusto dei committenti. La sua pittura combina osservazione attenta, sensibilità agli effetti naturali e raffinatezza tecnica. Fragonard, nel frattempo, viaggia tra Italia, Fiandre e Olanda, studiando il clima settentrionale e le opere di Jacob van Ruisdael e Rembrandt. Questo confronto con i maestri del Nord trasforma la sua produzione: più di quaranta paesaggi di piccole e medie dimensioni testimoniano una nuova vitalità e un prezzo sul mercato pari a quello dei grandi pittori olandesi.
La mostra Hubert Robert et Fragonard. Le sentiment de la nature, articolata su due piani del museo, mette in parallelo queste due traiettorie, evidenziando come osservazione e reinterpretazione dei maestri antichi abbiano plasmato le scelte estetiche dei due artisti, creando un dialogo tra rigore tecnico e libertà poetica.
Una natura antropomorfica e simbolica
Robert e Fragonard esplorano infatti la natura come archetipo matriciale, inteso come spazio di piacere e simbolismo, con elementi vegetali e minerali che evocano forme antropomorfe e suggestioni erotiche. Nei giardini immaginari di Fragonard, alberi e boschi diventano cornici per feste galanti e racconti letterari, mentre Robert osserva le grotte e i massi, traducendoli in composizioni pittoriche e paesaggi monumentali.
Questa dimensione integra le più moderne conoscenze scientifiche, dalla fisica alla geologia, dimostrando come arte e scienza possano fondersi per dare forma a una visione della natura intensa e complessa.
L’arte della passeggiata e della sociabilità
Nella seconda metà del XVIII secolo, la pratica della “promenade” (passeggiata) diventa centrale nei loro lavori. La natura si trasforma in luogo di galanteria, piacere e incontro sociale. Fragonard mette in scena lo spettatore che osserva e partecipa, Robert enfatizza la figura dell’artista immerso nel paesaggio.
Attraverso la vegetazione che avvolge rovine e tombe, Robert esprime nobiltà del passato, fragilità umana e memoria, creando opere dense di affetto e sentimento. Le passeggiate diventano così spettacoli della vita stessa, dove natura e cultura si intrecciano in un’esperienza estetica totale.
Un corpus eccezionale
La mostra si avvale della ricchezza della collezione del Musée de Valence, una delle più importanti al mondo per Robert, e di prestiti prestigiosi da Louvre, Metropolitan Museum, National Gallery of Art, Albertina e Musée Fabre, oltre a collezioni private. Molte opere sono esposte per la prima volta in Francia, mentre altre tornano dopo decenni.
Il percorso mette in luce il dialogo tra Robert e Fragonard, ma anche l’influenza dei grandi maestri: Castiglione, Piranesi, Ruisdael, Rembrandt, Boucher, Vernet. La fusione delle loro visioni offre un ritratto completo del paesaggio francese e italiano del XVIII secolo.
Commiato con la natura
Hubert Robert et Fragonard. Le sentiment de la nature è un invito a immergersi nella natura come spazio emotivo e creativo, a percorrere il filo che unisce osservazione e immaginazione, memoria e piacere. Da Tivoli alle cascade francesi, dalle rovine antiche ai giardini immaginari, Robert e Fragonard guidano il visitatore in un viaggio tra arte e vita, dove ogni linea e ogni colore raccontano la poesia del mondo naturale.
Valence diventa così tappa obbligata per chi desidera vivere il XVIII secolo attraverso lo sguardo di due maestri che hanno trasformato il paesaggio in esperienza estetica, emotiva e intellettuale. Un’occasione unica di riscoprire l’arte del disegno, della pittura e dell’immaginazione in tutta la sua forza e bellezza.
Crediti immagini :
Hubert Robert, Étude de plantes, vers 1761-1762, sanguine sur papier vergé, 33 x 45 cm, Musée de Valence © Musée de Valence, photo Cédric Prat – Studio L’Œil Écoute ;
Hubert Robert, Fête de nuit au Petit Trianon, vers 1780-1784, huile sur bois, 60 x 75 cm, Quimper, Musée des beaux-arts © mbaq ;
Jean-Honoré Fragonard, Le Tertre à la barque, vers 1773, huile sur toile, 38,1 x 46 cm, Londres, collection privée © Anne-Katrin Purkiss ;
Hubert Robert, Lavandières près d’une fontaine naturelle, vers 1760-1762, sanguine sur papier vergé, 37 x 29,5 cm, Musée de Valence © Musée de Valence, photo Cédric Prat – Studio L’Œil Écoute ;
Jean-Honoré Fragonard, Terrasse dans un jardin italien, vers 1760, sanguine sur papier vergé, 32,6 x 44,1 cm, Londres, Courtauld Gallery © Courtauld ;
Hubert Robert, Les Cascatelles de Tivoli, vers 1777, huile sur toile, 241 x 217cm, Paris, Galerie Coatalem © Galerie Coatalem, Paris
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Hubert Robert & Fragonard: le emozioni della natura in mostra a Valence
Tempo stimato per la lettura: 34 minuti
Dal 7 marzo al 21 giugno 2026, il Musée de Valence — art et archéologie ospita la straordinaria mostra Hubert Robert et Fragonard. Le sentiment de la nature, dedicata a due dei grandi maestri del XVIII secolo. Attraverso quasi 80 opere tra dipinti, disegni e incisioni, il percorso esplora il dialogo artistico e la sensibilità condivisa di Hubert Robert e Jean-Honoré Fragonard verso il paesaggio, un tema che li ha legati per tutta la carriera. Il progetto, curato da Julie Delmas e Ingrid Jurzak con il commissariato scientifico di Sarah Catala, racconta la loro amicizia, la loro visione della natura e la loro capacità di trasformarla in spazio di emozione e libertà.
