Roma come musa: una nuova stagione per il MACRO

About the Author: Redazione ViviCreativo

Published On: 1 Settembre 2025

Tempo stimato per la lettura: 4,1 minuti

Da ottobre 2025 a febbraio 2026, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma inaugura una nuova fase della sua storia, scegliendo Roma non solo come sfondo ma come protagonista. È la prima stagione firmata dalla nuova Direttrice artistica Cristiana Perrella, un progetto ampio e articolato che riafferma il museo come organismo vivo, poroso, profondamente connesso alle energie culturali della Capitale. Promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, e prodotta da Azienda Speciale Palaexpo, la programmazione si presenta come un atto di amore critico verso la città.

Un museo che si interroga e si apre

Negli ultimi anni il MACRO ha attraversato trasformazioni radicali, sperimentando modelli museali coraggiosi e non convenzionali. Da Macro Asilo di Giorgio De Finis al Museo per l’immaginazione preventiva di Luca Lo Pinto, il museo ha messo in discussione la propria identità. Oggi, sotto la direzione di Cristiana Perrella, questa eredità si traduce in una visione chiara: un museo cittadino, accessibile, quotidiano, capace di accogliere e ascoltare. Un luogo dove non si va solo per vedere una mostra, ma per vivere l’arte come esperienza condivisa, attraversando linguaggi, incontri e possibilità.

UNAROMA: un piano sequenza sulla scena artistica

Cuore della stagione è UNAROMA (11 ottobre 2025 – febbraio 2026), mostra corale curata da Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella in un ideale passaggio di testimone. Più che un’esposizione, UNAROMA è un racconto in movimento: un piano sequenza che attraversa la città intercettandone le vibrazioni artistiche nel momento stesso in cui si manifestano. Oltre 40 artiste e artisti, con opere in gran parte inedite, abitano le due grandi sale progettate da Odile Decq, in un allestimento firmato Parasite 2.0 che trasforma il museo in un paesaggio urbano attraversabile. Verde come un green screen cinematografico al piano terra, set in continuo divenire al piano superiore: performance, dj set, laboratori e conversazioni animano lo spazio settimana dopo settimana.

Dalla città al museo, e ritorno

UNAROMA non si esaurisce tra le pareti del MACRO. Il progetto si estende nello spazio urbano attraverso interventi off-site, commissionati dal museo ma realizzati nelle sedi di spazi indipendenti romani. È un gesto politico e curatoriale insieme: riconoscere l’autonomia delle realtà culturali della città e costruire una rete viva, non gerarchica, che riflette la complessità del presente. Un dialogo costante tra centro e margini, tra istituzione e scena indipendente.

Un MACRO da vivere ogni giorno

La nuova stagione segna anche la riattivazione e l’ampliamento delle funzioni museali: una project room, spazi laboratoriali, sale dedicate al video e all’ascolto, la riapertura della biblioteca, un allestimento temporaneo della collezione storica e un programma di residenze. A tutto questo si affianca un intenso public program e un’offerta educativa trasversale. Il nuovo ristorante Materia, sulla terrazza, e la riapertura del bar completano l’idea di un museo osmotico, inclusivo, abitabile.

Il cinema entra al MACRO

A partire da ottobre 2025 il MACRO inaugura anche una vera sala cinema da 100 posti, dedicata al cinema d’essai e alle opere meno distribuite del circuito festivaliero. In dialogo con UNAROMA, i primi mesi saranno dedicati a registe e registi emergenti romani, con incontri e proiezioni speciali. Da febbraio 2026, la sala sarà attiva quotidianamente con anteprime, documentari, film d’arte e classici riletti alla luce del presente.

Dissonanze e la memoria del futuro

Il secondo grande capitolo espositivo è One Day You’ll Understand – 25 anni di Dissonanze (novembre 2025 – febbraio 2026), mostra dedicata al festival che tra il 2000 e il 2010 ha trasformato Roma in un epicentro internazionale della musica elettronica sperimentale. Curata da Carlo Antonelli, Lorenzo Castore e Valerio Mannucci, l’esposizione restituisce lo spirito visionario di Dissonanze attraverso archivi visivi e sonori, attivando una riflessione su linguaggi che oggi appaiono più attuali che mai.

