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A Parigi, la Marianna di Obey piange lacrime di sangue

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

Il grande murale della Marianna, dipinto da Obey, aka Shepard Fairey, su una facciata di un palazzo popolare del XIII° arrondissement di Parigi, è stato “rivisitato” da un collettivo di artisti urbani anonimi per protestare contro le politiche del governo francese.

Nella notte tra il 13 e il 14 dicembre, l’immenso mulare raffigurante la Marianna – simbolo della Repubblica francese e dei valori repubblicani – è stato “ritoccato”. Sul volto femminile adesso scendono delle grosse lacrime rosse. Un nuovo significato: ora Marianna/Maria piange per i peccati e i mali del mondo.

Un intervento che fa gridare alcuni allo scandalo, come il sindaco del XIII° arrondissement di Parigi, Jérôme Coumet, che ha postato sui social network il suo disappunto. «L’arte vale di più di così», ha twittato aggiungendo: «Vedremo con Obey Giant quale seguito prendere». Altri invece vedono quest’intervento come “naturale” nel mondo dell’arte di strada, e coerente con l’autore stesso Obey, le cui prime opere erano appunto di protesta contro sistema politico e sociale americano.

Ma cosa ha spinto la crew di “graffitari”, come alcuni la definiscono, a “snaturare” l’opera di Obey – dipinta in omaggio alle vittime degli attacchi terroristici a Parigi nel 2015 – dandole un nuovo e forte significato?
A segnalare il fatto, per prima e in esclusiva, è stato il sito di HIYA!; una piattaforma attivista, creata da un collettivo di artisti, che racconta le culture urbane contemporanee e sostiene i creatori. Qualche giorno fa, HIYA! aveva lanciato un appello alla creazione, come reazione ad alcuni eventi che stanno accadendo in Francia legati «alla violenza della polizia, alla deriva autoritaria del potere e al decadimento dei valori che dovrebbero unirci».

Gli autori dell’appello avevano avuto la sensazione di predicare nel deserto, quando domenica scorsa hanno ricevuto un messaggio piuttosto “criptico”, come loro stessi definisco sulla loro pagina web in cui si racconta la genesi di quest’intervento shock.

HIYA! ha ricevuto un messaggio che diceva «Abbiamo visto la tua chiamata, stiamo preparando qualcosa di grosso. Lo amerai. Preparati, ti terremo informato durante la notte», al quale è seguita una mail con due allegati: una foto e un testo.

L’immagine raffigurava la gigantesca Marianna d’Obey modificata. Le tre parole del motto francese – Libertà, Uguaglianza, Fratellanza -, che si estendevano su tutta la larghezza della facciata, erano state cancellate con grandi getti di vernice bianca, e delle grosse lacrime rosse erano comparse sul viso. Inoltre, il nome HIYA! è stato taggato sul bordo della nuova creazione con l’hashtag #MariannePleure.

Il testo che hanno inviato a HIYA! è un breve manifesto, intitolato “LREM-NRV”, di cui sono stati pubblicati alcuni stralci, tra i quali: «La libertà non guida più le persone. Marianna è in lutto, ha gli occhi rossi per il sangue delle sue lacrime. C’è anche una grande rabbia lì – per troppo tempo repressa».

Il manifesto viene descritto come «una critica, a volte oltraggiosa ma intransigente, di un modello di società che considerano esaurito, afflitto da ingiustizie, violenza e una generale perdita di significato». HIYA! sottolinea come «questo lavoro è un vero montante. Una prestazione molto buona, grazie al suo impegno, alla sua tecnicità e alla sua scala. Valori traditi, urgenza vitale e desiderio di libertà: lo slancio che scorre attraverso questa creazione è una scarica di pura energia. È un’opera nel presente, ricca di paradossi: dipinta su un muro ma scoperta in una foto; che si inserisce in un contesto che non menziona; che cancella le parole a cui vorrebbe dare significato. È un gesto di libertà sotto un massetto di piombo, un lavoro crudo e brutale, nondimeno premuroso. (…)

Questo contributo al progetto #MariannePleure è un magnifico tributo alla pittura di strada. (…) E poi che audacia! Un gruppo di puristi anonimi ha trasformato il murale preferito del presidente Emmanuel Macron (che ha nel suo ufficio una replica che l’artista gli ha donato) per indicare che i simboli della Repubblica e dello spazio pubblico appartengono a tutti. È tanto infantile quanto radicale, tanto divertente quanto audace. “Fate l’arte, non la guerra”, aveva ben detto Obey».

Inoltre, HIYA! il 15 dicembre ha messo online, sul suo canale YouTube, il video della crew d’artisti anonimi che mostra il bliz notturno.

Il creautore

Cristina Biordi

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