Agnès Varda: qui e là, tra Parigi e Roma. La retrospettiva italiana dell’icona della Nouvelle Vague

Tempo stimato per la lettura: 3,2 minuti
Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026, Villa Medici a Roma ospita Qui e Là, la prima grande retrospettiva italiana dedicata ad Agnès Varda (1928-2019), regista e fotografa visionaria. A cura di Anne de Mondenard per la sezione parigina e di Carole Sandrin per l’Italia, la mostra celebra il legame tra due città simbolo, Parigi e Roma, in occasione del settantesimo anniversario del loro gemellaggio. In esposizione 130 stampe fotografiche originali, estratti filmici, pubblicazioni e documenti degli archivi della Succession Varda, provenienti anche dal Ciné-Tamaris. La curatela intreccia ricerca storica, sensibilità artistica e memoria familiare, con la collaborazione di Rosalie Varda e Paris Musées, tracciando l’evoluzione di un percorso creativo lungo quasi sette decenni.
Leggi anche: La Parigi di Agnès Varda: uno sguardo décalé, pieno d’humour
La Parigi di Agnès Varda: il cortile di rue Daguerre
Il cuore della retrospettiva è il celebre cortile-atelier di rue Daguerre, trasformato da Varda in laboratorio fotografico, spazio espositivo e punto di vita condivisa. Qui, negli anni Cinquanta, la fotografa documenta la città e le sue persone con uno sguardo unico: ironico, poetico, spesso enigmatico. Le prime esposizioni, i ritratti delle coinquiline e le fotografie dei quartieri parigini rivelano il suo stile precoce, fatto di geometrie improvvise e contrasti di luce e ombra. Attraverso opere come Daguerréotypes (1975) o Cléo de 5 à 7 (1962), la città diventa specchio delle emozioni umane e delle tensioni sociali, trasformando il quotidiano in racconto visivo intimo e universale.
L’Italia di Agnès Varda: Venezia, Roma e il cinema
Parallelamente, la mostra racconta la relazione profonda di Varda con l’Italia. Nel 1959 fotografa Venezia per il progetto mai realizzato La Mélangite, cogliendo scene di vita, architetture rinascimentali e dettagli pittoreschi. Nel 1963, inviata da Réalités, ritrae Luchino Visconti e visita Jean-Luc Godard sul set de Il Disprezzo, immortalando Brigitte Bardot e Jack Palance. Le fotografie italiane evidenziano il suo interesse per il gesto umano, la composizione grafica e l’interazione tra spazio e corpo, anticipando la poetica visiva che caratterizzerà i suoi film. L’Italia diventa specchio della curiosità e della ricerca estetica di Varda, proiettando il suo sguardo libero tra cultura e invenzione.
Fotografia e cinema: una poetica del quotidiano
Varda combina fotografia e cinema in un dialogo continuo tra realtà e finzione. I ritratti di artisti, attrici e abitanti di Parigi mostrano la sua attenzione per la marginalità e il femminile, anticipando temi di impegno sociale e riflessione politica. Le immagini costruite come sequenze filmiche rivelano un senso del movimento e del tempo che rende i soggetti vivi e vibranti. La sua estetica si fonda sullo sguardo attento alla luce, alle geometrie urbane e alle interazioni tra individui e spazio, creando opere che oscillano tra documentario, sperimentazione e gioco surrealista, con un’ironia sempre presente.
Una carriera senza confini e senza tempo
Qui e Là restituisce l’eccezionale poliedricità di Agnès Varda: dagli esordi a rue Daguerre, passando per la documentazione del Théâtre National Populaire e le collaborazioni con artisti come Alexander Calder, fino ai ritratti e agli “autodocumentari” più recenti. La mostra evidenzia il legame tra vita e creazione, tra luogo e memoria, tra osservazione poetica e riflessione sociale. Ogni sala diventa un capitolo della sua vita, e ogni fotografia o filmato un frammento di esperienza che invita lo spettatore a perdersi nel tempo, a osservare e a meravigliarsi. La retrospettiva è un tributo all’intelligenza visiva e al coraggio creativo di una delle voci più innovative del XX secolo.
