Inside Out, il nuovo film di Pixar Disney fa centro nel cuore del Festival di Cannes 2015

About the Author: Alessia

Published On: 19 Maggio 2015

Tempo stimato per la lettura: 1,5 minuti

Quali emozioni provano i bambini?
Gli stessi che proviamo noi e che sono nella nostra testa.

Inside out fa centro nel cuore del Festival di Cannes 2015, presentato e conclusosi con ovazione di pubblico e critica che vede nell’ultimo capolavoro animato della Disney Pixar (firmato Pete Docter, quello di Monster & co. e Up, per intenderci) presentato fuori concorso al Festival

Una favola, un racconto dove Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto si animano, parlano con la piccola protagonista Riley “costretta” a trasferirsi con i suoi genitori dal Minnesota a San Francisco.

Spiazzate dal cambiamento improvviso di casa, scuola, città, abitudini, le emozioni del suo centro di controllo vanno in tilt, lasciando la piccola in balia dell’apatia. Per cercare di ridare a Riley un suo equilibrio, Gioia e Tristezza si perderanno negli abissi del suo subconscio, ricostruendone pezzo per pezzo la memoria e l’identità.

Creature con sembianze quasi umane, accompagnano gli spettatori in un viaggio a dir poco emozionante nei meandri della psiche umana, dove la memoria nasconde così bene i suoi pensieri che quasi non riesci a scovarli.

Impreparata alla partenza, il brusco cambiamento suscita emozioni diverse; quali di queste sarà quella predominante?
Tutto il film ha un ritmo irresistibile, trovate geniali e esilaranti fanno spazio a momenti dove l’emozione ha il sopravvento ed è qusi inevitabile che lo spettatore si immedesimi nella storia.
Ognuno di noi è come la protagonista, ognuno di noi come Riley soffre, ride, prova rabbia e un momento dopo, solo pura felicità.

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Published On: 19 Maggio 2015

About the Author: Alessia

Tempo stimato per la lettura: 4 minuti

Quali emozioni provano i bambini?
Gli stessi che proviamo noi e che sono nella nostra testa.

Inside out fa centro nel cuore del Festival di Cannes 2015, presentato e conclusosi con ovazione di pubblico e critica che vede nell’ultimo capolavoro animato della Disney Pixar (firmato Pete Docter, quello di Monster & co. e Up, per intenderci) presentato fuori concorso al Festival

Una favola, un racconto dove Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto si animano, parlano con la piccola protagonista Riley “costretta” a trasferirsi con i suoi genitori dal Minnesota a San Francisco.

Spiazzate dal cambiamento improvviso di casa, scuola, città, abitudini, le emozioni del suo centro di controllo vanno in tilt, lasciando la piccola in balia dell’apatia. Per cercare di ridare a Riley un suo equilibrio, Gioia e Tristezza si perderanno negli abissi del suo subconscio, ricostruendone pezzo per pezzo la memoria e l’identità.

Creature con sembianze quasi umane, accompagnano gli spettatori in un viaggio a dir poco emozionante nei meandri della psiche umana, dove la memoria nasconde così bene i suoi pensieri che quasi non riesci a scovarli.

Impreparata alla partenza, il brusco cambiamento suscita emozioni diverse; quali di queste sarà quella predominante?
Tutto il film ha un ritmo irresistibile, trovate geniali e esilaranti fanno spazio a momenti dove l’emozione ha il sopravvento ed è qusi inevitabile che lo spettatore si immedesimi nella storia.
Ognuno di noi è come la protagonista, ognuno di noi come Riley soffre, ride, prova rabbia e un momento dopo, solo pura felicità.

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