Loading. L’arte urbana nell’era digitale

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 9 Dicembre 2023

Tempo stimato per la lettura: 4,9 minuti

Nel XX secolo i muri delle città sono caratterizzati da un’ampia diffusione dell’arte urbana; lo spazio pubblico diventa un campo espressivo privilegiato, un luogo di creazione, esposizione e svago per un’arte che si definisce ai margini della legalità. Con l’avvento di Internet e poi dei social network, la street art vive una rivoluzione, portando ad un nuovo rapporto tra gli artisti e la città.

Il Grand Palais Immersif presenta, dal 6 dicembre 2023 al 21 luglio 2024, Loading. L’arte urbana nell’era digitale. L’esposizione curata da Christian Omodeo, ripercorrere la storia dell’arte urbana e illustra l’impatto delle tecnologie di produzione e distribuzione digitale sul lavoro degli artisti in questo campo.

La rivoluzione digitale e l’emancipazione della street art

Il visitatore scopre come queste pratiche artistiche, marginali e dirompenti all’inizio, poi ampiamente acclamate dal pubblico, si sono affermate nell’immaginario comune. Molto più di una semplice storia dell’arte urbana, Loading mira a documentare come la rivoluzione digitale degli ultimi quarant’anni abbia favorito una rivoluzione nelle pratiche di questo mezzo e nella sua appropriazione da parte del pubblico.

Infatti, se l’arte urbana è oggi un fenomeno mondiale, lo si deve al web e alla capacità degli artisti di servirsene. Grazie alle immagini delle loro opere o azioni vandaliche postate in rete, il loro successo è cresciuto in maniera esponenziale. Una fama che si è trasformata in riconoscimento sociale più ampio: da vandali ad artisti.

Un viaggio nel tempo e nello spazio

Ed è sempre la tecnologia digitale che oggi rende possibile di riunire in un unico luogo la diversità degli approcci, e mostrare ciò che esiste solo in situ o è stato creato per essere visto sugli schermi.

Nella grande sala espositiva, detta la “cattedrale”, è proiettato sulle quattro pareti e sul pavimento un video di 25 minuti ricco d’immagini spettacolari e d’archivio. Dalle metropolitane di New York – immortalate da Martha Cooper – ai dipinti realizzati o filmati utilizzando i droni, passando per i grandi murales apparsi a partire dagli anni 2000, fino agli sviluppi più recenti dei graffiti vandalici, alle azioni spettacolari – come quelle esplosive di Vhils.

Una colonna sonora immersiva

I visitatori contemplano l’arte urbana in tutte le sue sfaccettature, immersi in un flusso d’immagini vertiginoso magnificamente ambientate sulle musiche del compositore cileno Roque Rivas che, con l’IRCAM, che ha realizzato il sound design della mostra.

La musica è da sempre associata alla nascita dell’arte urbana. Il paesaggio sonoro della mostra ne è parte integrante e più che un elemento accessorio, ne costituisce una componente importante. Completa la sensazione di immersione desiderata, invita al viaggio, scandisce il vagabondare di ogni visitatore e accompagna la narrazione nelle diverse sezioni espositive.

L Seed, Perception, Le Caire, 2016 ©eL Seed Studio – © Adagp, Paris, 2023

Arte urbana e creatività digitale

Ma Loading è anche la prima mostra sull’arte urbana che beneficia delle innovazioni tecnologiche e della creatività digitale, grazie allo studio Atlas V. Così, per la prima volta, il percorso è composto esclusivamente da opere prodotte in strada, con l’obiettivo di far conoscere ai visitatori grazie alle ricostruzioni digitali gli interventi, alcuni dei quali ormai scomparsi, e viaggiare attraverso il pianeta per ammirare i luoghi più spettacolari e le produzioni più interessanti degli ultimi anni.

Street art al femminile

La mostra si distingue anche per l’importante spazio riservato alle artiste in questo campo. Campeggia la figura di Kashink, che firma l’affiche (foto d’apertura), presente con una breve video intervista realizzata da Omodeo, alcuni lavori e un video in cui è ripresa all’opera.

Dovuto è l’omaggio a una grande artista scomparsa troppo presto: Hyuro. Nel montaggio video della grande sala iniziale, appaiono alcune sequenze di un documentario ancora inedito, in cui l’artista spiega le sue motivazioni di agire in strada.

La street art si apre nuove strade per nuovi pubblici

Se la mostra Loading mette in discussione l’uso degli strumenti digitali da parte degli artisti, è anche interessata allo status ambivalente delle opere che ora sono progettate per essere viste tanto nel mondo reale quanto negli universi virtuali, tra cui quello dei video giochi.

Negli ultimi vent’anni sono infatti emersi due pubblici distinti, man mano che Internet e i social network si sono affermati nella vita quotidiana. Oggi ogni artista può decidere chi contattare per primo. Un’opera può essere dipinta per il passante che la scoprirà per strada, per gli spettatori che la vedranno sul cellulare o per questi due pubblici contemporaneamente, senza che la loro scelta sia necessariamente leggibile.

Le tecnologie immersive per una nuova narrazione dell’arte urbana

Ma Loading. L’arte urbana nell’era digitale è anche la prima mostra a mettere le tecnologie immersive al servizio dell’arte urbana, con l’obiettivo di pensare e produrre modelli espositivi alternativi a quelli già esistenti. «Non è un caso che per questo progetto non sia stata presa in considerazione la produzione in studio di alcuni artisti urbani, ormai integrati nei circuiti ufficiali dell’arte contemporanea», dichiara Christian Omodeo.

