Un viaggio nell’anima: Le Plancher de Jeannot al MAHHSA

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 22 Febbraio 2025

Tempo stimato per la lettura: 5 minuti

Dal 11 settembre 2024 al 27 aprile 2025, il Musée d’Art et d’Histoire de l’Hôpital Sainte-Anne (MAHHSA) di Parigi si trasforma in un palcoscenico d’arte senza tempo, dove la magia di Le Plancher de Jeannot prende vita. Questa opera, firmata dall’artista Jean Crampilh-Broucaret, invita il pubblico a un’esperienza sensoriale e viscerale, un tuffo in un mondo dove il passato e il presente si intrecciano in un abbraccio indissolubile.

L’Incanto di Le Plancher de Jeannot

Le Plancher de Jeannot emerge come un’opera enigmaticamente poetica, creata da Jean Crampilh-Broucaret tra la fine del 1971 e l’inizio del 1972. Questo straordinario parquet di rovere, composto da due sezioni e con una superficie totale di 13 metri quadrati, racchiude in sé un testo incisivo di 68 righe, inciso dall’autore nel pavimento della sua camera. La scoperta casuale nel 1993 da parte del dottor Guy Roux, psichiatra a Pau, segna l’inizio di un viaggio di salvataggio e rinascita per quest’opera unica, che rischiava di svanire nell’oblio. Il suo restauro e la successiva presentazione al pubblico nel 1998, attraverso eventi scientifici, pongono le basi per una riflessione profonda sul significato e il contesto di creazione di questo capolavoro.

Un testimone di storia e arte

Oggi, presso il Musée d’Art et d’Histoire de l’Hôpital Sainte-Anne a Parigi, Le Plancher de Jeannot rivive la sua essenza originale, custodito in tre cassoni che raccontano la sua storia e il suo significato. Dal 2007, la sua installazione ha innescato un’ondata di scritti critici, esplorando la sua natura e il percorso che ha intrapreso fino a giungere qui. Con l’aiuto del professor Jean-Pierre Olié e la direzione del GHU, l’opera trova finalmente un luogo di conservazione, analisi e restauro, permettendo una visione olistica della sua materialità, del testo inciso e del contesto storico. L’esposizione attuale non è solo una celebrazione dell’estetica, ma un invito a immergersi in un dialogo tra arte e memoria, un tributo all’umanità racchiusa in ogni linea incisa.

Rivelazione e interpretazione: un viaggio nel cuore dell’opera

L’esposizione si arricchisce di una sezione documentaria di notevole importanza, dedicata a svelare il processo creativo che ha dato vita a quest’opera straordinaria, mentre esplora anche l’ambiente che l’ha plasmata attraverso un’analisi etnografica della regione del Vic-Bilh béarnais e della genealogia della famiglia Crampilh-Broucaret, da cui Jean trae origine. Questa indagine si propone di tracciare un percorso che va oltre il semplice studio dell’opera e del testo, abbracciando una documentazione completa delle interpretazioni, dei fantasmi e delle credenze che Le Plancher de Jeannot ha evocato nel corso degli anni. Ogni scrittura e presentazione diventa un tassello di un mosaico complesso che ricostruisce non solo la sua genesi, ma anche il dialogo che ha instaurato con il mondo artistico.

Dal silenzio alla voce: un’opera che rinasce

La descrizione delle fasi di analisi e restauro di quest’opera incisa su legno si rivela fondamentale, presentando oggetti, fotografie e testi scientifici che rendono tangibile il processo di recupero. Qui, la restaurazione non riguarda un mero intervento materiale; è un atto di rinascita che restituisce l’umanità di Jean Crampilh-Broucaret e la profondità della sua creazione. Non si tratta di un semplice documento, ma di un’iscrizione epigrafica unica, destinata a vivere tra la perennità e il silenzio, un testimone di un’epoca e di una visione artistica che continua a risuonare.