L’incontro tra due artisti e due percorsi sociali
La mostra è stata organizzata ripercorrendo quasi settant’anni di carriera dei due artisti. «Essi provengono da ambienti sociali simili, un aspetto importante da sottolineare perché aiuta a comprendere molte delle loro differenze, ma anche il loro rapporto con l’alta società e con quelli che sarebbero diventati i loro futuri committenti», spiega Sarah Catala. «Per riassumere, Hubert Robert era figlio dell’intendente della famiglia Choiseul quando questa risiedeva ancora a Nancy. I suoi genitori erano al servizio del giovane futuro duca di Choiseul, che sarebbe poi diventato uno dei ministri più importanti di Luigi XV. Fu lui, tra l’altro, a promuovere importanti decisioni politiche e diplomatiche, come il matrimonio tra Maria Antonietta e Luigi XVI. Personaggio di primo piano nella vita politica francese, Choiseul fu anche il principale protettore di Hubert Robert, soprattutto agli inizi della sua carriera»
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L’arrivo a Roma e l’inizio della formazione
Quando Choiseul fu inviato come ambasciatore a Roma presso il Vaticano, portò con sé, come era consuetudine per un aristocratico colto dell’epoca, un seguito di intellettuali, uomini di lettere e artisti. Tra questi vi era il giovane Hubert Robert, che aveva appena terminato gli studi al collegio di Navarra, l’attuale liceo Henri IV. «Un percorso di questo tipo era piuttosto raro per un artista del XVIII secolo. Grazie alla sua formazione classica, quando arrivò a Roma fu in grado di comprendere e tradurre le iscrizioni latine e greche che incontrava: per lui la città era quasi un libro di storia da leggere e interpretare. Non aveva però una formazione accademica tradizionale in pittura; probabilmente aveva fatto pratica nello studio dello scultore Michel-Ange Slodtz, autore di numerose opere per la chiesa di Saint-Sulpice, anche se questa informazione deriva soprattutto dalle note del collezionista e incisore Mariette», aggiunge Sarah Catala.
L’Académie de France e l’arrivo di Fragonard
Hubert Robert arrivò a Roma nel 1754 e, già nel 1755, grazie all’intervento del duca di Choiseul presso il marchese di Marigny, sovrintendente agli edifici reali, ottenne la possibilità di essere ospitato vicino all’Académie de France. Non era ancora “pensionnaire” ufficiale, ma poteva dormire lì, seguire le lezioni e partecipare ai pasti dell’istituzione. Due anni dopo lo raggiunse Jean-Honoré Fragonard, inviato a Roma nel 1756 dopo aver vinto il Primo Premio di pittura. A differenza di Robert, Fragonard aveva già ricevuto una formazione artistica completa negli atelier di Chardin e di François Boucher ed era considerato un giovane pittore estremamente promettente e talentuoso. Robert, invece, era quasi uno sconosciuto. Nonostante queste differenze, i due artisti si incontrarono all’Accademia e svilupparono un rapporto di grande intesa.
Caratteri diversi e la scoperta di Roma
«Le lettere del direttore dell’Académie de France permettono oggi di conoscere bene i loro temperamenti. Hubert Robert appare come un giovane molto affabile, gentile e diligente, sempre pronto a seguire i consigli ricevuti. Fragonard, invece, nei primi tempi a Roma attraversò un momento di scoraggiamento: trovava difficile dedicarsi agli esercizi accademici, in particolare al disegno dal modello, che era una pratica obbligatoria per gli studenti. Si dice persino che fosse colpito da una forma di malinconia. Probabilmente furono le passeggiate di Robert nella campagna romana a trascinarlo fuori da questo stato d’animo», prosegue la commississaria scientifica della mostra. I due iniziarono così a esplorare insieme Roma e i suoi dintorni, disegnando all’aperto tra rovine e paesaggi. In quegli anni la città stava diventando un vero campo di scavi archeologici: molti monumenti erano ancora parzialmente sepolti e il livello del terreno appariva più alto, dando l’impressione che l’antica Roma fosse ancora nascosta sotto la terra. Questa atmosfera contribuì fortemente alla loro immaginazione artistica.
