Mostre a Venezia 2026: cosa vedere oltre la 61ª Biennale d’arte contemporanea

About the Author: Redazione ViviCreativo

Published On: 22 Aprile 2026

Tempo stimato per la lettura: 5,5 minuti

Alla 61ª Biennale d’arte contemporanea di Venezia, la città si trasforma in un sistema diffuso di esposizioni che dialogano con palazzi storici, fondazioni e spazi indipendenti. Tra installazioni, sculture e progetti site-specific, artisti internazionali esplorano materia, memoria e identità contemporanee. Questo percorso collaterale amplia il campo della Biennale, restituendo una mappa critica della ricerca artistica attuale tra innovazione e tradizione.

Patrick Saytour – La Piega e il Tempo, Palazzo Vendramin Grimani

Ceysson & Bénétière e la Fondazione dell’Albero d’Oro presentano a Palazzo Vendramin Grimani, dal 18 aprile al 22 novembre 2026, la mostra La piega e il tempo di Patrick Saytour, curata da Daniela Ferretti. È la prima esposizione in Italia dedicata all’artista francese, protagonista della scena post-nouveau réalisme. Il percorso espositivo si sviluppa come un’indagine sulla materia e sulla sua instabilità: tessuti piegati, superfici bruciate, segni che sembrano consumarsi nel tempo. Le opere non si limitano a occupare lo spazio, ma lo attraversano, mettendo in tensione forma e dissoluzione. Il dialogo con il Palazzo Vendramin Grimani diventa parte integrante del progetto, dove la stratificazione storica dell’edificio incontra la ricerca contemporanea. Il tema del “pli” assume valore concettuale: una riflessione sull’imperfezione, sul gesto e sulla trasformazione, in continuità ideale con le ricerche di Piero Manzoni.

Un Regard sur Brancusi – Galerie Negropontes, Palazzina Masieri

Dal 26 marzo al 18 dicembre 2026, la Galerie Negropontes presenta il progetto Un regard sur Brancusi, realizzato in occasione dei 150 anni dalla nascita di Constantin Brancusi. Ospitata alla Palazzina Masieri, l’esposizione costruisce un dialogo tra scultura, fotografia e architettura, in uno spazio ridisegnato da Carlo Scarpa negli anni Sessanta. Le fotografie di Dan Er. Grigorescu, dedicate alle opere di Brancusi, si confrontano con lavori di artisti contemporanei rappresentati dalla galleria, generando una lettura stratificata dell’eredità del maestro rumeno. Il percorso espositivo mette in evidenza la permanenza di una visione basata sull’essenzialità delle forme e sul rapporto tra materia e vuoto. L’allestimento si sviluppa su tre livelli, trasformando lo spazio in un ambiente di riflessione sulla continuità del pensiero scultoreo.

Clara Rivault – Liquid Archives, Campo Santo Stefano

Dal 5 maggio all’11 ottobre 2026, Campo Santo Stefano ospita Liquid Archives, progetto di Clara Rivault presentato dalla galleria Les filles du calvaire. Le opere in mostra, tra cui XVOTO e Les Larmes du Ciel, indagano l’acqua come elemento di memoria e trasformazione. Il materiale liquido diventa archivio sensibile, capace di conservare tracce del corpo, delle emozioni e del tempo. Le superfici delle opere evocano una dimensione organica e mutevole, dove l’intimo e il collettivo si intrecciano senza confini definiti. Il lavoro di Rivault si colloca in una ricerca contemporanea sulla materia come linguaggio narrativo, in cui la fluidità diventa metafora della memoria stessa. Lo spazio veneziano amplifica questa lettura, trasformando il dialogo tra opera e ambiente in un’esperienza immersiva legata all’acqua e alla sua presenza storica nella città.

Kate MccGwire – The Only True Protest Is Beauty, Fondazione Dries Van Noten

Dal 25 aprile al 4 ottobre 2026, Palazzo Pisani Moretta ospita la mostra The Only True Protest Is Beauty di Kate MccGwire, promossa dalla Fondazione Dries Van Noten in occasione della Biennale. Il progetto, curato da Dries Van Noten con Geert Bruloot, prende ispirazione dall’attivismo di Phil Ochs e propone la bellezza come forma di resistenza e trasformazione. Le opere, realizzate con materiali eterogenei che spaziano dalla moda alla ceramica, dal vetro alla fotografia, costruiscono un dialogo tra discipline diverse. Al centro del lavoro di MccGwire vi è una riflessione sul gesto creativo come linguaggio emotivo e politico. L’uso delle piume e delle superfici organiche genera forme ambigue e potenti, che oscillano tra attrazione e inquietudine, ridefinendo il concetto stesso di ornamento.

