Nel giardino di Loris Cecchini, scienza e natura s’intrecciano

About the Author: Cristina Biordi

Published On: 24 Giugno 2023

Tempo stimato per la lettura: 6 minuti

Les Graines de mon jardin s’envolent vers d’autres pays (I semi del mio giardino volano verso altri paesi) è la prima mostra personale di Loris Cecchini nella sede parigina della Galleria Continua.

L’esposizione, che si tiene dal 23 giugno al 21 settembre 2023, è costruita attorno all’idea che lo spirito della natura possa essere tradotto attraverso poetiche, linguaggi e processi tecnici eterogenei. Sono riuniti pezzi modulari originali, strettamente legati allo spazio, composti da singoli elementi che plasmano diversi motivi legati all’idea di contaminazione naturale e di dinamica vettoriale. L’artista si appropria dello spazio nella sua interezza grazie all’infinita possibilità di crescita modulare delle proprie opere, che offrono la possibilità di danzare nello spazio, improvvisando forme e strutture come semi piantati nel cuore di un singolare giardino.

Tra immaginario scientifico e ricerca estetica

Figura di spicco della scena artistica internazionale, Loris Cecchini è uno degli artisti italiani contemporanei più esposti al mondo. Il suo linguaggio artistico si sviluppa attorno a una ricca riflessione sui legami tra scienza e natura, apportando all’ingegneria umana una densità e una profondità che solo la poesia è capace di trasmettere. Usando l’organismo come filo conduttore nel suo lavoro affronta la complessa evoluzione dell’arte in relazione alla scienza. Cecchini assembla i suoi moduli in acciaio per formare specie di piante rampicanti, coralli o strutture cristalline, che crescono organicamente con l’intenzione di diffondersi.

La moltiplicazione cellulare

La mostra presenta Zigzags particles, una nuova serie di sculture composte da elementi modulari in fusione di alluminio che danno vita a diversi soggetti: un telescopio astronomico, degli estintori, lo scheletro di una sedia e varie specie di uccelli, che incarnano la materia in trasformazione, dove i veri oggetti sono il movimento e la transizione.

Il modulo particellare di cui sono composti si dispiega in una continua deformazione della superficie, in cui l’orientamento e la densità giocano con il farsi stesso della forma, che sembra subire un processo di aggregazione e disgregazione. Una morfologia transitoria che evita il confinamento e trova analogie nei processi chimico-fisici di aggregazione molecolare.

Les Graines de mon jardin s’envolent vers d’autres pays – Loris Cecchini -presso Galleria Continua Parigi © Cristina Biordi

Lamine di foglie

In linea con l’astrazione diagrammatica caratteristica del lavoro di Loris Cecchini, la nuova serie di sculture a parete Laminascapes si basa su ingrandimenti della lamina nucleare, la fitta rete fibrillare che delimita l’involucro di una cellula, rappresentata attraverso la struttura di una foglia vegetale. I colori saturi che permeano la serie fanno riferimento ai cicli stagionali e alle infinite variazioni di tono degli elementi naturali.

Le nervature rappresentate in sottili linee in rilievo, attraverso le quali la linfa circola per nutrire la foglia, sono un simbolo eterno di rigenerazione, crescita e trasformazione, presente in ogni cultura della Terra. La superficie è vista come un insieme dinamico di forze in cui il colore monocromo, nelle sue variazioni generate dall’assorbimento di luci e ombre dalle fibre che ricoprono la totalità del dipinto, diviene nuovamente un ricettacolo emotivo nello sguardo dello spettatore.

La poesia delle dune

Superfici vibranti e monocromatiche, le opere della serie Aeolian Landforms illustrano l’effetto erosivo dell’aria e dell’acqua e i conseguenti fenomeni su una serie di superfici naturali. Questo effetto si manifesta con “onde” increspate sulla superficie, che evocano la formazione di dune. In natura, le forme eoliche si creano quando le particelle di sedimento vengono sollevate da forze ascensionali, facendole rotolare sulla superficie fino ad atterrare, saltando da un punto all’altro o rimanendo sospese in aria.

Questo dinamismo scientifico viene tradotto dall’artista in un’immagine poetica che evoca un movimento ipnotico, metafora dell’interiorità ma anche del paesaggio. Sollecitando lo sguardo transitorio dello spettatore, l’esperienza si fa fenomeno ottico. Il colore diventa un campo emotivo.

