La classifica dei migliori musei italiani della Museum Week

Tempo stimato per la lettura: 5,8 minuti
Domenica si è ufficialmente conclusa la Museum Week e, dopo aver fatto un riepilogo di quanto accaduto fino a giovedì, proviamo a dare la nostra opinione su questa iniziativa e a tracciare un quadro dei musei italiani che hanno sfruttato meglio questa occasione.
Partiamo da un presupposto: per noi la Museum Week è stata semplicemente un successo, i musei di tutto il mondo hanno dimostrato come usando i social sia possibile creare engagement con gli utenti, diffondere i propri contenuti e, soprattutto, sono riusciti a dialogare tra di loro. Per avvalorare la nostra tesi, nel proseguo dell’articolo, daremo i numeri della Museum Week e faremo una brevissima analisi di tipo qualitativo (strettamente personale) di quelli che sono stati
Il segreto della riuscita di questa manifestazione è per me tutto qui: i musei sono diventati vere e proprie persone e hanno iniziato un dialogo tra di loro, giocando, scherzando, mostrando i loro lati nascosti, i loro souvenir, i loro visitatori.
Personalmente credo che per diffondere la cultura e i luoghi di cultura sia fondamentale che chi li gestisce, chi li vive, chi li ama, si tolga quell’aria di “finta superiorità” e inizi a far capire a tutti quanto sia bello passare una giornata in un museo con la propria famiglia, con la propria ragazza/o o con i propri amici.
Solamente in questo modo sarà infatti possibile rendere l’arte, la creatività, la cultura alla portata di tutti, per far questo è fondamentale presidiare tutti i canali dove ci sono le persone comuni, i social in primis.
I numeri della Museum Week
Per capire meglio la portata e la riuscita di questa iniziativa partiamo da alcuni numeri:
– 180.105 tweets dai musei e dagli utenti di Twitter di tutto il mondo;
– 423.454 retweets:
– 9.550 tweets dai musei e utenti italiani;
– 41.750 retweets da musei e utenti italiani.
A livello quantitativo l’Italia ottiene primo e secondo posto dei musei più attivi sulla rete:
- Massaciuccoli Romana è in assoluto il museo che più ha conversato con gli altri musei (80), quello che ha totalizzato il maggior numero di retweets 10.653 e quello che ha risposto il maggior numero di volte (2.097);
- Al secondo posto si piazza il Museo Archeologico di Porto Torres che ha interagito con 41 musei, ed ha ritwittato quasi 10.000 post e oltre 1500 risposte;
- Completa il podio quantitativo uno dei più grandi musei al mondo: il Louvre, che ha conversato con 14 musei ha ritwittato 7.500 post e replicato 226 volte.
La Top Ten è completata dal Musee d’Orsay (Francia); Ukiyo e Ota Memorial Museum of Art (Giappone); British Museum (Inghilterra); Palais Decouverte (Francia); Museo Bergallo (Italia); The State Hermitage Museum (Russia); Museo Civico Archeologico del Distretto Minerario Rio nell’Elba (Italia).
Come possiamo vedere l’Italia fa la parte del leone nella classifica quantitativa della Museum Week, mettendo 4 musei tra i 10 più attivi, seguono la Francia con 3, e Giappone, Inghilterra e Russia con uno per uno.
La strategia dei musei italiani
Dopo aver visto i numeri dei musei più attivi a livello mondiale, entriamo nel dettaglio della strategia dei musei italiani, vediamo cioè come i nostri musei hanno sfruttato l’opportunità della Museum Week per veicolare i propri contenuti.
Secondo il sito ufficiale della Museum Week, sono 252 i musei italiani che hanno deciso di partecipare all’iniziativa, noi per brevità e per sintesi ve ne mostreremo solamente alcuni.
Partiamo da una premessa, La “fortuna” del Massaciuccoli e degli altri “piccoli musei” è stata anche avere almeno due account dedicati a loro, dal nome “Piccoli musei”, che hanno sicuramente fatto la differenza a livello di engagement.
Non possiamo non partire dal Massaciuccoli Romana che ha deciso di presidiare il canale Twitter costantemente: ha infatti interagito costantemente con tutti i musei e gli utenti che hanno citato il museo, creando con loro un dialogo continuo, fatto di tweet (non tantissimi), retweet (una marea) e tantissime risposte.
La strategia del Museo Archeologico di Porto Torres e del Museo Bergallo è stata molto simile a quella del Massaciuccoli Romana: tantissimi retweets e risposte agli utenti, anche se c’è da sottolineare come il Museo Bergallo sia stato anche il museo italiano che ha creato più tweet (173).
L’unica cosa che mi è piaciuta meno sono i post di buongiorno o simili, pieni di tag di utenti o altri musei, ma quella è deformazione professionale in quanto a me non piacciono neanche da parte delle persone comuni.
