Saint-Tropez, dove il gusto diventa racconto: torna la festa dei produttori e dei grandi chef

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 11 Aprile 2026

Tempo stimato per la lettura: 4,5 minuti

C’è una Saint-Tropez che va oltre gli yacht, le spiagge e il mito mondano. È una Saint-Tropez fatta di mani che lavorano la terra, di gesti lenti, di profumi autentici. È qui che il gusto diventa racconto collettivo, identità condivisa, esperienza viva. Ed è proprio questa anima, più intima e profonda, che torna protagonista con la 6ª edizione di Les Chefs à Saint-Tropez fêtent les producteurs (Gli chefs a Saint-Tropez festeggiano i produttori), in programma dal 2 al 4 maggio 2026.

L’evento, ormai punto di riferimento nel panorama gastronomico francese, nasce con un’ambizione chiara: offrire una lettura diversa della celebre località della Costa Azzurra. Non più soltanto destinazione glamour, ma territorio vivo, custode di saperi, tradizioni e relazioni umane. Un progetto che mette al centro chi crea il gusto ogni giorno: produttori, artigiani e chef.

Un ponte tra produttori e cucina

Forte delle ricchezze della regione, la manifestazione costruisce un ponte tra chi produce e chi cucina, tra terra e tavola, attirando un pubblico sempre più attento alla qualità, alla provenienza e all’autenticità. Non è solo un evento, ma un invito a rallentare, a incontrare, a comprendere ciò che sta dietro ogni prodotto.

I numeri parlano chiaro: oltre 160.000 visitatori nel 2025 hanno affollato le strade del villaggio, trasformando la manifestazione in un vero fenomeno culturale oltre che gastronomico. Un successo che si rinnova e cresce, confermando l’interesse per un turismo più consapevole, fatto di esperienze e non solo di consumo.

Gli ingredienti di un evento di successo

Cuore pulsante dell’evento saranno ancora una volta la Place des Lices e la sala Jean Despas, dove più di 150 chef e oltre 250 produttori e artigiani daranno vita a un grande laboratorio a cielo aperto. Dai coltivatori ai ceramisti, ogni protagonista porta con sé una storia, un sapere, un’identità. Gli chef, dal canto loro, condividono tecniche, segreti e visioni, creando un dialogo diretto e raro con il pubblico.

Mercati di prodotti locali, dimostrazioni culinarie, degustazioni, conferenze e tavole rotonde si susseguono in un programma ricco e dinamico. Non mancano momenti dedicati ai grandi temi contemporanei, come la biodiversità e la riduzione della plastica, a testimonianza di un impegno concreto verso un futuro più sostenibile.

La trasmissione dei saperi e scelte consapevoli

A incarnare lo spirito dell’edizione 2026 sarà Mauro Colagreco, chef tristellato e figura di riferimento della cucina contemporanea, scelto come padrino della manifestazione. La sua presenza non è solo simbolica, ma profondamente coerente con i valori dell’evento.

«Questo appuntamento è un manifesto vivente, una dichiarazione d’amore alla terra, alle mani che la coltivano e alla diversità dei saperi», afferma Colagreco. «Celebrare il nostro territorio significa anche trasmettere alle nuove generazioni il valore del lavoro, del rispetto e dell’impegno. Sono convinto che scegliere cosa mangiamo significhi scegliere il mondo in cui vogliamo vivere».

Parole che riassumono perfettamente il senso di una manifestazione che guarda al futuro senza dimenticare le radici. Colagreco sottolinea anche l’importanza della trasmissione: «Dobbiamo continuare a far conoscere i nostri savoir-faire, a proteggerli e a condividerli. È una responsabilità collettiva».

Il concorso di pasticceria: la sfida dei giovani talenti

Tra gli appuntamenti più attesi, spicca il concorso di pasticceriaLa Tropézienne”, omaggio alla celebre Tarte Tropézienne®, simbolo dolce della città. In programma sabato 2 maggio, il concorso sarà presieduto dal noto pastry chef Christophe Michalak e rappresenterà un momento di grande spettacolo e competizione.

