Il “Viaggio in Italia” di Hiroshi Sugimoto

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 24 Novembre 2023

Tempo stimato per la lettura: 5,4 minuti

Hiroshi Sugimoto è uno dei maggiori artisti della fotografia moderna. Inventore del processo di acquisizione delle immagini a lunghissima esposizione, il suo lavoro esplora il tempo e il rapporto dell’uomo con la realtà. L’esposizione Viaggio in Italia, presentata dalla Galleria Continua nella sua sede di Roma, presso l’hotel St Regis – dal 24 novembre 2023 al 13 gennaio 2024 – illustra attraverso una sequenza di scatti la visione del fotografo giapponese della bellezza Stivale.

Accompagnata da un testo critico di Ilaria Bernardi, la mostra Viaggio in Italia muove dagli interni di alcuni teatri storici (tra questi Bologna, Sabbioneta, Mantova) e ripercorre parte delle tappe italiane di un celebre viaggio, di quattro delegati giapponesi conosciuti anche come i “Quattro Ragazzi” o “Tenshō ken’ō shisetsu” che letteralmente significa “L’Ambasciata Tenshō in Europa”; per concludersi negli spazi sconfinati del mare di Amalfi.

Preservare e rappresentare la memoria

Affascinato dalla questione del tempo e della memoria nella fotografia, Hiroshi Sugimoto cerca di esprimere la propria visione del mondo attraverso l’occhio di una macchina fotografica. Il fotografo parla del suo lavoro come “l’espressione del tempo esposto”. Egli considera le sue fotografie come capsule del tempo che racchiudono una serie di eventi che si susseguono nel tempo. Al centro delle sue opere c’è la precarietà della vita e l’insuperabile opposizione tra vita e morte.

«L’idea di fondo degli scatti esposti a Galleria Continua / Roma, St. Regis – si legge nel testo di Ilaria Bernardi – che fanno parte di quel progetto è vincere contro il tempo, annullandone lo scorrimento, eternizzandolo e cristallizzandolo in uno specifico momento».

L’atmosfera incredibile dei cinema

Theaters è un progetto nato nel 1976 che ha portato l’artista, per più di quarant’anni, a fotografare l’interno di cinema e di teatri di tutto il mondo. Nel 2013, dopo un’interruzione di quasi quindici anni, Sugimoto riprende a lavorare sui teatri includendo per la prima volta nei suoi scatti, oltre allo schermo illuminato, anche la platea e la galleria del teatro, estendendo la visuale allo spazio del pubblico. Nel solco di questa più recente ricerca s’includono le opere esposte in galleria.

In Theaters il tempo di esposizione utilizzato per la fotografia corrisponde al tempo di proiezione del film, ciò consente a Sugimoto di catturare la durata dell’intero film in un solo scatto, trasformando lo schermo in un rettangolo bianco in grado di illuminare il teatro e restituirne la bellezza architettonica, così come a svelarne i dettagli appena percepibili nella semioscurità.

Hiroshi Sugimoto – Viaggio in Italia 2023, vista della mostra – Galleria Continua, The St. Regis, Roma. Foto: Sebastiano Luciano

Mistero senza tempo dei paesaggi marini

Proprio come avviene nei suoi Seascapes, dove i mari rappresentano un passato che va rigenerandosi e ripetendosi – ogni volta più ricco di vissuto e di storia – anche in questa occasione l’artista delega allo spettatore la responsabilità di declinare al tempo attuale la memoria contenuta in un magico spazio bianco vedute del mare, in cui la linea dell’orizzonte, collocata sempre alla stessa altezza, divide equamente acqua e cielo.

Prive di qualsiasi presenza umana, imbarcazione, o qualsivoglia altro elemento all’infuori dell’acqua e dell’aria, queste opere ci portano indietro nel tempo donandoci un senso di eternità. Il fotogramma, scattato con una fotocamera di grande formato stile XIX secolo utilizzando pellicola in bianco e nero, cattura il fluire del tempo restituendoci immagini cariche di mistero fatte per essere ammirate e contemplate. “(…) Mistero dei misteri, l’acqua e l’aria sono proprio lì davanti a noi nel mare. Ogni volta che guardo il mare, provo un calmante senso di sicurezza, come se visitassi la mia casa ancestrale; mi imbarco in un viaggio di osservazione” dichiara Hiroshi Sugimoto.