Seyni Awa Camara – Selezione Internazionale Biennale, OH Gallery

Per la 61e Biennale di Venezia, OH Gallery presenta una selezione di opere di Seyni Awa Camara all’interno della sezione internazionale. La scelta nasce dal lavoro di ricerca di Océane Harati, direttrice della galleria di Dakar, che ha approfondito la storia e la produzione dell’artista senegalese. Le opere, provenienti dalla collezione personale della galleria, si inseriscono in un percorso di riscoperta e valorizzazione di una pratica artistica profondamente radicata nella tradizione e nella spiritualità. L’attenzione non si concentra solo sull’opera, ma anche sulle sue condizioni di creazione e circolazione, evidenziando la complessità dei processi di attribuzione e interpretazione. La presenza di Seyni Awa Camara alla Biennale rappresenta un momento significativo di dialogo tra pratiche artistiche contemporanee e patrimoni culturali extra-europei, rafforzando la dimensione globale dell’evento veneziano.

Galleria Continua : una costellazione di artisti internazionali

La presenza di Galleria Continua alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia 2026 riflette la ricchezza e la varietà del suo programma, articolato come una costellazione di artisti che presentano mostre diffuse in tutta la città. Dal progetto In Minor Keys, con Kader Attia e Carsten Höller, fino alla partecipazione di Zhanna Kadyrova all’interno del Padiglione Ucraina e ai progetti paralleli, tutti gli artisti della galleria sono coinvolti in contesti istituzionali e collettivi di grande rilievo. Il programma include inoltre esposizioni di Anish Kapoor, Michelangelo Pistoletto, J.R., Emilia Kabakov, Shilpa Gupta, Qiu Zhijie, Giovanni Ozzola, Loris Cecchini, Marta Spagnoli, Leandro Erlich, Arcangelo Sassolino, Adel Abdessemed e Susana Pilar, tra interventi site-specific, mostre personali e collettive che si sviluppano tra Venezia e altre sedi. Questo insieme di progetti sottolinea il costante impegno di Galleria Continua nel promuovere un dialogo artistico su scala globale, capace di intrecciare linguaggi, culture e visioni differenti.

Crediti immagini:

  1. Vues in situ de l’exposition La piega e il tiempo, Patrick Saytour © Ugo Carmeni
  2. Vues in situ de l’exposition Un regard sur Brancusi, Galerie Negropontes Venise © Gabriele Bortoluzzi
  3. XVOTO, 2025 Bas-relief en verre, 60 cm diamètre. Courtesy of the artist and Les filles du calvaire, Paris
  4. Kate MccGwire, MUR-MUR, Technique mixte avec plumes de faisan dans un cabinet de laiton patiné bronze, 2026
  5. © Crédit Océane Harati, Août 2019, Bignona, Casamance, Sénégal

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Tempo stimato per la lettura: 17 minuti

Alla 61ª Biennale d’arte contemporanea di Venezia, la città si trasforma in un sistema diffuso di esposizioni che dialogano con palazzi storici, fondazioni e spazi indipendenti. Tra installazioni, sculture e progetti site-specific, artisti internazionali esplorano materia, memoria e identità contemporanee. Questo percorso collaterale amplia il campo della Biennale, restituendo una mappa critica della ricerca artistica attuale tra innovazione e tradizione.

Patrick Saytour – La Piega e il Tempo, Palazzo Vendramin Grimani

Ceysson & Bénétière e la Fondazione dell’Albero d’Oro presentano a Palazzo Vendramin Grimani, dal 18 aprile al 22 novembre 2026, la mostra La piega e il tempo di Patrick Saytour, curata da Daniela Ferretti. È la prima esposizione in Italia dedicata all’artista francese, protagonista della scena post-nouveau réalisme. Il percorso espositivo si sviluppa come un’indagine sulla materia e sulla sua instabilità: tessuti piegati, superfici bruciate, segni che sembrano consumarsi nel tempo. Le opere non si limitano a occupare lo spazio, ma lo attraversano, mettendo in tensione forma e dissoluzione. Il dialogo con il Palazzo Vendramin Grimani diventa parte integrante del progetto, dove la stratificazione storica dell’edificio incontra la ricerca contemporanea. Il tema del “pli” assume valore concettuale: una riflessione sull’imperfezione, sul gesto e sulla trasformazione, in continuità ideale con le ricerche di Piero Manzoni.

Un Regard sur Brancusi – Galerie Negropontes, Palazzina Masieri

Dal 26 marzo al 18 dicembre 2026, la Galerie Negropontes presenta il progetto Un regard sur Brancusi, realizzato in occasione dei 150 anni dalla nascita di Constantin Brancusi. Ospitata alla Palazzina Masieri, l’esposizione costruisce un dialogo tra scultura, fotografia e architettura, in uno spazio ridisegnato da Carlo Scarpa negli anni Sessanta. Le fotografie di Dan Er. Grigorescu, dedicate alle opere di Brancusi, si confrontano con lavori di artisti contemporanei rappresentati dalla galleria, generando una lettura stratificata dell’eredità del maestro rumeno. Il percorso espositivo mette in evidenza la permanenza di una visione basata sull’essenzialità delle forme e sul rapporto tra materia e vuoto. L’allestimento si sviluppa su tre livelli, trasformando lo spazio in un ambiente di riflessione sulla continuità del pensiero scultoreo.

