Unarchive Forum: crocevia internazionale del riuso delle immagini

About the Author: Redazione ViviCreativo

Published On: 25 Maggio 2026

Tempo stimato per la lettura: 4,1 minuti

A poche ore dall’apertura della prima edizione di UnArchive Forum – The Image Reuse Ecosystem, la nuova piattaforma professionale internazionale nata al fianco di UnArchive Found Footage Fest, emergono i numeri di una partecipazione che conferma immediatamente la portata strategica del progetto: oltre 200  professionisti accreditati, provenienti da più di 18 paesi, si incontreranno all’Orto Botanico di Roma dal 27 al 29 maggio 2026, trasformando la Capitale in uno dei principali punti di riferimento internazionali per il riuso creativo delle immagini d’archivio.

Nato dall’esperienza e e dal patrimonio di relazioni di UnArchive Found Footage Fest, che giunge alla sua quarta edizione, il Forum rappresenta il primo evento professionale internazionale interamente dedicato all’ecosistema del riuso delle immagini d’archivio e mette per la prima volta in dialogo archivi, cineaste e cineasti, artisti, produttori, broadcaster, studiosi, archive producer, commissioning editor, distributori e operatori culturali impegnati nella valorizzazione e reinterpretazione del patrimonio filmico.

I dati emersi dagli accrediti restituiscono il profilo di un evento già fortemente internazionale: circa il 30% dei partecipanti proviene dall’estero, con rappresentanti principalmente da Regno Unito, Francia, Spagna, Stati Uniti, Polonia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Québec/Canada, Argentina. 

Particolarmente significativa anche la composizione professionale del Forum. Il gruppo più numeroso è quello dell’area creativa e autoriale, per circa il 40% filmmaker, artisti, musicisti, montatori, performer e visual artist, tra cui figure di rilievo internazionale come  Bill Morrison, Sierra Pettengill e Tomasz WolskiForte anche la presenza del comparto industry, per circa il 30%, con produttori, archive producer, executive e responsabili acquisizioni provenienti da realtà come ARTE, Rai Documentari, Bibi Film, Taskovski Films e Lightcone. 

Il Forum vede anche una rilevante partecipazione di archivi, istituzioni culturali e festival internazionali (30%) tra cui British Film Institute, l’olandese Beeld and Geluid, la Cinemateque Quebecoise, DOK-Leipzig e DocBarcelona, oltre alla presenza delle quattro cineteche romane che, per la prima volta insieme promuovono l’evento: AAMOD, Archivio Luce, Rai Teche, Cineteca Nazionale. 

Importante anche la componente accademica, con studiose, studiosi e ricercatori provenienti da università italiane e internazionali (Università Roma Tre, Università di Macerata, University of CaliforniaBerkeley e The University of Texas at Austin). 

Il Forum – diretto da Luca Ricciardi per AAMOD e coordinato da Joana de Freitas Ginori e Lorenzo Spinelli – nasce per rispondere a una trasformazione ormai evidente nel panorama audiovisivo contemporaneo: il riuso delle immagini d’archivio è una pratica sempre più centrale nella produzione audiovisiva, dal documentario alle arti visive, dal cinema di finzione alla serialità, alle produzioni museali, all’arte pubblica. Mancava tuttavia uno spazio capace di mettere in relazione tutti gli attori dell’ecosistema. In questo senso, UnArchive Forum si propone come luogo permanente di confronto internazionale sulle sfide artistiche, produttive, tecnologiche ed etiche legate alla memoria audiovisiva, alla riattivazione degli archivi, alle sfide della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale.

Cuore dell’iniziativa le sessioni di Project Amplifier e Pitching the Archive, che vedono sul palco progetti di film in sviluppo e alcuni dei più importanti archivi audiovisivi europei, insieme a panel, tavole rotonde, case studies e spazi dedicati al networking professionale.   A moderare i pitch due figure d’eccezione: il regista e intellettuale Eyal Sivan e la studiosa e artista Rossella Catanese.

9 i progetti in sviluppo selezionati al pitch Project Amplifier, condotto dal teorico e regista Eyal Sivan: Costa, me and the endless film di Alexander Markov (Russia); Garden Of Ashes di Arielle de Saint Phalle (USA); L’invenzione delle Alpi di Lisa Bosi (Italia – Austria); Retaken (Ripreso) di Bill Morrison (USA – Italia); Tiziano Terzani l’amante tradito di Simone Manetti (Italia);  The Toruń Trial (Proces Toruński) di Tomasz Wolski (Polonia – Olanda);  Unarchiving Gay Desire di Simon Dickel  (Germania);  Un ritorno di Federico Ferrone e Michele Manzolini  (Italia);  The Untitled Bicentennial Film di Sierra Pettengill (USA). 

9 anche gli archivi che potranno proporre propri fondi o collezioni per il riuso creativo nella sessione Pitching the Archive, moderata dalla docente di cinema e studiosa di restauro digitale Rossella Catanese: Beeld and Geluid (Olanda); British Film Institute (Gran Bretagna); British Pathé (Gran Bretagna); Ciclic Centre-Val de Loire agency (Francia); Cinemateque Quebecoise (Quebec); Cinemazero (Italia); Cinememoire (Francia); Cineteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino (Italia);  Fondazione CSC – Cineteca Nazionale e Archivio Nazionale Cinema Impresa (Italia). 

Con questa nuova iniziativa, UnArchive Found Footage Fest amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione, consolidandosi non solo come festival internazionale di riferimento per il cinema di found footage, ma anche come piattaforma culturale capace di connettere preservazione, creatività, ricerca e industria audiovisiva su scala globale.

