Legacy: scatti iconici d’Helmut Newton a Vienna

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 27 Ottobre 2022

Tempo stimato per la lettura: 6,7 minuti

“Non sono un artista. Sono un fotografo”. Così si definiva Helmut Newton, al quale è dedicata la retrospettiva Helmut Newton Legacy. Dal 19 ottobre 2022 al 15 gennaio 2023, la Bank Austria Kunstforum Wien celebra il centesimo compleanno del fotografo tedesco-australiano (1920- 2004). Il ritardo, dovuto alla pandemia, ha permesso d’arricchire la mostra, curata da Matthias Harder e Evelyn Benesch, che presenta oltre 250 opere per documentare la sua opera completa.

Newton, figura controversa che non ha mai smesso di affascinare e provocare, è rinomato principalmente per i suoi cliché carichi d’erotismo di donne: potenti, aggressive, sicure di sé – nude e vestite – che sembrano sfidare lo spettatore. Le sue foto sono state pubblicate su numerose riviste: il loro carattere iconico ha lasciato un segno indelebile nella memoria visiva collettiva. Di volta in volta, Newton sonda i limiti della società e della morale, ridefinendone occasionalmente alcuni.

L’Australia nuovo punto di partenza

Il giovane Helmut comincia la sua gavetta presso lo studio della fotografa di moda berlinese Yva, che muore in un campo di concentramento. Nel 1938, essendo anche lui ebreo, Newton lascia la Germania dei nazisti per rifugiarsi, passando per Singapore., in Australia dove inizia la sua carriera di fotografo di moda. Qui incontra la sua futura moglie, l’attrice June Brunell, donna della sua vita, che lo affianca durante tutta la sua professione.

Newton ha fotografato per le più importanti riviste di moda, Vogue, Elle e Queen francese, italiane, americane e britanniche, e così facendo affascinato un pubblico di milioni di persone. Ha aperto la strada ad altri grazie al suo stile inimitabile, manico del dettaglio e della messa in scena, che nasce lavorando nella Parigi degli anni Sessanta.

Helmut Newton – Elle, Paris, 1969 © Helmut Newton Foundation
Quell’oscuro oggetto del desiderio

È nella Ville Lumière degli anni Sessanta si apre un nuovo capitolo in cui “l’oggetto del desiderio” viene messo in scena in un contesto “fittizio”, creando atmosfere e catturando lo spirito del tempo. La sua ispirazione in quel periodo deriva dai romanzi gialli di Raymond Chandler e dai film noir americani, o da quelli di Alfred Hitchcock, François Truffaut e senza dimenticare Federico Fellini.

I suoi scatti, a volte provocatori, sono diventati iconici. Raccontano una storia, in una sequenza di scatti o in una sola immagine. Realizza un lavoro di preproduzione degli shooting estremamente accurato. Newton si rivela come un fotografo colto dalle numerose referenze cinematografie, letterarie e artistiche.

Glamour e seduzione

Negli anni ’70, a seguito di un infarto a New York, cambia modo di lavorare. Diventa più selettivo: accetta solo gli incarichi che reputa interessanti e stimolanti. Non sempre d’accordo con i suoi committenti, dalla cui visione si è talvolta sentito limitato, Newton avverte allora il bisogno di mettere in discussione le modalità tradizionali di rappresentazione.

Di conseguenza, inizia a mettere in scena le sue modelle in uno scenario specifico: nelle strade di Parigi, in love hotel o nel quadro di una storia di paparazzi. In queste ambientazioni, Newton crea un’atmosfera di eleganza e d’ambivalenza all’interno della scena dell’alta moda governata dal lusso e dall’eccentricità. Lavora per Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld e Thierry Mugler.

Autoritratto, con modelle e moglie
Spogliare la moda e le modelle

All’inizio degli anni ’80, Newton si dedica alla fotografia di nudo e sviluppa un’idea visiva radicale per Vogue (italiano e francese): chiede alle sue modelle, prima a Brescia, poi a Parigi, di spogliarsi dopo un servizio di moda e fotografarle di nuovo esattamente nella stessa posa, ma nude. La pubblicazione di questi dittici provoca lo scandalo. Ormai leggendarie la serie Naked e Dressed anticipa quella dei Big Nudes: ritratti dal forte impatto di modelle nude a grandezza naturale.

Accusato alcune volte di sessismo e misoginia, Newton è stato difeso proprio dalle persone che ha ritratto, che hanno sempre assicurato che regnava un buon clima durante gli shooting, che spesso si svolgevano in presenza di sua moglie June.

June: gli altri occhi di Newton

Nella mostra la Bank Austria Kunstforum Wien, oltre le serie sopracitate, è esposto anche uno scatto che è un po’ l’emblema di questo gioco di “squadra” e di “riflessi”: Autoritratto, con modelle e moglie. Riflessi in uno specchio si vede Newton che fotografa una modella nuda. Il “non-artista” ha il volto nascosto perché in macchina, mentre accanto allo specchio c’è June, seduta, che osserva.