Clara Rivault – Liquid Archives, Campo Santo Stefano

Dal 5 maggio all’11 ottobre 2026, Campo Santo Stefano ospita Liquid Archives, progetto di Clara Rivault presentato dalla galleria Les filles du calvaire. Le opere in mostra, tra cui XVOTO e Les Larmes du Ciel, indagano l’acqua come elemento di memoria e trasformazione. Il materiale liquido diventa archivio sensibile, capace di conservare tracce del corpo, delle emozioni e del tempo. Le superfici delle opere evocano una dimensione organica e mutevole, dove l’intimo e il collettivo si intrecciano senza confini definiti. Il lavoro di Rivault si colloca in una ricerca contemporanea sulla materia come linguaggio narrativo, in cui la fluidità diventa metafora della memoria stessa. Lo spazio veneziano amplifica questa lettura, trasformando il dialogo tra opera e ambiente in un’esperienza immersiva legata all’acqua e alla sua presenza storica nella città.

Kate MccGwire – The Only True Protest Is Beauty, Fondazione Dries Van Noten

Dal 25 aprile al 4 ottobre 2026, Palazzo Pisani Moretta ospita la mostra The Only True Protest Is Beauty di Kate MccGwire, promossa dalla Fondazione Dries Van Noten in occasione della Biennale. Il progetto, curato da Dries Van Noten con Geert Bruloot, prende ispirazione dall’attivismo di Phil Ochs e propone la bellezza come forma di resistenza e trasformazione. Le opere, realizzate con materiali eterogenei che spaziano dalla moda alla ceramica, dal vetro alla fotografia, costruiscono un dialogo tra discipline diverse. Al centro del lavoro di MccGwire vi è una riflessione sul gesto creativo come linguaggio emotivo e politico. L’uso delle piume e delle superfici organiche genera forme ambigue e potenti, che oscillano tra attrazione e inquietudine, ridefinendo il concetto stesso di ornamento.

Seyni Awa Camara – Selezione Internazionale Biennale, OH Gallery

Per la 61e Biennale di Venezia, OH Gallery presenta una selezione di opere di Seyni Awa Camara all’interno della sezione internazionale. La scelta nasce dal lavoro di ricerca di Océane Harati, direttrice della galleria di Dakar, che ha approfondito la storia e la produzione dell’artista senegalese. Le opere, provenienti dalla collezione personale della galleria, si inseriscono in un percorso di riscoperta e valorizzazione di una pratica artistica profondamente radicata nella tradizione e nella spiritualità. L’attenzione non si concentra solo sull’opera, ma anche sulle sue condizioni di creazione e circolazione, evidenziando la complessità dei processi di attribuzione e interpretazione. La presenza di Seyni Awa Camara alla Biennale rappresenta un momento significativo di dialogo tra pratiche artistiche contemporanee e patrimoni culturali extra-europei, rafforzando la dimensione globale dell’evento veneziano.

Galleria Continua : una costellazione di artisti internazionali

La presenza di Galleria Continua alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia 2026 riflette la ricchezza e la varietà del suo programma, articolato come una costellazione di artisti che presentano mostre diffuse in tutta la città. Dal progetto In Minor Keys, con Kader Attia e Carsten Höller, fino alla partecipazione di Zhanna Kadyrova all’interno del Padiglione Ucraina e ai progetti paralleli, tutti gli artisti della galleria sono coinvolti in contesti istituzionali e collettivi di grande rilievo. Il programma include inoltre esposizioni di Anish Kapoor, Michelangelo Pistoletto, J.R., Emilia Kabakov, Shilpa Gupta, Qiu Zhijie, Giovanni Ozzola, Loris Cecchini, Marta Spagnoli, Leandro Erlich, Arcangelo Sassolino, Adel Abdessemed e Susana Pilar, tra interventi site-specific, mostre personali e collettive che si sviluppano tra Venezia e altre sedi. Questo insieme di progetti sottolinea il costante impegno di Galleria Continua nel promuovere un dialogo artistico su scala globale, capace di intrecciare linguaggi, culture e visioni differenti.

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  1. Vues in situ de l’exposition La piega e il tiempo, Patrick Saytour © Ugo Carmeni
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  3. XVOTO, 2025 Bas-relief en verre, 60 cm diamètre. Courtesy of the artist and Les filles du calvaire, Paris
  4. Kate MccGwire, MUR-MUR, Technique mixte avec plumes de faisan dans un cabinet de laiton patiné bronze, 2026
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