Biennale Gherdëina 10: Future Paradise Gardens, arte contemporanea nelle Dolomiti

Tempo stimato per la lettura: 4,5 minuti
Future Paradise Gardens trasforma la Val Gardena in un paesaggio di arte contemporanea, natura e immaginazione collettiva. Dal 31 maggio al 13 settembre 2026, la decima edizione della Biennale, curata da Samuel Leuenberger, riunisce artisti internazionali e locali in un percorso diffuso tra Ortisei, Pilat e Santa Cristina. Il 1° agosto 2026 sarà inoltre presentato il catalogo ufficiale della manifestazione, una pubblicazione di oltre 400 pagine che documenta il progetto espositivo.
Nel cuore delle Dolomiti, dove il paesaggio naturale dialoga da sempre con la cultura ladina, Biennale Gherdëina celebra la sua decima edizione con (Future) Paradise Gardens, in programma dal 31 maggio al 13 settembre 2026. La rassegna conferma la propria identità di biennale diffusa, capace di intrecciare arte contemporanea, territorio e memoria, affidando quest’anno la direzione curatoriale a Samuel Leuenberger.
La manifestazione si sviluppa tra Ortisei, Pilat e Santa Cristina, coinvolgendo spazi pubblici, edifici storici e paesaggi montani. Molte opere sono state concepite appositamente per la Val Gardena e realizzate in stretta collaborazione con gli artigiani locali, la cui tradizione nella lavorazione del legno diventa parte integrante del processo creativo.
Un giardino come metafora del presente
L’immagine del giardino diventa il filo conduttore dell’intera mostra. Non come semplice spazio ornamentale, ma come luogo di negoziazione tra natura e intervento umano, capace di interrogare il nostro rapporto con il paesaggio, la cura e la convivenza.
Per Leuenberger, il giardino rappresenta un dispositivo culturale e politico attraverso cui affrontare questioni urgenti: la crisi ecologica, la biodiversità, le pratiche di condivisione, la decolonizzazione dello spazio naturale e le nuove forme di immaginazione collettiva.
Il progetto curatoriale si articola attorno a sei nuclei concettuali — Commoning, Divine Love and Growth, Violent Garden, Queer Ecology, Botanical e Gardens as Spaces for Reflection and Poetry — che invitano il pubblico a considerare il giardino come luogo di trasformazione sociale oltre che ambientale.
Ventiquattro progetti tra arte e paesaggio
La Biennale riunisce 24 progetti firmati da 28 artiste e artisti, provenienti dalla scena internazionale e dal territorio locale. Il percorso espositivo si distribuisce tra le tre principali sedi della manifestazione: Ortisei, che ospita la maggior parte delle opere tra spazi indoor e installazioni all’aperto; Pilat, raggiungibile esclusivamente a piedi; e Santa Cristina, dove il dialogo tra arte contemporanea e architettura storica si concentra attorno alla piazza della chiesa.
L’itinerario completo richiede circa quattro-cinque ore di visita, trasformandosi in un’esperienza che alterna cammino, contemplazione e scoperta del territorio dolomitico.
Il catalogo racconta la decima edizione
Uno dei momenti centrali della Biennale sarà la presentazione del catalogo ufficiale di (Future) Paradise Gardens, in programma sabato 1° agosto 2026 alle ore 18.00 presso l’ex bar dell’Hotel Ladinia di Ortisei.
La pubblicazione, curata anch’essa da Samuel Leuenberger, supera le 400 pagine e rappresenta la testimonianza editoriale della decima edizione della manifestazione. Oltre alla documentazione fotografica dei 24 progetti artistici, il volume raccoglie testi critici, approfondimenti e riflessioni che ampliano il dialogo aperto dalla mostra.
Tra i contributi figurano il saggio curatoriale di Samuel Leuenberger, il testo The Garden as Form del filosofo Michael Marder — presente in Biennale anche come artista insieme a Pedro Abu Wirz —, Every Garden Has a Plot, firmato dall’artista Chanelle Adams e dal paleontologo Herwig Prinoth, e Imaginal Garden della curatrice Sofia Lemos. I saggi affrontano il tema del giardino da prospettive filosofiche, ecologiche e politiche, esplorando il rapporto tra immaginazione, futuro e trasformazione del paesaggio.