Ora, le nuove tecnologie permettono di fare ciò che fino a qualche anno fa era inimmaginabile: una mostra di arte urbana incentrata esclusivamente sulla produzione – legale, illegale, spontanea – di street art di tutto il mondo. Loading permette così, grazie alle nuove possibilità del digitale e dell’immersività, di costruire una narrazione alternativa dell’arte urbana.

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Il Grand Palais Immersif presenta, dal 6 dicembre 2023 al 21 luglio 2024, Loading. L’arte urbana nell’era digitale. L’esposizione curata da Christian Omodeo, ripercorrere la storia dell’arte urbana e illustra l’impatto delle tecnologie di produzione e distribuzione digitale sul lavoro degli artisti in questo campo.

La rivoluzione digitale e l’emancipazione della street art

Il visitatore scopre come queste pratiche artistiche, marginali e dirompenti all’inizio, poi ampiamente acclamate dal pubblico, si sono affermate nell’immaginario comune. Molto più di una semplice storia dell’arte urbana, Loading mira a documentare come la rivoluzione digitale degli ultimi quarant’anni abbia favorito una rivoluzione nelle pratiche di questo mezzo e nella sua appropriazione da parte del pubblico.

Infatti, se l’arte urbana è oggi un fenomeno mondiale, lo si deve al web e alla capacità degli artisti di servirsene. Grazie alle immagini delle loro opere o azioni vandaliche postate in rete, il loro successo è cresciuto in maniera esponenziale. Una fama che si è trasformata in riconoscimento sociale più ampio: da vandali ad artisti.

Un viaggio nel tempo e nello spazio

Ed è sempre la tecnologia digitale che oggi rende possibile di riunire in un unico luogo la diversità degli approcci, e mostrare ciò che esiste solo in situ o è stato creato per essere visto sugli schermi.

Nella grande sala espositiva, detta la “cattedrale”, è proiettato sulle quattro pareti e sul pavimento un video di 25 minuti ricco d’immagini spettacolari e d’archivio. Dalle metropolitane di New York – immortalate da Martha Cooper – ai dipinti realizzati o filmati utilizzando i droni, passando per i grandi murales apparsi a partire dagli anni 2000, fino agli sviluppi più recenti dei graffiti vandalici, alle azioni spettacolari – come quelle esplosive di Vhils.

Una colonna sonora immersiva

I visitatori contemplano l’arte urbana in tutte le sue sfaccettature, immersi in un flusso d’immagini vertiginoso magnificamente ambientate sulle musiche del compositore cileno Roque Rivas che, con l’IRCAM, che ha realizzato il sound design della mostra.

La musica è da sempre associata alla nascita dell’arte urbana. Il paesaggio sonoro della mostra ne è parte integrante e più che un elemento accessorio, ne costituisce una componente importante. Completa la sensazione di immersione desiderata, invita al viaggio, scandisce il vagabondare di ogni visitatore e accompagna la narrazione nelle diverse sezioni espositive.

L Seed, Perception, Le Caire, 2016 ©eL Seed Studio – © Adagp, Paris, 2023

Arte urbana e creatività digitale

Ma Loading è anche la prima mostra sull’arte urbana che beneficia delle innovazioni tecnologiche e della creatività digitale, grazie allo studio Atlas V. Così, per la prima volta, il percorso è composto esclusivamente da opere prodotte in strada, con l’obiettivo di far conoscere ai visitatori grazie alle ricostruzioni digitali gli interventi, alcuni dei quali ormai scomparsi, e viaggiare attraverso il pianeta per ammirare i luoghi più spettacolari e le produzioni più interessanti degli ultimi anni.

Street art al femminile

La mostra si distingue anche per l’importante spazio riservato alle artiste in questo campo. Campeggia la figura di Kashink, che firma l’affiche (foto d’apertura), presente con una breve video intervista realizzata da Omodeo, alcuni lavori e un video in cui è ripresa all’opera.

Dovuto è l’omaggio a una grande artista scomparsa troppo presto: Hyuro. Nel montaggio video della grande sala iniziale, appaiono alcune sequenze di un documentario ancora inedito, in cui l’artista spiega le sue motivazioni di agire in strada.

La street art si apre nuove strade per nuovi pubblici

Se la mostra Loading mette in discussione l’uso degli strumenti digitali da parte degli artisti, è anche interessata allo status ambivalente delle opere che ora sono progettate per essere viste tanto nel mondo reale quanto negli universi virtuali, tra cui quello dei video giochi.

Negli ultimi vent’anni sono infatti emersi due pubblici distinti, man mano che Internet e i social network si sono affermati nella vita quotidiana. Oggi ogni artista può decidere chi contattare per primo. Un’opera può essere dipinta per il passante che la scoprirà per strada, per gli spettatori che la vedranno sul cellulare o per questi due pubblici contemporaneamente, senza che la loro scelta sia necessariamente leggibile.

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Ma Loading. L’arte urbana nell’era digitale è anche la prima mostra a mettere le tecnologie immersive al servizio dell’arte urbana, con l’obiettivo di pensare e produrre modelli espositivi alternativi a quelli già esistenti. «Non è un caso che per questo progetto non sia stata presa in considerazione la produzione in studio di alcuni artisti urbani, ormai integrati nei circuiti ufficiali dell’arte contemporanea», dichiara Christian Omodeo.

Ora, le nuove tecnologie permettono di fare ciò che fino a qualche anno fa era inimmaginabile: una mostra di arte urbana incentrata esclusivamente sulla produzione – legale, illegale, spontanea – di street art di tutto il mondo. Loading permette così, grazie alle nuove possibilità del digitale e dell’immersività, di costruire una narrazione alternativa dell’arte urbana.

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