Newton si affida al suo sguardo. June supervisiona il lavoro o scruta lo spettatore che guarda la fotografia? Un altro paio di gambe nude appare nell’immagine. Nel quadro c’è un’altra persona che guarda la scena non vista. La porta dello studio è aperta, si vede la strada, quasi a ironizzare sull’idea di voyerismo: non c’è alcun bisogno di spiare dal buco della serratura.

Helmut Newton, Romy Schneider, Paris, 1974 – © Helmut Newton Foundation
Ritratti di famosi e processo creativo

L’interesse di Newton per la fotografia di ritratto si è evoluto anche negli anni ’80 e ’90, supportato da commissioni di riviste come Vanity Fair, Paris Match. I protagonisti dei suoi scatti sono figure del mondo del cinema, della moda e delle arti. Persone famose, affascinati e potenti. E come nel suo stile, per ognuno di loro ha creato una messa in scena.

A Vienna, in mostra le foto di David Bowie, Mick Jagger, Andy Warhol, Catherine Deneuve, Romy Schneider, Charlotte Rampling…Inoltre, l’esposizione permette di conoscere alcuni aspetti meno noti del lavoro di Newton, grazie a numerose Polaroid, provini a contatto e altro materiale d’archivio, che offrono una visione più completa e intima del processo creativo di Newton.

Elegante decadenza e provocazione

La fotografia provocatoria e trascendente di genere di Newton – che si estende su quasi sei decenni – sfugge a qualsiasi tipo di categorizzazione. Consumismo ed eleganza, stile e il voyeurismo si combinano per rendere Helmut Newton un mix inimitabile che non può essere facilmente districato.

La sua opera fotografica non è solo unica, ma praticamente senza rivali per l’ampiezza della portata, avendo raggiunto milioni di persone attraverso le pagine delle più importanti riviste al mondo.

La grande mostra alla Bank Austria Kunstforum Wien – prodotta in collaborazione con la Helmut Newton Foundation di Berlino – punta i riflettori sull’intera carriera di questo straordinario fotografo, in continua evoluzione dagli anni Sessanta fino all’inizio del millennio attuale.

Foto apertura: Helmut Newton Fashion, Melbourne, 1955 © Helmut Newton Foundation

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Published On: 27 Ottobre 2022

About the Author: Cristina Biordi

Tempo stimato per la lettura: 18 minuti

“Non sono un artista. Sono un fotografo”. Così si definiva Helmut Newton, al quale è dedicata la retrospettiva Helmut Newton Legacy. Dal 19 ottobre 2022 al 15 gennaio 2023, la Bank Austria Kunstforum Wien celebra il centesimo compleanno del fotografo tedesco-australiano (1920- 2004). Il ritardo, dovuto alla pandemia, ha permesso d’arricchire la mostra, curata da Matthias Harder e Evelyn Benesch, che presenta oltre 250 opere per documentare la sua opera completa.

Newton, figura controversa che non ha mai smesso di affascinare e provocare, è rinomato principalmente per i suoi cliché carichi d’erotismo di donne: potenti, aggressive, sicure di sé – nude e vestite – che sembrano sfidare lo spettatore. Le sue foto sono state pubblicate su numerose riviste: il loro carattere iconico ha lasciato un segno indelebile nella memoria visiva collettiva. Di volta in volta, Newton sonda i limiti della società e della morale, ridefinendone occasionalmente alcuni.

L’Australia nuovo punto di partenza

Il giovane Helmut comincia la sua gavetta presso lo studio della fotografa di moda berlinese Yva, che muore in un campo di concentramento. Nel 1938, essendo anche lui ebreo, Newton lascia la Germania dei nazisti per rifugiarsi, passando per Singapore., in Australia dove inizia la sua carriera di fotografo di moda. Qui incontra la sua futura moglie, l’attrice June Brunell, donna della sua vita, che lo affianca durante tutta la sua professione.

Newton ha fotografato per le più importanti riviste di moda, Vogue, Elle e Queen francese, italiane, americane e britanniche, e così facendo affascinato un pubblico di milioni di persone. Ha aperto la strada ad altri grazie al suo stile inimitabile, manico del dettaglio e della messa in scena, che nasce lavorando nella Parigi degli anni Sessanta.

Helmut Newton – Elle, Paris, 1969 © Helmut Newton Foundation
Quell’oscuro oggetto del desiderio

È nella Ville Lumière degli anni Sessanta si apre un nuovo capitolo in cui “l’oggetto del desiderio” viene messo in scena in un contesto “fittizio”, creando atmosfere e catturando lo spirito del tempo. La sua ispirazione in quel periodo deriva dai romanzi gialli di Raymond Chandler e dai film noir americani, o da quelli di Alfred Hitchcock, François Truffaut e senza dimenticare Federico Fellini.

