Paris Art Week 2026: le fiere da scoprire oltre Art Basel Paris

Tempo stimato per la lettura: 11,3 minuti
Art Basel Paris: il grande mercato al Grand Palais
23–25 ottobre · Grand Palais, VIII arrondissement
Il punto di partenza resta il Grand Palais, dove Art Basel Paris riunisce per la quinta edizione 211 gallerie provenienti da 41 paesi. La manifestazione conferma il ruolo di Parigi nel mercato globale, ma introduce anche una nuova sezione, Premise, dedicata a opere realizzate prima del 1900: un’apertura che invita a ripensare le categorie cronologiche attraverso cui viene raccontata la storia dell’arte. Tra grandi nomi internazionali, proposte emergenti e progetti disseminati nello spazio urbano, la fiera è il baricentro di una settimana che coinvolge musei, gallerie e luoghi indipendenti. Il suo interesse, tuttavia, si misura anche nella capacità di orientare lo sguardo verso ciò che accade fuori dal circuito principale.
Paris Internationale: la ricerca contemporanea fuori dagli schemi
20–24 ottobre · 187–198 quai de Valmy, X arrondissement
Per chi preferisce le sperimentazioni alle gerarchie del mercato, Paris Internationale rimane uno degli appuntamenti da non perdere. La fiera riunisce gallerie indipendenti in un edificio riconvertito lungo il Canal Saint-Martin, facendo dell’architettura una componente essenziale dell’esperienza espositiva. Qui le opere non sono semplicemente allineate in una successione di stand: entrano in relazione con gli spazi e con la ricerca delle gallerie, spesso attente agli artisti più difficili da ricondurre a categorie consolidate. Tra i progetti di questa edizione figura In the Bellies of the Rocks di Ayman Zedani, un’installazione che intreccia video e scultura per esplorare il paesaggio saudita come archivio di memorie e futuri immaginati. Un invito a considerare la fiera anche come laboratorio di idee.
Menart Fair: le identità plurali del Medio Oriente e del Nord Africa
23–25 ottobre · 116 rue de Turenne, III arrondissement
Dove siamo davvero a casa? È la domanda che attraversa la settima edizione di Menart Fair, la fiera fondata da Laure d’Hauteville e dedicata all’arte moderna e contemporanea del Medio Oriente e del Nord Africa, comprese le rispettive diaspore. Il tema Where is home? diventa il punto di partenza per esplorare identità in movimento, memorie, esilio e appartenenza attraverso le opere di artisti presentati da gallerie internazionali. La manifestazione offre uno sguardo su scene artistiche ancora insufficientemente rappresentate nei principali circuiti occidentali, senza ridurle a un’unica narrazione culturale. Particolare attenzione è riservata alla scena algerina, protagonista della Project Room curata da Wassyla Tamzali. Una fiera in cui la ricerca artistica incontra questioni politiche e personali, restituendo complessità a geografie spesso raccontate per stereotipi.
Ceramic Art Fair + Glass: la ceramica esce dai confini delle arti decorative
20–25 ottobre · Maison de l’Amérique latine, 1 rue Saint-Dominique, VII arrondissement
Alla Maison de l’Amérique latine, la seconda edizione di Ceramic Art Fair + Glass riunisce quasi quaranta gallerie francesi e internazionali intorno alla ceramica e al vetro, dalle opere storiche alle sperimentazioni contemporanee. Il tema, Le moderne à travers les époques, propone una definizione della modernità fondata non tanto sulla data di realizzazione quanto sulla capacità di un’opera di innovare, sorprendere e mettere in discussione le convenzioni. Tra le novità, il Prix Métamorphose, pensato per sostenere i talenti emergenti con due riconoscimenti dedicati rispettivamente alla ceramica e al vetro. Le installazioni monumentali nel giardino e il programma di conferenze completano un percorso che restituisce centralità al gesto, alla tecnica e all’imprevedibilità della materia. Un appuntamento significativo per chi segue il dialogo tra scultura, design e mestieri d’arte.