Les Graines de mon jardin s’envolent vers d’autres pays – Loris Cecchini -presso Galleria Continua Parigi © Cristina Biordi

Viaggio orbitale

La texture polverosa della superficie gioca con la profondità del colore dovuta al particolare assorbimento della luce, in una certa relazione con l’idea di sublime. I disegni della serie Gravity slingshot sono costituiti da aggregati di piccoli punti di inchiostro su carta acquerellata, incapsulati in PETG trasparente, un polimero tipico della stampa 3D, termoformato a mano dall’artista, e composti in un movimento fluido che rimandano al comportamento della materia pulviscolare e a un’idea cosmologica: la presenza in ogni disegno di un minerale di varia natura e colore dà luogo a una sorta di viaggio orbitale espresso dalla forza di un piccolo sasso, che crea un vettore direzionale nel tempo e nello spazio.

Costruite continuamente

La mostra presenta inoltre i nuovi moduli Airborne, nuove sculture in acciaio con cui l’artista prosegue la sua ricerca sui sistemi modulari autogenerativi in metalli diversi, installazioni istantanee che possono essere “costruite continuamente”.

Queste sculture combinatorie, apparentemente libere e caotiche ma basate su schemi matematici di ripetizione periodica o geometrie ricorrenti, assumono ciascuna un carattere particolare, rispondendo alle caratteristiche del singolo modulo e al processo di aggregazione adottato, trovando forti analogie con i sistemi di crescita naturali presenti in natura.

Les Graines de mon jardin s’envolent vers d’autres pays – Loris Cecchini -presso Galleria Continua Parigi © Cristina Biordi

Qualche informazione biografica

Loris Cecchini ha partecipato a numerose mostre internazionali, tra cui la 56ª, 51ª e 49ª Biennale di Venezia, la 6ª e 9ª Biennale di Shanghai, la 13ª e 15ª Quadriennale di Roma, la Biennale di Taiwan a Taipei, la Biennale di Valencia in Spagna e la Biennale di Urbanistica e Architettura (UABB) a Shenzhen, Cina. Ha inoltre preso parte a importanti mostre collettive e ha creato diverse installazioni permanenti e in situ, in particolare a Villa Celle a Pistoia e nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze.

Prossimi progetti

In tandem con l’architetto Jean-Marie Duthilleul, l’artista sta lavorando a un’installazione monumentale permanente dal titolo Waterbones, nella stazione della metropolitana di Sevran-Beaudottes del Grand Paris Express, il gigantesco progetto di una nuova metropolitana nella regione dell’Île-de-France.

Nei prossimi mesi, l’artista presenterà una nuova installazione permanente di grandi dimensioni intitolata Orbital Promenade, the chorus of solstices, allestita nel giardino dell’edificio di Via Monte Rosa a Milano, progettato da Renzo Piano, e un’altra installazione sulla facciata del Manoir aux Quat’Saisons, A Belmond Hotel, Oxfordshire, per un periodo di sei mesi.

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Published On: 24 Giugno 2023

About the Author: Cristina Biordi

Tempo stimato per la lettura: 18 minuti

Les Graines de mon jardin s’envolent vers d’autres pays (I semi del mio giardino volano verso altri paesi) è la prima mostra personale di Loris Cecchini nella sede parigina della Galleria Continua.

L’esposizione, che si tiene dal 23 giugno al 21 settembre 2023, è costruita attorno all’idea che lo spirito della natura possa essere tradotto attraverso poetiche, linguaggi e processi tecnici eterogenei. Sono riuniti pezzi modulari originali, strettamente legati allo spazio, composti da singoli elementi che plasmano diversi motivi legati all’idea di contaminazione naturale e di dinamica vettoriale. L’artista si appropria dello spazio nella sua interezza grazie all’infinita possibilità di crescita modulare delle proprie opere, che offrono la possibilità di danzare nello spazio, improvvisando forme e strutture come semi piantati nel cuore di un singolare giardino.

Tra immaginario scientifico e ricerca estetica

Figura di spicco della scena artistica internazionale, Loris Cecchini è uno degli artisti italiani contemporanei più esposti al mondo. Il suo linguaggio artistico si sviluppa attorno a una ricca riflessione sui legami tra scienza e natura, apportando all’ingegneria umana una densità e una profondità che solo la poesia è capace di trasmettere. Usando l’organismo come filo conduttore nel suo lavoro affronta la complessa evoluzione dell’arte in relazione alla scienza. Cecchini assembla i suoi moduli in acciaio per formare specie di piante rampicanti, coralli o strutture cristalline, che crescono organicamente con l’intenzione di diffondersi.

