236ª edizione del Salon des Artistes Français al Grand Palais

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 15 Febbraio 2026

Tempo stimato per la lettura: 4 minuti

Dal 13 al 15 febbraio 2026, il Grand Palais di Parigi ospita la 236ª edizione del Salon des Artistes Français, nell’ambito di Art Capital, confermandosi come uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’arte contemporanea. Dopo il successo del 2025 con oltre 50.000 visitatori, il Salon continua a crescere grazie alla qualità delle opere e all’interesse internazionale, fondendo tradizione storica e dinamismo contemporaneo in un contesto unico.

Libertà creativa e pluralità di linguaggi

Il Salon des Artistes Français è un laboratorio artistico vibrante che riunisce artisti emergenti e affermati, offrendo visibilità a oltre 1.200 opere distribuite su 2.700 m². Giunto alla 236ª edizione, con una storia di più di tre secoli, il Salon si articola in 5 sezioni che comprendono pittura, scultura, incisione, fotografia e arti applicate. La selezione, curata da una giuria esperta, ha ricevuto 1.472 candidature e premia l’eccellenza con 4 categorie di medaglie. L’evento, che nel 2025 ha attirato 50.000 visitatori in 5 giorni, conferma il suo ruolo chiave nella scena artistica contemporanea.

Anniversari e iniziative speciali

La 236ª edizione celebra importanti ricorrenze: i 125 anni della prima mostra al Grand Palais e i 20 anni di Art Capital, di cui il Salon è uno dei pilastri fondatori. L’evento include esposizioni di delegazioni straniere, archivi rari della Société des Artistes Français e la valorizzazione dei vincitori delle medaglie d’onore 2025. Conferenze, performance e incontri rendono la manifestazione un momento di condivisione culturale e di riflessione sulla scena artistica globale.

Le Alchimiste: dialogo tra culture e giovani talenti

Il Salon promuove il dialogo internazionale con progetti come China Expo, che propone una panoramica sulla creazione contemporanea cinese, e Next Artist, che mette in luce giovanissimi artisti di Singapore. Questi percorsi stimolano contaminazioni culturali e scoperta di nuove voci creative, confermando il Salon come piattaforma capace di unire memoria, innovazione e talento emergente.

I medagliati d’onore 2025

La tradizione delle medaglie d’onore del Salon si rinnova celebrando i vincitori 2025 con esposizioni personali che ne valorizzano percorso e maturità artistica: Milen Poenaru per la pittura, Pico per la scultura, Nicole Guezou per l’incisione e Jean-Pierre Mosca per la fotografia. Milen Poenaru lavora con acrilici e velature sovrapposte, costruendo immagini ardenti che interrogano il presente con energia visionaria. Pico, scultore di lunga esperienza, modella bronzo, resina, cemento e terracotta in forme potenti e dinamiche. Nicole Guezou incide su legno e rame e, nella tecnica del “legno perso”, stratifica colori e segni fino a far riaffiorare immagini latenti. Autodidatta appassionato, Mosca affina il suo sguardo attraverso studio e sperimentazione, restituendo nella fotografia una ricerca rigorosa e sensibile.

Conferenze e masterclass: formazione e dialogo

Il programma 2026 include un ricco ciclo di conferenze e masterclass su temi come la visibilità digitale, la costruzione di una collezione, la gestione commerciale dell’attività artistica e l’arte-terapia. Gli incontri offrono a artisti, collezionisti e appassionati strumenti concreti per approfondire e interagire con la scena artistica contemporanea, trasformando il Salon in un’esperienza culturale completa.

Petali e introspezione: emozioni dagli stand del Grand Palais

Visitando gli stand del Salon des Artistes Français 2026, emergono opere che catturano lo sguardo con immediatezza e maturità espressiva. Tra queste, le Peonie di Juliana Wilder (foto 3) si impongono come un’esplosione di luce e materia. L’artista trasforma il soggetto floreale in un campo energetico vibrante: i petali si dissolvono in stratificazioni cromatiche dense, tra rossi accesi e rosa polverosi.

Mentre Eutrapélie di Bernadette Canonne Aubret (foto 2) cattura un momento di silenziosa concentrazione: una giovane figura immersa nella lettura, avvolta da una luce azzurra che filtra dalla finestra. L’atmosfera è intima e sospesa, tra equilibrio compositivo e delicate vibrazioni cromatiche che trasformano la scena quotidiana in meditazione poetica.

Tra mito e potenza della natura

Nella sezione scultura, il dialogo tra mito e simbolo prende forma con Edipo Re di Carole Schoeni (foto 4) intensa scultura in resina che rilegge la tragedia classica con una tensione plastica contemporanea. Accanto, l’Uovo cosmico di Yasmina Kijek (foto 5), realizzato in tessuto, sorprende per delicatezza e potenza simbolica: un volume sospeso, cucito e stratificato, che allude all’origine del mondo e alla trasformazione. Due approcci diversi, un’unica riflessione sulla nascita e sulla conoscenza.

Per la sezione fotografia, Lux in tenebris, Patricia Canino scolpisce la luce nel buio: un iceberg emerge come visione sacra in un mare d’inchiostro. Il contrasto estremo trasforma il paesaggio in meditazione sul silenzio e sull’infinito, evocando la fragilità della natura e la potenza enigmatica dell’ombra.