Pubblicato in quattro lingue, il catalogo dedica un’ampia sezione a ciascun progetto esposto, documentando le numerose opere site-specific realizzate per questa edizione della Biennale.
Una Biennale che guarda oltre il paesaggio
Con (Future) Paradise Gardens, Biennale Gherdëina 10 propone una riflessione che supera la dimensione della mostra per interrogare il futuro delle comunità e dei territori montani. Il giardino diventa così una metafora di responsabilità condivisa, un luogo dove immaginare nuove relazioni tra esseri umani, ambiente e altre forme di vita.
Tra installazioni, interventi nel paesaggio e opere concepite appositamente per la Val Gardena, la Biennale conferma la propria vocazione a costruire un dialogo profondo tra ricerca artistica contemporanea, patrimonio culturale ladino e straordinario scenario delle Dolomiti.
Credits (Future) Paradise Gardens
1_Bas Sets + Eliane Le Roux, Degrees of Elevation, 2026. Commissioned by Biennale Gherdëina 10. With the support of Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno allacreazione contemporanea. Credits: Tiberio Sorvillo
3_Judith Neunhäuserer, Mushroom clouds over ourgarden, 2026. With the support of StiftungKunstfonds, Beauftragten der Bundesregierung für Kulturund Medien, VG Bild-KunstThanks to the Prugger Family, Piz, Janek, Paola Govoni, Kirsten Zeitz, Neringa Vasiliauskaite, Matteo Pizzolante. Credits: Tiberio Sorvillo
4_ Bosco Sodi, Untitled, 2025. Commissioned by Biennale Gherdëina 10. Thanks to Chemun de Urtijëi, Galleria Cardi, Milano. Credits: Tiberio Sorvillo
5_ Gabriela Oberkofler, DER LETZTE ACKER -THE LAST FIELD, 2026. Commissioned by Biennale Gherdëina 10. Thanks to the Moroder Family, Hotel Maria, Decor, Keim Colors. Credits: Tiberio Sorvillo
14_ Walter Niedermayr & Marina Ballo Charmet, CASANZA, 2022. Thanks to Union di Ladinsde Gherdëina, Museum Gherdëina, Südtirol Böden. Credits: Tiberio Sorvillo.
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Biennale Gherdëina 10: Future Paradise Gardens, arte contemporanea nelle Dolomiti
Tempo stimato per la lettura: 13 minuti
Future Paradise Gardens trasforma la Val Gardena in un paesaggio di arte contemporanea, natura e immaginazione collettiva. Dal 31 maggio al 13 settembre 2026, la decima edizione della Biennale, curata da Samuel Leuenberger, riunisce artisti internazionali e locali in un percorso diffuso tra Ortisei, Pilat e Santa Cristina. Il 1° agosto 2026 sarà inoltre presentato il catalogo ufficiale della manifestazione, una pubblicazione di oltre 400 pagine che documenta il progetto espositivo.
Nel cuore delle Dolomiti, dove il paesaggio naturale dialoga da sempre con la cultura ladina, Biennale Gherdëina celebra la sua decima edizione con (Future) Paradise Gardens, in programma dal 31 maggio al 13 settembre 2026. La rassegna conferma la propria identità di biennale diffusa, capace di intrecciare arte contemporanea, territorio e memoria, affidando quest’anno la direzione curatoriale a Samuel Leuenberger.
La manifestazione si sviluppa tra Ortisei, Pilat e Santa Cristina, coinvolgendo spazi pubblici, edifici storici e paesaggi montani. Molte opere sono state concepite appositamente per la Val Gardena e realizzate in stretta collaborazione con gli artigiani locali, la cui tradizione nella lavorazione del legno diventa parte integrante del processo creativo.
Un giardino come metafora del presente
L’immagine del giardino diventa il filo conduttore dell’intera mostra. Non come semplice spazio ornamentale, ma come luogo di negoziazione tra natura e intervento umano, capace di interrogare il nostro rapporto con il paesaggio, la cura e la convivenza.
Per Leuenberger, il giardino rappresenta un dispositivo culturale e politico attraverso cui affrontare questioni urgenti: la crisi ecologica, la biodiversità, le pratiche di condivisione, la decolonizzazione dello spazio naturale e le nuove forme di immaginazione collettiva.
