Concetto Pozzati. Da e per Morandi: un dialogo lungo una vita

About the Author: Redazione ViviCreativo

Published On: 16 Gennaio 2026

Tempo stimato per la lettura: 3,9 minuti

Dal 17 gennaio al 15 marzo 2026, Casa Morandi, dimora-studio del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, apre le sue stanze a Concetto Pozzati. Da e per Morandi, una mostra curata da Maura Pozzati e realizzata in collaborazione con l’Archivio Concetto Pozzati. Un omaggio intenso e stratificato a uno dei protagonisti più lucidi e irrequieti della cultura italiana del secondo dopoguerra, ospitato nel luogo in cui Giorgio Morandi visse e lavorò dal 1933 al 1964.

Un progetto che si inserisce nel presente culturale di Bologna

La mostra rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026 (5–8 febbraio), il palinsesto di mostre ed eventi promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera. Una cornice che rafforza il senso dell’operazione: riportare al centro del dibattito contemporaneo una figura che ha attraversato linguaggi, movimenti e responsabilità culturali senza mai accettare definizioni univoche.

Il corsaro della pittura e la critica dello sguardo

Definito “il corsaro della pittura”, Concetto Pozzati (Vo’, 1935 – Bologna, 2017) ha costruito un percorso capace di tenere insieme Surrealismo, Informale e Pop Art, mantenendo sempre centrale il rapporto con il segno. Anche quando guarda a Magritte e De Chirico, da lui riconosciuti come maestri ideali, o quando diventa una delle voci più autorevoli della Pop Art italiana, Pozzati rifiuta ogni celebrazione del consumo. La sua è una riflessione radicale sul rapporto tra arte e merce, fino a spostare il baricentro verso una vera e propria “critica del guardare e dell’occhio”. Produzione di differenze, ambiguità, ironia, spaesamento, contaminazione, ma anche responsabilità politica dell’arte: concetti che attraversano una vita artistica e intellettuale intensa, nutrita dal dialogo con studenti, colleghi e dalla curiosità verso il lavoro degli altri.

Pozzati e Morandi: un rapporto necessario e conflittuale

Il rapporto con Giorgio Morandi è stato per Pozzati tanto fondamentale quanto problematico. Amico del padre Mario Pozzati e dello zio Severo Pozzati, Morandi è una presenza ingombrante e ineludibile. Pozzati gli dedica testi cruciali, come Il tempo “autre” di Morandi, scritto per la mostra Morandi e il suo tempo (1985–1986), e il ritratto incluso nel Diario di pittore (Parola d’artista, Corraini, 2007), dove emerge un giudizio netto e sincero: un uomo “scomodo”, non amato, ma portatore di un microcosmo pittorico irraggiungibile.

Da e per Morandi: pittura come confronto e attraversamento

Da e per Morandi è il titolo scelto dallo stesso Pozzati per una serie di lavori che testimoniano un dialogo durato oltre quarant’anni. Casa Morandi apre il percorso con Da e per Giorgio Morandi (1964), opera che segna una fase di transizione decisiva: dall’informale organico a una pittura più oggettuale, già sensibile alle tensioni pop. È l’anno della partecipazione alla XXXII Biennale di Venezia e a documenta III di Kassel, snodi cruciali della sua carriera.

Stratificazioni, restaurazioni, appropriazioni

Il percorso prosegue con le opere del ciclo Restaurazione (1973), in cui rose e nature morte dipinte da Pozzati si sovrappongono a incisioni ingrandite di Morandi. Immagini di epoche diverse che si riconoscono parte di uno stesso processo creativo, in un continuo rimando “da e per”. Nei lavori del 1974, Quattro più quattro. Per Morandi e Dal dizionario della restaurazione, l’artista inserisce oggetti, fotografie, scritture, costruendo un linguaggio pittorico audace e spregiudicato, dove appropriazione, citazione e sovrapposizione diventano strumenti di conoscenza.

L’intimità finale: A casa mia

A chiudere la mostra, alcune carte della serie A casa mia (2007–2008). Un nucleo intimo e malinconico in cui gli oggetti domestici si trasformano in presenze affettive, quasi reliquie del quotidiano. Qui il dialogo con Morandi si scioglie in una riflessione più personale sul tempo, sulla memoria e sull’abitare.

Casa Morandi come spazio di risonanza

Visitare questa mostra significa entrare in un luogo carico di storia, dove vasi, bottiglie e modelli hanno ritrovato la loro posizione originaria. Casa Morandi non è solo un contenitore, ma una cassa di risonanza: uno spazio in cui il confronto tra due visioni della pittura si fa esperienza fisica e mentale. Concetto Pozzati. Da e per Morandi non celebra un’eredità pacificata, ma restituisce la complessità di un dialogo necessario. Un attraversamento critico, fatto di attriti, distanza e rispetto, che continua a interrogare il presente.