Moderne Art Fair: il dialogo tra Novecento e contemporaneità
22–25 ottobre · Place de la Concorde, VIII arrondissement
Nel cuore monumentale di Parigi, Moderne Art Fair mette in relazione arte moderna, creazione contemporanea e design, riunendo circa sessanta gallerie in padiglioni allestiti per l’occasione. L’obiettivo è far dialogare generazioni artistiche differenti, mostrando come le eredità del Novecento continuino a influenzare le ricerche attuali. L’edizione 2026 accoglie l’Institut du monde arabe come ospite d’onore e dedica spazio alla collezione di Claude e France Lemand, offrendo un ulteriore punto di accesso alle relazioni tra arte, storia e culture. Rispetto alle fiere più sperimentali, Moderne Art Fair conserva un’impostazione più vicina al collezionismo tradizionale, ma proprio l’accostamento tra opere storiche, artisti contemporanei e oggetti di design permette di osservare come cambino nel tempo i criteri di valore e le modalità di acquisizione.
ASIA NOW: l’arte asiatica come rete di relazioni
20–24 ottobre · Monnaie de Paris, 11 quai de Conti, VI arrondissement
Alla Monnaie de Paris, ASIA NOW riunisce oltre duecento artisti provenienti dall’Asia e dalle sue diaspore, presentati da circa sessanta gallerie, istituzioni e fondazioni. Per la dodicesima edizione, la fiera invita a considerare l’Asia non come un blocco culturale omogeneo, ma come una rete di scambi, influenze e trasformazioni. Le opere affrontano il rapporto tra memoria e modernità, territori e migrazioni, tradizioni e nuovi linguaggi, restituendo la complessità di una scena internazionale in continua evoluzione. La dimensione curatoriale si intreccia con quella commerciale, attraverso progetti che mettono in discussione le gerarchie geografiche del sistema dell’arte. Il risultato è un percorso nel quale materiali, corpi e storie individuali diventano strumenti per interrogare il presente. La fiera chiude sabato 24 ottobre: meglio inserirla in agenda senza rimandare all’ultimo momento.
AKAA: le voci dell’Africa contemporanea e delle diaspore
23–25 ottobre · Carreau du Temple, 4 rue Eugène-Spuller, III arrondissement
Al Carreau du Temple, AKAA — Also Known As Africa — torna per l’undicesima edizione con una selezione dedicata all’arte contemporanea africana e afrodiscendente. La fiera si propone di ampliare la visibilità internazionale di artisti e gallerie che raccontano un continente plurale, attraversato da trasformazioni urbane, memorie coloniali, nuove forme di appartenenza e contaminazioni culturali. La novità del 2026 è AKAA PHOTO, una sezione che, in occasione del bicentenario della fotografia, esplora il ruolo delle immagini nella costruzione della memoria visiva: dalle indipendenze alle metamorfosi delle città, fino alle aspirazioni delle giovani generazioni. Più che circoscrivere una produzione artistica entro confini geografici, AKAA mette in luce la circolazione delle idee e la capacità degli artisti di reinventare tradizioni e linguaggi. Un appuntamento da segnare per venerdì, sabato o domenica.
Outsider’ Paris: l’art brut rivendica la propria libertà
20–25 ottobre · Bastille Design Center e Halle Saint-Pierre, XI e XVIII arrondissement
Lontana dalle convenzioni accademiche e dalle classificazioni più rigide, Outsider’ Paris dedica la sua quarta edizione all’art brut e alle forme di creazione autodidatta, visionaria o marginale. Diciotto gallerie provenienti da otto paesi si ritrovano al Bastille Design Center, mentre un programma parallelo alla Halle Saint-Pierre estende la manifestazione attraverso mostre, incontri e appuntamenti culturali. Tra i progetti da osservare figura la personale dello scultore mozambicano Zefrino Chilaule, che trasforma pentole, coperchi e oggetti metallici recuperati in figure e animali, senza cancellare la memoria dei materiali originari. È una concezione dell’arte che si sottrae alle regole del gusto dominante e rivendica il valore di immaginari singolari, spesso sviluppati al di fuori delle istituzioni. L’ingresso alla fiera è gratuito: un’occasione per avvicinarsi a pratiche ancora poco conosciute.