 

 

da Comunicato stampa

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Published On: 25 Maggio 2026

About the Author: Redazione ViviCreativo

Tempo stimato per la lettura: 12 minuti

A poche ore dall’apertura della prima edizione di UnArchive Forum – The Image Reuse Ecosystem, la nuova piattaforma professionale internazionale nata al fianco di UnArchive Found Footage Fest, emergono i numeri di una partecipazione che conferma immediatamente la portata strategica del progetto: oltre 200  professionisti accreditati, provenienti da più di 18 paesi, si incontreranno all’Orto Botanico di Roma dal 27 al 29 maggio 2026, trasformando la Capitale in uno dei principali punti di riferimento internazionali per il riuso creativo delle immagini d’archivio.

Nato dall’esperienza e e dal patrimonio di relazioni di UnArchive Found Footage Fest, che giunge alla sua quarta edizione, il Forum rappresenta il primo evento professionale internazionale interamente dedicato all’ecosistema del riuso delle immagini d’archivio e mette per la prima volta in dialogo archivi, cineaste e cineasti, artisti, produttori, broadcaster, studiosi, archive producer, commissioning editor, distributori e operatori culturali impegnati nella valorizzazione e reinterpretazione del patrimonio filmico.

I dati emersi dagli accrediti restituiscono il profilo di un evento già fortemente internazionale: circa il 30% dei partecipanti proviene dall’estero, con rappresentanti principalmente da Regno Unito, Francia, Spagna, Stati Uniti, Polonia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Québec/Canada, Argentina. 

Particolarmente significativa anche la composizione professionale del Forum. Il gruppo più numeroso è quello dell’area creativa e autoriale, per circa il 40% filmmaker, artisti, musicisti, montatori, performer e visual artist, tra cui figure di rilievo internazionale come  Bill Morrison, Sierra Pettengill e Tomasz WolskiForte anche la presenza del comparto industry, per circa il 30%, con produttori, archive producer, executive e responsabili acquisizioni provenienti da realtà come ARTE, Rai Documentari, Bibi Film, Taskovski Films e Lightcone. 

Il Forum vede anche una rilevante partecipazione di archivi, istituzioni culturali e festival internazionali (30%) tra cui British Film Institute, l’olandese Beeld and Geluid, la Cinemateque Quebecoise, DOK-Leipzig e DocBarcelona, oltre alla presenza delle quattro cineteche romane che, per la prima volta insieme promuovono l’evento: AAMOD, Archivio Luce, Rai Teche, Cineteca Nazionale. 

Importante anche la componente accademica, con studiose, studiosi e ricercatori provenienti da università italiane e internazionali (Università Roma Tre, Università di Macerata, University of CaliforniaBerkeley e The University of Texas at Austin). 

Il Forum – diretto da Luca Ricciardi per AAMOD e coordinato da Joana de Freitas Ginori e Lorenzo Spinelli – nasce per rispondere a una trasformazione ormai evidente nel panorama audiovisivo contemporaneo: il riuso delle immagini d’archivio è una pratica sempre più centrale nella produzione audiovisiva, dal documentario alle arti visive, dal cinema di finzione alla serialità, alle produzioni museali, all’arte pubblica. Mancava tuttavia uno spazio capace di mettere in relazione tutti gli attori dell’ecosistema. In questo senso, UnArchive Forum si propone come luogo permanente di confronto internazionale sulle sfide artistiche, produttive, tecnologiche ed etiche legate alla memoria audiovisiva, alla riattivazione degli archivi, alle sfide della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale.

Cuore dell’iniziativa le sessioni di Project Amplifier e Pitching the Archive, che vedono sul palco progetti di film in sviluppo e alcuni dei più importanti archivi audiovisivi europei, insieme a panel, tavole rotonde, case studies e spazi dedicati al networking professionale.   A moderare i pitch due figure d’eccezione: il regista e intellettuale Eyal Sivan e la studiosa e artista Rossella Catanese.

9 i progetti in sviluppo selezionati al pitch Project Amplifier, condotto dal teorico e regista Eyal Sivan: Costa, me and the endless film di Alexander Markov (Russia); Garden Of Ashes di Arielle de Saint Phalle (USA); L’invenzione delle Alpi di Lisa Bosi (Italia – Austria); Retaken (Ripreso) di Bill Morrison (USA – Italia); Tiziano Terzani l’amante tradito di Simone Manetti (Italia);  The Toruń Trial (Proces Toruński) di Tomasz Wolski (Polonia – Olanda);  Unarchiving Gay Desire di Simon Dickel  (Germania);  Un ritorno di Federico Ferrone e Michele Manzolini  (Italia);  The Untitled Bicentennial Film di Sierra Pettengill (USA). 

9 anche gli archivi che potranno proporre propri fondi o collezioni per il riuso creativo nella sessione Pitching the Archive, moderata dalla docente di cinema e studiosa di restauro digitale Rossella Catanese: Beeld and Geluid (Olanda); British Film Institute (Gran Bretagna); British Pathé (Gran Bretagna); Ciclic Centre-Val de Loire agency (Francia); Cinemateque Quebecoise (Quebec); Cinemazero (Italia); Cinememoire (Francia); Cineteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino (Italia);  Fondazione CSC – Cineteca Nazionale e Archivio Nazionale Cinema Impresa (Italia). 

Con questa nuova iniziativa, UnArchive Found Footage Fest amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione, consolidandosi non solo come festival internazionale di riferimento per il cinema di found footage, ma anche come piattaforma culturale capace di connettere preservazione, creatività, ricerca e industria audiovisiva su scala globale.

 

 

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