Roma Terzo Millennio: la città che rinasce nel tempo presente

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 17 Gennaio 2026

Tempo stimato per la lettura: 4 minuti

Inaugura il 22 gennaio alle ore 18 allo Spazio WeGil di Roma la mostra Roma Terzo Millennio, un progetto ambizioso e necessario che restituisce alla capitale una narrazione finalmente contemporanea. Promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con LAZIOcrea, la mostra è ideata da Umberto Vattani e curata insieme ad Andrea Bruschi, Giuseppe D’Acunto e Rosalia Vittorini. Non una semplice esposizione, ma una presa di posizione culturale: Roma non è solo memoria, è visione.

Oltre la città-museo

Da troppo tempo Roma è prigioniera di un racconto riduttivo che la cristallizza nel suo passato monumentale. Guide turistiche e mappe ufficiali insistono su un’immagine parziale: la città dei Cesari e dei Papi, confinata nel centro storico. Roma Terzo Millennio nasce per spezzare questa inerzia e riportare Roma nel flusso del presente. Perché Roma, da oltre tremila anni, è una città in continua trasformazione, capace di rinascere e ridefinirsi attraversando fratture, discontinuità e nuove scale urbane.

La forma della città come ossessione culturale

Pensare la città, ridisegnarla, rimetterla in discussione: la forma urbis è da sempre una tensione costante nella storia romana. Dopo l’Unità d’Italia, Roma cresce, si dilata, affronta contraddizioni profonde ma sviluppa anche energie progettuali. Un punto di svolta simbolico e reale è rappresentato dal Palazzo della Farnesina, grande architettura del Novecento che per anni è rimasta priva di un racconto condiviso.

La Farnesina e l’ingresso del contemporaneo

Circa trent’anni fa, l’ingresso dell’arte contemporanea negli spazi istituzionali della Farnesina cambia radicalmente la percezione del luogo. Le opere non decorano l’architettura: la mettono in tensione, la interrogano. Nasce così la Collezione Farnesina, in un momento storico in cui in Italia non esistevano musei pubblici dedicati al contemporaneo. Il Novecento entra nella città, non solo visivamente ma simbolicamente, segnando un passaggio decisivo nella costruzione dell’identità culturale di Roma.

Il Tevere come asse del contemporaneo

Dalla Farnesina lo sguardo si amplia e ritrova il suo asse naturale: il Tevere. Fiume fondativo e infrastruttura storica, a lungo marginalizzato nel racconto urbano, viene restituito al centro come spina dorsale di una Roma contemporanea che si sviluppa per sistemi, connessioni e relazioni. Lungo la grande ansa nord si concentra un patrimonio straordinario di architetture del primo e secondo Novecento e del contemporaneo: dal Foro Italico alle opere di Pier Luigi Nervi, fino ai progetti di Renzo Piano e Zaha Hadid. Un sistema coerente che oggi trova riconoscimento nel Distretto del Contemporaneo, nuova chiave di lettura della Roma moderna.

Una visione politica e culturale

«Come con la Collezione Farnesina – dichiara il Ministro Antonio Tajani – il Ministero degli Affari Esteri intende svolgere un ruolo propulsore nel qualificare in chiave moderna e contemporanea la proiezione di Roma nel mondo». Una visione condivisa dal Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che sottolinea il valore di WeGil come luogo capace di unire tradizione e innovazione, e dall’Assessore alla Cultura Simona Renata Baldassarre, che rivendica Roma come laboratorio vivo di idee, linguaggi e sperimentazioni.

Roma come cometa

Da questa lettura nasce una potente metafora: Roma come una cometa. La testa coincide con il Distretto del Contemporaneo; la scia segue il Tevere, attraversa l’EUR, raggiunge Ostia e si apre al Mediterraneo. Una città che può tornare a essere asse di sviluppo culturale, economico e geopolitico, anche grazie al sistema portuale da Civitavecchia a Gaeta. Come ricorda Franco Purini, Roma non ha generato solo città, ma idee di città. Ed è questa capacità generativa che la mostra rimette al centro.

Spazi, linguaggi, futuro

La mostra si articola in due ambienti: il primo racconta Roma Terzo Millennio attraverso video, mappe e testi; il secondo è uno spazio-laboratorio dedicato a incontri ed eventi con studenti e Accademie straniere. Tra questi, The Weight of Urban Inequalities esplora scenari futuri attraverso modelli della teoria della complessità, simulando politiche urbane e i loro effetti.

L’allestimento, ideato dall’architetta Anna Fresa, dialoga con l’architettura razionalista di Luigi Moretti, traducendone la geometria rigorosa in un linguaggio contemporaneo. A suggellare l’identità del progetto, l’opera Roma è una cometa di Mimmo Paladino.

Roma Terzo Millennio restituisce l’immagine di una città vasta, irrequieta, pulsante. Una Roma che non rimuove le proprie criticità, ma le assume come materia di progetto. Visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00, con ingresso gratuito, la mostra invita a guardare Roma non come un museo immobile, ma come una visione in movimento.

