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I viaggi di Hélène: una vita a documentare il mondo

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

Viaggiatrice infaticabile, Hélène Roger-Viollet, munita della sua Rolleiflex, ha girato il mondo negli anni 1950-1970: America, Asia, Africa … Nata nel 1901, figlia maggiore di Henri Roger, ingegnere e fotografo amatoriale, è cresciuta accompagnando il padre nelle sue esperienze fotografiche, alle quali ha unito una formazione da giornalista.

Dinamica e atipica per l’epoca, negli anni 30, Hélène milita per il diritto al voto delle donne. La passione per l’ottava arte, la spinge insieme al padre all’acquisto di una bottega vicino la Senna di un rivenditore d’immagini per gli studenti delle belle arti. Una piccola miniera d’oro alla quale si uniscono le raccolte fotografiche di famiglia.

Nel 1938, crea, con il marito Jean Fischer, l’Agenzia fotografica Roger-Viollet, basata (e lo è ancora) presso il negozio a Saint-Germain. I viaggi in giro per il mondo sono un pretesto per completare, documentare e arricchire gli archivi della loro agenzia.

A Parigi, l’esposizione I viaggi di Hélène: una vita a documentare il mondo, che terminerà il 3 aprile 2021, rende omaggio a questa collezionista e fotografa, per la prima volta proprio alla Galleria Roger-Viollet.

Ballerini haïtiani. Haïti, marzo 1959.
© Hélène Roger-Viollet / Roger-Viollet

Hélène Roger-Viollet, in 30 anni d’attività, non ha mai cercato il sensazionale, ma testimoniato attraverso i suoi incontri – utilizzando un formato quadrato come scelta estetica – la vita, la quotidianità, i costumi di popoli lontani come un etnologo, in un’epoca in cui viaggiare non era così facile. La fotografa ha spiegato questo suo approccio in un documentario girato nel 1981: «Non abbiamo realizzato dei reportages ma prodotto dei documenti per arricchire e completare i nostri archivi».

Nel 1985, all’età di 84 anni, muore tragicamente, assassinata dal marito, che si suiciderà in prigione. Il fondo viene poi lasciato in eredità al Comune di Parigi e attualmente è conservato dal Biblioteca storica della città di Parigi.

Una passione di padre in figlia

Henri Roger-Viollet immortalò, tra le altre cose, l’Esposizione Universale del 1889 e la costruzione della Torre Eiffel, incarnando la figura dell’uomo di fine Ottocento completamente rivolto al futuro, al progresso.

Omdurman (Soudan). Balcone della casa del califfo, gennaio 1966.
© Hélène Roger-Viollet / Roger-Viollet

Sua figlia, la giovane Hélène, ha incontrato Jean-Victor Fischer alla Scuola di giornalismo di Parigi. Partiti nell’estate del 1936 per un reportage in bicicletta lungo la Valle di Andorra, furono tra i primi ad attraversare illegalmente il confine spagnolo e riportare le prime immagini della guerra civile spagnola. Questo primo servizio fotografico di Roger-Viollet farà il giro del mondo. Le loro foto e le loro testimonianze vengono pubblicate su tutta la stampa, ed è da questo successo che Hélène e Jean costruiranno la documentazione fotografica e poi l’agenzia di stampa Roger-Viollet.

L’agenzia Roger-Viollet

Lasciato in eredità alla città di Parigi, nel 1985, dai suoi fondatori, l’agenzia Roger-Viollet è un punto di riferimento internazionale nel settore degli archivi fotografici. Le sue raccolte costituiscono una collezione fotografica unica in Europa con più di 6 milioni documenti. Un mosaico di testimonianze storiche di grande varietà, questo patrimonio traccia la storia della fotografia, della produzione dei grandi laboratori fotografici dal Secondo Impero al fotogiornalismo della fine del XXI° secolo.

Piazza dell’Indipendenza. Dakar (Sénégal – Africa). 1963.
© Hélène Roger-Viollet / Roger-Viollet

Affinché la storia continui e perché le foto contemporanee sono gli archivi di domani, l’agenzia Roger-Viollet persegue la sua politica di ricerca di fondi d’immagini non sfruttati e diffondendo il lavoro di molti fotografi.

Il creautore

Cristina Biordi

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