L’arrivo di Fragonard a Roma: ambizione e formazione
Quando nel dicembre del 1756 Jean-Honoré Fragonard giunge all’Académie de France a Roma, possiede già una reputazione promettente. Nel 1752 aveva infatti vinto il prestigioso Gran Premio dell’Académie Royale de Peinture et de Sculpture e, nel giro di pochi anni, aveva consolidato la propria formazione assimilando le lezioni dei grandi maestri francesi, tra cui François Boucher, Jean-Baptiste-Siméon Chardin e Carle Van Loo. Il viaggio verso l’Italia avviene in compagnia di Madame Carle Vanloo, moglie del suo maestro e di origine torinese, insieme a due studenti dell’École royale des élèves protégés. Giovane, ambizioso e già apprezzato negli ambienti artistici parigini, Fragonard intraprende questa esperienza quando ha appena vent’anni. Roma rappresenta per lui una tappa fondamentale: non solo un luogo di studio, ma anche il centro simbolico della tradizione classica, dove generazioni di artisti europei si erano recate per confrontarsi con i modelli dell’antichità e con il patrimonio artistico italiano.
Hubert Robert e il peso del mecenatismo
Due anni prima, come già accennato, nel 1754, era arrivato a Roma anche Hubert Robert, allora diciannovenne, accompagnato dal potente protettore Étienne-François de Choiseul, marchese di Stainville, che si stava recando nella città eterna per assumere l’incarico di ambasciatore. La loro partenza da Parigi avvenne alla fine di settembre e il viaggio si concluse il 4 novembre con l’ingresso a Roma. Robert aveva ricevuto una solida educazione classica presso il collegio gesuita di Navarra e, grazie al sostegno della famiglia Choiseul, poté frequentare l’Académie de France sotto la direzione di Charles-Joseph Natoire. Quest’ultimo lo descrisse come un giovane dotato di una spiccata inclinazione per la rappresentazione pittorica dell’architettura. Nel 1759 fu ammesso come pensionnaire senza dover affrontare le selezioni ufficiali, segno evidente dell’influenza dei suoi protettori. Diversamente dai giovani aristocratici del Grand Tour, che viaggiavano per curiosità e per apprendere le regole della vita mondana, gli artisti raggiungevano Roma soprattutto per perfezionare la propria arte e approfondire lo studio dei modelli classici.
Alla scoperta della natura a Roma
All’Académie de France à Rome, centro creativo per artisti di tutta Europa sin dal XVI secolo, sotto la guida di Charles-Joseph Natoire, i due giovani pittori si avventurano “hors les murs” (fuori le mura), osservando la natura e la vegetazione con occhio curioso e sensibile. Fragonard cerca di catturare la vitalità del mondo vivente, mentre Robert si concentra sugli accidenti naturali, come gli alberi spezzati, simbolo della caducità della natura.
In questo periodo, il disegno su carta diventa strumento quotidiano di studio e invenzione: i giovani artisti sperimentano tecniche diverse, dal sanguigno alla gravura, confrontandosi con i maestri italiani come Giovanni Benedetto Castiglione e Salvator Rosa. È l’inizio di un dialogo che intreccia osservazione diretta e immaginazione, dando vita a una pratica del paesaggio che sarà unica nel secolo.
Tivoli: un laboratorio del pittoresco
Il soggiorno a Tivoli nel 1760 segna una tappa fondamentale. Questo luogo, da sempre fonte d’ispirazione per artisti come François Boucher, Joseph Vernet e Giovanni Battista Piranesi, offre un palcoscenico naturale dove rovine e vegetazione si intrecciano in un gioco tra reale e immaginario. Robert e Fragonard vi sperimentano una nuova concezione del paesaggio: non più mera riproduzione, ma fusione tra storia, memoria e emozione, aprendo la strada a una visione moderna del pittoresco italiano.
Opere come Vue inspirée par la fontaine de l’Ovato à Tivoli di Fragonard catturano la leggerezza e il movimento dell’acqua, l’armonia tra natura e architettura, mentre Robert mette in scena le cascatelle e le rovine in composizioni suggestive che anticipano le grandi decorazioni immersive per i collezionisti francesi.