L’intreccio di storia e sensazioni

L’arte di Crampilh-Broucaret è un racconto, un’epopea di emozioni che si materializzano sotto i piedi. Le Plancher de Jeannot è più di un semplice pavimento; è un palinsesto di storie, un mosaico di ricordi che risuona con le esperienze di chi ha camminato su di esso. Ogni tavola, ogni venatura di legno, racconta un frammento di vita, una narrazione che si svela lentamente, quasi come un segreto sussurrato.

Arte e psichiatria: la missione del Musée d’Art et d’Histoire de l’Hôpital Sainte-Anne

Il Musée d’Art et d’Histoire de l’Hôpital Sainte-Anne (MAHHSA) è situato all’interno dell’Hôpital Sainte-Anne, un antico ospedale psichiatrico di Parigi, fondato nel 1867. Il museo si dedica alla conservazione e alla valorizzazione dell’arte e della storia legate alla salute mentale, presentando una collezione unica di opere d’arte, documenti storici e fotografie che esplorano l’evoluzione della psichiatria e il trattamento dei disturbi mentali. Attraverso mostre temporanee e permanenti, il MAHHSA offre ai visitatori un’opportunità di riflessione sulla percezione della malattia mentale nel corso dei secoli, promuovendo una maggiore comprensione e sensibilizzazione su temi spesso trascurati.

Un palcoscenico di arte e memoria

Il MAHHSA diventa il custode di questa opera enigmatica. Le sue sale, intrise di storia, accolgono Le Plancher de Jeannot come un prezioso tesoro. I visitatori, avvolti dalla bellezza architettonica del museo, si trovano a camminare su un’opera che sembra pulsare di vita propria. Qui, ogni passo è un atto di scoperta, un invito a esplorare le pieghe della memoria e dell’identità.

Emozioni incise nel tempo

Attraverso la sua arte, Crampilh-Broucaret invita a riflettere su come le esperienze umane vengano impresse nel tessuto della nostra esistenza. Le Plancher de Jeannot diventa così un simbolo di resilienza e di connessione, un richiamo a riconoscere il valore delle storie che ci definiscono e ci uniscono. In questo spazio, il passato non è solo un ricordo, ma una presenza tangibile che interagisce con il presente.

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Published On: 22 Febbraio 2025

About the Author: Cristina Biordi

Tempo stimato per la lettura: 15 minuti

Dal 11 settembre 2024 al 27 aprile 2025, il Musée d’Art et d’Histoire de l’Hôpital Sainte-Anne (MAHHSA) di Parigi si trasforma in un palcoscenico d’arte senza tempo, dove la magia di Le Plancher de Jeannot prende vita. Questa opera, firmata dall’artista Jean Crampilh-Broucaret, invita il pubblico a un’esperienza sensoriale e viscerale, un tuffo in un mondo dove il passato e il presente si intrecciano in un abbraccio indissolubile.

L’Incanto di Le Plancher de Jeannot

Le Plancher de Jeannot emerge come un’opera enigmaticamente poetica, creata da Jean Crampilh-Broucaret tra la fine del 1971 e l’inizio del 1972. Questo straordinario parquet di rovere, composto da due sezioni e con una superficie totale di 13 metri quadrati, racchiude in sé un testo incisivo di 68 righe, inciso dall’autore nel pavimento della sua camera. La scoperta casuale nel 1993 da parte del dottor Guy Roux, psichiatra a Pau, segna l’inizio di un viaggio di salvataggio e rinascita per quest’opera unica, che rischiava di svanire nell’oblio. Il suo restauro e la successiva presentazione al pubblico nel 1998, attraverso eventi scientifici, pongono le basi per una riflessione profonda sul significato e il contesto di creazione di questo capolavoro.

Un testimone di storia e arte

Oggi, presso il Musée d’Art et d’Histoire de l’Hôpital Sainte-Anne a Parigi, Le Plancher de Jeannot rivive la sua essenza originale, custodito in tre cassoni che raccontano la sua storia e il suo significato. Dal 2007, la sua installazione ha innescato un’ondata di scritti critici, esplorando la sua natura e il percorso che ha intrapreso fino a giungere qui. Con l’aiuto del professor Jean-Pierre Olié e la direzione del GHU, l’opera trova finalmente un luogo di conservazione, analisi e restauro, permettendo una visione olistica della sua materialità, del testo inciso e del contesto storico. L’esposizione attuale non è solo una celebrazione dell’estetica, ma un invito a immergersi in un dialogo tra arte e memoria, un tributo all’umanità racchiusa in ogni linea incisa.