I suoi scatti, a volte provocatori, sono diventati iconici. Raccontano una storia, in una sequenza di scatti o in una sola immagine. Realizza un lavoro di preproduzione degli shooting estremamente accurato. Newton si rivela come un fotografo colto dalle numerose referenze cinematografie, letterarie e artistiche.

Glamour e seduzione

Negli anni ’70, a seguito di un infarto a New York, cambia modo di lavorare. Diventa più selettivo: accetta solo gli incarichi che reputa interessanti e stimolanti. Non sempre d’accordo con i suoi committenti, dalla cui visione si è talvolta sentito limitato, Newton avverte allora il bisogno di mettere in discussione le modalità tradizionali di rappresentazione.

Di conseguenza, inizia a mettere in scena le sue modelle in uno scenario specifico: nelle strade di Parigi, in love hotel o nel quadro di una storia di paparazzi. In queste ambientazioni, Newton crea un’atmosfera di eleganza e d’ambivalenza all’interno della scena dell’alta moda governata dal lusso e dall’eccentricità. Lavora per Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld e Thierry Mugler.

Autoritratto, con modelle e moglie
Spogliare la moda e le modelle

All’inizio degli anni ’80, Newton si dedica alla fotografia di nudo e sviluppa un’idea visiva radicale per Vogue (italiano e francese): chiede alle sue modelle, prima a Brescia, poi a Parigi, di spogliarsi dopo un servizio di moda e fotografarle di nuovo esattamente nella stessa posa, ma nude. La pubblicazione di questi dittici provoca lo scandalo. Ormai leggendarie la serie Naked e Dressed anticipa quella dei Big Nudes: ritratti dal forte impatto di modelle nude a grandezza naturale.

Accusato alcune volte di sessismo e misoginia, Newton è stato difeso proprio dalle persone che ha ritratto, che hanno sempre assicurato che regnava un buon clima durante gli shooting, che spesso si svolgevano in presenza di sua moglie June.

June: gli altri occhi di Newton

Nella mostra la Bank Austria Kunstforum Wien, oltre le serie sopracitate, è esposto anche uno scatto che è un po’ l’emblema di questo gioco di “squadra” e di “riflessi”: Autoritratto, con modelle e moglie. Riflessi in uno specchio si vede Newton che fotografa una modella nuda. Il “non-artista” ha il volto nascosto perché in macchina, mentre accanto allo specchio c’è June, seduta, che osserva.

Newton si affida al suo sguardo. June supervisiona il lavoro o scruta lo spettatore che guarda la fotografia? Un altro paio di gambe nude appare nell’immagine. Nel quadro c’è un’altra persona che guarda la scena non vista. La porta dello studio è aperta, si vede la strada, quasi a ironizzare sull’idea di voyerismo: non c’è alcun bisogno di spiare dal buco della serratura.

Helmut Newton, Romy Schneider, Paris, 1974 – © Helmut Newton Foundation
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L’interesse di Newton per la fotografia di ritratto si è evoluto anche negli anni ’80 e ’90, supportato da commissioni di riviste come Vanity Fair, Paris Match. I protagonisti dei suoi scatti sono figure del mondo del cinema, della moda e delle arti. Persone famose, affascinati e potenti. E come nel suo stile, per ognuno di loro ha creato una messa in scena.

A Vienna, in mostra le foto di David Bowie, Mick Jagger, Andy Warhol, Catherine Deneuve, Romy Schneider, Charlotte Rampling…Inoltre, l’esposizione permette di conoscere alcuni aspetti meno noti del lavoro di Newton, grazie a numerose Polaroid, provini a contatto e altro materiale d’archivio, che offrono una visione più completa e intima del processo creativo di Newton.

Elegante decadenza e provocazione

La fotografia provocatoria e trascendente di genere di Newton – che si estende su quasi sei decenni – sfugge a qualsiasi tipo di categorizzazione. Consumismo ed eleganza, stile e il voyeurismo si combinano per rendere Helmut Newton un mix inimitabile che non può essere facilmente districato.

La sua opera fotografica non è solo unica, ma praticamente senza rivali per l’ampiezza della portata, avendo raggiunto milioni di persone attraverso le pagine delle più importanti riviste al mondo.

La grande mostra alla Bank Austria Kunstforum Wien – prodotta in collaborazione con la Helmut Newton Foundation di Berlino – punta i riflettori sull’intera carriera di questo straordinario fotografo, in continua evoluzione dagli anni Sessanta fino all’inizio del millennio attuale.

Foto apertura: Helmut Newton Fashion, Melbourne, 1955 © Helmut Newton Foundation