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Fotografie dell’intimità come canzoni d’amore

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

Concepita come una playlist, l’esposizione Love Songs alla Maison européenne de la photographie (MEP ) di Parigi, dal 30 marzo al 21 agosto 2022, offre un viaggio nell’intimità amorosa di alcuni fotografi internazionali selezionati dal suo direttore, Simon Baker.

Questa mostra collettiva propone un nuovo sguardo sulla storia della fotografia attraverso il prisma delle relazioni sentimentali. Riunendo 14 serie prodotte dai più grandi fotografi del XX° e XXI° secolo, l’esposizione raccoglie alcuni capolavori dalla collezione MEP e importanti prestiti, alcuni dei quali sono presentati per la prima volta in Europa.

Una mostra da vedere e ascoltare

Come un LP, la mostra presenta un lato A e uno B. Al lato A è riservato il primo piano, in cui si va dagli anni 1950 al 2000 con alcune serie più classiche che provengono dalle raccolte della MEP. Mentre il lato B occupa il secondo piano: opere più contemporanee, realizzati dagli anni 2000 ai giorni nostri.

A questa compilation di fotografi, il direttore della MEP, Simon Baker ha voluto abbinare una playlist di canzoni che parlano d’amore, che il pubblico potrà ascoltare durante la sua visita. Grazie a un cuffia di alta qualità , fornita sul posto, e il proprio cellularesi puó apprezzare la selezione musicale da Spotify.

Lato A: Viva gli sposi

Intimità, desiderio e l’intensità delle emozioni emergono dagli scatti di René Groebli. La serie L’Œil de l’amour riunisce le fotografie scattate durante la sua luna di miele a Parigi, nel 1952, con Rita Dürmüller. Le immagini, realizzate nell’hotel dove alloggiano, mostrano una visione sensuale e onirica dell’amore coniugale. Un’intimità di una coppia svelata, completamente senza precedenti in quell’epoca. Nel 1960, Emmet Gowin incontra Edith Morris a una festa da ballo. Si sposano nel 1964. Da allora Emmet Gowin non ha mai smesso di fotografare Edith, per tutta la sua carriera, come testimonia la serie esposta Edith (1967-2012).

René Groebli, serie L’Œil de l’amour, 1952 Collezione MEP, Parigi
© René Groebli, cortesia dell’artista e della galleria Esther Woerdehoff, Parigi
Amore e assenza

Nel 1971, Nobuyoshi Araki pubblica il suo primo libro, Sentimental Journey (Viaggio sentimentale), diario quotidiano della sua luna di miele con la giovane moglie Yoko. Questo il libro segna il vero debutto di Araki nella fotografia. Lì tutto il suo universo è già in atto: in cui non si capisce il confine tra realtà e finzione. Il suo carattere sessualizzato e invadente sarà oggetto di controversia, ma costituisce una delle prime rivelazioni dell’intimo in fotografia. Nel 1989, Araki ha esteso questa serie con un secondo set intitolato Winter Journey“, in cui documenta la morte della sua amata moglie e l’intenso tormento dell’artista.

Eros e Thanatos

Gli artisti ci rivelano la loro intimità così come quella della loro persone care e documentano la propria vita amorosa. La compilation continua con i lavori di due fotografi francesi, Hervé Guibert Thierry (1976-1991) e Alix Cléo Roubaud Sans titre, (1980-1981), entrambi segnati dall’avvicinarsi della morte certa della persona amata.

Hervé Guibert incontra Thierry Jouno nel 1976. Sono stati passionalmente innamorati per 15 anni. Sotto l’iniziale T., è il protagonista del suo diario (1976-1991), Le Mausolée des amants, pubblicato nel 2001. In Thierry, Hervé Guibert crea delicati ritratti e immagini di pura poesia, molto sensuale dove il corpo nudo del suo amante è sublimato.

Mentre, Alix Cléo Roubaud è autrice di un’incredibile opera fotografica prodotta dal 1979 al 1983. Nel 1980, sposa il matematico e poeta Jacques Roubaud, che l’accompagnerà, in ogni momento, della sua carriera. Momenti in cui si alternano tranquillità ad attacchi d’asma: l’artista sente che il suo tempo sta finendo. Accumula così le immagini della vita quotidiana che condivide con l’uomo che ama: in camera da letto, in bagno, nei lughi più privati della coppia. Purtroppo muore a soli 31 anni per un’embolia polmonare.

A come Amore e Amicizia

Ultimi due artisti di questo lato A sono Larry Clark e Nan Goldin che hanno aperto le frontiere dell’intimo alle generazioni successive di fotografi. Larry Clark ha fatto irruzione sulla scena artistica di New York nel 1972, con l’uscita di Tulsa, un modesto libro in edizione limitata che presenta le fotografie dei suoi amici, giovani emarginati dai percorsi irregolari: fotografie informali della loro vita quotidiana, fatta di droga e violenza, “foto vietate, foto che non dovevamo fare, di una vita non doveva succedere”.

Mentre, The Ballad of Sexual Dependency (1973-1986), di Nan Goldin (foto d’apertura), pubblicato nel 1986, a metà tra opera e diario, si pone al confine tra arte e documentario. Introducendo lo spettatore nella sua stessa vita, mette in scena il suo gruppo di amici. Le sue fotografie riflettono la vita quotidiana di una comunità i cui membri non nascondono nessun momento della loro intimità: feste, sesso, ansia, droghe, violenza, in immagini tenere e crude, dai colori saturi.