Rivelazione e interpretazione: un viaggio nel cuore dell’opera

L’esposizione si arricchisce di una sezione documentaria di notevole importanza, dedicata a svelare il processo creativo che ha dato vita a quest’opera straordinaria, mentre esplora anche l’ambiente che l’ha plasmata attraverso un’analisi etnografica della regione del Vic-Bilh béarnais e della genealogia della famiglia Crampilh-Broucaret, da cui Jean trae origine. Questa indagine si propone di tracciare un percorso che va oltre il semplice studio dell’opera e del testo, abbracciando una documentazione completa delle interpretazioni, dei fantasmi e delle credenze che Le Plancher de Jeannot ha evocato nel corso degli anni. Ogni scrittura e presentazione diventa un tassello di un mosaico complesso che ricostruisce non solo la sua genesi, ma anche il dialogo che ha instaurato con il mondo artistico.

Dal silenzio alla voce: un’opera che rinasce

La descrizione delle fasi di analisi e restauro di quest’opera incisa su legno si rivela fondamentale, presentando oggetti, fotografie e testi scientifici che rendono tangibile il processo di recupero. Qui, la restaurazione non riguarda un mero intervento materiale; è un atto di rinascita che restituisce l’umanità di Jean Crampilh-Broucaret e la profondità della sua creazione. Non si tratta di un semplice documento, ma di un’iscrizione epigrafica unica, destinata a vivere tra la perennità e il silenzio, un testimone di un’epoca e di una visione artistica che continua a risuonare.

L’intreccio di storia e sensazioni

L’arte di Crampilh-Broucaret è un racconto, un’epopea di emozioni che si materializzano sotto i piedi. Le Plancher de Jeannot è più di un semplice pavimento; è un palinsesto di storie, un mosaico di ricordi che risuona con le esperienze di chi ha camminato su di esso. Ogni tavola, ogni venatura di legno, racconta un frammento di vita, una narrazione che si svela lentamente, quasi come un segreto sussurrato.

Arte e psichiatria: la missione del Musée d’Art et d’Histoire de l’Hôpital Sainte-Anne

Il Musée d’Art et d’Histoire de l’Hôpital Sainte-Anne (MAHHSA) è situato all’interno dell’Hôpital Sainte-Anne, un antico ospedale psichiatrico di Parigi, fondato nel 1867. Il museo si dedica alla conservazione e alla valorizzazione dell’arte e della storia legate alla salute mentale, presentando una collezione unica di opere d’arte, documenti storici e fotografie che esplorano l’evoluzione della psichiatria e il trattamento dei disturbi mentali. Attraverso mostre temporanee e permanenti, il MAHHSA offre ai visitatori un’opportunità di riflessione sulla percezione della malattia mentale nel corso dei secoli, promuovendo una maggiore comprensione e sensibilizzazione su temi spesso trascurati.

Un palcoscenico di arte e memoria

Il MAHHSA diventa il custode di questa opera enigmatica. Le sue sale, intrise di storia, accolgono Le Plancher de Jeannot come un prezioso tesoro. I visitatori, avvolti dalla bellezza architettonica del museo, si trovano a camminare su un’opera che sembra pulsare di vita propria. Qui, ogni passo è un atto di scoperta, un invito a esplorare le pieghe della memoria e dell’identità.

Emozioni incise nel tempo

Attraverso la sua arte, Crampilh-Broucaret invita a riflettere su come le esperienze umane vengano impresse nel tessuto della nostra esistenza. Le Plancher de Jeannot diventa così un simbolo di resilienza e di connessione, un richiamo a riconoscere il valore delle storie che ci definiscono e ci uniscono. In questo spazio, il passato non è solo un ricordo, ma una presenza tangibile che interagisce con il presente.

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