Sulle tracce della prima missione diplomatica giapponesea in Europa

Nell’estate del 2015, l’artista è in Italia per portare avanti il suo progetto sui teatri. Visitando il più antico teatro dell’opera sopravvissuto in Europa, il Teatro Olimpico di Vicenza progettato da Andrea Palladio, s’imbatte per la prima volta nei “quattro ragazzi”. Così Sugimoto racconta la genesi del progetto. «(…) Indicandomi uno dei riquadri dell’affresco, il direttore del teatro mi spiegò che mostrava un gruppo di inviati dal Giappone accolti nel teatro quando visitarono Vicenza di passaggio da Roma nel 1585, anno di apertura del teatro.

Dopo un’attenta osservazione potei distinguere, con quasi assoluta certezza, quattro persone dall’aspetto giapponese in prima fila. Erano i famosi giovani delegati, i quattro ragazzi, della missione Tenshō in Europa. Immediatamente nacque in me un forte interesse nel tracciare i viaggi dei quattro ragazzi in giro per l’Italia. (…) Quasi per caso, mi resi conto che stavo vedendo gli stessi edifici che avevano visto i quattro ragazzi. Mi raggiunsero voci da un tempo lontano: ‘vogliamo vedere attraverso i tuoi occhi gli stessi luoghi che una volta vedemmo in Europa’, dicevano. (…) Il caso si era trasformato in necessità. Non avevo idea di quanto fedelmente avrei potuto ricreare, 400 anni dopo, il modo in cui le cose apparivano in quei tempi. (…) Ho visitato i luoghi di origine del mio spirito e ho fatto un viaggio allo scopo di avere una conferma visiva, che svelo qui in questa mostra.» (da “Hiroshi Sugimoto: Gates of Paradise”, Skira Rizzoli, 2017).

Breve biografia

Nato nel 1948 a Tokyo, vive e lavora tra Tokyo e New York. Hiroshi Sugimoto ha studiato fotografia negli Stati Uniti negli anni ’70. Artista multidisciplinare, lavora con fotografia, scultura, installazioni e architettura. La sua arte collega le ideologie orientali e occidentali mentre esamina la natura del tempo, la percezione e le origini della coscienza.

Diorami, Teatri, Paesaggi marini, Architettura, Ritratti, Forme concettuali e Campi di fulmini, sono le sue serie più conosciute. Le sue opere figurano tra numerose collezioni pubbliche, tra cui quelle del Metropolitan Museum of Art e MoMA di New York, National Gallery e Tate Modern di Londra.

 

Foto d’apertura: Hiroshi Sugimoto – Teatro all’Antica, Sabbioneta 2015

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Published On: 24 Novembre 2023

About the Author: Cristina Biordi

Tempo stimato per la lettura: 16 minuti

Hiroshi Sugimoto è uno dei maggiori artisti della fotografia moderna. Inventore del processo di acquisizione delle immagini a lunghissima esposizione, il suo lavoro esplora il tempo e il rapporto dell’uomo con la realtà. L’esposizione Viaggio in Italia, presentata dalla Galleria Continua nella sua sede di Roma, presso l’hotel St Regis – dal 24 novembre 2023 al 13 gennaio 2024 – illustra attraverso una sequenza di scatti la visione del fotografo giapponese della bellezza Stivale.

Accompagnata da un testo critico di Ilaria Bernardi, la mostra Viaggio in Italia muove dagli interni di alcuni teatri storici (tra questi Bologna, Sabbioneta, Mantova) e ripercorre parte delle tappe italiane di un celebre viaggio, di quattro delegati giapponesi conosciuti anche come i “Quattro Ragazzi” o “Tenshō ken’ō shisetsu” che letteralmente significa “L’Ambasciata Tenshō in Europa”; per concludersi negli spazi sconfinati del mare di Amalfi.

Preservare e rappresentare la memoria

Affascinato dalla questione del tempo e della memoria nella fotografia, Hiroshi Sugimoto cerca di esprimere la propria visione del mondo attraverso l’occhio di una macchina fotografica. Il fotografo parla del suo lavoro come “l’espressione del tempo esposto”. Egli considera le sue fotografie come capsule del tempo che racchiudono una serie di eventi che si susseguono nel tempo. Al centro delle sue opere c’è la precarietà della vita e l’insuperabile opposizione tra vita e morte.

«L’idea di fondo degli scatti esposti a Galleria Continua / Roma, St. Regis – si legge nel testo di Ilaria Bernardi – che fanno parte di quel progetto è vincere contro il tempo, annullandone lo scorrimento, eternizzandolo e cristallizzandolo in uno specifico momento».