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236ª edizione del Salon des Artistes Français al Grand Palais

Published On: 15 Febbraio 2026

About the Author: Cristina Biordi

Tempo stimato per la lettura: 12 minuti

Dal 13 al 15 febbraio 2026, il Grand Palais di Parigi ospita la 236ª edizione del Salon des Artistes Français, nell’ambito di Art Capital, confermandosi come uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’arte contemporanea. Dopo il successo del 2025 con oltre 50.000 visitatori, il Salon continua a crescere grazie alla qualità delle opere e all’interesse internazionale, fondendo tradizione storica e dinamismo contemporaneo in un contesto unico.

Libertà creativa e pluralità di linguaggi

Il Salon des Artistes Français è un laboratorio artistico vibrante che riunisce artisti emergenti e affermati, offrendo visibilità a oltre 1.200 opere distribuite su 2.700 m². Giunto alla 236ª edizione, con una storia di più di tre secoli, il Salon si articola in 5 sezioni che comprendono pittura, scultura, incisione, fotografia e arti applicate. La selezione, curata da una giuria esperta, ha ricevuto 1.472 candidature e premia l’eccellenza con 4 categorie di medaglie. L’evento, che nel 2025 ha attirato 50.000 visitatori in 5 giorni, conferma il suo ruolo chiave nella scena artistica contemporanea.

Anniversari e iniziative speciali

La 236ª edizione celebra importanti ricorrenze: i 125 anni della prima mostra al Grand Palais e i 20 anni di Art Capital, di cui il Salon è uno dei pilastri fondatori. L’evento include esposizioni di delegazioni straniere, archivi rari della Société des Artistes Français e la valorizzazione dei vincitori delle medaglie d’onore 2025. Conferenze, performance e incontri rendono la manifestazione un momento di condivisione culturale e di riflessione sulla scena artistica globale.

Le Alchimiste: dialogo tra culture e giovani talenti

Il Salon promuove il dialogo internazionale con progetti come China Expo, che propone una panoramica sulla creazione contemporanea cinese, e Next Artist, che mette in luce giovanissimi artisti di Singapore. Questi percorsi stimolano contaminazioni culturali e scoperta di nuove voci creative, confermando il Salon come piattaforma capace di unire memoria, innovazione e talento emergente.

I medagliati d’onore 2025

La tradizione delle medaglie d’onore del Salon si rinnova celebrando i vincitori 2025 con esposizioni personali che ne valorizzano percorso e maturità artistica: Milen Poenaru per la pittura, Pico per la scultura, Nicole Guezou per l’incisione e Jean-Pierre Mosca per la fotografia. Milen Poenaru lavora con acrilici e velature sovrapposte, costruendo immagini ardenti che interrogano il presente con energia visionaria. Pico, scultore di lunga esperienza, modella bronzo, resina, cemento e terracotta in forme potenti e dinamiche. Nicole Guezou incide su legno e rame e, nella tecnica del “legno perso”, stratifica colori e segni fino a far riaffiorare immagini latenti. Autodidatta appassionato, Mosca affina il suo sguardo attraverso studio e sperimentazione, restituendo nella fotografia una ricerca rigorosa e sensibile.

Conferenze e masterclass: formazione e dialogo

Il programma 2026 include un ricco ciclo di conferenze e masterclass su temi come la visibilità digitale, la costruzione di una collezione, la gestione commerciale dell’attività artistica e l’arte-terapia. Gli incontri offrono a artisti, collezionisti e appassionati strumenti concreti per approfondire e interagire con la scena artistica contemporanea, trasformando il Salon in un’esperienza culturale completa.

Petali e introspezione: emozioni dagli stand del Grand Palais

Visitando gli stand del Salon des Artistes Français 2026, emergono opere che catturano lo sguardo con immediatezza e maturità espressiva. Tra queste, le Peonie di Juliana Wilder (foto 3) si impongono come un’esplosione di luce e materia. L’artista trasforma il soggetto floreale in un campo energetico vibrante: i petali si dissolvono in stratificazioni cromatiche dense, tra rossi accesi e rosa polverosi.

Mentre Eutrapélie di Bernadette Canonne Aubret (foto 2) cattura un momento di silenziosa concentrazione: una giovane figura immersa nella lettura, avvolta da una luce azzurra che filtra dalla finestra. L’atmosfera è intima e sospesa, tra equilibrio compositivo e delicate vibrazioni cromatiche che trasformano la scena quotidiana in meditazione poetica.

Tra mito e potenza della natura

Nella sezione scultura, il dialogo tra mito e simbolo prende forma con Edipo Re di Carole Schoeni (foto 4) intensa scultura in resina che rilegge la tragedia classica con una tensione plastica contemporanea. Accanto, l’Uovo cosmico di Yasmina Kijek (foto 5), realizzato in tessuto, sorprende per delicatezza e potenza simbolica: un volume sospeso, cucito e stratificato, che allude all’origine del mondo e alla trasformazione. Due approcci diversi, un’unica riflessione sulla nascita e sulla conoscenza.

Per la sezione fotografia, Lux in tenebris, Patricia Canino scolpisce la luce nel buio: un iceberg emerge come visione sacra in un mare d’inchiostro. Il contrasto estremo trasforma il paesaggio in meditazione sul silenzio e sull’infinito, evocando la fragilità della natura e la potenza enigmatica dell’ombra.

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