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Ibeacon, il marketing di prossimità e la micro geolocalizzazione

Logo Ibeacon

Da quando Apple nel 2013 ha lanciato la sua nuova tecnologia Ibeacon, in Italia e in tutto il mondo sono aumentate nettamente società e aziende che provano a sfruttare questa nuova tecnologia nel campo del marketing di prossimità e della micro geo-localizzazione.
Ma come funziona effettivamente Ibeacon e quali possono essere le sue funzioni nell’ambito del marketing di prossimità?
La tecnologia Ibeacon permette di far interagire lo smartphone e il suo proprietario con l’ambiente circostante sfruttando una connessione Bluetooth 4.0 LE a basso consumo.
Basta installare un’applicazione sul proprio cellulare in grado di “dialogare” con i beacon, dispositivi bluetooth settati appositamente, vicini ed il gioco è fatto.
Il beacon crea un’area di prossimità dove ogni persona con il bluetooth acceso può ricevere una notifica.
I principali utilizzi di Ibeacon sono nell’ambito retail e museale, ma la sua applicazione può essere estesa a diversi campi.

Nell’ambito retail, per esempio, è possibile utilizzare Ibeacon in almeno 4 situazioni diverse:
– intercettando il cliente che sta passando davanti al nostro negozio e proponendogli un’offerta particolare di un prodotto all’interno o un coupon per uno sconto generico;
– dopo aver fatto entrare il cliente nel negozio, è possibile inviare lui una notifica con una particolare promozione per il prodotto a cui sta passando vicino oppure per fargli vedere altri colori e modelli simili;
– dopo che il cliente ha acquistato il prodotto è possibile inviargli un’ulteriore promozione per acquistare prodotti affini a ciò che lui ha acquistato, per esempio una cravatta da abbinare alla camicia;
– un altro possibile utilizzo è quello di segnalare al cliente che un prodotto su cui lui ha cliccato mi piace sull’applicazione è disponibile all’interno del negozio, magari con uno sconto a lui dedicato.
Tra i primi store ad aver utilizzato la tecnologia Ibeacon vi sono i negozi di Macy’s a New York e San Francisco, come possiamo vedere nel video promozionale qui sotto.

Fortunatamente in questo caso l’Italia non è rimasta a guardare e ha subito pensato a come utilizzare la tecnologia Ibeacon nel comparto artistico, settore in cui l’Italia primeggia a livello mondiale.
Una start-up italiana, UltraViolet, ha concluso a settembre 2014 un accordo con il museo di Palazzo Farnese a Piacenza, per dotare la struttura della tecnologia Ibeacon (nel video in basso la presentazione dell’applicazione). Palazzo Farnese è il primo in Italia e uno dei primi cinque in Europa a dotarsi di Ibeacon.
Sfruttando questa tecnologia il visitatore può avere informazioni aggiuntive sull’opera che sta visitando, per esempio una spiegazione dettagliata su di essa o sul suo autore, scoprire il percorso più breve per raggiungere un’altra opera oppure, anche da casa, crearsi il suo itinerario personalizzato.
Per i visitatori, inoltre, l’esperienza artistica non finisce nel museo: da casa potranno infatti continuare a consultare le informazioni sulle opere viste e apprezzate durante la mostra.
Per quanto riguarda i musei, il grande vantaggio della tecnologia Ibeacon è il fatto di poter aggiornare costantemente i contenuti dedicati alle opere e di non dover continuamente sostenere spese per la manutenzione delle audioguide.
La tecnologia Ibeacon è quindi ufficialmente arrivata in Italia, ed è pronta a rivoluzionare totalmente le nostre esperienze d’acquisto e di fruizione dell’immenso patrimonio artistico italiano.

Il creautore

Redazione Vivicreativo

Redazione Vivicreativo

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