OFFSCREEN: fotografia, video e installazioni in una cappella storica
20–25 ottobre · Chapelle Saint-Louis de la Salpêtrière, XIII arrondissement
Nella cappella Saint-Louis de la Salpêtrière, OFFSCREEN costruisce un percorso dedicato alle immagini fisse e in movimento, alle installazioni e alle pratiche che sfuggono ai formati espositivi convenzionali. L’architettura monumentale diventa parte integrante della visita: le opere si confrontano con la luce, la verticalità e il silenzio dello spazio, trasformando la visione in un’esperienza fisica. Tra gli artisti presenti figurano Ibrahim Mahama, Steina Vasulka, Barbara Bloom e Ana Mendieta, personalità che hanno esplorato, con linguaggi differenti, il rapporto tra immagine, corpo, memoria e spazio. OFFSCREEN non è una semplice fiera di fotografia o video, ma un itinerario nel quale le opere richiedono tempo e attenzione. Per chi desidera sottrarsi alla frenesia del mercato e soffermarsi sulle possibilità dell’immagine contemporanea, è una tappa da privilegiare.
Design Miami.Paris: oggetti rari tra arte e progetto
21–25 ottobre · Hôtel de Maisons, 51 rue de l’Université, VII arrondissement
All’Hôtel de Maisons, dimora storica nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés, Design Miami.Paris mette in scena il design da collezione attraverso arredi, oggetti e pezzi rari che attraversano epoche e linguaggi. La quarta edizione parigina conferma l’interesse per un settore in cui la funzione pratica dell’oggetto convive con la ricerca estetica e il valore storico. Il contesto architettonico, con cortile e giardino, contribuisce a creare un’esperienza più vicina alla visita di una dimora che a quella di un padiglione fieristico. Le gallerie presentano opere storiche e contemporanee, invitando a osservare il design come disciplina autonoma, ma anche come territorio di confine con la scultura e le arti decorative. Una destinazione per collezionisti e appassionati interessati alla storia del progetto e alla sperimentazione sui materiali.
Private Choice: l’arte da collezione entra in un appartamento
18–25 ottobre · Quartiere Palais-Royal, I arrondissement
Per la sua diciannovesima edizione, Private Choice abbandona il formato tradizionale della fiera e si trasferisce in un appartamento haussmanniano nei pressi del Palais-Royal, di fronte al Louvre. Il progetto, intitolato Kaléidoscope de talents, riunisce oltre quaranta artisti e designer in un allestimento domestico dove opere, arredi e oggetti dialogano con gli ambienti della casa. L’esperienza è volutamente intima: il visitatore non attraversa uno spazio neutro, ma scopre le creazioni in un contesto che suggerisce possibili relazioni con la vita quotidiana. La selezione eterogenea riflette una concezione del collezionismo fondata sulla curiosità e sulla possibilità di accostare linguaggi differenti. L’accesso richiede la registrazione presso l’organizzazione, ma per chi ama il rapporto tra arte, design e interni è un’alternativa interessante ai grandi saloni.
Offprint Paris: libri d’artista e cultura visiva indipendente
22–25 ottobre · Césure, 13 rue Santeuil, V arrondissement
Per completare il percorso, Offprint Paris sposta l’attenzione dalle opere uniche alle pubblicazioni indipendenti, ai libri fotografici e ai progetti editoriali legati ad arte, architettura e design. Organizzata da LUMA Arles, la fiera riunisce editori e realtà indipendenti che utilizzano il libro come spazio di sperimentazione, ricerca e diffusione delle immagini. In un sistema artistico dominato dalla visibilità immediata e dalla circolazione digitale, queste pubblicazioni restituiscono importanza alla materialità della carta, alla sequenza delle fotografie e alla costruzione di un racconto visivo. Non è un appuntamento riservato agli specialisti: sfogliare un libro, confrontare diverse soluzioni grafiche o scoprire un piccolo editore significa entrare in contatto con una parte essenziale della cultura contemporanea. L’ingresso è gratuito.
