Un viaggio nel regno che vive tra le pieghe del reale. Fata Morgana: memorie dall’invisibile

About the Author: Alice Stocchi

Published On: 11 Ottobre 2025

Tempo stimato per la lettura: 3,6 minuti

A Milano, nel cuore elegante del Quadrilatero della Moda, Palazzo Morando apre le sue sale a una presenza che sembra arrivare da un altrove. Fata Morgana: memorie dall’invisibile, ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi e curata da Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini, abita gli ambienti barocchi del palazzo dal 9 ottobre 2025 al 4 gennaio 2026. Una mostra a ingresso gratuito che non si limita a esporre: evoca, disorienta, incanta. Proprio come il miraggio che ne ispira il nome.

La città e la sua memoria segreta

La mostra prosegue la tradizione dei grandi progetti prodotti dalla Fondazione Nicola Trussardi, capaci negli anni di trasformare la vita culturale milanese. Qui, però, il dialogo con Palazzo Morando è più intimo, quasi medianico. Le opere si intrecciano con la storia della contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini, donna di mondo e di rara curiosità, la cui biblioteca consacrata ad alchimia, teosofia, spiritismo ed esoterismo vibra ancora tra queste pareti. È come se la mostra attingesse direttamente ai suoi libri, ai suoi silenzi, alla sua audacia intellettuale.

La leggenda come specchio

Il titolo richiama la figura di Fata Morgana, maga arturiana, guardiana di terre liminali e illusioni splendenti. Una figura ambigua e potente, spesso fraintesa, capace di attraversare mondi e dissolvere le barriere tra realtà e visione. In lei si riflette la mostra: in una tensione continua tra luce e inganno, incanto e conoscenza, indipendenza e mistero.

A fare da stella polare c’è il poema Fata Morgana di André Breton, scritto nel 1940 durante l’esilio a Marsiglia. Visioni improvvise, presagi, oracoli: un mondo dove sogno e quotidiano si intrecciano fino a non riconoscersi più. La mostra si nutre di quella stessa atmosfera febbrile, creando un museo nel museo, un dispositivo che dilata lo spazio e lo trasforma in un terreno di metamorfosi.

Le custodi e i custodi dell’invisibile

Nel percorso appaiono nomi che hanno sfidato i confini dell’arte e della percezione: Hilma af Klint, Eileen Agar, Antonin Artaud, Judy Chicago, Maya Deren, Marcel Duchamp, Victor Hugo, Man Ray, Kiki Smith, Unica Zürn — insieme a medium dimenticate, visionarie, autori eccentrici, figure marginali riscoperte per la loro straordinaria capacità di ascoltare ciò che non ha voce.

286 opere, 78 figure: medium, visionarie, artiste e artisti che, dal XIX secolo a oggi, hanno cercato di aprire varchi nell’invisibile. Dipinti, fotografie, film, disegni, sculture, documenti e oggetti rituali si dispongono come costellazioni in movimento. Non si tratta di credere o non credere al soprannaturale: ciò che la mostra esplora è la forza immaginativa, destabilizzante e sovversiva di chi ha osato guardare altrove.
Ne nasce un atlante vibrante di estasi, apparizioni, automatismi psichici, grafie medianiche e correnti sotterranee che hanno attraversato l’arte, spesso segnandola in modi inattesi.

Tra scienza e fede, tra memoria e desiderio

Lungi dall’essere un semplice inventario dell’occulto, Fata Morgana interroga ciò che queste pratiche hanno rappresentato per la società: specchi delle ansie, dei sogni, dei timori collettivi. L’arte diventa un campo esperienziale che tenta di conciliare ciò che sfugge alla ragione con ciò che insiste nella memoria. L’invisibile non come mistero da svelare, ma come lente attraverso cui osservare il visibile da un angolo nuovo, imprevisto.

Una pubblicazione per attraversare la soglia

Accompagna la mostra una pubblicazione bilingue curata dai tre curatori e edita da Electa, inserita nella collana Pesci Rossi: un compendio di immagini, testi e riflessioni che permette di continuare il viaggio anche dopo aver lasciato le sale del palazzo.

Le ore sospese della visione

Il pubblico attraversa le sale aperte dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.00, con orari speciali e aperture straordinarie nel periodo di dicembre e gennaio. Anche le visite guidate gratuite — prenotazione obbligatoria, posti limitati — diventano un rito d’accesso, un invito ad attraversare la soglia insieme ai curatori e alle storie che animano questa geografia del mistero. In Fata Morgana: memorie dall’invisibile ogni stanza è un varco, un’indicazione, un indizio. E l’invisibile, come sempre, è ciò che ci guarda.