 

Crediti immagine: Mimmo Paladino, Roma è una cometa, disegno, 2025 Courtesy Mimmo Paladino

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Tempo stimato per la lettura: 12 minuti

Inaugura il 22 gennaio alle ore 18 allo Spazio WeGil di Roma la mostra Roma Terzo Millennio, un progetto ambizioso e necessario che restituisce alla capitale una narrazione finalmente contemporanea. Promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con LAZIOcrea, la mostra è ideata da Umberto Vattani e curata insieme ad Andrea Bruschi, Giuseppe D’Acunto e Rosalia Vittorini. Non una semplice esposizione, ma una presa di posizione culturale: Roma non è solo memoria, è visione.

Oltre la città-museo

Da troppo tempo Roma è prigioniera di un racconto riduttivo che la cristallizza nel suo passato monumentale. Guide turistiche e mappe ufficiali insistono su un’immagine parziale: la città dei Cesari e dei Papi, confinata nel centro storico. Roma Terzo Millennio nasce per spezzare questa inerzia e riportare Roma nel flusso del presente. Perché Roma, da oltre tremila anni, è una città in continua trasformazione, capace di rinascere e ridefinirsi attraversando fratture, discontinuità e nuove scale urbane.

La forma della città come ossessione culturale

Pensare la città, ridisegnarla, rimetterla in discussione: la forma urbis è da sempre una tensione costante nella storia romana. Dopo l’Unità d’Italia, Roma cresce, si dilata, affronta contraddizioni profonde ma sviluppa anche energie progettuali. Un punto di svolta simbolico e reale è rappresentato dal Palazzo della Farnesina, grande architettura del Novecento che per anni è rimasta priva di un racconto condiviso.

La Farnesina e l’ingresso del contemporaneo

Circa trent’anni fa, l’ingresso dell’arte contemporanea negli spazi istituzionali della Farnesina cambia radicalmente la percezione del luogo. Le opere non decorano l’architettura: la mettono in tensione, la interrogano. Nasce così la Collezione Farnesina, in un momento storico in cui in Italia non esistevano musei pubblici dedicati al contemporaneo. Il Novecento entra nella città, non solo visivamente ma simbolicamente, segnando un passaggio decisivo nella costruzione dell’identità culturale di Roma.

Il Tevere come asse del contemporaneo

Dalla Farnesina lo sguardo si amplia e ritrova il suo asse naturale: il Tevere. Fiume fondativo e infrastruttura storica, a lungo marginalizzato nel racconto urbano, viene restituito al centro come spina dorsale di una Roma contemporanea che si sviluppa per sistemi, connessioni e relazioni. Lungo la grande ansa nord si concentra un patrimonio straordinario di architetture del primo e secondo Novecento e del contemporaneo: dal Foro Italico alle opere di Pier Luigi Nervi, fino ai progetti di Renzo Piano e Zaha Hadid. Un sistema coerente che oggi trova riconoscimento nel Distretto del Contemporaneo, nuova chiave di lettura della Roma moderna.

Una visione politica e culturale

«Come con la Collezione Farnesina – dichiara il Ministro Antonio Tajani – il Ministero degli Affari Esteri intende svolgere un ruolo propulsore nel qualificare in chiave moderna e contemporanea la proiezione di Roma nel mondo». Una visione condivisa dal Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che sottolinea il valore di WeGil come luogo capace di unire tradizione e innovazione, e dall’Assessore alla Cultura Simona Renata Baldassarre, che rivendica Roma come laboratorio vivo di idee, linguaggi e sperimentazioni.

Roma come cometa

Da questa lettura nasce una potente metafora: Roma come una cometa. La testa coincide con il Distretto del Contemporaneo; la scia segue il Tevere, attraversa l’EUR, raggiunge Ostia e si apre al Mediterraneo. Una città che può tornare a essere asse di sviluppo culturale, economico e geopolitico, anche grazie al sistema portuale da Civitavecchia a Gaeta. Come ricorda Franco Purini, Roma non ha generato solo città, ma idee di città. Ed è questa capacità generativa che la mostra rimette al centro.

Spazi, linguaggi, futuro

La mostra si articola in due ambienti: il primo racconta Roma Terzo Millennio attraverso video, mappe e testi; il secondo è uno spazio-laboratorio dedicato a incontri ed eventi con studenti e Accademie straniere. Tra questi, The Weight of Urban Inequalities esplora scenari futuri attraverso modelli della teoria della complessità, simulando politiche urbane e i loro effetti.

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Roma Terzo Millennio restituisce l’immagine di una città vasta, irrequieta, pulsante. Una Roma che non rimuove le proprie criticità, ma le assume come materia di progetto. Visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00, con ingresso gratuito, la mostra invita a guardare Roma non come un museo immobile, ma come una visione in movimento.

 

Crediti immagine: Mimmo Paladino, Roma è una cometa, disegno, 2025 Courtesy Mimmo Paladino

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