L’atmosfera incredibile dei cinema

Theaters è un progetto nato nel 1976 che ha portato l’artista, per più di quarant’anni, a fotografare l’interno di cinema e di teatri di tutto il mondo. Nel 2013, dopo un’interruzione di quasi quindici anni, Sugimoto riprende a lavorare sui teatri includendo per la prima volta nei suoi scatti, oltre allo schermo illuminato, anche la platea e la galleria del teatro, estendendo la visuale allo spazio del pubblico. Nel solco di questa più recente ricerca s’includono le opere esposte in galleria.

In Theaters il tempo di esposizione utilizzato per la fotografia corrisponde al tempo di proiezione del film, ciò consente a Sugimoto di catturare la durata dell’intero film in un solo scatto, trasformando lo schermo in un rettangolo bianco in grado di illuminare il teatro e restituirne la bellezza architettonica, così come a svelarne i dettagli appena percepibili nella semioscurità.

Hiroshi Sugimoto – Viaggio in Italia 2023, vista della mostra – Galleria Continua, The St. Regis, Roma. Foto: Sebastiano Luciano

Mistero senza tempo dei paesaggi marini

Proprio come avviene nei suoi Seascapes, dove i mari rappresentano un passato che va rigenerandosi e ripetendosi – ogni volta più ricco di vissuto e di storia – anche in questa occasione l’artista delega allo spettatore la responsabilità di declinare al tempo attuale la memoria contenuta in un magico spazio bianco vedute del mare, in cui la linea dell’orizzonte, collocata sempre alla stessa altezza, divide equamente acqua e cielo.

Prive di qualsiasi presenza umana, imbarcazione, o qualsivoglia altro elemento all’infuori dell’acqua e dell’aria, queste opere ci portano indietro nel tempo donandoci un senso di eternità. Il fotogramma, scattato con una fotocamera di grande formato stile XIX secolo utilizzando pellicola in bianco e nero, cattura il fluire del tempo restituendoci immagini cariche di mistero fatte per essere ammirate e contemplate. “(…) Mistero dei misteri, l’acqua e l’aria sono proprio lì davanti a noi nel mare. Ogni volta che guardo il mare, provo un calmante senso di sicurezza, come se visitassi la mia casa ancestrale; mi imbarco in un viaggio di osservazione” dichiara Hiroshi Sugimoto.

Sulle tracce della prima missione diplomatica giapponesea in Europa

Nell’estate del 2015, l’artista è in Italia per portare avanti il suo progetto sui teatri. Visitando il più antico teatro dell’opera sopravvissuto in Europa, il Teatro Olimpico di Vicenza progettato da Andrea Palladio, s’imbatte per la prima volta nei “quattro ragazzi”. Così Sugimoto racconta la genesi del progetto. «(…) Indicandomi uno dei riquadri dell’affresco, il direttore del teatro mi spiegò che mostrava un gruppo di inviati dal Giappone accolti nel teatro quando visitarono Vicenza di passaggio da Roma nel 1585, anno di apertura del teatro.

Dopo un’attenta osservazione potei distinguere, con quasi assoluta certezza, quattro persone dall’aspetto giapponese in prima fila. Erano i famosi giovani delegati, i quattro ragazzi, della missione Tenshō in Europa. Immediatamente nacque in me un forte interesse nel tracciare i viaggi dei quattro ragazzi in giro per l’Italia. (…) Quasi per caso, mi resi conto che stavo vedendo gli stessi edifici che avevano visto i quattro ragazzi. Mi raggiunsero voci da un tempo lontano: ‘vogliamo vedere attraverso i tuoi occhi gli stessi luoghi che una volta vedemmo in Europa’, dicevano. (…) Il caso si era trasformato in necessità. Non avevo idea di quanto fedelmente avrei potuto ricreare, 400 anni dopo, il modo in cui le cose apparivano in quei tempi. (…) Ho visitato i luoghi di origine del mio spirito e ho fatto un viaggio allo scopo di avere una conferma visiva, che svelo qui in questa mostra.» (da “Hiroshi Sugimoto: Gates of Paradise”, Skira Rizzoli, 2017).

Breve biografia

Nato nel 1948 a Tokyo, vive e lavora tra Tokyo e New York. Hiroshi Sugimoto ha studiato fotografia negli Stati Uniti negli anni ’70. Artista multidisciplinare, lavora con fotografia, scultura, installazioni e architettura. La sua arte collega le ideologie orientali e occidentali mentre esamina la natura del tempo, la percezione e le origini della coscienza.

Diorami, Teatri, Paesaggi marini, Architettura, Ritratti, Forme concettuali e Campi di fulmini, sono le sue serie più conosciute. Le sue opere figurano tra numerose collezioni pubbliche, tra cui quelle del Metropolitan Museum of Art e MoMA di New York, National Gallery e Tate Modern di Londra.

 

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