La moltiplicazione cellulare

La mostra presenta Zigzags particles, una nuova serie di sculture composte da elementi modulari in fusione di alluminio che danno vita a diversi soggetti: un telescopio astronomico, degli estintori, lo scheletro di una sedia e varie specie di uccelli, che incarnano la materia in trasformazione, dove i veri oggetti sono il movimento e la transizione.

Il modulo particellare di cui sono composti si dispiega in una continua deformazione della superficie, in cui l’orientamento e la densità giocano con il farsi stesso della forma, che sembra subire un processo di aggregazione e disgregazione. Una morfologia transitoria che evita il confinamento e trova analogie nei processi chimico-fisici di aggregazione molecolare.

Les Graines de mon jardin s’envolent vers d’autres pays – Loris Cecchini -presso Galleria Continua Parigi © Cristina Biordi

Lamine di foglie

In linea con l’astrazione diagrammatica caratteristica del lavoro di Loris Cecchini, la nuova serie di sculture a parete Laminascapes si basa su ingrandimenti della lamina nucleare, la fitta rete fibrillare che delimita l’involucro di una cellula, rappresentata attraverso la struttura di una foglia vegetale. I colori saturi che permeano la serie fanno riferimento ai cicli stagionali e alle infinite variazioni di tono degli elementi naturali.

Le nervature rappresentate in sottili linee in rilievo, attraverso le quali la linfa circola per nutrire la foglia, sono un simbolo eterno di rigenerazione, crescita e trasformazione, presente in ogni cultura della Terra. La superficie è vista come un insieme dinamico di forze in cui il colore monocromo, nelle sue variazioni generate dall’assorbimento di luci e ombre dalle fibre che ricoprono la totalità del dipinto, diviene nuovamente un ricettacolo emotivo nello sguardo dello spettatore.

La poesia delle dune

Superfici vibranti e monocromatiche, le opere della serie Aeolian Landforms illustrano l’effetto erosivo dell’aria e dell’acqua e i conseguenti fenomeni su una serie di superfici naturali. Questo effetto si manifesta con “onde” increspate sulla superficie, che evocano la formazione di dune. In natura, le forme eoliche si creano quando le particelle di sedimento vengono sollevate da forze ascensionali, facendole rotolare sulla superficie fino ad atterrare, saltando da un punto all’altro o rimanendo sospese in aria.

Questo dinamismo scientifico viene tradotto dall’artista in un’immagine poetica che evoca un movimento ipnotico, metafora dell’interiorità ma anche del paesaggio. Sollecitando lo sguardo transitorio dello spettatore, l’esperienza si fa fenomeno ottico. Il colore diventa un campo emotivo.

Les Graines de mon jardin s’envolent vers d’autres pays – Loris Cecchini -presso Galleria Continua Parigi © Cristina Biordi

Viaggio orbitale

La texture polverosa della superficie gioca con la profondità del colore dovuta al particolare assorbimento della luce, in una certa relazione con l’idea di sublime. I disegni della serie Gravity slingshot sono costituiti da aggregati di piccoli punti di inchiostro su carta acquerellata, incapsulati in PETG trasparente, un polimero tipico della stampa 3D, termoformato a mano dall’artista, e composti in un movimento fluido che rimandano al comportamento della materia pulviscolare e a un’idea cosmologica: la presenza in ogni disegno di un minerale di varia natura e colore dà luogo a una sorta di viaggio orbitale espresso dalla forza di un piccolo sasso, che crea un vettore direzionale nel tempo e nello spazio.

Costruite continuamente

La mostra presenta inoltre i nuovi moduli Airborne, nuove sculture in acciaio con cui l’artista prosegue la sua ricerca sui sistemi modulari autogenerativi in metalli diversi, installazioni istantanee che possono essere “costruite continuamente”.

Queste sculture combinatorie, apparentemente libere e caotiche ma basate su schemi matematici di ripetizione periodica o geometrie ricorrenti, assumono ciascuna un carattere particolare, rispondendo alle caratteristiche del singolo modulo e al processo di aggregazione adottato, trovando forti analogie con i sistemi di crescita naturali presenti in natura.

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Nei prossimi mesi, l’artista presenterà una nuova installazione permanente di grandi dimensioni intitolata Orbital Promenade, the chorus of solstices, allestita nel giardino dell’edificio di Via Monte Rosa a Milano, progettato da Renzo Piano, e un’altra installazione sulla facciata del Manoir aux Quat’Saisons, A Belmond Hotel, Oxfordshire, per un periodo di sei mesi.

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