MIRA Messina: nasce il nuovo polo del Mediterraneo per arte, ricerca e cooperazione culturale

Tempo stimato per la lettura: 6 minuti
È stato presentato il 2 luglio 2026, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts / Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti, il nuovo polo culturale dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea nel Mediterraneo. La presentazione si è svolta nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, sede dell’Amministrazione comunale di Messina. Alla conferenza stampa sono intervenuti, oltre al Ministro, il sindaco Federico Basile, la rettrice dell’Università di Messina Giovanna Spatari, Angelo Piero Cappello e Chiara Ianeselli.
Il Mediterraneo come spazio di dialogo
Nel suo intervento, il Ministro Alessandro Giuli ha sottolineato come il MIRA nasca in Sicilia, crocevia naturale di culture e civiltà, con l’obiettivo di interpretare il Mediterraneo non solo come spazio geografico ma come luogo di origine e destino condiviso. Ha evidenziato il ruolo della cultura quale strumento di conoscenza, cooperazione e pace, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni. Il nuovo istituto sarà uno spazio aperto dove ricerca, formazione e creatività contemporanea dialogheranno con il patrimonio storico, favorendo reti internazionali tra artisti, studiosi e istituzioni.
Il ruolo strategico di Messina
Il sindaco Federico Basile ha definito il MIRA «una stella destinata a brillare ben oltre i confini della città e della Sicilia». Secondo il primo cittadino, il nuovo istituto contribuirà a restituire a Messina una posizione centrale nel Mediterraneo, in linea con la visione promossa dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Mattei. Basile ha ricordato il lungo percorso di collaborazione tra istituzioni e territorio che ha portato alla nascita del progetto, sottolineando come il MIRA rappresenti un’opportunità concreta di crescita culturale, sociale ed economica per l’intera comunità.
Il contributo dell’Università
La rettrice dell’Università degli Studi di Messina, Giovanna Spatari, ha evidenziato la piena adesione dell’Ateneo alla visione del progetto. Il MIRA nasce infatti come luogo in cui ricerca, arti e patrimonio culturale si incontrano superando i tradizionali confini disciplinari. Secondo Spatari, il nuovo polo rappresenta un’importante occasione per rafforzare il sistema della formazione superiore e della ricerca, confermando il ruolo della cultura come motore di innovazione, sviluppo e cooperazione tra università, istituzioni e società civile.
Cooperazione tra Europa e Africa
Angelo Piero Cappello, Direttore Generale dell’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, ha sottolineato la centralità delle relazioni internazionali nel futuro dell’Europa, dell’Italia e della Sicilia. Grazie al MIRA, Messina potrà assumere un ruolo di primo piano nella costruzione di relazioni culturali, sociali ed economiche tra Europa e continente africano. Citando lo scrittore Ahmadou Kourouma, Cappello ha ricordato che «la tradizione senza modernità è sterile, ma la modernità senza tradizione è cieca».
L’arte come nuova narrazione del Mediterraneo
Chiara Ianeselli, dirigente della stessa Unità di Missione, ha proposto una riflessione sul valore dell’arte come strumento capace di raccontare ciò che la storia e la geografia non riescono a esprimere completamente. Secondo Ianeselli, il Mediterraneo necessita di nuove narrazioni che intreccino memoria, immaginazione e creatività. In questa prospettiva il MIRA nasce a Messina come luogo in cui gli artisti possano contribuire a ricucire storie, identità e prospettive condivise attraverso la forza espressiva dell’arte contemporanea.
Un progetto istituzionale condiviso
Il MIRA è promosso dal Ministero della Cultura, attraverso la Direzione Generale Creatività Contemporanea e l’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, insieme al Comune di Messina e all’Università degli Studi di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI nella fase di avvio. Il progetto nasce come una sinergia istituzionale orientata alla rigenerazione culturale del territorio messinese e siciliano, puntando a costruire reti artistiche internazionali, sviluppare programmi espositivi sperimentali, promuovere formazione interdisciplinare e attivare residenze artistiche.
Un nuovo modello di istituzione culturale
Il MIRA propone un modello innovativo che supera il concetto tradizionale di museo per trasformarsi in un ecosistema culturale dinamico. Il nuovo istituto intende essere un promotore permanente di dialogo interculturale, capace di interpretare le pratiche artistiche contemporanee come processi di relazione, ospitalità e trasformazione. L’iniziativa raccoglie inoltre l’eredità del progetto MAXXI Med, avviato nel 2023, ampliandone la dimensione attraverso un partenariato istituzionale più ampio e strutturato.
Le sedi del nuovo istituto
Il MIRA avrà sede in due luoghi simbolici della città di Messina: le Torri Morandi e Villa Pace. Al termine degli interventi di riqualificazione, questi due complessi diventeranno il centro operativo delle attività del nuovo istituto. La scelta delle sedi si inserisce in un più ampio progetto di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio architettonico cittadino, rafforzando il ruolo della cultura come elemento di sviluppo territoriale e di rilancio del Mezzogiorno.