Uno dei musei che ho apprezzato maggiormente è stato quello dei Musei in Comune di Roma (attivissimo anche durante l’anno, soprattutto su Instagram con foto così belle che fanno bene al cuore e all’anima) che ha adottato una strategia totalmente diversa: molte meno risposte, un buon numero di Tweet utilizzando perfettamente gli hashtag a tema della settimana. Sicuramente il fatto di avere così tante opere straordinarie, l’ausilio di una città come Roma e tantissimi visitatori ha aiutato l’account dei Musei in Comune di Roma, ma devo ammettere che probabilmente è quello che mi ha entusiasmato di più. Non ho dubbi nel dire che siano i Musei in Comune di Roma a vincere la Museum Week.
Strategia simile anche per Palazzo Madama di Torino, poche risposte, molti retweet a tema con le opere del museo e diversi tweet rispettando gli hashtag del giorno. Una seconda posizione, nella nostra speciale speciale classifica della Museum Week.
Terzo posto a pari merito per due account che mi hanno stupito con effetti speciali: la GAM di Torino e la Fondazione Querini Stampalia. A me hanno entusiasmato e fatto appassionare alle loro opere, soprattutto mi è piaciuto molto il mix tra tweet creati da loro e i retweet degli altri.
Concludiamo con due menzioni d’onore per un tweet singolo: quello del Museo Barberini e quello del Museo Civico di Maglie che hanno, sempre secondo me, compreso in pieno lo spirito della Museum Week:
#MuseumWeek ’15 è terminata.Ma la favola continua nei musei di tutto il mondo @museiincomune @GNAM_Roma @Museo_MADRE pic.twitter.com/wI5Sac2hKc
— Palazzo Barberini (@MuseoBarberini) 30 Marzo 2015
Passata la #MuseumWeek resti #condivisione tra #Musei @MuseumWeek @PiccoliMusei @MarDixon @museweb @Piersoft @Il3ni4 pic.twitter.com/VRn2Xxkasi
— Museo Civico Maglie (@AlcaMaglie) 30 Marzo 2015
Chiediamo scusa a tutti i musei non segnalati, ma siete stati davvero tantissimi e probabilmente qualcuno ci è sfuggito, segnalatecelo nei vostri commenti. Ah, questa volta fatecelo dire: siamo davvero orgogliosi dei musei italiani e del lavoro che hanno fatto in questa Museum Week.
condividi su
Il tuo sito web è accessibile?
SCOPRILO CON IL TEST GRATUITO
I tools AccessiWeb sono inclusi nella Web Accessibility Evaluation Tools List
del W3C Web Accessibility Initiative (WAI) - Italia. W3C Disclaimer
Tool descriptions, search criteria, and other information in this database is provided by tool developers, vendors, or others.
The information can change at any time.
La classifica dei migliori musei italiani della Museum Week
Tempo stimato per la lettura: 18 minuti
Domenica si è ufficialmente conclusa la Museum Week e, dopo aver fatto un riepilogo di quanto accaduto fino a giovedì, proviamo a dare la nostra opinione su questa iniziativa e a tracciare un quadro dei musei italiani che hanno sfruttato meglio questa occasione.
Partiamo da un presupposto: per noi la Museum Week è stata semplicemente un successo, i musei di tutto il mondo hanno dimostrato come usando i social sia possibile creare engagement con gli utenti, diffondere i propri contenuti e, soprattutto, sono riusciti a dialogare tra di loro. Per avvalorare la nostra tesi, nel proseguo dell’articolo, daremo i numeri della Museum Week e faremo una brevissima analisi di tipo qualitativo (strettamente personale) di quelli che sono stati
Il segreto della riuscita di questa manifestazione è per me tutto qui: i musei sono diventati vere e proprie persone e hanno iniziato un dialogo tra di loro, giocando, scherzando, mostrando i loro lati nascosti, i loro souvenir, i loro visitatori.
Personalmente credo che per diffondere la cultura e i luoghi di cultura sia fondamentale che chi li gestisce, chi li vive, chi li ama, si tolga quell’aria di “finta superiorità” e inizi a far capire a tutti quanto sia bello passare una giornata in un museo con la propria famiglia, con la propria ragazza/o o con i propri amici.
Solamente in questo modo sarà infatti possibile rendere l’arte, la creatività, la cultura alla portata di tutti, per far questo è fondamentale presidiare tutti i canali dove ci sono le persone comuni, i social in primis.
I numeri della Museum Week
Per capire meglio la portata e la riuscita di questa iniziativa partiamo da alcuni numeri:
– 180.105 tweets dai musei e dagli utenti di Twitter di tutto il mondo;
– 423.454 retweets:
– 9.550 tweets dai musei e utenti italiani;
– 41.750 retweets da musei e utenti italiani.
