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Les Ailleurs, il festival parigino per esplorare mondi artificiali

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

È in corso, a Parigi, la prima edizione del festival Les Ailleurs presso la Gaîté Lyrique. La manifestazione, dal 22 maggio all’11 luglio 2021, presenta una selezione delle migliori esperienze immersive e multisensoriali in realtà virtuale, realizzate da artisti di tutto il mondo. In un’era in cui la crisi sanitaria spinge gli artisti a creare digitalmente e le istituzioni a immaginare percorsi più “immateriali”, la manifestazione si interroga quest’anno su tematiche d’attualità. Il festival è ideato dalla rivista francese di fotografia Fisheye, co-organizzato dalla Gaîté Lyrique e co-fondato da Les Rencontres d’Arles e BNP Paribas.

Un’esposizione: tre percorsi

Realtà virtuale e aumentata, spazializzazione del suono, schermi interattivi, esperienze personalizzate … Il festival riunisce una vasta gamma di scenari immersivi, destinati a far addentrare lo spettatore in universi affascinanti. Diviso in tre percorsi – Voyages sauvage, Transports intimes e Dimensions parallèlesLes Ailleurs trasporta il pubblico in mondi sconosciuti, attraverso dei viaggi metafisici. Un invito alla meditazione e all’introspezione, alla riflessione su questioni climatiche e sociali, tra attualità e passato.

Paper Beast di Eric Chachi
Viaggi simbiotici con il non umano

Voyages sauvage invita lo spettatore a tuffarsi in una natura selvatica e alla scoperta del non umano. In Paper Beast, Eric Chachi immagina uno strano territorio, nato dalle profondità di Internet. Nel cuore di questo universo, le creature che evocano gli origami di carta si evolvono e diventano le nostre guide. Un’odissea onirica che usa la poetica per celebrare gli organismi che abitano il nostro pianeta. The Jellyfish nasce dalla collaborazione tra Mélodie Mousset (HanaHana) e Edo Fouilloux. Un’immersione sottomarina dove creature fantastiche prendono vita quando si entra in contatto con loro creando una simbiosi vibrazionale attraverso la voce.

Attraverso Of Hybrids and Strings, l’artista Lauren Moffatt trasporta in una finzione, in un nuovo modo di essere al mondo e tessere un rapporto con flora e fauna. Infine, la quarta opera di questa sezione, La Polyrythmie des cachalots dell’artista Antoine Bertin, tra biologia subacquea e bioacustica, passando per la sound art, riporta il visitatore sottacqua, per nuotare e conversare insieme a delle balene.

The Book of Distance di Randall Okit
Esperienze alla frontiera di sé stessi

Transports intimes offre esperienze introspettive attraverso alcune creazioni ispirate ai problemi della società contemporanea. Bettina Katja, Uwe Brunner e Joan Soler-Adillon immaginano The Smallest of Worlds, un’opera interattiva e partecipativa. Una raccolta di testimonianze di persone di tutto il mondo sul come hanno trascorso il confinamento. Un modo per condividere la tua vita quotidiana, per creare collegamenti al cuore di una pandemia globale.

What is Left of Reality? di Ierre Zandrowicz e Ferdinand Dervieux si propone di cogliere, in un’installazione interattiva, il profondo sconvolgimento di chi soffre di solastalgia. Come possiamo vivere nella paura che la nostra realtà si fermi dall’oggi al domani a causa della crisi climatica in atto? A concludere il percorso, The Book of Distance di Randall Okit. Un viaggio nel tempo attraverso la commovente storia d’immigrazione. Nel 1935, Yonezo Okita lasciò la sua casa a Hiroshima, in Giappone per iniziare una nuova vita in Canada. A causa della guerra e del razzismo diventa il nemico. Un’opera dal grande potere evocativo che chiama lo spettatore a interagire con i protagonisti della storia.

To the Moon di Laurie Anderson & Hsin-Chien Huang
Viaggi iniziatici ed esotici

Infine, Dimensions parallèles, più sperimentale, chiama lo spettatore a perdersi nel virtuale, e diventare tutt’uno con l’invisibile. Frutto di dieci anni di lavoro dell’artista Robin Arnott, Soundself è in equilibrio tra meditazione e viaggio psichedelico. Sdraiato comodamente, il pubblico interagisce attraverso la propria voce. Un’opera tanto unica quanto catartica. Laurie Anderson & Hsin-Chien Huang invitano il pubblico a indossare la combinazione d’astronauta e a passeggiare sulla Luna, attraverso To the Moon. Un punto di vista straordinario dal quale si possono ammirare nuove costellazioni, attraversare la struttura del DNA, vedere il proprio corpo mutare, fluttuare e ammirare inoltre, una rosa di pietra, chiaro riferimento al Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. O di Qiu Yang regala una performance straordinaria dell’attore Olivier de Sagazan. Secondo Qiu Yang viviamo in uno stato di auto-allucinazione. Uno stato rappresentato perfettamente da quest’opera in cui lo spettatore assiste e vive, come a teatro, le emozioni del protagonista, un uomo stanco in giacca e cravatta.

Un nuovo rapporto con l’opera d’arte

La realtà virtuale sta entrando nei musei e nei luoghi d’esposizione d’arte mutando le esperienze dei visitatori, portandoli a scoprire nuovi mondi paralleli. Mentre gli artisti lavorano sulle possibilità dell’intelligenza artificiale fino a cedergli il ruolo di creatore. Le esperienze offerte da Les Ailleurs rivelano la pluralità della realtà virtuale odierna. Una mostra, molto interessante e ben organizzata, scandita da diversi eventi: performance artistiche, concerti, conferenze e masterclass, laboratori per un pubblico giovane … Durante la settimana di apertura, una giuria, presieduta dal regista Cédric Klapisch, assegnerà anche il Gran Premio del festival a uno degli autori di realtà virtuale presenti durante questa prima edizione.

Il creautore

Cristina Biordi

Cristina Biordi

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