Viktoria Andreeva a Firenze: il corpo diventa visione in “All We Have Is Now”

Tempo stimato per la lettura: 5,1 minuti
Il presente come unica certezza, sospeso tra memoria e trasformazione. Dal 17 ottobre al 14 novembre 2026, l’Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton ospita l’esposizione della fotografa bulgara, che vive e lavora a Vienna, Viktoria Andreeva. All We Have Is Now, secondo appuntamento di Art Suite, il progetto nato dalla collaborazione con la Florence Biennale per portare l’arte contemporanea fuori dai tradizionali spazi espositivi. Un incontro tra fotografia, ospitalità e ricerca visiva che accompagna la Florence Biennale verso il trentennale del 2027.
Viktoria Andreeva, dal premio alla Florence Biennale alla mostra personale
Il ritorno di Andreeva a Firenze ha il sapore di una storia che riprende il filo. Nel 2023 l’artista ha vinto l’International Open Call Competition “I Am You” – Photography, ricevendo il Premio speciale “Lorenzo il Magnifico” alla XIV Florence Biennale, dove ha partecipato come Guest of Honour. Proprio All We Have Is Now era stata scelta come immagine coordinata di quell’edizione, diventando uno dei suoi segni visivi più riconoscibili. Tre anni dopo, l’opera torna al centro della scena e dà il titolo a una personale che trasforma un’immagine simbolo in un’occasione di rilettura: non una semplice ripresa del passato, ma un dialogo tra ciò che resta e ciò che cambia.
Il corpo fotografato tra astrazione, fragilità e tensione
Ex ballerina, Andreeva porta nella fotografia una sensibilità particolare per il movimento e la presenza fisica. Il corpo è il protagonista assoluto della sua ricerca, ma perde progressivamente i tratti del ritratto tradizionale per diventare forma, materia e tensione. Le figure si raccolgono, si intrecciano, sembrano sospendersi o confondersi con lo spazio, in immagini dove vulnerabilità e forza convivono senza trovare una soluzione definitiva. L’identità individuale lascia posto a una dimensione più enigmatica, a metà tra riconoscibilità e astrazione. Ne emerge una fotografia che non cerca soltanto di documentare il corpo, ma di esplorarne le possibilità espressive, fino a renderlo un territorio aperto a nuove interpretazioni.
Dieci opere tra fotografia fisica e immagini digitali
Il percorso riunisce dieci opere, articolate tra cinque lavori fisici e cinque immagini presentate in formato digitale su Samsung The Frame. Tra le opere esposte figurano tre lavori della serie Cosmic Beings, insieme a Memories of the Past e All We Have Is Now. Il confronto tra la presenza materiale delle stampe e la luminosità dei supporti digitali introduce modalità differenti di fruizione, ampliando il dialogo tra immagine, superficie e percezione. La mostra costruisce così un itinerario essenziale, nel quale ogni lavoro contribuisce a indagare il confine tra corpo e spazio, presenza e dissoluzione, realtà visibile e trasformazione.
Texture e metamorfosi: come nasce la fotografia di Andreeva
Nelle opere di Andreeva, la fotografia è soltanto il punto di partenza di un processo creativo lento e meticoloso. Le texture che attraversano i corpi non vengono applicate prima dello scatto, ma prendono forma attraverso successive trasformazioni, strato dopo strato. Distorsione e depersonalizzazione modificano l’immagine originaria, allontanandola dalla rappresentazione individuale per condurla verso una dimensione sospesa. Il risultato è un linguaggio visivo in cui la materia sembra mutare pelle e il corpo perde i propri confini consueti. Una ricerca che unisce controllo tecnico e tensione poetica, mettendo in discussione la stabilità dell’immagine e la possibilità di fissare una forma una volta per tutte.
“All We Have Is Now”: il presente tra memoria e caducità
Il titolo della mostra va oltre la singola opera e diventa una dichiarazione di poetica. Il presente è il punto fragile in cui si incontrano la memoria di ciò che è stato e l’incertezza di ciò che verrà. Nella ricerca di Andreeva, permanenza e caducità convivono in immagini che sembrano trattenere il corpo proprio mentre lo trasformano. Questa riflessione dialoga con il tema della XVI Florence Biennale del 2027, Beyond the Sense of Time. Memory, Caducity and Eternity in Contemporary Art and Design. Nel percorso verso i trent’anni della manifestazione, il progetto guarda alla propria storia come a una materia viva, capace di riattivarsi attraverso nuove opere, relazioni e prospettive.
