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A Londra il lungo sorriso di Rachel Jones

La nuova serie di dipinti di Rachel Jones, SMIIILLLLEEEE, sarà esposta nella sua prima mostra personale alla galleria Thaddaeus Ropac di Londra, dall’8 dicembre 2021 al 5 febbraio 2022. L’artista indaga il senso di sé come esperienza visiva e viscerale, con i motivi di bocche e denti che suggeriscono vividi paesaggi interiori. Alcuni di questi nuovi lavori sono contrassegnati da un cambiamento nella sua tavolozza, con toni più tenui e una riduzione dei motivi per produrre passaggi più tranquilli, mentre i suoi motivi floreali sono diventati più prevalenti.

Esplorando il ruolo del linguaggio nell’interazione con le immagini, la mostra includerà anche testo specifico per il sito ed elementi adesivi. Dipinto su una parete della galleria e circondato dai suoi quadri, il titolo della canzone Son Shine diventa uno stimolo per pensare alle opere e alle parole sotto una nuova luce, così come il titolo della mostra. Gli adesivi in vinile saranno applicati sul pavimento in dialogo con i dipinti che riproducono. Attraverso il cambiamento di scala, matericità ed esperienza visiva arricchiscono la lettura di queste immagini.

Rachel Jones ha sviluppato un approccio profondamente personale all’astrazione, incentrato sull’esplorazione della propria identità in relazione alle letture della società del corpo “black” nel corso della storia. I dipinti di Jones sono informati dalla sua ricerca sulla rappresentazione di queste figure nelle arti dal diciottesimo secolo ad oggi – come vengono comprese e riprodotte culturalmente, e il ruolo potenziale di queste rappresentazioni nello smantellamento delle strutture di potere esistenti. La figura è notevolmente astratta nelle sue opere, poiché l’artista è interessata a “usare motivi e colori come un modo per comunicare idee sull’interiorità dei corpi neri e sulla loro esperienza vissuta”.

Nei suoi dipinti, Jones è alle prese con le sfide di trovare mezzi visivi per trasmettere concetti esistenziali astratti. Nel descrivere le verità psicologiche dell’essere e le emozioni che queste generano, usa l’astrazione come un modo per esprimere l’intangibile. L’artista ripete motivi e simboli attraverso le sue serie per creare relazioni associative, persino familiari, tra di loro, sottolineando la loro parentela come parte della sua continua indagine sull’identità. In questa recente serie, l’artista usa appunto le forme astratte di bocche e denti per indicare un punto di ingresso simbolico e letterale all’interno e al sé. Queste forme orali emergono e si allontanano dalla vista, suggerendo un vivido paesaggio interiore.

Il creautore

Redazione Vivicreativo

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