JH Engström & Margot Wallard, serie Foreign Affair, 2011
© JH Engström & Margot Wallard, cortesia della galleria Jean-Kenta Gauthier, Parigi
Lato B: la lontananza nutre l’amore

Il secondo piano della mostra presenta opere più contemporanee, realizzati tra gli anni 2000 e i giorni nostri. La prima storia, presentata come fosse un’installazione in sé stessa, è quella della coppia di fotografi lo svedese JH Engström e la francese Margot Wallard dal titolo Foreign Affair (2011). I due artisti si sono incontrati nel 2008. JH vive nella campagna svedese di Värmland, Margot a Parigi. Nel 2010, vengono invitati a realizzare un libro insieme. Gli artisti lavorano così a un progetto folgorante e liberatorio, commisurato alla passione amorosa che vivono, Foreign Affair appunto.

L’altra coppia è quella composta dal cinese Rong Rong e dalla giapponese Inri in Personal letters (Lettere personali, 2000). Entrambi artisti affermati, si conoscono nel 1999. La loro unica lingua comune è quella della fotografia. Quando Inri torna in Giappone alla fine dell’anno 2000, i due amanti iniziano una corrispondenza infiammata scrivendo sui bordi delle foto che hanno realizzato insieme.

Tra malattia e glam

A seguire, il lavoro di Sally Mann e Collier Schorr che entrambi fotografano il corpo del loro partner in contesti diversi. Sally Mann realizza Proud Flesh (Carne orgogliosa, 2003-2009) in 6 anni nell’azienda agricola di famiglia in Virginia (Stati Uniti) dove risiede con il marito Larry, sofferente distrofia muscolare che gli fa perdere gradualmente l’uso del suo membri. Questo inno al potere del legame che unisce la coppia, mostra la forza, dignità e nobiltà di un uomo che incoraggia la sua compagna nel suo progetto, accettando così ciò che alcuni potrebbero trovare inquietante o vergognoso.

Un altro tipo di sguardo sulla coppia e quello dell’artista americana Collier Schorr che nel suo lavoro affronta spesso questioni legate alla propria privacy o quella dei suoi modelli. La serie Angel Z (2020-21), realizzato con Angel Zinovieff, amante e collaboratrice dell’artista, ci fa penetrare nello spazio intimo della loro relazione.

Lin Zhipeng (aka n°223), White Neck And Flower, 2010
© n°223, cortesia in)(between gallery
Amore libero

Infine, altre tre artisti iconoclasti chiudono la mostra. Nella serie Photographed colors of Love (2005-2021), il fotografo cinese Lin Zhipeng (aka n°223) mostra un giovane che, nonostante il regime autoritario in Cina, vive pienamente la sua sessualità senza divieti. Con stile crudo e diretto, dà uno sguardo molto contemporaneo a una generazione che aspira alla libertà e ne rivela l’innocenza, la malinconia così come il rapporto con nudità e sessualità.

La fotografa Hideka Tonomura e sua madre hanno vissuto insieme per molti anni sotto l’influenza di un uomo dominante e violento. In Mama Love (2007), l’artista è testimone dell’amore adultero e la ritrovata libertà di sua madre, che fotografa in una camera da letto di un hotel.

Infine, ultimo artista del lato B, Leigh Ledare che con il suo progetto Double Bind (Doppio legame, 2010), continua il lavoro sulle relazioni intimamente proibite, basate su un principio di presunto voyeurismo. Nel 2010, l’artista organizza, a distanza di due mesi, due sessioni di lavoro su tre giorni. In due momenti separati sono riuniti in una camera d’albergo della campagna newyorkese, Ledare e la sua ex moglie, Meghan Ledare-Fedderly. Successivamente, nello stesso luogo, Meghan e il suo attuale marito, il fotografo Adam Fedderly. I due uomini offrono due punti diversi della stessa donna.

L’amore come una rapsodia

Nello Studio della MEP, al piano terra, l’artista giapponese Motoyuki Daifu presenta Lovesody (2008), dal 30 marzo al 12 giugno 2022. In perfetta risonanza con la mostra Love Songs, i suoi scatti raccontano una strepitosa storia d’amore. Nel 2008, Motoyuki Daifu ha 23 anni e si innamora pazzamente, a prima vista, di una giovane madre single di un bambino di due anni, nuovamente incinta. La loro relazione diventa oggetto di una serie di fotografie a colori intrise di gioia e tenerezza ma anche di malinconia. Il suo titolo è una parola composta che unisce i termini in inglese “amore” e “rapsodia”, e che per lui traduce questa storia tanto inaspettata quanto intensa. Lo Studio sarà in seguito occupato, dal 17 giugno al 21 agosto 2022, dal nuovo progetto inendito Another Love Story. della fotografa franco-dominicana Karla Hiraldo Voleau.

Lovesody, 2008 © Motoyuki Daifu
Una questione di sguardo

Love Songs interroga le relazioni amorose attraverso la questione dello sguardo. Se l’amore è spesso pensato come un’esperienza universale, la mostra parigina evidenzia quanto sia inseparabile da una visione soggettiva della persona amata.

Secondo Baker «Love Songs è soprattutto una riflessione sull’essenza stessa di fotografia. Se la macchina fotografica è spesso associata a una missione di oggettività, è sempre stata utilizzata per catturare ciò che è soggettivo e che sfugge ad ogni consenso. Non possiamo essere d’accordo su cosa sia amore o come dovrebbe essere, su come ci trasforma o ci fa vedere il mondo. Rimane comunque l’oggetto di alcune delle opere fotografiche le più importanti e commoventi dell’ultimo secolo».

Foto d’apertura: Nan Goldin, Nan and Brian in bed, New York City, 1983, serie The Ballad of Sexual Dependency, collezione MEP, Parigi © Nan Goldin / cortesia Marian Goodman Gallery

Il creautore

Cristina Biordi

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