Post-Fair Paris: 34 mostre nel cuore del Marais
19–24 ottobre 2026 · 74 e 79 rue du Temple, III arrondissement
Tra le novità della Paris Art Week, Post-Fair Paris propone un formato alternativo alla fiera tradizionale: 34 mostre personali e a due artisti, ospitate in due edifici del Marais. Fondata a Los Angeles dal gallerista Chris Sharp, la manifestazione riunisce gallerie internazionali in un percorso espositivo più vicino a una costellazione di mostre che a una successione di stand. Un’occasione per scoprire artisti e progetti indipendenti in un contesto più intimo. L’ingresso è gratuito previa registrazione.
Una settimana, molte idee di arte
La Paris Art Week non è soltanto una successione di appuntamenti commerciali: è il ritratto di un sistema artistico attraversato da tensioni e desideri differenti. Art Basel Paris concentra l’attenzione del mercato internazionale, mentre le altre fiere aprono finestre su discipline, geografie e pratiche che non sempre trovano spazio nei circuiti maggiori. Dalla ceramica al design, dall’art brut alle scene MENA, africane e asiatiche, ogni manifestazione propone una diversa idea di collezionismo e di esperienza estetica. Il modo migliore per orientarsi non è inseguire tutto, ma scegliere in base alla propria curiosità: un’opera da scoprire, una materia da comprendere, un linguaggio ancora poco familiare. È in queste deviazioni, più che nella corsa agli eventi, che Parigi rivela la sua ricchezza artistica.
condividi su
Il tuo sito web è accessibile?
SCOPRILO CON IL TEST GRATUITO
I tools AccessiWeb sono inclusi nella Web Accessibility Evaluation Tools List
del W3C Web Accessibility Initiative (WAI) - Italia. W3C Disclaimer
Tool descriptions, search criteria, and other information in this database is provided by tool developers, vendors, or others.
The information can change at any time.
Paris Art Week 2026: le fiere da scoprire oltre Art Basel Paris
Tempo stimato per la lettura: 34 minuti
Art Basel Paris: il grande mercato al Grand Palais
23–25 ottobre · Grand Palais, VIII arrondissement
Il punto di partenza resta il Grand Palais, dove Art Basel Paris riunisce per la quinta edizione 211 gallerie provenienti da 41 paesi. La manifestazione conferma il ruolo di Parigi nel mercato globale, ma introduce anche una nuova sezione, Premise, dedicata a opere realizzate prima del 1900: un’apertura che invita a ripensare le categorie cronologiche attraverso cui viene raccontata la storia dell’arte. Tra grandi nomi internazionali, proposte emergenti e progetti disseminati nello spazio urbano, la fiera è il baricentro di una settimana che coinvolge musei, gallerie e luoghi indipendenti. Il suo interesse, tuttavia, si misura anche nella capacità di orientare lo sguardo verso ciò che accade fuori dal circuito principale.
Paris Internationale: la ricerca contemporanea fuori dagli schemi
20–24 ottobre · 187–198 quai de Valmy, X arrondissement
Per chi preferisce le sperimentazioni alle gerarchie del mercato, Paris Internationale rimane uno degli appuntamenti da non perdere. La fiera riunisce gallerie indipendenti in un edificio riconvertito lungo il Canal Saint-Martin, facendo dell’architettura una componente essenziale dell’esperienza espositiva. Qui le opere non sono semplicemente allineate in una successione di stand: entrano in relazione con gli spazi e con la ricerca delle gallerie, spesso attente agli artisti più difficili da ricondurre a categorie consolidate. Tra i progetti di questa edizione figura In the Bellies of the Rocks di Ayman Zedani, un’installazione che intreccia video e scultura per esplorare il paesaggio saudita come archivio di memorie e futuri immaginati. Un invito a considerare la fiera anche come laboratorio di idee.