 

Crediti immagini: Veduta della mostra Concetto Pozzati. Da e per Morandi
Foto di Ornella De Carlo

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About the Author: Redazione ViviCreativo

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Un progetto che si inserisce nel presente culturale di Bologna

La mostra rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026 (5–8 febbraio), il palinsesto di mostre ed eventi promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera. Una cornice che rafforza il senso dell’operazione: riportare al centro del dibattito contemporaneo una figura che ha attraversato linguaggi, movimenti e responsabilità culturali senza mai accettare definizioni univoche.

Il corsaro della pittura e la critica dello sguardo

Definito “il corsaro della pittura”, Concetto Pozzati (Vo’, 1935 – Bologna, 2017) ha costruito un percorso capace di tenere insieme Surrealismo, Informale e Pop Art, mantenendo sempre centrale il rapporto con il segno. Anche quando guarda a Magritte e De Chirico, da lui riconosciuti come maestri ideali, o quando diventa una delle voci più autorevoli della Pop Art italiana, Pozzati rifiuta ogni celebrazione del consumo. La sua è una riflessione radicale sul rapporto tra arte e merce, fino a spostare il baricentro verso una vera e propria “critica del guardare e dell’occhio”. Produzione di differenze, ambiguità, ironia, spaesamento, contaminazione, ma anche responsabilità politica dell’arte: concetti che attraversano una vita artistica e intellettuale intensa, nutrita dal dialogo con studenti, colleghi e dalla curiosità verso il lavoro degli altri.

Pozzati e Morandi: un rapporto necessario e conflittuale

Il rapporto con Giorgio Morandi è stato per Pozzati tanto fondamentale quanto problematico. Amico del padre Mario Pozzati e dello zio Severo Pozzati, Morandi è una presenza ingombrante e ineludibile. Pozzati gli dedica testi cruciali, come Il tempo “autre” di Morandi, scritto per la mostra Morandi e il suo tempo (1985–1986), e il ritratto incluso nel Diario di pittore (Parola d’artista, Corraini, 2007), dove emerge un giudizio netto e sincero: un uomo “scomodo”, non amato, ma portatore di un microcosmo pittorico irraggiungibile.

Da e per Morandi: pittura come confronto e attraversamento

Da e per Morandi è il titolo scelto dallo stesso Pozzati per una serie di lavori che testimoniano un dialogo durato oltre quarant’anni. Casa Morandi apre il percorso con Da e per Giorgio Morandi (1964), opera che segna una fase di transizione decisiva: dall’informale organico a una pittura più oggettuale, già sensibile alle tensioni pop. È l’anno della partecipazione alla XXXII Biennale di Venezia e a documenta III di Kassel, snodi cruciali della sua carriera.

Stratificazioni, restaurazioni, appropriazioni

Il percorso prosegue con le opere del ciclo Restaurazione (1973), in cui rose e nature morte dipinte da Pozzati si sovrappongono a incisioni ingrandite di Morandi. Immagini di epoche diverse che si riconoscono parte di uno stesso processo creativo, in un continuo rimando “da e per”. Nei lavori del 1974, Quattro più quattro. Per Morandi e Dal dizionario della restaurazione, l’artista inserisce oggetti, fotografie, scritture, costruendo un linguaggio pittorico audace e spregiudicato, dove appropriazione, citazione e sovrapposizione diventano strumenti di conoscenza.

L’intimità finale: A casa mia

A chiudere la mostra, alcune carte della serie A casa mia (2007–2008). Un nucleo intimo e malinconico in cui gli oggetti domestici si trasformano in presenze affettive, quasi reliquie del quotidiano. Qui il dialogo con Morandi si scioglie in una riflessione più personale sul tempo, sulla memoria e sull’abitare.

Casa Morandi come spazio di risonanza

Visitare questa mostra significa entrare in un luogo carico di storia, dove vasi, bottiglie e modelli hanno ritrovato la loro posizione originaria. Casa Morandi non è solo un contenitore, ma una cassa di risonanza: uno spazio in cui il confronto tra due visioni della pittura si fa esperienza fisica e mentale. Concetto Pozzati. Da e per Morandi non celebra un’eredità pacificata, ma restituisce la complessità di un dialogo necessario. Un attraversamento critico, fatto di attriti, distanza e rispetto, che continua a interrogare il presente.

 

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Foto di Ornella De Carlo

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