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Creatività Liquida: Django Unchained by Manuel di Cecco

creatività liquida

30 Ricette, 30 barman e barlady, 30 film.

La creatività incontra la mixology che incontra il cinema, proponendo alle nostre papille gustative cocktail inediti, ispirati alle pellicole del cinema più famose. Questa settimana Django Unchained.

 

Ricetta #7, dal film Django Unchained

ogni settimana una ricetta, scoprite con noi Django, il cocktail ispirato al film Django Unchained. Cinema, cocktail, design e creatività

DJANGO

Cocktail Django
dal film Django Unchained

di Manuel di Cecco

Manuel Di Cecco barman Freni e Frizioni di Roma

«Nelle antiche leggende son narrate cose stupende di guerrieri famosi, imprese immense, di feste e di letizia, di lacrime e di pianto,
di lotte d’audaci guerrieri; di ciò udirete narrar meraviglie»

Così recita la canzone dei Nibelunghi (Nibelungenlied) anche nota come canto dei Nibelunghi o I Nibelunghi. E’ un poema epico del XIII secolo che narra le vicende dell’eroe Sigfrido alla corte dei Burgundi, e la vendetta di sua moglie Crimilde, che porta ad una conclusione catastrofica e alla morte di tutti i personaggi.

La canzone dei Nibelunghi sarà fonte di ispirazione per Quentin Tarantino, che sfrutterà la trama amorosa come incipit per i personaggi di Django e Broomhilda, nel suo film “Django”.

Lui, uno schiavo di proprietà dei fratelli Speck, Lei schiava del sanguinario Calvin Candie, separati e costretti a vivere sotto il potere criminale e disumano dei loro proprietari, gretti e violenti.

A porre fine a questo susseguirsi di giornate uguali, da schiavi imprigionati nella propria vita, il dottor King Schultz, un cacciatore di taglie originario della Germania, (anche qui un omaggio a Sigfrido) fino a 5 minuti prima dentista, il quale a seguito di una carneficina a scapito dei fratelli Speck, porta Django con sé per riconoscere dei fuorilegge che sta cercando in cambio di libertà e denaro.

Dopo l’uccisione dei 3 fuorilegge i due fanno amicizia e Schultz scopre che Django, una volta libero, vuole ritrovare la moglie Broomhilda, da cui è stato separato nella piantagione dove prima lavorava.

Il dottore tedesco, sentendo la storia di Django, ricorda la leggenda tedesca di Sigfrido e affascinato da questa trama a lui culturalmente cara, propone a Django di fare coppia per l’inverno e di aiutarlo a trovare la moglie in primavera. Il dottore aveva notato che Django possedeva un certo talento nel padroneggiare le armi da fuoco.

Con la scusa di acquistare dei lottatori mandingo per l’assurda cifra di 12 mila dollari, Schulz propone allo spietato Candie di acquistare Broomhilda subito per poche centinaia di dollari.

Tutto procedeva secondo i piani, finché il capo della servitù, notando un momento di intimità nascosta tra Django e Broomhilda, avvisa Candie della relazione tra i due mettendolo in guardia dall’inganno che il dottore cercava di perpetrare ai suoi danni.

Candie infuriato per essere stato ingannato costringe i due a comprare Broomhilda per 12 mila dollari minacciando di ucciderla se si fossero rifiutati, il dottore firma l’atto di cessione, libera Broomhilda esprimendo il suo disprezzo verso Candie, il quale, per umiliare ulteriormente il dottore esige una stretta di mano per suggellare la vendita.

Il dottore rifiuta e uccide Candie sparandogli nel petto; inizia così un conflitto a fuoco durante il quale Schulz perde la vita; Django è costretto ad arrendersi poiché la sua amata viene presa in ostaggio. Django viene mandato ai lavori forzati dalla sorella di Candie sotto suggerimento di Stephen il traditore. Si trattava di lavorare nelle miniere di Carbone della LeQuint Dickey Mining Company, luoghi di lavoro disumani dove era facile trovare la morte.

Django durante il viaggio riesce a liberarsi e tornato a Candyland, salva la sua amata perpetrando una strage, prima ai danni dei prezzolati agli ordini di Candie e poi ai danni della sorella, approfittando del suo ritorno dal funerale. Per completare la sua vendetta fa esplodere la l’intera villa allontanandosi a cavallo con la moglie, finalmente liberi insieme.

