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Giocando sulla parola strawberry – fragola, il Berry Lyndon è un drink ispirato al leggendario film di Stanley Kubrick

Alessia
Scritto da Alessia

Uscito nel 1975, Barry Lyndon è un film che assume un ruolo importante nella filmografia di Stanley Kubrick, perché costituisce il momento di maggiore libertà di espressione del regista. È un film visivo, pieno di immagini e riferimenti estetici. Tutto girato con luce naturale, la storia viene trasformata in quadri da parte del regista, con immagini da mostrare e riguardare.

La presentazione del drink è, quindi, minimale: un drink anche bello da vedere. Il bartender Riccardo Pennacchia del Caffè dei Portici di Bergamo si è ispirato proprio a questi aspetti, creando per l’occasione un vermouth bianco alle fragole non convenzionale, utilizzando l’OSCAR.697 del vermuttista Stefano Di Dio.

L’ambientazione del film nelle campagne inglesi ha ispirato l’uso – come protagonista principale del drink – del Ramsbury Gin. I principali ingredienti di questo Single Estate Gin sono infatti coltivati in Inghilterra, nelle Tenute Ramsbury, che dominano le lussureggianti colline del Wiltshire, tra Londra e Cardiff.

Il limpido e incontaminato fiume Kennet dona l’acqua che viene usata in distilleria e per la crescita di piante e l’allevamento di animali da fattoria. Al processo che realizza l’alcol puro dalla pregiata varietà di grano Horatio (utilizzato per l’alta pasticceria), si aggiungono altre fasi produttive con 9 componenti botaniche: ginepro, mela cotogna, coriandolo, angelica, radice dell’iris (giaggiolo), liquirizia, limone, arancia e cannella. Queste sono distillate insieme con alambicco tradizionale per gin in rame. Alla degustazione il ginepro si infonde delicatamente con i sentori erbacei e fruttati della mela cotogna. Note leggere di agrumi equilibrate da quelle legnose dell’angelica e da quelle speziate della cannella, creano un aroma equilibrato e complesso.

Foto di Ludovica Belotti

Il creautore

Alessia

Alessia

Veneta di nascita (ma vivo a Roma da 10 anni), sono appassionata, abbastanza in questo ordine, di: Steve Jobs, tutto Beatles, Al Pacino, Emma Stone e, da poco, anche di Bruno Mars. Naturalmente amo da morire scrivere, e osservare. Sono curiosa dei nuovi linguaggi contemporanei, in tutte le verie forme.

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