Ricerca, formazione e produzione artistica
L’attività del MIRA sarà dedicata alla ricerca interdisciplinare sul Mediterraneo, con particolare attenzione alla Sicilia come punto d’incontro tra Europa, Africa e Medio Oriente. Attraverso arti visive, performance, musica e danza saranno promossi scambi culturali, collaborazioni internazionali e residenze artistiche. Grande rilievo sarà attribuito anche alla formazione, grazie al coinvolgimento di università e centri di ricerca, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale mediterraneo e sostenere nuove forme di produzione artistica.
La Fontana Ferma sulle due sponde dello Stretto
In occasione della presentazione del MIRA si è svolta anche la doppia inaugurazione dell’installazione monumentale La Fontana Ferma di Piero Pizzi Cannella, collocata contemporaneamente a Messina e a Reggio Calabria. Le due opere sono state installate rispettivamente nell’area dell’ex Fiera di Messina, all’interno del nuovo Parco Urbano, e in Piazza De Nava a Reggio Calabria. Le due installazioni dialogano idealmente tra loro, trasformando lo Stretto in uno spazio simbolico di incontro tra Europa, Africa e Mediterraneo.
I programmi nazionali che sostengono il progetto
Le opere di Piero Pizzi Cannella sono state realizzate grazie a due programmi promossi dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’opera destinata al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è stata selezionata nell’ambito del PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, dedicato all’acquisizione e valorizzazione del patrimonio pubblico. L’intervento destinato a Messina è invece stato sostenuto dal programma Il Museo Rigenera, finalizzato alla rigenerazione urbana attraverso iniziative culturali promosse dai musei statali.
Lo Stretto come ponte del Mediterraneo
Le due installazioni artistiche rappresentano il valore simbolico dell’intero progetto MIRA. Le opere trasformano le due sponde dello Stretto in luoghi dedicati alla riflessione, allo scambio e alla costruzione di una comune identità mediterranea. L’obiettivo è ribaltare l’idea dello Stretto come confine, interpretandolo invece come ponte tra popoli e culture, spazio di relazione e piattaforma permanente di dialogo, cooperazione e rigenerazione condivisa nel cuore del Mediterraneo.
Crediti immagini
1 e 2 Torri Morandi © Federico Ficarra
3 Presentazione MIRA Courtesy MIRA
4 e 5 Villa Pace, Courtesy Università degli Studi di Messina
condividi su
Il tuo sito web è accessibile?
SCOPRILO CON IL TEST GRATUITO
I tools AccessiWeb sono inclusi nella Web Accessibility Evaluation Tools List
del W3C Web Accessibility Initiative (WAI) - Italia. W3C Disclaimer
Tool descriptions, search criteria, and other information in this database is provided by tool developers, vendors, or others.
The information can change at any time.
MIRA Messina: nasce il nuovo polo del Mediterraneo per arte, ricerca e cooperazione culturale
Tempo stimato per la lettura: 18 minuti
È stato presentato il 2 luglio 2026, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts / Istituto Mediterraneo per la Ricerca e le Arti, il nuovo polo culturale dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea nel Mediterraneo. La presentazione si è svolta nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, sede dell’Amministrazione comunale di Messina. Alla conferenza stampa sono intervenuti, oltre al Ministro, il sindaco Federico Basile, la rettrice dell’Università di Messina Giovanna Spatari, Angelo Piero Cappello e Chiara Ianeselli.
Il Mediterraneo come spazio di dialogo
Nel suo intervento, il Ministro Alessandro Giuli ha sottolineato come il MIRA nasca in Sicilia, crocevia naturale di culture e civiltà, con l’obiettivo di interpretare il Mediterraneo non solo come spazio geografico ma come luogo di origine e destino condiviso. Ha evidenziato il ruolo della cultura quale strumento di conoscenza, cooperazione e pace, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni. Il nuovo istituto sarà uno spazio aperto dove ricerca, formazione e creatività contemporanea dialogheranno con il patrimonio storico, favorendo reti internazionali tra artisti, studiosi e istituzioni.
Il ruolo strategico di Messina
Il sindaco Federico Basile ha definito il MIRA «una stella destinata a brillare ben oltre i confini della città e della Sicilia». Secondo il primo cittadino, il nuovo istituto contribuirà a restituire a Messina una posizione centrale nel Mediterraneo, in linea con la visione promossa dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Mattei. Basile ha ricordato il lungo percorso di collaborazione tra istituzioni e territorio che ha portato alla nascita del progetto, sottolineando come il MIRA rappresenti un’opportunità concreta di crescita culturale, sociale ed economica per l’intera comunità.
Il contributo dell’Università
La rettrice dell’Università degli Studi di Messina, Giovanna Spatari, ha evidenziato la piena adesione dell’Ateneo alla visione del progetto. Il MIRA nasce infatti come luogo in cui ricerca, arti e patrimonio culturale si incontrano superando i tradizionali confini disciplinari. Secondo Spatari, il nuovo polo rappresenta un’importante occasione per rafforzare il sistema della formazione superiore e della ricerca, confermando il ruolo della cultura come motore di innovazione, sviluppo e cooperazione tra università, istituzioni e società civile.