Menart Fair: le identità plurali del Medio Oriente e del Nord Africa
23–25 ottobre · 116 rue de Turenne, III arrondissement
Dove siamo davvero a casa? È la domanda che attraversa la settima edizione di Menart Fair, la fiera fondata da Laure d’Hauteville e dedicata all’arte moderna e contemporanea del Medio Oriente e del Nord Africa, comprese le rispettive diaspore. Il tema Where is home? diventa il punto di partenza per esplorare identità in movimento, memorie, esilio e appartenenza attraverso le opere di artisti presentati da gallerie internazionali. La manifestazione offre uno sguardo su scene artistiche ancora insufficientemente rappresentate nei principali circuiti occidentali, senza ridurle a un’unica narrazione culturale. Particolare attenzione è riservata alla scena algerina, protagonista della Project Room curata da Wassyla Tamzali. Una fiera in cui la ricerca artistica incontra questioni politiche e personali, restituendo complessità a geografie spesso raccontate per stereotipi.
Ceramic Art Fair + Glass: la ceramica esce dai confini delle arti decorative
20–25 ottobre · Maison de l’Amérique latine, 1 rue Saint-Dominique, VII arrondissement
Alla Maison de l’Amérique latine, la seconda edizione di Ceramic Art Fair + Glass riunisce quasi quaranta gallerie francesi e internazionali intorno alla ceramica e al vetro, dalle opere storiche alle sperimentazioni contemporanee. Il tema, Le moderne à travers les époques, propone una definizione della modernità fondata non tanto sulla data di realizzazione quanto sulla capacità di un’opera di innovare, sorprendere e mettere in discussione le convenzioni. Tra le novità, il Prix Métamorphose, pensato per sostenere i talenti emergenti con due riconoscimenti dedicati rispettivamente alla ceramica e al vetro. Le installazioni monumentali nel giardino e il programma di conferenze completano un percorso che restituisce centralità al gesto, alla tecnica e all’imprevedibilità della materia. Un appuntamento significativo per chi segue il dialogo tra scultura, design e mestieri d’arte.
Moderne Art Fair: il dialogo tra Novecento e contemporaneità
22–25 ottobre · Place de la Concorde, VIII arrondissement
Nel cuore monumentale di Parigi, Moderne Art Fair mette in relazione arte moderna, creazione contemporanea e design, riunendo circa sessanta gallerie in padiglioni allestiti per l’occasione. L’obiettivo è far dialogare generazioni artistiche differenti, mostrando come le eredità del Novecento continuino a influenzare le ricerche attuali. L’edizione 2026 accoglie l’Institut du monde arabe come ospite d’onore e dedica spazio alla collezione di Claude e France Lemand, offrendo un ulteriore punto di accesso alle relazioni tra arte, storia e culture. Rispetto alle fiere più sperimentali, Moderne Art Fair conserva un’impostazione più vicina al collezionismo tradizionale, ma proprio l’accostamento tra opere storiche, artisti contemporanei e oggetti di design permette di osservare come cambino nel tempo i criteri di valore e le modalità di acquisizione.
ASIA NOW: l’arte asiatica come rete di relazioni
20–24 ottobre · Monnaie de Paris, 11 quai de Conti, VI arrondissement
Alla Monnaie de Paris, ASIA NOW riunisce oltre duecento artisti provenienti dall’Asia e dalle sue diaspore, presentati da circa sessanta gallerie, istituzioni e fondazioni. Per la dodicesima edizione, la fiera invita a considerare l’Asia non come un blocco culturale omogeneo, ma come una rete di scambi, influenze e trasformazioni. Le opere affrontano il rapporto tra memoria e modernità, territori e migrazioni, tradizioni e nuovi linguaggi, restituendo la complessità di una scena internazionale in continua evoluzione. La dimensione curatoriale si intreccia con quella commerciale, attraverso progetti che mettono in discussione le gerarchie geografiche del sistema dell’arte. Il risultato è un percorso nel quale materiali, corpi e storie individuali diventano strumenti per interrogare il presente. La fiera chiude sabato 24 ottobre: meglio inserirla in agenda senza rimandare all’ultimo momento.