A livello quantitativo l’Italia ottiene primo e secondo posto dei musei più attivi sulla rete:
- Massaciuccoli Romana è in assoluto il museo che più ha conversato con gli altri musei (80), quello che ha totalizzato il maggior numero di retweets 10.653 e quello che ha risposto il maggior numero di volte (2.097);
- Al secondo posto si piazza il Museo Archeologico di Porto Torres che ha interagito con 41 musei, ed ha ritwittato quasi 10.000 post e oltre 1500 risposte;
- Completa il podio quantitativo uno dei più grandi musei al mondo: il Louvre, che ha conversato con 14 musei ha ritwittato 7.500 post e replicato 226 volte.
La Top Ten è completata dal Musee d’Orsay (Francia); Ukiyo e Ota Memorial Museum of Art (Giappone); British Museum (Inghilterra); Palais Decouverte (Francia); Museo Bergallo (Italia); The State Hermitage Museum (Russia); Museo Civico Archeologico del Distretto Minerario Rio nell’Elba (Italia).
Come possiamo vedere l’Italia fa la parte del leone nella classifica quantitativa della Museum Week, mettendo 4 musei tra i 10 più attivi, seguono la Francia con 3, e Giappone, Inghilterra e Russia con uno per uno.
La strategia dei musei italiani
Dopo aver visto i numeri dei musei più attivi a livello mondiale, entriamo nel dettaglio della strategia dei musei italiani, vediamo cioè come i nostri musei hanno sfruttato l’opportunità della Museum Week per veicolare i propri contenuti.
Secondo il sito ufficiale della Museum Week, sono 252 i musei italiani che hanno deciso di partecipare all’iniziativa, noi per brevità e per sintesi ve ne mostreremo solamente alcuni.
Partiamo da una premessa, La “fortuna” del Massaciuccoli e degli altri “piccoli musei” è stata anche avere almeno due account dedicati a loro, dal nome “Piccoli musei”, che hanno sicuramente fatto la differenza a livello di engagement.
Non possiamo non partire dal Massaciuccoli Romana che ha deciso di presidiare il canale Twitter costantemente: ha infatti interagito costantemente con tutti i musei e gli utenti che hanno citato il museo, creando con loro un dialogo continuo, fatto di tweet (non tantissimi), retweet (una marea) e tantissime risposte.
La strategia del Museo Archeologico di Porto Torres e del Museo Bergallo è stata molto simile a quella del Massaciuccoli Romana: tantissimi retweets e risposte agli utenti, anche se c’è da sottolineare come il Museo Bergallo sia stato anche il museo italiano che ha creato più tweet (173).
L’unica cosa che mi è piaciuta meno sono i post di buongiorno o simili, pieni di tag di utenti o altri musei, ma quella è deformazione professionale in quanto a me non piacciono neanche da parte delle persone comuni.
Uno dei musei che ho apprezzato maggiormente è stato quello dei Musei in Comune di Roma (attivissimo anche durante l’anno, soprattutto su Instagram con foto così belle che fanno bene al cuore e all’anima) che ha adottato una strategia totalmente diversa: molte meno risposte, un buon numero di Tweet utilizzando perfettamente gli hashtag a tema della settimana. Sicuramente il fatto di avere così tante opere straordinarie, l’ausilio di una città come Roma e tantissimi visitatori ha aiutato l’account dei Musei in Comune di Roma, ma devo ammettere che probabilmente è quello che mi ha entusiasmato di più. Non ho dubbi nel dire che siano i Musei in Comune di Roma a vincere la Museum Week.
Strategia simile anche per Palazzo Madama di Torino, poche risposte, molti retweet a tema con le opere del museo e diversi tweet rispettando gli hashtag del giorno. Una seconda posizione, nella nostra speciale speciale classifica della Museum Week.
Terzo posto a pari merito per due account che mi hanno stupito con effetti speciali: la GAM di Torino e la Fondazione Querini Stampalia. A me hanno entusiasmato e fatto appassionare alle loro opere, soprattutto mi è piaciuto molto il mix tra tweet creati da loro e i retweet degli altri.
Concludiamo con due menzioni d’onore per un tweet singolo: quello del Museo Barberini e quello del Museo Civico di Maglie che hanno, sempre secondo me, compreso in pieno lo spirito della Museum Week:
#MuseumWeek ’15 è terminata.Ma la favola continua nei musei di tutto il mondo @museiincomune @GNAM_Roma @Museo_MADRE pic.twitter.com/wI5Sac2hKc
— Palazzo Barberini (@MuseoBarberini) 30 Marzo 2015
Passata la #MuseumWeek resti #condivisione tra #Musei @MuseumWeek @PiccoliMusei @MarDixon @museweb @Piersoft @Il3ni4 pic.twitter.com/VRn2Xxkasi
— Museo Civico Maglie (@AlcaMaglie) 30 Marzo 2015
Chiediamo scusa a tutti i musei non segnalati, ma siete stati davvero tantissimi e probabilmente qualcuno ci è sfuggito, segnalatecelo nei vostri commenti. Ah, questa volta fatecelo dire: siamo davvero orgogliosi dei musei italiani e del lavoro che hanno fatto in questa Museum Week.




seguici su