Cooperazione tra Europa e Africa
Angelo Piero Cappello, Direttore Generale dell’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, ha sottolineato la centralità delle relazioni internazionali nel futuro dell’Europa, dell’Italia e della Sicilia. Grazie al MIRA, Messina potrà assumere un ruolo di primo piano nella costruzione di relazioni culturali, sociali ed economiche tra Europa e continente africano. Citando lo scrittore Ahmadou Kourouma, Cappello ha ricordato che «la tradizione senza modernità è sterile, ma la modernità senza tradizione è cieca».
L’arte come nuova narrazione del Mediterraneo
Chiara Ianeselli, dirigente della stessa Unità di Missione, ha proposto una riflessione sul valore dell’arte come strumento capace di raccontare ciò che la storia e la geografia non riescono a esprimere completamente. Secondo Ianeselli, il Mediterraneo necessita di nuove narrazioni che intreccino memoria, immaginazione e creatività. In questa prospettiva il MIRA nasce a Messina come luogo in cui gli artisti possano contribuire a ricucire storie, identità e prospettive condivise attraverso la forza espressiva dell’arte contemporanea.
Un progetto istituzionale condiviso
Il MIRA è promosso dal Ministero della Cultura, attraverso la Direzione Generale Creatività Contemporanea e l’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, insieme al Comune di Messina e all’Università degli Studi di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI nella fase di avvio. Il progetto nasce come una sinergia istituzionale orientata alla rigenerazione culturale del territorio messinese e siciliano, puntando a costruire reti artistiche internazionali, sviluppare programmi espositivi sperimentali, promuovere formazione interdisciplinare e attivare residenze artistiche.
Un nuovo modello di istituzione culturale
Il MIRA propone un modello innovativo che supera il concetto tradizionale di museo per trasformarsi in un ecosistema culturale dinamico. Il nuovo istituto intende essere un promotore permanente di dialogo interculturale, capace di interpretare le pratiche artistiche contemporanee come processi di relazione, ospitalità e trasformazione. L’iniziativa raccoglie inoltre l’eredità del progetto MAXXI Med, avviato nel 2023, ampliandone la dimensione attraverso un partenariato istituzionale più ampio e strutturato.
Le sedi del nuovo istituto
Il MIRA avrà sede in due luoghi simbolici della città di Messina: le Torri Morandi e Villa Pace. Al termine degli interventi di riqualificazione, questi due complessi diventeranno il centro operativo delle attività del nuovo istituto. La scelta delle sedi si inserisce in un più ampio progetto di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio architettonico cittadino, rafforzando il ruolo della cultura come elemento di sviluppo territoriale e di rilancio del Mezzogiorno.
Ricerca, formazione e produzione artistica
L’attività del MIRA sarà dedicata alla ricerca interdisciplinare sul Mediterraneo, con particolare attenzione alla Sicilia come punto d’incontro tra Europa, Africa e Medio Oriente. Attraverso arti visive, performance, musica e danza saranno promossi scambi culturali, collaborazioni internazionali e residenze artistiche. Grande rilievo sarà attribuito anche alla formazione, grazie al coinvolgimento di università e centri di ricerca, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale mediterraneo e sostenere nuove forme di produzione artistica.
La Fontana Ferma sulle due sponde dello Stretto
In occasione della presentazione del MIRA si è svolta anche la doppia inaugurazione dell’installazione monumentale La Fontana Ferma di Piero Pizzi Cannella, collocata contemporaneamente a Messina e a Reggio Calabria. Le due opere sono state installate rispettivamente nell’area dell’ex Fiera di Messina, all’interno del nuovo Parco Urbano, e in Piazza De Nava a Reggio Calabria. Le due installazioni dialogano idealmente tra loro, trasformando lo Stretto in uno spazio simbolico di incontro tra Europa, Africa e Mediterraneo.
I programmi nazionali che sostengono il progetto
Le opere di Piero Pizzi Cannella sono state realizzate grazie a due programmi promossi dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’opera destinata al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è stata selezionata nell’ambito del PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, dedicato all’acquisizione e valorizzazione del patrimonio pubblico. L’intervento destinato a Messina è invece stato sostenuto dal programma Il Museo Rigenera, finalizzato alla rigenerazione urbana attraverso iniziative culturali promosse dai musei statali.
Lo Stretto come ponte del Mediterraneo
Le due installazioni artistiche rappresentano il valore simbolico dell’intero progetto MIRA. Le opere trasformano le due sponde dello Stretto in luoghi dedicati alla riflessione, allo scambio e alla costruzione di una comune identità mediterranea. L’obiettivo è ribaltare l’idea dello Stretto come confine, interpretandolo invece come ponte tra popoli e culture, spazio di relazione e piattaforma permanente di dialogo, cooperazione e rigenerazione condivisa nel cuore del Mediterraneo.
Crediti immagini
1 e 2 Torri Morandi © Federico Ficarra
3 Presentazione MIRA Courtesy MIRA
4 e 5 Villa Pace, Courtesy Università degli Studi di Messina








seguici su