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Wang Keping apre il suo atelier all’ombra degli alberi del museo Rodin

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

Dal 3 maggio al 5 giugno 2022, il sottobosco dei giardini del Museo Rodin a Parigi si trasforma nell’atelier a cielo aperto dello scultore Wang Keping.

Vicino alla natura, come lo era anche Auguste Rodin, l’artista cinese lavora direttamente sotto gli occhi del pubblico a quattro sculture lignee monumentali. Questo primo invito del Museo Rodin a un artista contemporaneo è un’opportunità unica per i visitatori di scoprire il processo creativo di un’opera e la sua realizzazione. Una volta terminate, le sculture lasceranno il parco per essere vendute a qualche collezionista.

Dalla Cina a Parigi, alla scoperta della scultura

Nato nel 1949 vicino a Pechino, Wang Keping ha vissuto gli sconvolgimenti della Rivoluzione culturale. Operaio, soldato, attore, scrittore, diventa scultore – come racconta in occasione del vernissage -, dopo aver visto le opere di Rodin. Quando era giovane, non conosceva la scultura, ovvero pensava che le statue di Mao Tse-tung facessero parte della propaganda, ma che non avessero nulla a che vedere con l’arte.

Non conosceva nessun scultore cinese e tantomeno straniero. Autodidatta, e senza formazione accademica, dice di aver inventato la sua tecnica unica. Profondamente cinese d’influenza e di cultura, non pratica però quella che chiama “arte cinese”.

La sensualità dei corpi di Rodin

In Cina, qualche anno dopo la morte di Mao Tse-tung, nel 1979, Keping partecipa alla creazione del gruppo di artisti dissidenti denominato le “Stelle”, affrontando in seguito la censura politica e la privazione della libertà, prima di esiliarsi in Francia nel 1984. In questo periodo scopre gli artisti stranieri.

«Dai corpi nudi femminili scolpiti di Rodin emerge una luce brillante d’amore e, allo stesso tempo, una vibrante appello alla libertà» , afferma Wang Keping. «La celebrazione delle donne nell’opera di Rodin ha lasciato un’impronta profonda nel mio percorso creativo, guidando la mia testa e le mie mani, muovendomi dall’ideazione alla realizzazione, dal 1978 ad oggi».

Il ciclo naturale dell’opera

Wang Keping opera direttamente sui tronchi d’albero dai quali fa emergere forme sensuali, piene d’emozione e poesia. Il legno è al centro del suo lavoro, scandito dalle stagioni. L’inverno e l’inizio della primavera sono dedicati ai preparativi. «Sono i legni duri e i nodi che mi interessano», continua spiegando che i tronchi vengono prima cotti a vapore per riparare le vene, prima di essere intagliati con una motosega.

In seguito, utilizza attrezzi sempre più fini per far parlare il legno. Lo carteggia e lo brucia, lo carteggia e lo brucia di nuovo, fino a che la forma emerge e svela l’anima che la materia impone: forme femminili, arrotondate, sensuali, morbide e lisce come la pelle. In questo processo che può durare anche degli anni, il tempo che il legno si secchi, l’artista conserva i cambiamenti che la materia subisce durante la sua realizzazione. La luce e la meteorologia influiscono infatti sulla scultura stessa.

Wang Keping immerso nella creazione

All’ombra degli alberi, Wang Keping terminerà le sue opere. Un atto di generosità da parte dell’artista nel mostrare le sue creazioni in fieri. Per conoscere meglio la genesi delle sue sculture è possibile guardare un video nella hall del museo, dove inoltre si trova un’altra scultura, che resterà permanentemente, dal titolo L’Amour des Forêts. Lo stesso video è accessibile sul sito del museo parigino. Il visitatore è invitato a venire, e a ritornare, per vedere i progressi dell’artista.

Un dialogo tra forme e materiali, in un angolo di paradiso. È possibile ammirare e toccare queste statue contemporanee, sistemate vicino a quelle del grande scultore francese, fino al 5 giugno. Ma per vedere Wang Keping all’opera, bisogna recarsi al parco nel pomeriggio – dei martedì, giovedì, sabato e domenica-, almeno che non piova. I giardini del museo sono accessibili gratuitamente. Un’opportunità unica da non perdere.

Il creautore

Cristina Biordi

Cristina Biordi

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