AKAA: le voci dell’Africa contemporanea e delle diaspore
23–25 ottobre · Carreau du Temple, 4 rue Eugène-Spuller, III arrondissement
Al Carreau du Temple, AKAA — Also Known As Africa — torna per l’undicesima edizione con una selezione dedicata all’arte contemporanea africana e afrodiscendente. La fiera si propone di ampliare la visibilità internazionale di artisti e gallerie che raccontano un continente plurale, attraversato da trasformazioni urbane, memorie coloniali, nuove forme di appartenenza e contaminazioni culturali. La novità del 2026 è AKAA PHOTO, una sezione che, in occasione del bicentenario della fotografia, esplora il ruolo delle immagini nella costruzione della memoria visiva: dalle indipendenze alle metamorfosi delle città, fino alle aspirazioni delle giovani generazioni. Più che circoscrivere una produzione artistica entro confini geografici, AKAA mette in luce la circolazione delle idee e la capacità degli artisti di reinventare tradizioni e linguaggi. Un appuntamento da segnare per venerdì, sabato o domenica.
Outsider’ Paris: l’art brut rivendica la propria libertà
20–25 ottobre · Bastille Design Center e Halle Saint-Pierre, XI e XVIII arrondissement
Lontana dalle convenzioni accademiche e dalle classificazioni più rigide, Outsider’ Paris dedica la sua quarta edizione all’art brut e alle forme di creazione autodidatta, visionaria o marginale. Diciotto gallerie provenienti da otto paesi si ritrovano al Bastille Design Center, mentre un programma parallelo alla Halle Saint-Pierre estende la manifestazione attraverso mostre, incontri e appuntamenti culturali. Tra i progetti da osservare figura la personale dello scultore mozambicano Zefrino Chilaule, che trasforma pentole, coperchi e oggetti metallici recuperati in figure e animali, senza cancellare la memoria dei materiali originari. È una concezione dell’arte che si sottrae alle regole del gusto dominante e rivendica il valore di immaginari singolari, spesso sviluppati al di fuori delle istituzioni. L’ingresso alla fiera è gratuito: un’occasione per avvicinarsi a pratiche ancora poco conosciute.
OFFSCREEN: fotografia, video e installazioni in una cappella storica
20–25 ottobre · Chapelle Saint-Louis de la Salpêtrière, XIII arrondissement
Nella cappella Saint-Louis de la Salpêtrière, OFFSCREEN costruisce un percorso dedicato alle immagini fisse e in movimento, alle installazioni e alle pratiche che sfuggono ai formati espositivi convenzionali. L’architettura monumentale diventa parte integrante della visita: le opere si confrontano con la luce, la verticalità e il silenzio dello spazio, trasformando la visione in un’esperienza fisica. Tra gli artisti presenti figurano Ibrahim Mahama, Steina Vasulka, Barbara Bloom e Ana Mendieta, personalità che hanno esplorato, con linguaggi differenti, il rapporto tra immagine, corpo, memoria e spazio. OFFSCREEN non è una semplice fiera di fotografia o video, ma un itinerario nel quale le opere richiedono tempo e attenzione. Per chi desidera sottrarsi alla frenesia del mercato e soffermarsi sulle possibilità dell’immagine contemporanea, è una tappa da privilegiare.