Il progetto curatoriale si articola attorno a sei nuclei concettuali — Commoning, Divine Love and Growth, Violent Garden, Queer Ecology, Botanical e Gardens as Spaces for Reflection and Poetry — che invitano il pubblico a considerare il giardino come luogo di trasformazione sociale oltre che ambientale.
Ventiquattro progetti tra arte e paesaggio
La Biennale riunisce 24 progetti firmati da 28 artiste e artisti, provenienti dalla scena internazionale e dal territorio locale. Il percorso espositivo si distribuisce tra le tre principali sedi della manifestazione: Ortisei, che ospita la maggior parte delle opere tra spazi indoor e installazioni all’aperto; Pilat, raggiungibile esclusivamente a piedi; e Santa Cristina, dove il dialogo tra arte contemporanea e architettura storica si concentra attorno alla piazza della chiesa.
L’itinerario completo richiede circa quattro-cinque ore di visita, trasformandosi in un’esperienza che alterna cammino, contemplazione e scoperta del territorio dolomitico.
Il catalogo racconta la decima edizione
Uno dei momenti centrali della Biennale sarà la presentazione del catalogo ufficiale di (Future) Paradise Gardens, in programma sabato 1° agosto 2026 alle ore 18.00 presso l’ex bar dell’Hotel Ladinia di Ortisei.
La pubblicazione, curata anch’essa da Samuel Leuenberger, supera le 400 pagine e rappresenta la testimonianza editoriale della decima edizione della manifestazione. Oltre alla documentazione fotografica dei 24 progetti artistici, il volume raccoglie testi critici, approfondimenti e riflessioni che ampliano il dialogo aperto dalla mostra.
Tra i contributi figurano il saggio curatoriale di Samuel Leuenberger, il testo The Garden as Form del filosofo Michael Marder — presente in Biennale anche come artista insieme a Pedro Abu Wirz —, Every Garden Has a Plot, firmato dall’artista Chanelle Adams e dal paleontologo Herwig Prinoth, e Imaginal Garden della curatrice Sofia Lemos. I saggi affrontano il tema del giardino da prospettive filosofiche, ecologiche e politiche, esplorando il rapporto tra immaginazione, futuro e trasformazione del paesaggio.
Pubblicato in quattro lingue, il catalogo dedica un’ampia sezione a ciascun progetto esposto, documentando le numerose opere site-specific realizzate per questa edizione della Biennale.
Una Biennale che guarda oltre il paesaggio
Con (Future) Paradise Gardens, Biennale Gherdëina 10 propone una riflessione che supera la dimensione della mostra per interrogare il futuro delle comunità e dei territori montani. Il giardino diventa così una metafora di responsabilità condivisa, un luogo dove immaginare nuove relazioni tra esseri umani, ambiente e altre forme di vita.
Tra installazioni, interventi nel paesaggio e opere concepite appositamente per la Val Gardena, la Biennale conferma la propria vocazione a costruire un dialogo profondo tra ricerca artistica contemporanea, patrimonio culturale ladino e straordinario scenario delle Dolomiti.
Credits (Future) Paradise Gardens
1_Bas Sets + Eliane Le Roux, Degrees of Elevation, 2026. Commissioned by Biennale Gherdëina 10. With the support of Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno allacreazione contemporanea. Credits: Tiberio Sorvillo
3_Judith Neunhäuserer, Mushroom clouds over ourgarden, 2026. With the support of StiftungKunstfonds, Beauftragten der Bundesregierung für Kulturund Medien, VG Bild-KunstThanks to the Prugger Family, Piz, Janek, Paola Govoni, Kirsten Zeitz, Neringa Vasiliauskaite, Matteo Pizzolante. Credits: Tiberio Sorvillo
4_ Bosco Sodi, Untitled, 2025. Commissioned by Biennale Gherdëina 10. Thanks to Chemun de Urtijëi, Galleria Cardi, Milano. Credits: Tiberio Sorvillo
5_ Gabriela Oberkofler, DER LETZTE ACKER -THE LAST FIELD, 2026. Commissioned by Biennale Gherdëina 10. Thanks to the Moroder Family, Hotel Maria, Decor, Keim Colors. Credits: Tiberio Sorvillo
14_ Walter Niedermayr & Marina Ballo Charmet, CASANZA, 2022. Thanks to Union di Ladinsde Gherdëina, Museum Gherdëina, Südtirol Böden. Credits: Tiberio Sorvillo.








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