I giovani pasticceri si confronteranno reinterpretando un grande classico, in una sfida che unisce tecnica, creatività e rispetto della tradizione. Il tutto sotto lo sguardo attento di una giuria d’eccezione e con il sostegno della famiglia Dufrêne, custode della ricetta originale.

Artigianato, creatività e solidarietà

Accanto alla gastronomia, spazio anche all’artigianato d’arte, con un’esposizione dedicata all’arte di ricevere: ceramica, vetro, legno, tessile e vannerie raccontano un universo fatto di dettagli e di eccellenza. Un percorso immersivo che amplia lo sguardo e arricchisce l’esperienza del visitatore.

Non mancherà, inoltre, la dimensione solidale. Il pranzo benefico previsto durante la manifestazione sosterrà l’associazione Solidarité Paysans, confermando l’impegno concreto dell’evento verso il sociale e il territorio.

Difendere le tradizioni e il territorio con passione

A rendere possibile tutto questo è anche l’associazione Les Chefs fêtent les Producteurs et Artisans, nata per garantire continuità al progetto e difendere i valori che lo animano. Una realtà impegnata a valorizzare la diversità dei saperi, sostenere il lavoro degli attori locali e dare maggiore visibilità all’iniziativa, con lo scopo di “far conoscere i nostri saperi” e celebrare il bello e il buono attraverso un movimento collettivo sempre più ampio.

In un’epoca in cui tutto corre veloce, Saint-Tropez sceglie di fermarsi, almeno per tre giorni, per celebrare ciò che conta davvero: le persone, la terra, il lavoro. E lo fa trasformando il gusto in un linguaggio universale, capace di unire, emozionare e raccontare storie. Perché, in fondo, dietro ogni piatto non c’è solo un sapore, ma un mondo intero da scoprire.

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Published On: 11 Aprile 2026

About the Author: Cristina Biordi

Tempo stimato per la lettura: 14 minuti

C’è una Saint-Tropez che va oltre gli yacht, le spiagge e il mito mondano. È una Saint-Tropez fatta di mani che lavorano la terra, di gesti lenti, di profumi autentici. È qui che il gusto diventa racconto collettivo, identità condivisa, esperienza viva. Ed è proprio questa anima, più intima e profonda, che torna protagonista con la 6ª edizione di Les Chefs à Saint-Tropez fêtent les producteurs (Gli chefs a Saint-Tropez festeggiano i produttori), in programma dal 2 al 4 maggio 2026.

L’evento, ormai punto di riferimento nel panorama gastronomico francese, nasce con un’ambizione chiara: offrire una lettura diversa della celebre località della Costa Azzurra. Non più soltanto destinazione glamour, ma territorio vivo, custode di saperi, tradizioni e relazioni umane. Un progetto che mette al centro chi crea il gusto ogni giorno: produttori, artigiani e chef.

Un ponte tra produttori e cucina

Forte delle ricchezze della regione, la manifestazione costruisce un ponte tra chi produce e chi cucina, tra terra e tavola, attirando un pubblico sempre più attento alla qualità, alla provenienza e all’autenticità. Non è solo un evento, ma un invito a rallentare, a incontrare, a comprendere ciò che sta dietro ogni prodotto.

I numeri parlano chiaro: oltre 160.000 visitatori nel 2025 hanno affollato le strade del villaggio, trasformando la manifestazione in un vero fenomeno culturale oltre che gastronomico. Un successo che si rinnova e cresce, confermando l’interesse per un turismo più consapevole, fatto di esperienze e non solo di consumo.