Dal ritorno in Francia allo sguardo sul Nord
Rientrato in Francia nel 1765, Robert concentra la sua attenzione su rovine e giardini, componendo grandi opere adattate al gusto dei committenti. La sua pittura combina osservazione attenta, sensibilità agli effetti naturali e raffinatezza tecnica. Fragonard, nel frattempo, viaggia tra Italia, Fiandre e Olanda, studiando il clima settentrionale e le opere di Jacob van Ruisdael e Rembrandt. Questo confronto con i maestri del Nord trasforma la sua produzione: più di quaranta paesaggi di piccole e medie dimensioni testimoniano una nuova vitalità e un prezzo sul mercato pari a quello dei grandi pittori olandesi.
La mostra Hubert Robert et Fragonard. Le sentiment de la nature, articolata su due piani del museo, mette in parallelo queste due traiettorie, evidenziando come osservazione e reinterpretazione dei maestri antichi abbiano plasmato le scelte estetiche dei due artisti, creando un dialogo tra rigore tecnico e libertà poetica.
Una natura antropomorfica e simbolica
Robert e Fragonard esplorano infatti la natura come archetipo matriciale, inteso come spazio di piacere e simbolismo, con elementi vegetali e minerali che evocano forme antropomorfe e suggestioni erotiche. Nei giardini immaginari di Fragonard, alberi e boschi diventano cornici per feste galanti e racconti letterari, mentre Robert osserva le grotte e i massi, traducendoli in composizioni pittoriche e paesaggi monumentali.
Questa dimensione integra le più moderne conoscenze scientifiche, dalla fisica alla geologia, dimostrando come arte e scienza possano fondersi per dare forma a una visione della natura intensa e complessa.
L’arte della passeggiata e della sociabilità
Nella seconda metà del XVIII secolo, la pratica della “promenade” (passeggiata) diventa centrale nei loro lavori. La natura si trasforma in luogo di galanteria, piacere e incontro sociale. Fragonard mette in scena lo spettatore che osserva e partecipa, Robert enfatizza la figura dell’artista immerso nel paesaggio.
Attraverso la vegetazione che avvolge rovine e tombe, Robert esprime nobiltà del passato, fragilità umana e memoria, creando opere dense di affetto e sentimento. Le passeggiate diventano così spettacoli della vita stessa, dove natura e cultura si intrecciano in un’esperienza estetica totale.
Un corpus eccezionale
La mostra si avvale della ricchezza della collezione del Musée de Valence, una delle più importanti al mondo per Robert, e di prestiti prestigiosi da Louvre, Metropolitan Museum, National Gallery of Art, Albertina e Musée Fabre, oltre a collezioni private. Molte opere sono esposte per la prima volta in Francia, mentre altre tornano dopo decenni.
Il percorso mette in luce il dialogo tra Robert e Fragonard, ma anche l’influenza dei grandi maestri: Castiglione, Piranesi, Ruisdael, Rembrandt, Boucher, Vernet. La fusione delle loro visioni offre un ritratto completo del paesaggio francese e italiano del XVIII secolo.
Commiato con la natura
Hubert Robert et Fragonard. Le sentiment de la nature è un invito a immergersi nella natura come spazio emotivo e creativo, a percorrere il filo che unisce osservazione e immaginazione, memoria e piacere. Da Tivoli alle cascade francesi, dalle rovine antiche ai giardini immaginari, Robert e Fragonard guidano il visitatore in un viaggio tra arte e vita, dove ogni linea e ogni colore raccontano la poesia del mondo naturale.
Valence diventa così tappa obbligata per chi desidera vivere il XVIII secolo attraverso lo sguardo di due maestri che hanno trasformato il paesaggio in esperienza estetica, emotiva e intellettuale. Un’occasione unica di riscoprire l’arte del disegno, della pittura e dell’immaginazione in tutta la sua forza e bellezza.
Crediti immagini :
Hubert Robert, Étude de plantes, vers 1761-1762, sanguine sur papier vergé, 33 x 45 cm, Musée de Valence © Musée de Valence, photo Cédric Prat – Studio L’Œil Écoute ;
Hubert Robert, Fête de nuit au Petit Trianon, vers 1780-1784, huile sur bois, 60 x 75 cm, Quimper, Musée des beaux-arts © mbaq ;
Jean-Honoré Fragonard, Le Tertre à la barque, vers 1773, huile sur toile, 38,1 x 46 cm, Londres, collection privée © Anne-Katrin Purkiss ;
Hubert Robert, Lavandières près d’une fontaine naturelle, vers 1760-1762, sanguine sur papier vergé, 37 x 29,5 cm, Musée de Valence © Musée de Valence, photo Cédric Prat – Studio L’Œil Écoute ;
Jean-Honoré Fragonard, Terrasse dans un jardin italien, vers 1760, sanguine sur papier vergé, 32,6 x 44,1 cm, Londres, Courtauld Gallery © Courtauld ;
Hubert Robert, Les Cascatelles de Tivoli, vers 1777, huile sur toile, 241 x 217cm, Paris, Galerie Coatalem © Galerie Coatalem, Paris








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