Il silenzio delle sirene di Francesca Verunelli al Centre Pompidou

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 16 Marzo 2024

Tempo stimato per la lettura: 0,9 minuti

L’Ircam presenta, venerdì 29 marzo al Centre Pompidou, Il silenzio delle sirene, una creazione dell’italiana Francesca Verunelli.

Cosa resta della canzone quando la voce scompare? Questa vasta domanda della compositrice Francesca Verunelli prende spunto da un racconto di Kafka in cui le sirene non cantavano.

Una voce senza canto, come un corpo strumentale? La compositrice italiana immagina qui un’opera imponente, una serata completa, realizzata a Venezia, Stoccarda, Lione, Marsiglia e Parigi. Questi cinque brani “senza voci” ma con il prezioso aiuto dei Neue Vocalsolisten viaggiano ai due estremi dell’assenza e della presenza, del canto nella voce e della voce senza canto. Ci sarà un movimento senza voce, senza l’uso delle corde vocali. Un canto d’amore con chitarra acustica, in lingua Griko (greco antico e lingue salentine), un movimento sugli spettri vocali e acustici, con armoniche a bocca, un canto di migrazione, movimento verso l’ignoto di una polifonia poliritmica e microtonale.

Con: Ensemble C Barré, Neue Vocalsolisten Stuttgart, direzione di Sébastien Boin, regia di Antonello Pocetti, elettronica Jean Millot.

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Published On: 16 Marzo 2024

About the Author: Cristina Biordi

Tempo stimato per la lettura: 3 minuti

L’Ircam presenta, venerdì 29 marzo al Centre Pompidou, Il silenzio delle sirene, una creazione dell’italiana Francesca Verunelli.

Cosa resta della canzone quando la voce scompare? Questa vasta domanda della compositrice Francesca Verunelli prende spunto da un racconto di Kafka in cui le sirene non cantavano.

Una voce senza canto, come un corpo strumentale? La compositrice italiana immagina qui un’opera imponente, una serata completa, realizzata a Venezia, Stoccarda, Lione, Marsiglia e Parigi. Questi cinque brani “senza voci” ma con il prezioso aiuto dei Neue Vocalsolisten viaggiano ai due estremi dell’assenza e della presenza, del canto nella voce e della voce senza canto. Ci sarà un movimento senza voce, senza l’uso delle corde vocali. Un canto d’amore con chitarra acustica, in lingua Griko (greco antico e lingue salentine), un movimento sugli spettri vocali e acustici, con armoniche a bocca, un canto di migrazione, movimento verso l’ignoto di una polifonia poliritmica e microtonale.

Con: Ensemble C Barré, Neue Vocalsolisten Stuttgart, direzione di Sébastien Boin, regia di Antonello Pocetti, elettronica Jean Millot.

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