Pasolini, il corpo e la visione

Tra gli appuntamenti più intensi della stagione, il 1° novembre 2025 il MACRO ospita l’anteprima di Una disperata vitalità, nuovo lavoro di Enzo Cosimi dedicato a Pier Paolo Pasolini, seguito dalla proiezione di The Visitor di Bruce LaBruce. Un dialogo potente tra corpo, politica e desiderio, nel segno di una contemporaneità che non smette di interrogare il passato.

Un museo che parla la lingua della città

Con questa stagione il MACRO torna a essere, come sottolinea Marco Delogu, «il museo della sua città». Un luogo dove ogni giorno può accadere qualcosa di inatteso, dove l’arte non si contempla soltanto ma si vive. Un MACRO che, nelle parole dell’Assessore Massimiliano Smeriglio, si configura come uno spazio di condivisione quotidiana, capace di tenere insieme memoria e futuro. Roma, finalmente, non è solo raccontata: è ascoltata.

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Un museo che si interroga e si apre

Negli ultimi anni il MACRO ha attraversato trasformazioni radicali, sperimentando modelli museali coraggiosi e non convenzionali. Da Macro Asilo di Giorgio De Finis al Museo per l’immaginazione preventiva di Luca Lo Pinto, il museo ha messo in discussione la propria identità. Oggi, sotto la direzione di Cristiana Perrella, questa eredità si traduce in una visione chiara: un museo cittadino, accessibile, quotidiano, capace di accogliere e ascoltare. Un luogo dove non si va solo per vedere una mostra, ma per vivere l’arte come esperienza condivisa, attraversando linguaggi, incontri e possibilità.

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Cuore della stagione è UNAROMA (11 ottobre 2025 – febbraio 2026), mostra corale curata da Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella in un ideale passaggio di testimone. Più che un’esposizione, UNAROMA è un racconto in movimento: un piano sequenza che attraversa la città intercettandone le vibrazioni artistiche nel momento stesso in cui si manifestano. Oltre 40 artiste e artisti, con opere in gran parte inedite, abitano le due grandi sale progettate da Odile Decq, in un allestimento firmato Parasite 2.0 che trasforma il museo in un paesaggio urbano attraversabile. Verde come un green screen cinematografico al piano terra, set in continuo divenire al piano superiore: performance, dj set, laboratori e conversazioni animano lo spazio settimana dopo settimana.

Dalla città al museo, e ritorno

UNAROMA non si esaurisce tra le pareti del MACRO. Il progetto si estende nello spazio urbano attraverso interventi off-site, commissionati dal museo ma realizzati nelle sedi di spazi indipendenti romani. È un gesto politico e curatoriale insieme: riconoscere l’autonomia delle realtà culturali della città e costruire una rete viva, non gerarchica, che riflette la complessità del presente. Un dialogo costante tra centro e margini, tra istituzione e scena indipendente.

Un MACRO da vivere ogni giorno

La nuova stagione segna anche la riattivazione e l’ampliamento delle funzioni museali: una project room, spazi laboratoriali, sale dedicate al video e all’ascolto, la riapertura della biblioteca, un allestimento temporaneo della collezione storica e un programma di residenze. A tutto questo si affianca un intenso public program e un’offerta educativa trasversale. Il nuovo ristorante Materia, sulla terrazza, e la riapertura del bar completano l’idea di un museo osmotico, inclusivo, abitabile.

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Dissonanze e la memoria del futuro

Il secondo grande capitolo espositivo è One Day You’ll Understand – 25 anni di Dissonanze (novembre 2025 – febbraio 2026), mostra dedicata al festival che tra il 2000 e il 2010 ha trasformato Roma in un epicentro internazionale della musica elettronica sperimentale. Curata da Carlo Antonelli, Lorenzo Castore e Valerio Mannucci, l’esposizione restituisce lo spirito visionario di Dissonanze attraverso archivi visivi e sonori, attivando una riflessione su linguaggi che oggi appaiono più attuali che mai.

Pasolini, il corpo e la visione

Tra gli appuntamenti più intensi della stagione, il 1° novembre 2025 il MACRO ospita l’anteprima di Una disperata vitalità, nuovo lavoro di Enzo Cosimi dedicato a Pier Paolo Pasolini, seguito dalla proiezione di The Visitor di Bruce LaBruce. Un dialogo potente tra corpo, politica e desiderio, nel segno di una contemporaneità che non smette di interrogare il passato.

Un museo che parla la lingua della città

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