Il film ottiene 5 nomination ai Premi Oscar 2013 vincendone due, il primo a Christoph Walz come miglior attore non protagonista, il secondo a Tarantino per la miglior sceneggiatura originale.

Candidato per miglior film, miglior fotografia, miglior montaggio sonoro, vince un David di Donatello come miglior film straniero, due Golden Globe, come miglior attore non protagonista a Christoph Waltz e come miglior sceneggiatura a Quentin Tarantino. Anche per i Golden ottiene le candidature per: il miglior film drammatico, miglior regia a Quentin Tarantino, miglior attore non protagonista a Leonardo di Caprio.

Christoph Waltz e Quentin Tarantino vincono inoltre il premio BAFTA, il primo come miglior attore non protagonista il secondo come miglior sceneggiatura originale, ottenendo anche le candidature per miglior regia, miglior montaggio, miglior sonoro.

Per essere il primo approccio del regista al mondo Spaghetti Western, direi che è andata molto bene. Quentin Tarantino probabilmente aveva questo sogno da un bel po’, ispirato da vecchi film e fumetti. Come progetto concreto era in piedi dal 2007, l’anno in cui durante un’intervista con il Daily Telegraph, dichiarò che avrebbe voluto girare un western ambientato nel profondo Sud degli Stati uniti esplorando un argomento delicato e tra i più orribili della storia Americana: la schiavitù.

Voleva affrontare quell’argomento poiché nessuno aveva mai avuto il coraggio di farlo per via della vergogna che gli statunitensi provavano per quel terribile periodo della loro storia. Ovviamente Tarantino si sentiva ispirato e pronto per affrontare la sfida.

Forte l’influenza della mitologia nordica, molto evidente nella seconda parte del film, durante la stesura del copione Tarantino visiona l’opera, L’anello di Nibelungo assieme a Christoph Waltz, facendosi ulteriormente influenzare da Sigfrido per completare il film.

Le riprese iniziano nel gennaio 2012 in California per poi spostarsi a Mammoth Lakes, Wyoming, New Orleans in Louisiana.

La scena in cui Candie, interpretato da Leonardo di Caprio, sbatte la mano sul tavolo e si taglia è avvenuta davvero: l’attore ha iniziato a sanguinare, ma nonostante tutto ha continuato a recitare. Tarantino successivamente deciderà di tenere la scena.

Il film è un tipico Tarantino, uno “spaghetti Western 2.0” perfettamente riuscito. Spiritoso e crudele, fatto di contrasti e dissonanze che funzionano perfettamente, a sottolineare il genio del regista. E’ un film che trae ispirazioni dalle leggende nordiche, e quindi, un film di cultura.

Innumerevoli dettagli, un film in cui lo studio è grande e si vede. Cultura non solo letteraria ma cinematografica, fumettistica, musicale. La colonna sonora è perfettamente studiata, con omaggi ai più celebri film western della storia ma non manca di modernità a rafforzare appunto “i contrasti che funzionano”.

LA RICETTA

BARMAN: Manuel Di Cecco, barman del Freni e Frizioni di Roma

drink DJANGO di Manuel Di Cecco del bar Freni e Frizioni di Roma 2

INGREDIENTI:

3cl rum Abuelo 7
3cl cachaca Leblon
1,5cl Velvet Falernum
1,5cl succo di lime
1,5ml succo di pompelmo rosa
2cl sciroppo di passion
3cl succo di guava
Walnut Bitter

Bicchiere: Hurricane
Garnish: Lime disidratato e ciuffo di menta


PREPARAZIONE:
Versare gli ingredienti in uno shaker, mescolare con un barsooon e shakerare con vigore.
Filtrare tutto in un bicchiere hurricane con ghiaccio a cubi e aggiungere ghiaccio tritato sul quale verrà versato il bitter.

ISPIRAZIONE:
Questo drink ha ispirato una delle precedenti drink list del Freni e Frizioni ispirata proprio al cinema. Infatti, vedendo ‘Django Unchainned’ ci siamo resi conto che in una particolare scena Leonardo di Caprio ordina un Polynesian Pearl Diver e ci siamo domandati: perché non fare un menù basato sui drink bevuti nei film o con drink che comunque richiamino ad esso? Ecco che nasce Django, un twist sul drink tiki Polynesian Pearl Diver.

 

Il creautore

Redazione Vivicreativo

Redazione Vivicreativo

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