Proiezioni. Architetture olimpiche alla galleria Charlot

Tempo stimato per la lettura: 0,7 minuti
In occasione dei Giochi Olimpici estivi del 2024, la galleria Charlot di Parigi si interessa ai modi in cui l’architettura olimpica, eretta come simbolo di universalità ma anche di potere, ispira gli artisti contemporanei.
Dal 30 maggio al 3 agosto 2024, l’esposizione Proiezioni. Architetture olimpiche riunisce il lavoro di quattordici artisti visivi, artisti digitali, fotografi e architetti internazionali. In tutto, venticinque opere digitali, fotografie, video, animazioni 3D, animazioni AI, animazioni generative, ambienti immersivi e immagini digitali, costituiscono una panoramica delle tecniche esplorate oggi dagli artisti digitali. L’architettura qui non è più carta, ma in pixel.
Ogni creatore proietta liberamente la propria visione del soggetto: elogio di un patrimonio, fascinazione per le forme, critica di un sistema controverso dal punto di vista finanziario e ambientale, evidenziando la nozione di corpo e riflessione sulla nascita di un’opera.
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Proiezioni. Architetture olimpiche alla galleria Charlot
Tempo stimato per la lettura: 2 minuti
In occasione dei Giochi Olimpici estivi del 2024, la galleria Charlot di Parigi si interessa ai modi in cui l’architettura olimpica, eretta come simbolo di universalità ma anche di potere, ispira gli artisti contemporanei.
Dal 30 maggio al 3 agosto 2024, l’esposizione Proiezioni. Architetture olimpiche riunisce il lavoro di quattordici artisti visivi, artisti digitali, fotografi e architetti internazionali. In tutto, venticinque opere digitali, fotografie, video, animazioni 3D, animazioni AI, animazioni generative, ambienti immersivi e immagini digitali, costituiscono una panoramica delle tecniche esplorate oggi dagli artisti digitali. L’architettura qui non è più carta, ma in pixel.
Ogni creatore proietta liberamente la propria visione del soggetto: elogio di un patrimonio, fascinazione per le forme, critica di un sistema controverso dal punto di vista finanziario e ambientale, evidenziando la nozione di corpo e riflessione sulla nascita di un’opera.




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