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Pablo Picasso, Paul Éluard, un’amicizia sublime

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

«Ma tu hai aperto gli occhi che vogliono vedere», è uno dei versi del poema che il poeta francese, Paul Éluard, scrisse per il suo fraterno amico Pablo Picasso. Versi che accompagnano il visitatore lungo il percorso espositivo della mostra Pablo Picasso, Paul Éluard, un’amicizia sublime, presentata al Museo d’Arte e Storia Paul Éluard di Saint-Denis, alle porte di Parigi.

Un evento che offre una prospettiva unica sul rapporto tra i due artisti, concepito con il Museo Picasso di Barcellona, per mettere in luce poesie e ritratti ispirati alle opere l’uno dell’altro.

L’intenso rapporto tra Picasso e i poeti è già stato oggetto di diverse mostre. Nel caso di Éluard, a parte una rappresentazione dell’artista alla mostra collettiva Paul Éluard e i suoi amici pittori, prodotta al Centre Pompidou di Parigi nel 1982, è la prima volta che un museo affronta questo argomento su tale scala – più di 220 opere, dipinti, sculture, disegni, incisioni e documenti – e ci si chiede perché ci sia voluto così tanto tempo.


Dora Maar, Paul Éluard e Pablo Picasso all’entrata del palazzo ideal del Facteur Cheval (1937)

Picasso ed Éluard si conoscevano dal 1916, ma la loro amicizia iniziò propriamente nel 1935, quando due eventi marcarono la vita del pittore: la fine del legame con André Breton e la separazione da Olga Khokhlova, a cui si aggiunsero i disordini internazionali alla vigilia della guerra civile spagnola.

Un’amicizia in cui le affinità elettive si ritrovano appunto anche nella condivisione dei valori politici: la fotografa Dora Maar e Paul Éluard influenzarono Pablo Picasso nella sua posizione a favore dei repubblicani. Parteciparono con fervore agli eventi politici, come la guerra civile spagnola, l’occupazione, la liberazione e l’impegno nel movimento per la pace.

Le loro creazioni si echeggiano: ciascuno ispira l’altro, i ritratti del poeta di Picasso rispondono alle poesie di Éluard dedicate al pittore. Una relazione in cui gli artisti si arricchirono reciprocamente con il loro talento, in uno scambio continuo di opere, ognuno utilizzando il proprio linguaggio artistico (come La Vittoria di Guernica, scritta da Paul Éluard mentre Pablo Picasso dipingeva la famosa tela), ma anche alcuni disegni che ritraggono Éluard e la sua futura moglie Nusch (la musa di Man Ray).

Pablo Picasso, Busto di donna con la camicia gialla (collage su legno, 1943)

L’intensità del legame, a livello personale, artistico e politico, crebbe negli anni. I due artisti trascorsero molto tempo insieme, soprattutto le estati nel sud della Francia, come testimoniano le numerose fotografie esposte, scattate da Dora Maar e da Ronald Penrose.

L’amicizia si concluse solo con la morte del poeta (18 novembre 1952), per il quale il pittore disperato disegnò una colomba per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio. La foto di Picasso in lacrime e il disegno sono presenti nell’esposizione. È quindi la fine di una collaborazione artistica che è stata una delle espressioni più tangibili dell’amicizia tra i due artisti.


Funérale di Paul Éluard al cimitero di
Père-Lachaise

La mostra presenta disegni e quadri di Picasso, fotografie, poemi, lettere e documentari inediti. Nella cappella attigua al museo – che si trova in un antico chiostro dell’ordine dei Carmelitani, fondato nel 1625 – si può assistere alla proiezione del film su Guernica, la cui sceneggiatura è firmata da Paul Éluard. Ma a sorprendere sono soprattutto i testi poetici di Pablo Picasso, indubbiamente perché si tratta di uno degli aspetti più sconosciuti del pittore.

L’esposizione si avvale di prestiti eccezionali, provenienti da collezioni pubbliche e private, francesi e internazionali, ai quali si aggiungono alcune opere delle collezioni del museo Picasso ed Éluard per ripercorrere il tenero ed esuberante rapporto di questi due geniali artisti, rivelato da opere prestigiose e documenti più intimi.

Il creautore

Cristina Biordi

Cristina Biordi

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