Da Vienna alle principali scene internazionali: il percorso di Viktoria Andreeva
Nata e cresciuta in Bulgaria, Viktoria Andreeva si è trasferita a Vienna nel 2015 per studiare Fotografia e Media Audiovisivi presso il College of Arts “die Graphische”. Nel corso della sua carriera ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui una Medaglia d’Oro nella categoria Fine Art/Nudes al Trierenberg Super Circuit e una Medaglia d’Oro ai One Eyeland World’s Top 10 Fine Art Photographers Awards nel 2022. Le sue opere sono state esposte in città come Vienna, Parigi, New York, Roma e Milano. Nel 2023 è stata inoltre inclusa da Forbes Bulgaria nella selezione 30 Under 30, confermando il suo profilo emergente nel panorama della fotografia contemporanea.
Arte, ospitalità e artigianato: il progetto si estende oltre la mostra
L’esperienza di All We Have Is Now si completa attraverso una rete di collaborazioni che mette in relazione arte, cultura artigianale e ospitalità. L’iniziativa è sostenuta da The Mall Firenze e vede la partecipazione di Pineider Firenze, storica maison legata alla tradizione della carta, della pelletteria e degli strumenti di scrittura di lusso. La proposta si arricchisce inoltre della collaborazione con Decio Gin, che firma un cocktail ispirato alle opere esposte, disponibile per tutta la durata della mostra al Whisper Wine Bar dell’hotel. In occasione dell’inaugurazione, gli ospiti saranno accolti anche con una selezione gastronomica curata dalla cucina dell’Anglo American Hotel Florence e dalle specialità artigianali di Leonardo Biscotti. Un progetto che trasforma la visita in un’esperienza multisensoriale, dove la creatività contemporanea incontra il saper fare e la convivialità.
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Viktoria Andreeva a Firenze: il corpo diventa visione in “All We Have Is Now”
Tempo stimato per la lettura: 15 minuti
Il presente come unica certezza, sospeso tra memoria e trasformazione. Dal 17 ottobre al 14 novembre 2026, l’Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton ospita l’esposizione della fotografa bulgara, che vive e lavora a Vienna, Viktoria Andreeva. All We Have Is Now, secondo appuntamento di Art Suite, il progetto nato dalla collaborazione con la Florence Biennale per portare l’arte contemporanea fuori dai tradizionali spazi espositivi. Un incontro tra fotografia, ospitalità e ricerca visiva che accompagna la Florence Biennale verso il trentennale del 2027.
Viktoria Andreeva, dal premio alla Florence Biennale alla mostra personale
Il ritorno di Andreeva a Firenze ha il sapore di una storia che riprende il filo. Nel 2023 l’artista ha vinto l’International Open Call Competition “I Am You” – Photography, ricevendo il Premio speciale “Lorenzo il Magnifico” alla XIV Florence Biennale, dove ha partecipato come Guest of Honour. Proprio All We Have Is Now era stata scelta come immagine coordinata di quell’edizione, diventando uno dei suoi segni visivi più riconoscibili. Tre anni dopo, l’opera torna al centro della scena e dà il titolo a una personale che trasforma un’immagine simbolo in un’occasione di rilettura: non una semplice ripresa del passato, ma un dialogo tra ciò che resta e ciò che cambia.
Il corpo fotografato tra astrazione, fragilità e tensione
Ex ballerina, Andreeva porta nella fotografia una sensibilità particolare per il movimento e la presenza fisica. Il corpo è il protagonista assoluto della sua ricerca, ma perde progressivamente i tratti del ritratto tradizionale per diventare forma, materia e tensione. Le figure si raccolgono, si intrecciano, sembrano sospendersi o confondersi con lo spazio, in immagini dove vulnerabilità e forza convivono senza trovare una soluzione definitiva. L’identità individuale lascia posto a una dimensione più enigmatica, a metà tra riconoscibilità e astrazione. Ne emerge una fotografia che non cerca soltanto di documentare il corpo, ma di esplorarne le possibilità espressive, fino a renderlo un territorio aperto a nuove interpretazioni.