Gli ingredienti di un evento di successo

Cuore pulsante dell’evento saranno ancora una volta la Place des Lices e la sala Jean Despas, dove più di 150 chef e oltre 250 produttori e artigiani daranno vita a un grande laboratorio a cielo aperto. Dai coltivatori ai ceramisti, ogni protagonista porta con sé una storia, un sapere, un’identità. Gli chef, dal canto loro, condividono tecniche, segreti e visioni, creando un dialogo diretto e raro con il pubblico.

Mercati di prodotti locali, dimostrazioni culinarie, degustazioni, conferenze e tavole rotonde si susseguono in un programma ricco e dinamico. Non mancano momenti dedicati ai grandi temi contemporanei, come la biodiversità e la riduzione della plastica, a testimonianza di un impegno concreto verso un futuro più sostenibile.

La trasmissione dei saperi e scelte consapevoli

A incarnare lo spirito dell’edizione 2026 sarà Mauro Colagreco, chef tristellato e figura di riferimento della cucina contemporanea, scelto come padrino della manifestazione. La sua presenza non è solo simbolica, ma profondamente coerente con i valori dell’evento.

«Questo appuntamento è un manifesto vivente, una dichiarazione d’amore alla terra, alle mani che la coltivano e alla diversità dei saperi», afferma Colagreco. «Celebrare il nostro territorio significa anche trasmettere alle nuove generazioni il valore del lavoro, del rispetto e dell’impegno. Sono convinto che scegliere cosa mangiamo significhi scegliere il mondo in cui vogliamo vivere».

Parole che riassumono perfettamente il senso di una manifestazione che guarda al futuro senza dimenticare le radici. Colagreco sottolinea anche l’importanza della trasmissione: «Dobbiamo continuare a far conoscere i nostri savoir-faire, a proteggerli e a condividerli. È una responsabilità collettiva».

Il concorso di pasticceria: la sfida dei giovani talenti

Tra gli appuntamenti più attesi, spicca il concorso di pasticceriaLa Tropézienne”, omaggio alla celebre Tarte Tropézienne®, simbolo dolce della città. In programma sabato 2 maggio, il concorso sarà presieduto dal noto pastry chef Christophe Michalak e rappresenterà un momento di grande spettacolo e competizione.

I giovani pasticceri si confronteranno reinterpretando un grande classico, in una sfida che unisce tecnica, creatività e rispetto della tradizione. Il tutto sotto lo sguardo attento di una giuria d’eccezione e con il sostegno della famiglia Dufrêne, custode della ricetta originale.

Artigianato, creatività e solidarietà

Accanto alla gastronomia, spazio anche all’artigianato d’arte, con un’esposizione dedicata all’arte di ricevere: ceramica, vetro, legno, tessile e vannerie raccontano un universo fatto di dettagli e di eccellenza. Un percorso immersivo che amplia lo sguardo e arricchisce l’esperienza del visitatore.

Non mancherà, inoltre, la dimensione solidale. Il pranzo benefico previsto durante la manifestazione sosterrà l’associazione Solidarité Paysans, confermando l’impegno concreto dell’evento verso il sociale e il territorio.

Difendere le tradizioni e il territorio con passione

A rendere possibile tutto questo è anche l’associazione Les Chefs fêtent les Producteurs et Artisans, nata per garantire continuità al progetto e difendere i valori che lo animano. Una realtà impegnata a valorizzare la diversità dei saperi, sostenere il lavoro degli attori locali e dare maggiore visibilità all’iniziativa, con lo scopo di “far conoscere i nostri saperi” e celebrare il bello e il buono attraverso un movimento collettivo sempre più ampio.

In un’epoca in cui tutto corre veloce, Saint-Tropez sceglie di fermarsi, almeno per tre giorni, per celebrare ciò che conta davvero: le persone, la terra, il lavoro. E lo fa trasformando il gusto in un linguaggio universale, capace di unire, emozionare e raccontare storie. Perché, in fondo, dietro ogni piatto non c’è solo un sapore, ma un mondo intero da scoprire.

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