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Agnès Varda: qui e là, tra Parigi e Roma. La retrospettiva italiana dell’icona della Nouvelle Vague
Tempo stimato per la lettura: 10 minuti
Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026, Villa Medici a Roma ospita Qui e Là, la prima grande retrospettiva italiana dedicata ad Agnès Varda (1928-2019), regista e fotografa visionaria. A cura di Anne de Mondenard per la sezione parigina e di Carole Sandrin per l’Italia, la mostra celebra il legame tra due città simbolo, Parigi e Roma, in occasione del settantesimo anniversario del loro gemellaggio. In esposizione 130 stampe fotografiche originali, estratti filmici, pubblicazioni e documenti degli archivi della Succession Varda, provenienti anche dal Ciné-Tamaris. La curatela intreccia ricerca storica, sensibilità artistica e memoria familiare, con la collaborazione di Rosalie Varda e Paris Musées, tracciando l’evoluzione di un percorso creativo lungo quasi sette decenni.
Leggi anche: La Parigi di Agnès Varda: uno sguardo décalé, pieno d’humour
La Parigi di Agnès Varda: il cortile di rue Daguerre
Il cuore della retrospettiva è il celebre cortile-atelier di rue Daguerre, trasformato da Varda in laboratorio fotografico, spazio espositivo e punto di vita condivisa. Qui, negli anni Cinquanta, la fotografa documenta la città e le sue persone con uno sguardo unico: ironico, poetico, spesso enigmatico. Le prime esposizioni, i ritratti delle coinquiline e le fotografie dei quartieri parigini rivelano il suo stile precoce, fatto di geometrie improvvise e contrasti di luce e ombra. Attraverso opere come Daguerréotypes (1975) o Cléo de 5 à 7 (1962), la città diventa specchio delle emozioni umane e delle tensioni sociali, trasformando il quotidiano in racconto visivo intimo e universale.
L’Italia di Agnès Varda: Venezia, Roma e il cinema
Parallelamente, la mostra racconta la relazione profonda di Varda con l’Italia. Nel 1959 fotografa Venezia per il progetto mai realizzato La Mélangite, cogliendo scene di vita, architetture rinascimentali e dettagli pittoreschi. Nel 1963, inviata da Réalités, ritrae Luchino Visconti e visita Jean-Luc Godard sul set de Il Disprezzo, immortalando Brigitte Bardot e Jack Palance. Le fotografie italiane evidenziano il suo interesse per il gesto umano, la composizione grafica e l’interazione tra spazio e corpo, anticipando la poetica visiva che caratterizzerà i suoi film. L’Italia diventa specchio della curiosità e della ricerca estetica di Varda, proiettando il suo sguardo libero tra cultura e invenzione.
Fotografia e cinema: una poetica del quotidiano
Varda combina fotografia e cinema in un dialogo continuo tra realtà e finzione. I ritratti di artisti, attrici e abitanti di Parigi mostrano la sua attenzione per la marginalità e il femminile, anticipando temi di impegno sociale e riflessione politica. Le immagini costruite come sequenze filmiche rivelano un senso del movimento e del tempo che rende i soggetti vivi e vibranti. La sua estetica si fonda sullo sguardo attento alla luce, alle geometrie urbane e alle interazioni tra individui e spazio, creando opere che oscillano tra documentario, sperimentazione e gioco surrealista, con un’ironia sempre presente.
Una carriera senza confini e senza tempo
Qui e Là restituisce l’eccezionale poliedricità di Agnès Varda: dagli esordi a rue Daguerre, passando per la documentazione del Théâtre National Populaire e le collaborazioni con artisti come Alexander Calder, fino ai ritratti e agli “autodocumentari” più recenti. La mostra evidenzia il legame tra vita e creazione, tra luogo e memoria, tra osservazione poetica e riflessione sociale. Ogni sala diventa un capitolo della sua vita, e ogni fotografia o filmato un frammento di esperienza che invita lo spettatore a perdersi nel tempo, a osservare e a meravigliarsi. La retrospettiva è un tributo all’intelligenza visiva e al coraggio creativo di una delle voci più innovative del XX secolo.









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