Design Miami.Paris: oggetti rari tra arte e progetto
21–25 ottobre · Hôtel de Maisons, 51 rue de l’Université, VII arrondissement
All’Hôtel de Maisons, dimora storica nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés, Design Miami.Paris mette in scena il design da collezione attraverso arredi, oggetti e pezzi rari che attraversano epoche e linguaggi. La quarta edizione parigina conferma l’interesse per un settore in cui la funzione pratica dell’oggetto convive con la ricerca estetica e il valore storico. Il contesto architettonico, con cortile e giardino, contribuisce a creare un’esperienza più vicina alla visita di una dimora che a quella di un padiglione fieristico. Le gallerie presentano opere storiche e contemporanee, invitando a osservare il design come disciplina autonoma, ma anche come territorio di confine con la scultura e le arti decorative. Una destinazione per collezionisti e appassionati interessati alla storia del progetto e alla sperimentazione sui materiali.
Private Choice: l’arte da collezione entra in un appartamento
18–25 ottobre · Quartiere Palais-Royal, I arrondissement
Per la sua diciannovesima edizione, Private Choice abbandona il formato tradizionale della fiera e si trasferisce in un appartamento haussmanniano nei pressi del Palais-Royal, di fronte al Louvre. Il progetto, intitolato Kaléidoscope de talents, riunisce oltre quaranta artisti e designer in un allestimento domestico dove opere, arredi e oggetti dialogano con gli ambienti della casa. L’esperienza è volutamente intima: il visitatore non attraversa uno spazio neutro, ma scopre le creazioni in un contesto che suggerisce possibili relazioni con la vita quotidiana. La selezione eterogenea riflette una concezione del collezionismo fondata sulla curiosità e sulla possibilità di accostare linguaggi differenti. L’accesso richiede la registrazione presso l’organizzazione, ma per chi ama il rapporto tra arte, design e interni è un’alternativa interessante ai grandi saloni.
Offprint Paris: libri d’artista e cultura visiva indipendente
22–25 ottobre · Césure, 13 rue Santeuil, V arrondissement
Per completare il percorso, Offprint Paris sposta l’attenzione dalle opere uniche alle pubblicazioni indipendenti, ai libri fotografici e ai progetti editoriali legati ad arte, architettura e design. Organizzata da LUMA Arles, la fiera riunisce editori e realtà indipendenti che utilizzano il libro come spazio di sperimentazione, ricerca e diffusione delle immagini. In un sistema artistico dominato dalla visibilità immediata e dalla circolazione digitale, queste pubblicazioni restituiscono importanza alla materialità della carta, alla sequenza delle fotografie e alla costruzione di un racconto visivo. Non è un appuntamento riservato agli specialisti: sfogliare un libro, confrontare diverse soluzioni grafiche o scoprire un piccolo editore significa entrare in contatto con una parte essenziale della cultura contemporanea. L’ingresso è gratuito.
Post-Fair Paris: 34 mostre nel cuore del Marais
19–24 ottobre 2026 · 74 e 79 rue du Temple, III arrondissement
Tra le novità della Paris Art Week, Post-Fair Paris propone un formato alternativo alla fiera tradizionale: 34 mostre personali e a due artisti, ospitate in due edifici del Marais. Fondata a Los Angeles dal gallerista Chris Sharp, la manifestazione riunisce gallerie internazionali in un percorso espositivo più vicino a una costellazione di mostre che a una successione di stand. Un’occasione per scoprire artisti e progetti indipendenti in un contesto più intimo. L’ingresso è gratuito previa registrazione.
Una settimana, molte idee di arte
La Paris Art Week non è soltanto una successione di appuntamenti commerciali: è il ritratto di un sistema artistico attraversato da tensioni e desideri differenti. Art Basel Paris concentra l’attenzione del mercato internazionale, mentre le altre fiere aprono finestre su discipline, geografie e pratiche che non sempre trovano spazio nei circuiti maggiori. Dalla ceramica al design, dall’art brut alle scene MENA, africane e asiatiche, ogni manifestazione propone una diversa idea di collezionismo e di esperienza estetica. Il modo migliore per orientarsi non è inseguire tutto, ma scegliere in base alla propria curiosità: un’opera da scoprire, una materia da comprendere, un linguaggio ancora poco familiare. È in queste deviazioni, più che nella corsa agli eventi, che Parigi rivela la sua ricchezza artistica.






seguici su