Il mondo di Steve McCurry a Parigi

About the Author: Redazione ViviCreativo

Published On: 8 Dicembre 2021

Tempo stimato per la lettura: 2,4 minuti

La mostra Il mondo di Steve McCurry, al museo Maillot di Parigi, presenta più di 150 scatti in gran formato, dal 9 dicembre 2021 al 29 maggio 2022. È la più completa esposizione mai realizzata per celerare l’opera del fotografo americano, in cui il pubblico puo ammirare le fotografie più famose insieme a quelle più recenti e inedite, realizzate in 40 di carriera.

Gli scatti di Steve McCurry sono noti per la loro umanità, dignità e compassione, nonché per la loro estrema eleganza e l’armonia della composizione che ne scaturisce.

La mostra, ideata da Biba Giacchetti, trasporta il visitatore in un lungo viaggio dall’Afghanistan all’Asia sud-orientale, dall’Africa all’America latina. Questo vasto e affascinante corpus d’opere conserva sempre l’elemento umano che connota il fotografo e che ha reso famoso il suo ritratto della giovane ragazza afgana dagli occhi verdi.

La poesia fotografica

Steve McCurry, che si descrive come un narratore visivo, desidera dare ai visitatori la possibilità d’interpretare liberamente le sue immagini. Attraverso il suo obiettivo, ci si immerge nella complessità del mondo passato e presente, colorato ed emotivo.

Il fotografo non rifugge dalla brutalità della guerra e della violenza, ma abbraccia l’umanità in tutte le sue forme, soprattutto nella bellezza del suo ordinario quotidiano.

La scenografia di Peter Bottazzi immerge il visitatore in un labirinto d’immagini che lo porta di scoperta in scoperta. In questo percorso non esiste un ordine cronologico o tematico: il pubblico è incoraggiato a vagare nel mondo di McCurry e vedere attraverso i suoi occhi

Nel labirinto d’immagini

Il percorso inizia con una selezione di fotografie in bianco enero, scattate da Steve McCurry tra il 1979 e il 1980, durante il suo primo viaggio in Afghanistan dove è entrato travestito, guidato da a gruppo di Mujahidin che ha combattuto l’esercito sovietico e afghano.

Durante una visita a un campo profughi pachistano, ha incontrato e fotografato Sharbat Gula, il cui ritratto da allora è diventato un’immagine iconica. In seguito, il visitatore entra nel cuore della mostra dove si mescolano periodi, età, culture ed etnie. Nell’audioguida sono spiegate una cinquantina di fotografie dallo stesso Steve McCurry, che racconta le storie degli scatti arricchite da accattivanti aneddoti.

La fine della visita è dedicata ai video nei quali McCurry descrive i suoi viaggi, le sue esperienze e la sua concezione della fotografia.

Foto : Uttar Pradesh, India, 1983 © Steve McCurry

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About the Author: Redazione ViviCreativo

Tempo stimato per la lettura: 6 minuti

La mostra Il mondo di Steve McCurry, al museo Maillot di Parigi, presenta più di 150 scatti in gran formato, dal 9 dicembre 2021 al 29 maggio 2022. È la più completa esposizione mai realizzata per celerare l’opera del fotografo americano, in cui il pubblico puo ammirare le fotografie più famose insieme a quelle più recenti e inedite, realizzate in 40 di carriera.

Gli scatti di Steve McCurry sono noti per la loro umanità, dignità e compassione, nonché per la loro estrema eleganza e l’armonia della composizione che ne scaturisce.

La mostra, ideata da Biba Giacchetti, trasporta il visitatore in un lungo viaggio dall’Afghanistan all’Asia sud-orientale, dall’Africa all’America latina. Questo vasto e affascinante corpus d’opere conserva sempre l’elemento umano che connota il fotografo e che ha reso famoso il suo ritratto della giovane ragazza afgana dagli occhi verdi.

La poesia fotografica

Steve McCurry, che si descrive come un narratore visivo, desidera dare ai visitatori la possibilità d’interpretare liberamente le sue immagini. Attraverso il suo obiettivo, ci si immerge nella complessità del mondo passato e presente, colorato ed emotivo.

Il fotografo non rifugge dalla brutalità della guerra e della violenza, ma abbraccia l’umanità in tutte le sue forme, soprattutto nella bellezza del suo ordinario quotidiano.

La scenografia di Peter Bottazzi immerge il visitatore in un labirinto d’immagini che lo porta di scoperta in scoperta. In questo percorso non esiste un ordine cronologico o tematico: il pubblico è incoraggiato a vagare nel mondo di McCurry e vedere attraverso i suoi occhi

Nel labirinto d’immagini

Il percorso inizia con una selezione di fotografie in bianco enero, scattate da Steve McCurry tra il 1979 e il 1980, durante il suo primo viaggio in Afghanistan dove è entrato travestito, guidato da a gruppo di Mujahidin che ha combattuto l’esercito sovietico e afghano.

Durante una visita a un campo profughi pachistano, ha incontrato e fotografato Sharbat Gula, il cui ritratto da allora è diventato un’immagine iconica. In seguito, il visitatore entra nel cuore della mostra dove si mescolano periodi, età, culture ed etnie. Nell’audioguida sono spiegate una cinquantina di fotografie dallo stesso Steve McCurry, che racconta le storie degli scatti arricchite da accattivanti aneddoti.

La fine della visita è dedicata ai video nei quali McCurry descrive i suoi viaggi, le sue esperienze e la sua concezione della fotografia.

Foto : Uttar Pradesh, India, 1983 © Steve McCurry

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