Dieci opere tra fotografia fisica e immagini digitali
Il percorso riunisce dieci opere, articolate tra cinque lavori fisici e cinque immagini presentate in formato digitale su Samsung The Frame. Tra le opere esposte figurano tre lavori della serie Cosmic Beings, insieme a Memories of the Past e All We Have Is Now. Il confronto tra la presenza materiale delle stampe e la luminosità dei supporti digitali introduce modalità differenti di fruizione, ampliando il dialogo tra immagine, superficie e percezione. La mostra costruisce così un itinerario essenziale, nel quale ogni lavoro contribuisce a indagare il confine tra corpo e spazio, presenza e dissoluzione, realtà visibile e trasformazione.
Texture e metamorfosi: come nasce la fotografia di Andreeva
Nelle opere di Andreeva, la fotografia è soltanto il punto di partenza di un processo creativo lento e meticoloso. Le texture che attraversano i corpi non vengono applicate prima dello scatto, ma prendono forma attraverso successive trasformazioni, strato dopo strato. Distorsione e depersonalizzazione modificano l’immagine originaria, allontanandola dalla rappresentazione individuale per condurla verso una dimensione sospesa. Il risultato è un linguaggio visivo in cui la materia sembra mutare pelle e il corpo perde i propri confini consueti. Una ricerca che unisce controllo tecnico e tensione poetica, mettendo in discussione la stabilità dell’immagine e la possibilità di fissare una forma una volta per tutte.
“All We Have Is Now”: il presente tra memoria e caducità
Il titolo della mostra va oltre la singola opera e diventa una dichiarazione di poetica. Il presente è il punto fragile in cui si incontrano la memoria di ciò che è stato e l’incertezza di ciò che verrà. Nella ricerca di Andreeva, permanenza e caducità convivono in immagini che sembrano trattenere il corpo proprio mentre lo trasformano. Questa riflessione dialoga con il tema della XVI Florence Biennale del 2027, Beyond the Sense of Time. Memory, Caducity and Eternity in Contemporary Art and Design. Nel percorso verso i trent’anni della manifestazione, il progetto guarda alla propria storia come a una materia viva, capace di riattivarsi attraverso nuove opere, relazioni e prospettive.
Da Vienna alle principali scene internazionali: il percorso di Viktoria Andreeva
Nata e cresciuta in Bulgaria, Viktoria Andreeva si è trasferita a Vienna nel 2015 per studiare Fotografia e Media Audiovisivi presso il College of Arts “die Graphische”. Nel corso della sua carriera ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui una Medaglia d’Oro nella categoria Fine Art/Nudes al Trierenberg Super Circuit e una Medaglia d’Oro ai One Eyeland World’s Top 10 Fine Art Photographers Awards nel 2022. Le sue opere sono state esposte in città come Vienna, Parigi, New York, Roma e Milano. Nel 2023 è stata inoltre inclusa da Forbes Bulgaria nella selezione 30 Under 30, confermando il suo profilo emergente nel panorama della fotografia contemporanea.
Arte, ospitalità e artigianato: il progetto si estende oltre la mostra
L’esperienza di All We Have Is Now si completa attraverso una rete di collaborazioni che mette in relazione arte, cultura artigianale e ospitalità. L’iniziativa è sostenuta da The Mall Firenze e vede la partecipazione di Pineider Firenze, storica maison legata alla tradizione della carta, della pelletteria e degli strumenti di scrittura di lusso. La proposta si arricchisce inoltre della collaborazione con Decio Gin, che firma un cocktail ispirato alle opere esposte, disponibile per tutta la durata della mostra al Whisper Wine Bar dell’hotel. In occasione dell’inaugurazione, gli ospiti saranno accolti anche con una selezione gastronomica curata dalla cucina dell’Anglo American Hotel Florence e dalle specialità artigianali di Leonardo Biscotti. Un progetto che trasforma la visita in un’esperienza multisensoriale, dove la creatività contemporanea incontra il saper fare e la convivialità.





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