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Parigi 1900, una “Belle Époque”!

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

“Belle époque” evoca subito il periodo affacciato al progresso, in cui vissero i bohemien parigini. Proprio a Parigi, a questi anni “belli” forse non per tutti, è dedicata la mostra dell’agenzia fotografica Roger-Viollet. Parigi 1900, una Belle Époque! presenta la capitale francese a cavallo tra due secoli, quando la rivoluzione industriale riempiva di speranze i difensori del progresso e le baraccopoli brulicavano intorno alla città europea, simbolo del lusso e dell’arte di vivere alla francese.

L’esposizione presenta, fino al 28 agosto, una sessantina di scatti che fanno parte del tesoro iconografico costudito negli archivi dell’agenzia in cui si trovano più di sei milioni di cliché. In vetrina, ad accogliere il visitatore, una foto che ritrae Gustave Eiffel sulla sua “dama di ferro” in costruzione. Diversi scatti sono dedicati a questo simbolo della Ville lumière, costruita per l’Esposizione universale del 1889, e a questa kermesse mondiale che invase la capitale francese anche nel 1900. Due magnifiche panoramiche illustrano la maestosità dei padiglioni “effimeri” edificati dalle diverse nazioni partecipanti per celebrare l’inizio del XX secolo.

In quegli anni, sotto la spinta dell’imminente Esposizione universale del 1900, le linee 1 e 2 della metropolitana furono costruite con lavori titanici che squarciarono le strade. Gli ingressi delle stazioni, in stile Liberty diventeranno un altro simbolo della città.

Ma la mostra svela anche il retro della medaglia, rivelando il divario tra una città impreziosita dal lusso eccessivo dell’esposizioni universali, lo splendore delle donne eleganti alle corse ippiche di Longchamp o Auteuil, contrapponendolo al duro lavoro della popolazione impegnata nelle attività quotidiane.

In quest’epoca ai mercati generali di “les Halles”, soprannominati il “ventre di Parigi” da Émile Zola, vi lavoravano i famosi “forts des Halles”, veri forzuti dal tipico cappello a sombrero per proteggere la testa da eventuali incidenti durante il trasporto delle merci. Dentro e fuori il mercato, uomini che fabbricano cesti in vimini e commercianti indaffarati.

E ancora il mondo dell’infanzia non vissuta, il lavoro minorile e l’estrema povertà, un piccolo spazzacamino che urla per le strade, o un bambino in una bidonville. C’è poi chi offre sogni, venditori ambulanti e ciarlatani, che richiamano la folla intorno ai loro carri.

Le bellissime fotografie esposte provengono dall’agenzia Roger-Viollet e da diversi fondi di sua proprietà come quelli degli studi Léon & Lévy e Neurdein, dei fotografi Albert Harlingue, Maurice-Louis Branger, Jacques Boyer, Henri ed Ernest Roger. Tutti questi scatti permettono al visitatore di viaggiare nel tempo, di ammirare Parigi diversamente, e di portala via con sé. Infatti, le fotografie sono in vendita: un originale “souvenir de Paris”!

Foto: Panorama sull’avenue Kléber presa dall’Arco di Trionfo, 1900, © Neurdein / Roger-Viollet

Il creautore

Cristina Biordi

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