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A Milano, nel cuore elegante del Quadrilatero della Moda, Palazzo Morando apre le sue sale a una presenza che sembra arrivare da un altrove. Fata Morgana: memorie dall’invisibile, ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi e curata da Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini, abita gli ambienti barocchi del palazzo dal 9 ottobre 2025 al 4 gennaio 2026. Una mostra a ingresso gratuito che non si limita a esporre: evoca, disorienta, incanta. Proprio come il miraggio che ne ispira il nome.

La città e la sua memoria segreta

La mostra prosegue la tradizione dei grandi progetti prodotti dalla Fondazione Nicola Trussardi, capaci negli anni di trasformare la vita culturale milanese. Qui, però, il dialogo con Palazzo Morando è più intimo, quasi medianico. Le opere si intrecciano con la storia della contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini, donna di mondo e di rara curiosità, la cui biblioteca consacrata ad alchimia, teosofia, spiritismo ed esoterismo vibra ancora tra queste pareti. È come se la mostra attingesse direttamente ai suoi libri, ai suoi silenzi, alla sua audacia intellettuale.

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Il titolo richiama la figura di Fata Morgana, maga arturiana, guardiana di terre liminali e illusioni splendenti. Una figura ambigua e potente, spesso fraintesa, capace di attraversare mondi e dissolvere le barriere tra realtà e visione. In lei si riflette la mostra: in una tensione continua tra luce e inganno, incanto e conoscenza, indipendenza e mistero.

A fare da stella polare c’è il poema Fata Morgana di André Breton, scritto nel 1940 durante l’esilio a Marsiglia. Visioni improvvise, presagi, oracoli: un mondo dove sogno e quotidiano si intrecciano fino a non riconoscersi più. La mostra si nutre di quella stessa atmosfera febbrile, creando un museo nel museo, un dispositivo che dilata lo spazio e lo trasforma in un terreno di metamorfosi.

Le custodi e i custodi dell’invisibile

Nel percorso appaiono nomi che hanno sfidato i confini dell’arte e della percezione: Hilma af Klint, Eileen Agar, Antonin Artaud, Judy Chicago, Maya Deren, Marcel Duchamp, Victor Hugo, Man Ray, Kiki Smith, Unica Zürn — insieme a medium dimenticate, visionarie, autori eccentrici, figure marginali riscoperte per la loro straordinaria capacità di ascoltare ciò che non ha voce.

286 opere, 78 figure: medium, visionarie, artiste e artisti che, dal XIX secolo a oggi, hanno cercato di aprire varchi nell’invisibile. Dipinti, fotografie, film, disegni, sculture, documenti e oggetti rituali si dispongono come costellazioni in movimento. Non si tratta di credere o non credere al soprannaturale: ciò che la mostra esplora è la forza immaginativa, destabilizzante e sovversiva di chi ha osato guardare altrove.
Ne nasce un atlante vibrante di estasi, apparizioni, automatismi psichici, grafie medianiche e correnti sotterranee che hanno attraversato l’arte, spesso segnandola in modi inattesi.

Tra scienza e fede, tra memoria e desiderio

Lungi dall’essere un semplice inventario dell’occulto, Fata Morgana interroga ciò che queste pratiche hanno rappresentato per la società: specchi delle ansie, dei sogni, dei timori collettivi. L’arte diventa un campo esperienziale che tenta di conciliare ciò che sfugge alla ragione con ciò che insiste nella memoria. L’invisibile non come mistero da svelare, ma come lente attraverso cui osservare il visibile da un angolo nuovo, imprevisto.

Una pubblicazione per attraversare la soglia

Accompagna la mostra una pubblicazione bilingue curata dai tre curatori e edita da Electa, inserita nella collana Pesci Rossi: un compendio di immagini, testi e riflessioni che permette di continuare il viaggio anche dopo aver lasciato le sale del palazzo.

Le ore sospese della visione

Il pubblico attraversa le sale aperte dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.00, con orari speciali e aperture straordinarie nel periodo di dicembre e gennaio. Anche le visite guidate gratuite — prenotazione obbligatoria, posti limitati — diventano un rito d’accesso, un invito ad attraversare la soglia insieme ai curatori e alle storie che animano questa geografia del mistero. In Fata Morgana: memorie dall’invisibile ogni stanza è un varco, un’indicazione, un indizio. E l’invisibile, come sempre, è ciò che ci guarda.

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