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POP ! secondo Willy Rizzo

Cristina Biordi
Scritto da Cristina Biordi

2009 – 2019. 10 anni d’esposizioni, 10 anni di creazioni, 10 anni di fotografie, 10 anni dello studio Willy Rizzo di Parigi. Un anniversario celebrato con la mostra Pop !. Una serie di scatti firmati e numerati che testimoniano il contributo del fotografo italo-francese al movimento della Pop Art degli anni Settanta. Da Dennis Hopper a Stephanie Seymour, da Jack Nicholson a Jean Seberg, passando per l’iconica Marilyn Monroe e per la splendida attrice italiana, sua moglie e musa, Elsa Martinelli; senza dimenticare le famose figure della Ville Lumière dell’epoca come Jean, la parrucchiera di Saint-Germain-des-Prés, o le modelle Zouzou e Anda.

La mostra, che si conclude l’8 febbraio 2020, è un viaggio nel tempo, sotto il segno del colore, grazie anche agli oggetti raffinati di design ideati dalla creatività geniale del fotografo che immergono il visitatore nell’atmosfera di quegl’anni. Pop! fa entrare nel salotto di Willy Rizzotto, circondati dalle foto di divi, amici e parenti. Un momento glamour e intimo allo stesso tempo.

Nato a Napoli nel 1928, Willy Rizzo ha scoperto quest’arte grazie a una macchina fotografica Agfa che gli regala sua madre. Ha 12 anni e ritrae i suoi compagni di classe al liceo italiano di Parigi, i suoi primi modelli. Alcuni anni dopo, acquistò una Rolleiflex e corse tra gli studi cinematografici parigini per catturare con i suoi scatti le star del tempo. È solo un adolescente ma la rivista Point de vue lo nota. Nel 1945, parte per la Tunisia per realizzare dei reportages dal campo di battaglia con la sua tessera stampa appena acquisita. Arriva la consacrazione, la rivista Life pubblica le sue fotografie anche in copertina.

In seguito, Willy Rizzo ottiene un contratto con France Dimanche, una rivista dedicata alla vita delle celebrità. Siamo nel 1946 e copre il primo Festival di Cannes, entrando definitivamente nel mondo delle stelle cinematografiche che sublima attraverso delle messe in scena personali. Lontano dai cliché rubati, Willy Rizzo scatta immagini originali, divertenti e intime.

Per Paris Match firma la prima copertina a colori con Winston Churchill. Il fumettista Hergé gli rende omaggio rappresentandolo in un paparazzo sotto il nome di Walter Rizotto, in una delle avventure di Tintin dal titolo I gioielli di Castafiore. Nominato direttore artistico di Marie-Claire nel 1959, Willy Rizzo pubblica numerosi servizi di moda anche per Vogue.

Un soggiorno a Roma, nel 1966, segna una svolta nella sua vita. Acquista un appartamento e decide di ristrutturarlo interamente, concependo persino i mobili. Willy Rizzo non ha intenzione di cambiare mestiere, ma i suoi amici che sfilano nel suo pied-à-terre romano si innamorano delle sue creazioni. Gli ordini piovono e la domanda diventa rapidamente tale da costringerlo a fondare la sua azienda, nel 1968 a Tivoli. In pochi anni disegna una trentina di mobili, un mix di classico e moderno, linee dritte e curve audaci, mobili atemporali come le sue immagini. Nasce lo stile Willy Rizzo.

Nel 1978, torna al suo primo grande amore, la fotografia e vende la sua azienda. I mobili di Rizzo sono oggi esposti per la maggior parte al Metropolitan Museum di New York. Willy Rizzo muore a Parigi il 25 febbraio 2016.

Il creautore

Cristina Biordi

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