Post Produzione digitale, l’altra faccia della fotografia

Tempo stimato per la lettura: 1,5 minuti
“Davanti all’obiettivo io sono contemporaneamente: quello che io credo di essere, quello che vorrei si creda io sia, quello che il fotografo crede io sia, e quello di cui egli si serve per far mostra della sua arte”
Roland Barthes
La Post-Produzione digitale consiste nell’applicare interventi postumi allo scatto originale effettuato con reflex digitali e non solo. In realtà, altro non è che il “vecchio” sviluppo fotografico delle pellicole in camera oscura e, quindi, di fatto, esiste da sempre.
Con l’avvento del digitale e la creazione di programmi per il foto-ritocco, primo tra tutti Photoshop, oggi è sicuramente più facile mettere mano agli scatti per migliorarli o, in alcuni casi, anche per stravolgerli, aggiungendo o togliendo elementi dalla foto originale; in questo caso sarebbe più idoneo e opportuno parlare di “fotomontaggi”.
La diatriba tra i puristi dello scatto e coloro i quali invece vedono nella post produzione solo uno strumento per sviluppare al meglio la fotografia grezza, continua nel tempo; in termini tecnici, il file Raw che contraddistingue le reflex digitali dalle altre tipologie di apparecchi fotografici. Che poi, a essere pignoli, anche il file JPEG, formato prediletto da molti, rappresenta di per sé un’elaborazione che avviene sulla base di algoritmi e formule matematiche, che non rispecchia necessariamente la realtà circostante nel momento dello scatto.
Post-Produrre una foto è parte integrante del processo fotografico, espressione della creatività dell’autore, del suo gusto estetico, della sua specifica interpretazione dell’oggetto in un dato contesto socio-culturale e, in fondo, la foto è essa stessa manipolazione della realtà nell’attimo stesso in cui viene catturata, congelata in un’istantanea, per sempre.
Buona luce, e buona “camera chiara”!
Federica Campanile
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Post Produzione digitale, l’altra faccia della fotografia
Tempo stimato per la lettura: 5 minuti
“Davanti all’obiettivo io sono contemporaneamente: quello che io credo di essere, quello che vorrei si creda io sia, quello che il fotografo crede io sia, e quello di cui egli si serve per far mostra della sua arte”
Roland Barthes
La Post-Produzione digitale consiste nell’applicare interventi postumi allo scatto originale effettuato con reflex digitali e non solo. In realtà, altro non è che il “vecchio” sviluppo fotografico delle pellicole in camera oscura e, quindi, di fatto, esiste da sempre.
Con l’avvento del digitale e la creazione di programmi per il foto-ritocco, primo tra tutti Photoshop, oggi è sicuramente più facile mettere mano agli scatti per migliorarli o, in alcuni casi, anche per stravolgerli, aggiungendo o togliendo elementi dalla foto originale; in questo caso sarebbe più idoneo e opportuno parlare di “fotomontaggi”.
La diatriba tra i puristi dello scatto e coloro i quali invece vedono nella post produzione solo uno strumento per sviluppare al meglio la fotografia grezza, continua nel tempo; in termini tecnici, il file Raw che contraddistingue le reflex digitali dalle altre tipologie di apparecchi fotografici. Che poi, a essere pignoli, anche il file JPEG, formato prediletto da molti, rappresenta di per sé un’elaborazione che avviene sulla base di algoritmi e formule matematiche, che non rispecchia necessariamente la realtà circostante nel momento dello scatto.
Post-Produrre una foto è parte integrante del processo fotografico, espressione della creatività dell’autore, del suo gusto estetico, della sua specifica interpretazione dell’oggetto in un dato contesto socio-culturale e, in fondo, la foto è essa stessa manipolazione della realtà nell’attimo stesso in cui viene catturata, congelata in un’istantanea, per sempre.
Buona luce, e buona “camera chiara”!
Federica Campanile











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