Yorick Festival: il carnevale dei buffoni contemporanei

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 15 Febbraio 2026

Tempo stimato per la lettura: 3,9 minuti

Roma si trasforma in un palcoscenico urbano dal 7 al 17 febbraio 2026 con lo Yorick Festival, un progetto ideato e diretto da Leonardo Petrillo che celebra il buffone shakespeariano come simbolo di verità e libertà espressiva. La manifestazione, tra teatro e performance, invade luoghi iconici della Capitale, dai musei ai palazzi storici, trasformandoli in spazi vivi di drammaturgia contemporanea. Il festival riflette sul Carnevale come momento di capovolgimento dei ruoli, mettendo in dialogo arte, cultura e spettatori in un’esperienza immersiva che supera la tradizionale separazione tra pubblico e scena.

Teatro diffuso: dai palchi ai musei

Sei spettacoli dal respiro internazionale animano la città, spostandosi tra Teatro Torlonia, Palazzo Esposizioni, Palazzo Altemps, Palazzo Braschi e MACRO. Ogni sede diventa dispositivo performativo, dove la monumentalità dei luoghi dialoga con la contemporaneità delle opere teatrali. Petrillo trasforma gli spazi museali in partner attivi dell’atto scenico, valorizzando il patrimonio storico e artistico. Così, corridoi e sale si animano di storie, gesti e musiche, in un ecosistema culturale diffuso che invita lo spettatore a riscoprire il teatro come forma di rigenerazione urbana.

Spirito del Carnevale e Fool shakespeariano

Al centro della rassegna il Fool shakespeariano diventa strumento di critica e introspezione. Petrillo, già direttore artistico del Carnevale Romano, recupera l’essenza del buffone: capace di svelare verità nascoste, sfidare convenzioni e provocare meraviglia. Il festival incoraggia la sospensione delle regole, facendo emergere l’arte della libertà e dell’ironia. L’obiettivo è creare un tempo e uno spazio in cui le differenze tra performer e spettatore si dissolvono, dando vita a un’esperienza condivisa, dinamica e profondamente contemporanea.

Viata mea din flori: confessione poetica

L’apertura al Palazzo Esposizioni con Viata mea din flori porta il pubblico nella dimensione intima e poetica di Cristian Popescu, interpretata da Florin Coşulet. Monologo in romeno accompagnato dalla musica dal vivo di fisarmonica, clarinetto e contrabbasso, lo spettacolo è un diario emotivo sull’incontro tra uomo e arte. La fusione tra parola e suono crea un percorso sensoriale unico, dove la memoria personale diventa simbolo universale di creatività, rivelando la forza evocativa dell’arte poetica come veicolo di introspezione e condivisione culturale.

Quell’attimo di beatitudine e la fede contemporanea

Al Palazzo Altemps, Christian di Filippo propone Quell’attimo di beatitudine, riflessione sulla fede e la spiritualità moderna, contaminata da dinamiche commerciali e mediatiche. Il monologo rompe la quarta parete, invitando il pubblico a diventare testimone diretto della scoperta. Attraverso dialoghi serrati e interazioni improvvisate, ogni replica diventa un evento unico. La bellezza emerge dalla contemplazione del presente, trasformando la percezione dei luoghi e delle persone, mentre il teatro diventa strumento di osservazione critica e di coinvolgimento emotivo.

Ulisse Inside e le memorie del Mediterraneo

A Palazzo Braschi Salvo Piparo, con Ulisse Inside, intreccia epica e memoria popolare siciliana. Il mare di Palermo diventa cornice narrativa, dove leggenda e storia si fondono in un racconto ritmato e teatrale. Colapesce, Pietro Fudduni e Vanni il Pescatore emergono come simboli di un patrimonio orale che attraversa secoli. L’arte del cuntista trasforma la parola in gesto scenico, offrendo una rilettura contemporanea dell’epica classica, in cui il mito si reinventa in relazione diretta con la città, il pubblico e la memoria collettiva.

