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Erwin Wurm a Parigi: scatti di scultura effimera

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

Dal 4 marzo 2020, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi permette di scoprire il lavoro di Erwin Wurm, da una nuova prospettiva.

L’artista austriaco, nato nel 1954, è noto per il suo lavoro complesso e concettuale, che combina scultura, performance, video, disegno e fotografia, attraverso i quali mette in discussione con umorismo e cinismo il nostro rapporto con il corpo, associando ironia, burlesque e senso dell’assurdo.

Un’esposizione unica

La prima retrospettiva dedicata al suo lavoro fotografico riunisce circa 200 scatti, realizzati dagli anni ’90 ad oggi, esposti sui due piani principali della “casa”, e un’istallazione nel giardino antistante. Questa mostra – la prima del suo genere organizzata a Parigi da molti anni – presenta alcune stampe a contatto originali e delle immagini tratte dagli archivi personali dell’artista, mai esposte finora. L’evento rappresenta un’occasione importante per illustrare il ruolo unico di questo mezzo nel suo lavoro: molto di più che un modo per catturare le sue performance, Wurm vede la fotografia come una forma d’espressione “scultorea” in sé stessa.

L’esposizione esplora il processo artistico con cui Wurm ha prodotto alcune delle sue grandi opere come le Dust Sculptures (Sculture di polvere), create nei primi anni ’90, in cui l’artista poneva un oggetto su una superficie, lo cospargeva di polvere e poi lo rimuoveva per mostrarne l’impronta, il passaggio e la scoparsa, o Fabio Getting Dressed (Fabio si veste; 1992), ispirato alla sua convinzione che il corpo umano, con la sua capacità di riempire un maglione, occupare spazio, guadagnare o perdere peso, è a scultura a sé stante.

Oltre i confini della scultura

Inoltre, sono esposti altri scatti celebri quali Instructions for idieness (Istruzioni per la pigrizia; 2001), How to be Politically Incorrect (Come essere politicamente scorretto; 2002-2003), Thinking About Kant/ Thinking About Montaigne (Pensando a Kant/Pensando a Montaigne; 2004), De profundis (2013) e alcune recenti Polaroid di grande formato. Oltre alle sue foto, video e installazioni, la mostra presenta le sue famose opere interattive One Minute Sculptures (Sculture da un minuto) non solo esponendone gli scatti ma invitando anche i visitatori a mettersi in gioco e diventare sculture viventi, seguendo le istruzioni dell’artista.

Integrando foto, performance e video nel suo processo creativo, Erwin Wurm mette in discussione le qualità formali della scultura come mezzo, sfocando i confini tra performance e vita quotidiana, spettatore e attore. In questo senso, l’artista considera l’atto fisico di guadagnare o perdere peso come un gesto scultoreo e crea nelle sue opere l’illusione di gonfiore o contrazione, avvicinandosi al corpo umano come una scultura o proponendo una visione sconcertante all’uomo e degli oggetti di uso quotidiano. Seguendo questo processo, trasforma i sottaceti o le salsicce in sculture di bronzo o crea un’auto o una casa con “i rotoli di grasso” che parla. Il suo lavoro esprime una critica di fondo della società dei consumi e della cultura contemporanea.

Un artista di fama internazionale

Le sue opere sono esposte in numerose collezioni istituzionali e private, tra cui l’Albertina a Vienna, il Centro Pompidou a Parigi, il Gemeentemuseum all’Aia, il Kunsthaus a Zurigo, il Kunstmuseum di Bonn, il Middelheimmuseum da Anversa, il Ludwig Museum di Colonia, il MoMA di New York, la National Gallery of Victoria a Melbourne, il National Museum of Art di Osaka, la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia; al Guggenheim Museum di New York, allo Städel Museum di Francoforte o alla Tate Modern di Londra.

Inoltre, Erwin Wurm ha esposto in numerose mostre in tutto il mondo. Nel 2017, l’artista ha rappresentato l’Austria alla 57a Biennale di Venezia, in occasione del 20° anniversario delle sue famose One Minute Sculptures.

Il creautore

Cristina Biordi

Cristina Biordi

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