Che orrore d’arte!

Tempo stimato per la lettura: 2,6 minuti
“La fantasia priva della ragione produce impossibili mostri: unita alla ragione è madre delle arti e origine delle meraviglie“.
Questa è una delle più famose citazioni di Francisco Goya, geniale artista spagnolo vissuto tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo; autore di numerosi dipinti, ritratti, celebri quadri a tema storico, ha affascinato e inquietato il pubblico con una raccolta di 80 incisioni in acquaforte e acquatinta, da molti ritenuti esser il suo capolavoro “I capricci“, di cui il più famoso resta “Il sonno della ragione genera mostri“.
In questi lavori, i primi realizzati dall’artista non su commissione, egli ritrae l’orrore, gli incubi della mente e le bassezze del genere umano; vengono rappresentati mostri alati, alienanti bestie e persone deformate. La tecnica dell’acquaforte permette di nascondere tra i vari chiari – scuro le ombre più cupe, catturando l’osservatore attraverso la rappresentazione dei suoi peggiori incubi.
Goya ci sembrava perfetto per aprire una parentesi sul gusto del macabro e dell’horror nel mondo dell’arte per Halloween, ma non è il solo. Altri artisti si possono considerare l’emblema della vigilia di Tutti i Santi, come l’artista romantico Théodore Géricault con il ritratto dell’alienazione. Il pittore francese ritrae, infatti, le follie e le rovine psichiche di donne e uomini, nei quali l’osservatore quasi si perde nel tentativo di discostarsene: egli dipinge vizi e psicosi molto comuni, come la violenza, la mania del gioco, l’invidia, che rende questi ritratti estremamente macabri e terribilmente attuali.
Tra gli artisti contemporanei, vogliamo citare il coreano Choi Xooang, le sue sculture iperrealiste sono angoscianti, devianti, un vero e proprio pugno nello stomaco. Xooang ha sempre dichiarato che l’intento della sua arte è quello di denunciare l’uomo in quanto essere, al quale la società, il tempo e la storia vieta il sacrosanto diritto di appartenere al genere umano.
Osservate le sue opere, soffermatevi per più di venti secondi su ognuna di esse; ecco, non sarà difficile comprendere come mai egli abbia suscitato tanto scalpore, terrore e un’incredibile curiosità sia in Corea che nel resto del mondo. La sua arte è spaventosa perché spaventoso è l’argomento trattato: ciò lo rende perfettamente capace di trasmettere i suoi pensieri al pubblico.
L’irresistibile fascino del macabro, dell’inquietante e del misterioso ha ammaliato artisti di ogni secolo, facendo da padrone nella mente di alcuni di essi; c’è chi trova ripugnante raffigurare le più infime bruttezze della mente umana, ma è anche vero che senza di esse non potremo ammirare la vera bellezza.
di Sofia Elena Zollo
condividi su
Il tuo sito web è accessibile?
SCOPRILO CON IL TEST GRATUITO
I tools AccessiWeb sono inclusi nella Web Accessibility Evaluation Tools List
del W3C Web Accessibility Initiative (WAI) - Italia. W3C Disclaimer
W3C does not endorse specific vendor products. Inclusion of products in this list does not indicate endorsement by W3C.
Tool descriptions, search criteria, and other information in this database is provided by tool developers, vendors, or others.
The information can change at any time.
Vai al test di accessibilità Tool descriptions, search criteria, and other information in this database is provided by tool developers, vendors, or others.
The information can change at any time.
Che orrore d’arte!
Tempo stimato per la lettura: 7 minuti
“La fantasia priva della ragione produce impossibili mostri: unita alla ragione è madre delle arti e origine delle meraviglie“.
Questa è una delle più famose citazioni di Francisco Goya, geniale artista spagnolo vissuto tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo; autore di numerosi dipinti, ritratti, celebri quadri a tema storico, ha affascinato e inquietato il pubblico con una raccolta di 80 incisioni in acquaforte e acquatinta, da molti ritenuti esser il suo capolavoro “I capricci“, di cui il più famoso resta “Il sonno della ragione genera mostri“.
In questi lavori, i primi realizzati dall’artista non su commissione, egli ritrae l’orrore, gli incubi della mente e le bassezze del genere umano; vengono rappresentati mostri alati, alienanti bestie e persone deformate. La tecnica dell’acquaforte permette di nascondere tra i vari chiari – scuro le ombre più cupe, catturando l’osservatore attraverso la rappresentazione dei suoi peggiori incubi.
Goya ci sembrava perfetto per aprire una parentesi sul gusto del macabro e dell’horror nel mondo dell’arte per Halloween, ma non è il solo. Altri artisti si possono considerare l’emblema della vigilia di Tutti i Santi, come l’artista romantico Théodore Géricault con il ritratto dell’alienazione. Il pittore francese ritrae, infatti, le follie e le rovine psichiche di donne e uomini, nei quali l’osservatore quasi si perde nel tentativo di discostarsene: egli dipinge vizi e psicosi molto comuni, come la violenza, la mania del gioco, l’invidia, che rende questi ritratti estremamente macabri e terribilmente attuali.
Tra gli artisti contemporanei, vogliamo citare il coreano Choi Xooang, le sue sculture iperrealiste sono angoscianti, devianti, un vero e proprio pugno nello stomaco. Xooang ha sempre dichiarato che l’intento della sua arte è quello di denunciare l’uomo in quanto essere, al quale la società, il tempo e la storia vieta il sacrosanto diritto di appartenere al genere umano.
Osservate le sue opere, soffermatevi per più di venti secondi su ognuna di esse; ecco, non sarà difficile comprendere come mai egli abbia suscitato tanto scalpore, terrore e un’incredibile curiosità sia in Corea che nel resto del mondo. La sua arte è spaventosa perché spaventoso è l’argomento trattato: ciò lo rende perfettamente capace di trasmettere i suoi pensieri al pubblico.
L’irresistibile fascino del macabro, dell’inquietante e del misterioso ha ammaliato artisti di ogni secolo, facendo da padrone nella mente di alcuni di essi; c’è chi trova ripugnante raffigurare le più infime bruttezze della mente umana, ma è anche vero che senza di esse non potremo ammirare la vera bellezza.
di Sofia Elena Zollo









seguici su