At Home With Will Shakespeare e Casanova ½

Pip Utton porta sul palco la vita privata di Shakespeare in At Home With Will Shakespeare, esplorando l’uomo dietro il mito, tra amore, famiglia e arte. Nel frattempo, Petrillo con Casanova ½ al Teatro Torlonia celebra l’inventore della propria esistenza scenica: viaggiatore, diplomatico, amante e alchimista sociale. Entrambi gli spettacoli indagano la complessità del genio umano, reinterpretando figure storiche come strumenti di riflessione sul presente e sulla performatività della vita, tra autobiografia, invenzione e teatralità diffusa.

Othello: dramma e ragnatela di inganni

Il festival si conclude al MACRO con Othello di Philippe Nicaud, spettacolo in lingua francese che esplora gelosia, potere e manipolazione. Presentato dal punto di vista di Iago, il dramma diventa un’intensa esperienza visiva e sonora, scandita da musiche dal vivo. L’installazione scenica di fili intrecciati simula la ragnatela tessuta dall’antagonista, intrappolando Otello in una narrazione che unisce teatro, arte visiva e performance urbana, suggellando il Yorick Festival come un’esplorazione totale della follia, del genio e della libertà espressiva.

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About the Author: Cristina Biordi

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Sei spettacoli dal respiro internazionale animano la città, spostandosi tra Teatro Torlonia, Palazzo Esposizioni, Palazzo Altemps, Palazzo Braschi e MACRO. Ogni sede diventa dispositivo performativo, dove la monumentalità dei luoghi dialoga con la contemporaneità delle opere teatrali. Petrillo trasforma gli spazi museali in partner attivi dell’atto scenico, valorizzando il patrimonio storico e artistico. Così, corridoi e sale si animano di storie, gesti e musiche, in un ecosistema culturale diffuso che invita lo spettatore a riscoprire il teatro come forma di rigenerazione urbana.

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Al centro della rassegna il Fool shakespeariano diventa strumento di critica e introspezione. Petrillo, già direttore artistico del Carnevale Romano, recupera l’essenza del buffone: capace di svelare verità nascoste, sfidare convenzioni e provocare meraviglia. Il festival incoraggia la sospensione delle regole, facendo emergere l’arte della libertà e dell’ironia. L’obiettivo è creare un tempo e uno spazio in cui le differenze tra performer e spettatore si dissolvono, dando vita a un’esperienza condivisa, dinamica e profondamente contemporanea.

Viata mea din flori: confessione poetica

L’apertura al Palazzo Esposizioni con Viata mea din flori porta il pubblico nella dimensione intima e poetica di Cristian Popescu, interpretata da Florin Coşulet. Monologo in romeno accompagnato dalla musica dal vivo di fisarmonica, clarinetto e contrabbasso, lo spettacolo è un diario emotivo sull’incontro tra uomo e arte. La fusione tra parola e suono crea un percorso sensoriale unico, dove la memoria personale diventa simbolo universale di creatività, rivelando la forza evocativa dell’arte poetica come veicolo di introspezione e condivisione culturale.

Quell’attimo di beatitudine e la fede contemporanea

Al Palazzo Altemps, Christian di Filippo propone Quell’attimo di beatitudine, riflessione sulla fede e la spiritualità moderna, contaminata da dinamiche commerciali e mediatiche. Il monologo rompe la quarta parete, invitando il pubblico a diventare testimone diretto della scoperta. Attraverso dialoghi serrati e interazioni improvvisate, ogni replica diventa un evento unico. La bellezza emerge dalla contemplazione del presente, trasformando la percezione dei luoghi e delle persone, mentre il teatro diventa strumento di osservazione critica e di coinvolgimento emotivo.

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At Home With Will Shakespeare e Casanova ½

Pip Utton porta sul palco la vita privata di Shakespeare in At Home With Will Shakespeare, esplorando l’uomo dietro il mito, tra amore, famiglia e arte. Nel frattempo, Petrillo con Casanova ½ al Teatro Torlonia celebra l’inventore della propria esistenza scenica: viaggiatore, diplomatico, amante e alchimista sociale. Entrambi gli spettacoli indagano la complessità del genio umano, reinterpretando figure storiche come strumenti di riflessione sul presente e sulla performatività della vita, tra autobiografia, invenzione e teatralità diffusa.

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