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CinéMode, la nuova creazione di Jean Paul Gaultier

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

L’immaginario del couturier cinefilo Jean Paul Gaultier alla Cineteca francese di Parigi, in un montaggio d’attrazioni dei film e dei vestiti che lo hanno influenzato. Gli abiti di Marilyn Monroe, Audrey Hepburn o Catherine Deneuve, il guardaroba maschile di Marlene Dietrich o gli shorts di Rocky, e persino il body di Superman, costumi e haute couture in una sequenza tutta in velluto, metallo e ricami. CinéMode par Jean Paul Gaultier è la mostra evento che, dal 6 ottobre 2021 al 16 gennaio 2022, fa viaggiare i visitatori tra generi e stili, percorrendo una storia incrociata tra cinema e moda, dove grandi couturier e star della settima arte si incontrano per una sontuosa sfilata.

«Una ventina di costumi esposti fanno parte della collezione della Cineteca francese, iniziata dal padre di quest’istituzione Henri Langlois che ha da sempre avuto un’attenzione particolare per tutto quello che è il “non -film” (affiche, foto, sceneggiature, costumi…). Ogni volta che un’attrice hollywodiana veniva a Parigi, lui le domandava di portargli un vestito indossato in uno dei suoi film. Richiesta molto strana all’epoca, in cui le cineteche si occupavano esclusivamente di conservare le pellicole e in cui, quindi, nessuno conservava gli abiti di scena», spiega Frédéric Bonnaud, direttore generale della Cineteca francese, in apertura della conferenza stampa dell’esposizione.

«È la prima volta che la Cineteca francese presenta un’esposizione del genere, totalmente inedita, in cui un personaggio al di fuori della cultura cinematografia ha carta bianca. Jean Paul Gaultier racconta e dispiega alla Cineteca francese, attraverso la nostra collezione e i diversi prestiti, la sua storia personale del cinema, quella dei ribelli senza una causa, dei modelli ispirati alla strada e delle transidentità più sofisticate. Uno showman che progetta ogni sua sfilata come uno spettacolo, un cinefilo colto attratto dai film cult di cui le star sono diventate le icone della galassia pop», prosegue Bonnaud.

Falbalas de Jacques Becker, 1944, avec Micheline Presle, Raymond Rouleau et
Gabrielle Dorziat Falbalas © 1944/ STUDIOCANAL
Avec l’aimable autorisation de la succession Jacques Becker

Il couturier Jean Paul Gaultier ha spesso posto le sue creazioni sotto il segno della settima arte. Guidato dal suo sguardo entusiasta e curioso, il pubblico scopre le molteplici relazioni tra cinema e moda: entrambi trasgrediscono i generi, inventano nuove icone e rinnovano i loro corpi. Sono lo specchio dei tempi e ne anticipano le tendenze.

CinéMode si apre con un omaggio alla sua amica regista Tonie Marshall (1951-2020), a cui è dedicata la mostra, figlia dell’attrice Micheline Presle, che Jean Paul Gaultier ha scoperto all’età di 13 anni in televisione nel film Falbalas di Jacques Becker (1945). «È grazie a questo film che ho deciso di fare il couturier, dichiara lo stilista alla conferenza stampa. Falbalas è stato la mia bibbia, la mia scuola. È una pittura perfetta del mondo della moda, meravigliosa e rara».

La seconda sezione, ♂ ♀️ illustra come gli archetipi femminili e maschili del grande schermo sono in continua evoluzione, rispecchiando e talvolta addirittura anticipando i ruoli delle donne e degli uomini all’interno della società. La terza parte dell’esposizione affronta il tema della Trasgressione, che sin dagli anni 30 appare sui grandi schermi. Da Marlene Dietrich o Katharine Hepburn fino al grande amico Pedro Almodóvar, per il quale ha realizzato i costumi di tre delle sue pellicole.

Pedro Almodóvar, Victoria Abril et Jean Paul Gaultier
sur le tournage de Kika , 1994 © Nacho Pinedo

Sacro e profano si smescolano nella sezione Metallo urlante, dalla Giovanna d’Arco, interpretata da Jean Seberg, Sandrine Bonnaire e Milla Jovovich, alla mitica Barbarella, in cui Jane Fonda assume definitivamente il ruolo di sex symbol. Inoltre, un omaggio a Pierre Cardin et André Courrèges. Acclamati per le loro futuristiche collezioni ready-to-wear, hanno sperimentato nuove forme e materiali interagendo con scienza, design e cinema: Blow-Up (Michelangelo Antonioni, 1966) o Arancia meccanica (Stanley Kubrick, 1971).

Infine, il cinema che parla di moda. Défilés, l’ultimo atto di quest’esposizione, che chiude idealmente il cerchio, aperto dalle sfilate di Falbalas. Il momento della passerella è un punto fermo nella maggior parte dei film la cui trama si svolge all’interno dell’alta moda.

CinéMode è ben lontana dall’essere una mera esposizione di costumi, uno dietro l’altro. Per il regista Costa-Gravas, ex direttore dela Cineteca francese, presente alla conferenza stampa, «ciò che percorre la mostra sono l’umorismo e l’emozione», elementi da sempre propri al creatore di moda. Inoltre, Costa-Gravas ha sottolineanto come il costume è il personaggio: basta il semplice rovesciare una scarpa sotto il manichino che porta un abito Chanel per dargli vita, per renderlo umano.

Jean Paul Gatier ha evidenziato che, come nel cinema, per la magia della luce, un abito puó risplendere come un’armatura. È il caso del vestito di Greta Garbo ne La regina Cristina che apre la sezione Metallo urlante, in cui ha un posto legittimo essendo anch’esso una sorta di corazza.

Dettagli che costellano quest’evento, pieno di glamour. CinéMode è un omaggio al cinema ma anche alla donna, ai suoi differenti aspetti, alle sue molteplici personalità, portate sul grande schermo dall’interpretazione e dal temperamento di magnifiche attrici, valorizzate dall’intelligenza e dalla sensibiltà dei registi.

Il creautore

Cristina Biordi

Cristina Biordi

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